Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
4/3/2005

Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Metal Gear Solid 3: Snake Eater Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
4/3/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Trama, impatto visivo e longevità eccellenti
  • Perfetta strutturazione della sceneggiatura
  • Combattimento, strategia e narrativa ben miscelate

Lati Negativi

  • Sistema di telecamere
  • e controlli
  • da aggiornare

Hardware

Per giocare a Metal Gear Solid 3: Snake Eater nell'edizione qui recensita sono necessari una confezione originale del gioco in versione americana e una PlayStation 2 americana. Sono necessari anche un joypad e una Memory Card per effettuare i salvataggi.

Multiplayer

Non è disponibile alcuna opzione multiplayer, ma negli Stati Uniti è possibile scaricare nuove uniformi mimetiche per Snake se in possesso di una connessione Internet e di un Network Adaptor.

Lati Negativi

Link

Recensione

Metal Gear Solid 3: Snake Eater

Considerato da molte persone come un capolavoro incontestabile, da altri come un ottimo film talvolta aperto all'interazione dell'utente, Metal Gear Solid 2 ha comunque segnato un passo fondamentale nella storia dei videogiochi. Lo stesso destino è già stato scritto per il suo successore che però lo realizza, questa volta, con tutti i meriti che gli si possano conferire.

di Alessandro Martini, pubblicato il

L'ostaggio non resterà inerme a lungo e, anzi, potrà capitare di assistere alla sua liberazione da parte dei compagni o a un vero gesto eroico, quando la guardia malmenata si darà da fare ribaltando, a sua volta, lo stesso Snake. Benché poco equilibrata nelle forze in gioco (il protagonista riesce sempre ad afferrare un nemico, mentre di rado avviene il contrario), questa aggiunta offre altre opzioni di combattimento nelle fasi più caotiche, quando gli allarmi vi urlano nelle orecchie e sbattete di continuo (nuovamente grazie alle inquadrature) contro le pattuglie di supporto nemiche. Lasciando per ultima la modifica più importante, parliamo dell'ambientazione, che ora è quasi interamente naturale e che offre alcune opzioni inedite nel movimento, o nello stesso avvicinamento al nemico. Snake può scalare (alcuni) alberi, appendersi ai rami e interagire in modo più o meno verosimile con gli ostacoli dell'ambiente, talvolta rischiando in prima persona la pelle. E' il caso delle sabbie mobili, in grado di farci sprofondare fino alla morte, o degli stessi animali selvatici, prontissimi ad attaccare nel caso delle specie più aggressive.

UNA STORIA DA GIOCARE, NON DA VEDERE

Tutto quanto elencato finora, per quanto sembri un'esagerazione, funziona più o meno egregiamente andando ad arricchire la struttura da classico gioco stealth, fino a trasformarla in un vera (o meglio virtuale) lotta per la sopravvivenza. Le molte variabili che incidono sulla salute di Snake, e la scarsa affidabilità dei suoi gadget, tengono alta la tensione a ogni passo compiuto nella giungla, tanto più che le telecamere "cinematografiche", sempre loro, non mostrano più di qualche metro attorno al protagonista, celando quasi perfettamente i nostri avversari (peraltro già ben mimetizzati). Volendo esaurire l'elenco dei difetti, segnaliamo una difficoltà poco equilibrata negli scontri con gli immancabili boss, tanto che si verificano battaglie quasi impossibili all'inizio e duelli molto più malleabili a uno stadio avanzato della missione, continuando nei "saltelli" della difficoltà in seguito. Del tutto esente da critiche il montaggio e la sceneggiatura, aspetti importantissimi che devono essere scoperti da ogni giocatore, grazie a un canovaccio (finalmente) privo di eccessive anomalie narrative, ma soprattutto esposto ad arte con filmati lunghi sì, ma mai davvero invadenti verso l'azione giocata. Contrariamente al predecessore, non ci saranno continue chiamate alla radio a distogliervi da un combattimento, e non avrete la soluzione a un enigma, o combattimento, servita pronta da un comprimario.
Allo stesso modo, non troverete L'Uomo Ragno e Batman (nessuna sorpresa rovinata, non c'erano in Metal Gear Solid 2) a dar man forte a Snake, ma troverete... le scimmie di Ape Escape. Gli inconfondibili primati partecipano ad un sottogioco chiamato Snake versus Monkey, selezionabile dal menu principale. In questa modalità, suddivisa in episodi ispirati ai classici del cinema (Ape Fear invece di Cape Fear, per fare un esempio) dovremo catturare le elusive scimmie sparando loro con un'apposita arma, nel più basso limite di tempo. Divertente come semplice hobby di qualche minuto, questa modalità è consigliata per assistere a un siparietto iniziale tra Snake e il colonnello Campbell, in cui si citano un certo Sam (Fisher, da Splinter Cell) e Gabe (Logan, da Syphon Filter). In relazione alla longevità, e a costo di sfociare nel trionfalismo più irrefrenabile, possiamo dire che anche questo problema è stato risolto. Parecchio più longevo, ma soprattutto più vario, di Metal Gear Solid 2, Snake Eater ha l'indiscutibile qualità di permettere più approcci all'azione, grazie al numero di mosse aggiunte al repertorio del protagonista. In questa maniera, non è raro ripercorrere un tratto già visto per abbattere un nemico in altri modi, tanto più che non si incontrano filmati, o chiamate radio, che interrompano la nostra concentrazione.

LA TECNICA ALL'ULTIMO POSTO

Avevamo iniziato la recensione di Metal Gear Solid 2 parlando di grafica, ci sembra giusto chiudere questa analisi di Metal Gear Solid 3: Snake Eater con lo stesso argomento. La natura presentata dagli studi Konami Japan è forse la più realistica che si possa incontrare in un videogioco, pur con le dovute limitazioni legate alla struttura di Metal Gear (gli scenari sono sempre chiusi e isolati tra loro da caricamenti). Non solo la vegetazione, l'erba in primis, reagisce al passaggio dei personaggi, ma la variegata fauna si muove in pressoché totale libertà donando allo scenario un aspetto davvero "vivo", che nessuno sparatutto per PC o altro gioco simile ha saputo ricreare fin d'ora. Buttate nel mix anche le diverse fasi del giorno (non dinamiche, ma sempre variabili), la pioggia e i frequenti acquitrini (in cui è possibile nuotare, rischiando l'amicizia delle sanguisughe) e difficilmente troverete una natura poligonale così verosimile al di fuori della cinematografia. Di qualità minore, ma ottimamente animati, i modelli 3D, sebbene i personaggi inizino a mostrare qualche spigolo di troppo soprattutto nei primi piani.
Fortunatamente lo stile molto azzeccato delle fisionomie, dei colori e delle voci (il doppiaggio inglese, se fosse necessario ricordarlo, è a livello cinematografico) non delude le aspettative ma, anzi, mantiene l'impatto visivo ai primissimi posti di quanto offerto su PlayStation 2. Com'è naturale, il "peso" non indifferente del motore grafico porta gli inevitabili rallentamenti, più sostanziosi rispetto a Metal Gear Solid 2 ma meno frequenti, in quanto il gameplay privilegia di più la tattica gestita a piccoli passi, e non il caos ad armi spianate. Anche così, è inevitabile notare qualche affanno di troppo nelle inquadrature più aperte, e un calo nella definizione sugli oggetti lontani, che tende a "impastare" l'immagine. Indecisioni di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma che sono pienamente controbilanciate da un design unico e inconfondibile per strutture, protagonisti e gamma di colori. Rimangono poche cose da trattare prima del commento ed una di queste è il sistema di controllo, ripreso dalla precedente versione e spesso confusionario, in quanto miscela una decina abbondante di comandi tra controlli digitali, leve analogiche e combinazioni più o meno astruse delle stesse. Ancora una volta, l'ampia diffusione di Metal Gear Solid fa sì che molte persone siano già abituate alle sue croci (molte) e delizie (poche), limitandone la curva di apprendimento. Come vi avevamo promesso in apertura, nessuna sorpresa è stata rovinata nel corso dell'articolo, eccetto una: Metal Gear Solid 3 è un acquisto irrinunciabile e vale da solo la macchina su cui gira, per quanto il discorso relativo alle "Killer Application" sia oggigiorno parecchio demodé.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Iniziate a contare i giorni che vi separano dall'uscita europea o, se già utenti di questa versione, giocatela a fondo perché un titolo simile capita di rado, anche in un periodo ricco di ottime uscite come questo fine 2004. Metal Gear Solid 3: Snake Eater non è soltanto un ottimo videogioco e il migliore titolo stealth sulla piazza: è una produzione che stravolge molti "dogmi" accettati da tempo nella categoria degli action game, introducendo una serie spaventosa di novità che riescono a non annullarsi tra loro, ma coesistono perfettamente fino a realizzare un'esperienza come non si può trovare da nessuna altra parte. Tecnicamente ottimo a parte i saltuari rallentamenti, il gioco Konami è il primo, vero manifesto delle capacità del suo ideatore, Hideo Kojima, prontissimo a fare tesoro delle critiche sebbene poco propenso ad ammetterlo. La concorrenza, seppure agguerrita, dovrà veramente giocare le sue migliori carte per sperare soltanto di avvicinarsi e ben venga un quarto, quinto e anche sesto episodio, se questi sono i risultati che il team creativo può raggiungere.