Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
4/3/2005

Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Metal Gear Solid 3: Snake Eater Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
4/3/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1

Hardware

Una PlayStation 2, una Memory Card e un joypad: non servirà nient'altro per giocare a Metal Gear Solid 3: Snake Eater, oltre ovviamente a una confezione originale del gioco!

Multiplayer

Non sono previste modalità multigiocatore.

Lati Negativi

Link

Anteprima

Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Hideo Kojima, una volta di più, ha dimostrato di saper giocare al meglio la sua mano vincente. Dopo mesi di indiscrezioni, fotografie distribuite con il contagocce, notizie complete a metà, è finalmente giunto E3 2004 e noi di Nextgame.it abbiamo potuto infiltrarci nella giungla dello stand Konami e mettere le mani su un joypad. Era ora!

di Simone Soletta, pubblicato il

Sia quel che sia (probabilmente Kojima sta tenendo in serbo qualche sorpresa, anche se non ci aspettiamo cose clamorose alla Raiden), lo Snake di turno è identico in tutto e per tutto a quello che conosciamo, anche se in realtà è probabilissimo che il soldato in questione si riveli essere nientemeno che Big Boss, che proprio alla fine degli anni '60 doveva essere all'apice della sua carriera.

PRIMI PASSI NELLA GIUNGLA

L'ambientazione scelta per Snake Eater ci aveva dato l'impressione di una svolta decisa nel comparto della libertà di movimento: in fondo avere a disposizione un'ambientazione all'aperto tanto vasta sembrava il sistema ideale per dividere Metal Gear Solid da quella sorta di "procedimento su binari" su cui si è sempre basato. Alla prova dei fatti, questo si è rivelato vero solo in parte: se è più che naturale che la nuova ambientazione, rispetto a corridoi di navi e di installazioni nemiche, offre molta più libertà di movimento, in fondo questa si rivela essere poi limitata dal fatto che ci si sposta sempre e comunque in aree chiuse, con tanto di transizione tra l'una e l'altra come avveniva in Sons of Liberty. All'interno di queste aree è possibile muoversi un po' più liberamente, sebbene si avverta talvolta la presenza di "muri invisibili" impossibili da valicare; ad ogni modo, l'interpretazione di ogni area prescinde se vogliamo dalla possibilità di andare dove si vuole, visto che l'accento è puntato sul "come" ogni singola porzione di terreno viene interpretata.
Metal Gear Solid 3: Snake Eater, necessiterà infatti di un approccio ancor più ragionato rispetto ai titoli precedenti grazie all'introduzione dei diversi camuffamenti che potremo adottare. Snake potrà contare su diversi tipi di tute mimetiche di base e su un discreto numero di mimetizzazioni facciali (alle tute e alle mimetizzazioni disponibili inizialmente se ne aggiungono altre avanzando nel gioco) e il livello di camuffamento viene costantemente aggiornato grazie a un indicatore posto in alto a destra sullo schermo.
Possiamo indossare una mimetica particolare e dipingere la faccia di Snake in qualsiasi momento e controllare in tempo reale le reazioni della percentuale di camuffamento indicata, che come ovvio dipende anche dalla posizione del protagonista (sdraiato è chiaramente meno visibile a prescindere dal camuffamento) e dalla vegetazione circostante. Dire che non è una buona idea vestirsi con una mimetica rosso fuoco stando in piedi in mezzo all'erba è addirittura banale, ma non così banale è la scelta delle altre "mise": molto spesso sarà necessario andare per tentativi per trovare la combinazione giusta per ogni tipo di ambiente... e ce ne saranno parecchi, in Snake Eater, visto che la giungla è varia al punto da obbligare il giocatore a scegliere sempre con cura cosa indossare.

MI HAI VISTO? BECCATI QUESTO

Non siete giocatori particolarmente pazienti? Beh, Metal Gear Solid 3: Snake Eater non fa per voi. Come già accennato, questo nuovo capitolo necessita di tempi molto lunghi e di una buona dose di pazienza per essere goduto al meglio. Durante la nostra sessione di prova ci siamo spesso imbattuti in una pattuglia nemica mentre facevamo i turisti in giro per la giungla senza curarci della mimetizzazione, e... beh, sono stati dolori. Innanzitutto, i nemici sono sempre in sovrannumero: in pochi secondi si attaccano alla radio e chiamano rinforzi e, sopratutto... sparano dannatamente bene. In più, gli ambienti più vasti fanno sì che spesso chi ci spara sia ben nascosto fuori dall'inquadratura, cosa che obbliga a usare la ben poco dinamica visuale in prima persona per stanarli dai loro nascondigli. Insomma, lo scontro a fuoco a viso aperto è da evitare assolutamente in Snake Eater; meglio pazientare nascosti tra l'erba, studiare i movimenti dei nemici e cercare di passar oltre inosservati, creare diversivi o adottare una delle tante nuove mosse "ravvicinate" su cui Snake può contare, dalle uccisioni repentine alla possibilità di utilizzare il corpo di un nemico come scudo umano. A tal proposito, la "scomparsa" del radar sembra assai deleteria per il giocatore: in effetti il radar non è sparito del tutto, solo che molto opportunamente dovremo essere noi a decidere quando usare uno degli strumenti di rilevazione a nostra disposizione, per esempio una sorta di sonar a impulsi da gestire manualmente.
Ogni movimento nella giungla, comunque, comporta fatica, e qui il sottotitolo del gioco casca a fagiolo: è solo nutrendosi dei "frutti della giungla" che Snake potrà tirare a campare, e questi sono piuttosto numerosi: si va dai pesci alle rane, dagli scorpioni ai serpenti, senza scordare frutti e funghi. Per potersi nutrire Snake dovrà obbligatoriamente uccidere la preda e raccoglierla (o sparare a un frutto appeso a un albero per farlo cadere), ma usando la pistola tranquillante potrà addormentare il suo "pranzo" e conservarlo nell'inventario per un periodo più lungo, al fine di poterlo utilizzare in seguito sia allo scopo di placare la sua fame, sia per utilizzarlo come arma contro ai nemici. Quello del cibo è un aspetto da non sottovalutare, perché uno Snake affamato è uno Snake poco efficiente. Sarà più difficile prendere la mira, sarà più lenta la guarigione dalle ferite e così via.

QUANT'E' BELLA QUESTA GIUNGLA

Tecnicamente parlando, Metal Gear Solid 3: Snake Eater si presenta in buona forma e ricco di chicche, anche se di quando in quando si nota qualche piccola caduta a livello di dettaglio. Queste occasioni riguardano sopratutto la definizione poligonale di alcuni elementi di contorno, come talune rocce che, a causa dell'esiguo numero di poligoni impiegato, appaiono molto squadrate. Si tratta però, come detto, di elementi di contorno, perché al centro dell'attenzione ogni cosa funziona a meraviglia, in special modo i lunghi fili d'erba tra cui ci troveremo molto spesso a strisciare.
E a proposito di strisciare, anche le animazioni di Snake e dei nemici appaiono solide e convincenti, in particolare le posture sembrano essere state molto curate per permettere transizioni naturali quando si adottano i combattimenti a corto raggio. Epiche come sempre le musiche (affidate ancora una volta a Harry Gregson-Williams), convincenti gli effetti sonori che "riempiono" l'atmosfera della giungla di versi di animali, movimento di fogliame e così via.
Un gioco senz'altro da attendere con ansia, Metal Gear Solid 3: Snake Eater: una vera esperienza alla "Metal Gear Solid" a dispetto di un'ambientazione del tutto nuova.