Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 69,90
Data di uscita
12/6/2008

Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots

Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
Kojima Productions
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
12/6/2008
Data di uscita americana
12/6/2008
Data di uscita giapponese
12/6/2008
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 69,90
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Per giocare ai vari episodi della serie Metal Gear bisogna sudare sette camicie. I due originali Metal Gear, usciti su MSX un paio di decenni fa, possono per fortuna essere giocati grazie a Metal Gear Solid 3: Subsistance, che li contiene come bonus in un disco a parte. Metal Gear Solid può ancora offrire soddisfazioni nella sua edizione originale per PS1, ma risulterà certamente più comodo approfittare del remake pubblicato su Nintendo Gamecube. I successivi MGS 2 e 3 sono disponibili su PlayStation 2, ma il secondo episodio ha fatto anche una poco convincente apparizione su Xbox. Oltre al nuovo Metal Gear Solid 4 per PlayStation 3, poi, ci sono le varie apparizioni portatili: Metal Gear Solid per Game Boy Color e le quattro uscite PSP. Metal Gear Ac!d e il suo seguito sono assurde - ma intriganti - varianti in stile gioco di carte, Metal Gear Solid: Digital Graphic Novel è una specie di fumetto interattivo che racconta gli eventi del primo MGS e, infine, Metal Gear Solid: Portable Ops rappresenta l'unica vera incarnazione portatile della serie nelle sue vesti originali.

Lati Negativi

Link

Speciale

Il marchio di Hideo Kojima

Una riflessione su alcuni dei mille spunti offerti da Metal Gear Solid.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Quella di Metal Gear Solid è una saga che, nel bene e nel male, ha segnato a fuoco la storia del videogioco moderno, imprimendo a forza il marchio di Hideo Kojima su una forma espressiva ancora relativamente giovane, ingenua e ben lungi dall'entrare a pieno diritto nell'età adulta. L'ha fatto dominando le classifiche di vendita a ogni nuova uscita, generando quindi mucchi di cloni, imitazioni, omaggi e titoli più o meno ispirati e guidando l'ondata di videogiochi "cinematografici" che rappresentano ormai una corposa fetta della produzione attuale.
Certo, prima di Metal Gear Solid esisteva già una solidissima tradizione di "pseudo film" digitali, di romanzi per bit e pixel che puntavano tantissimo sulla componente narrativa. Quante volte è capitato di sentirsi dentro a un film grazie alla capacità degli artisti che lavoravano dietro alle quinte di un videogioco? Pensate solo ai disegni animati di Don Bluth in Dragon's Lair, all'intensa narrazione di Jane Jensen in Gabriel Knight, allo sforzo produttivo impiegato da Sierra per Phantasmagoria e film interattivi vari, o ai trascinanti ritmi e alla grandiosa atmosfera da horror di serie b che si respirava in Resident Evil.
Insomma, il film digitale non l'ha certo inventato Kojima. Eppure, per certi versi, il merito (e la colpa) della colossale "sudditanza psicologica" che molti videogiochi recenti nutrono nei confronti del cinema viene proprio dalla testolina del virtuoso producer nipponico.

A SCUOLA DI REGIA

Il più grosso e distinto tratto caratteristico dei Metal Gear Solid, infatti, sta proprio nella loro capacità di essere film fino in fondo sfruttando i mezzi tecnici, narrativi, ludici propri del videogioco. Anche quando si lascia andare a interminabili monologhi o a lunghe sequenze action non interattive, Kojima non "spezza" mai visivamente, dando sempre l'impressione di un unico e fluido scorrere. La perfetta fusione "estetica" fra gioco e film avviene grazie all'utilizzo costante di un motore grafico perfettamente funzionale in entrambi gli ambiti e coerente con se stesso, oltre che all'impressionante cura riposta nella messa in scena.
In Metal Gear Solid lascia infatti di stucco la qualità e l'efficacia della regia, dei veri e propri movimenti di macchina, fluidi e credibili come in pochissimi altri casi. Anzi, forse come in nessun altro caso, perché qui non c'è l'impressione di scimmiottamento improvvisato che si vede in altri titoli blasonati: chi si occupa di dirigere gli MGS non è certo Kubrick, ma di cinema ne ha visto e ne conosce tanto, con risultati davvero sorprendenti, anche e soprattutto in relazione ai limiti dell'hardware nel primo episodio, a maggior ragione per la capacità di sfruttare tecnologie più avanzate nei successivi. E poi le scelte di "fotografia", la direzione artistica, la colonna sonora, il doppiaggio costantemente sopra le righe ma proprio per questo perfetto... tutto contribuisce a dare un'idea di cinema virtuale come nessun altro riesce a fare. E come molti altri, inevitabilmente, hanno provato a replicare.

NASCONDINO

Ma l'influenza di Metal Gear Solid sull'intera industria si misura anche in termini di gioco vero e proprio e di soluzioni che col tempo sono state talmente assimilate da risultare spesso elementi imprescindibili di qualsiasi produzione. Basti pensare all'elemento dello stealth, che - anche qui - certo non nasce con Metal Gear Solid, ma nel gioco di Kojima viene sviluppato in maniera esemplare e sempre più approfondita. E il successo planetario di MGS ha finito per infilare a forza lo stealth un po' dovunque, generando spesso più danni che altro, un po' come è accaduto con GTA e il free roaming. Del resto l'industria dei videogiochi funziona così, c'è poco da fare.
Così negli anni sono fioriti non solo altri giochi totalmente incentrati sullo stealth - inevitabile pensare al concorrente quasi diretto Splinter Cell - ma anche tutta una serie di titoli che in un modo o nell'altro finivano per incorporare questo genere di meccaniche in contesti che con le avventure di Solid Snake non avevano nulla a che vedere.