Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
21/4/2004

Metal Gear Solid: The Twin Snakes

Metal Gear Solid: The Twin Snakes Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
Silicon Knights
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
21/4/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Graficamente aggiornato
  • Possibilità di mirare in prima persona
  • E' sempre Metal Gear Solid

Lati Negativi

  • Novità poco significative
  • E' lo stesso gioco del 1998
  • Molti momenti non interattivi

Hardware

Una confezione originale del gioco, un GameCube PAL, una Memory Card con almeno quattro blocchi liberi e un joypad possibilmente in grado di vibrare, sono necessari per giocare. La traccia audio supporta gli amplificatori Dolby Pro Logic II. Non è previsto il selettore 50/60 Hz, in ogni caso l'ottima conversione PAL non presenta rallentamenti significativi né bande nere.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

Metal Gear Solid: The Twin Snakes

La preservazione digitale è un argomento tutt'altro che scontato. Si crede che un'informazione digitale sia eterna, o quasi. Ma come fare con i supporti (deteriorabili) e le tecnologie di fruizione rese obsolete in poco tempo dal nuovo che avanza? Ci vogliono progetti per evitare che interessanti bit vadano persi. Konami, strizzando l'occhio al mercato, ne ha appena prodotto uno...

di Simone Gerevini, pubblicato il

Per la cronaca non mancano altre aggiunte, ma sono ancor più marginali: la ricerca delle medagliette (dog tag) già vista e apprezzata nel secondo capitolo, così come l'introduzione di due nuove armi, una pistola e un fucile di precisione (entrambi in grado di sparare dardi soporiferi) aggiungono poco alle meccaniche di gioco.

LA VECCHIAIA DEI GRANDI

Ciò nonostante Metal Gear Solid è invecchiato bene. Per essere il capostipite del filone "stealth", è ancora in grado di dire la sua nonostante i numerosi titoli simili che lo hanno seguito. La difficoltà è ben calibrata e per avere la meglio sugli avversari agendo come ci si aspetta che faccia un infiltrato, bisogna impegnarsi parecchio. L'intelligenza artificiale è generalmente buona e sono rare le incoerenze. Spesso capita che un nemico sopraffatto sia contattato via radio dai superiori che, insospettiti dal silenzio, mandino una squadra di ricerca. In questi casi non si può far altro che nascondere il corpo - vivo o morto che sia - e cercare un rifugio sicuro. Se non richiesto dal gioco, non è mai funzionale affrontare a viso aperto i nemici, si rischia nel migliore dei casi di sprecare munizioni e di ritrovarsi per un po' di tempo con il radar oscurato, nel peggiore distesi a terra e pronti a riprendere la partita dall'ultimo salvataggio. In realtà in un panorama generalmente buono, per non dire ottimo, bisogna segnalare qualche difetto dovuto all'età: i cadaveri dopo un po' scompaiono, mentre un avversario stordito, nel caso sia ritrovato da qualche compagno si limita ad un laconico "me lo sono sognato". Capita anche che alcune guardie non si accorgano di Solid Snake di fronte a loro, perché al di fuori del rigido perimetro del cono visivo. Peccatucci veniali, che in una forma o nell'altra si ritrovano in quasi tutti i giochi mossi da routine d'intelligenza artificiale avanzate. La perfezione in questo campo è lontana per tutti.
I veri problemi di Metal Gear Solid: The Twin Snakes vanno ricercati nelle recensioni del primo Metal Gear Solid: sono esattamente gli stessi. A cominciare dal sistema di controllo, che oggi come sei anni fa, è rovinato dalla tendenza di Snake a mettersi con le spalle al muro appena ci si avvicina ad una parete. Questa funzione, perfetta per sbirciare al di là di un angolo o sfuggire allo sguardo di una telecamera, non andrebbe gestita in base alla posizione di Snake rispetto al muro, bensì da un tasto apposito. O per lo meno, andava calibrata in maniera differente. La pratica aiuta in parte a venirne a capo, ma nel corso dell'intera avventura il protagonista si ritrova spalmato contro un muro con una fastidiosa frequenza.

RITORNO AL PASSATO

I pregi e i difetti di Metal Gear Solid, di qualunque versione o capitolo si parli, non possono essere valutati con i canoni utilizzati solitamente per analizzare la maggior parte dei giochi, perché parte integrante dell'esperienza offerta dal titolo è la quantità innumerabile di filmati, intermezzi, conversazioni e più genericamente momenti non interattivi che separano le sequenze di gioco. Se si apprezzano (o sopportano nel peggiore dei casi) questi lunghi momenti, non si può che attribuire almeno un buon giudizio alle creazioni di Hideo Kojima. Se non si riesce neanche a sopportarli, è dura trovare parole di apprezzamento. Anche perché Metal Gear Solid: The Twin Snakes è oggettivamente corto e non offre incentivi per essere rigiocato, a parte un livello di difficoltà più impervio ed alcune novità nell'equipaggiamento, che per ovvi motivi non è il caso di specificare in questa sede. E' quindi normale giudicare con il beneficio del dubbio il valore assoluto del gioco: se ci si appassiona agli intrighi, ai personaggi misteriosi, alla sfacciataggine di Solid Snake e ai numerosi spunti narrativi del titolo, la qualità del prodotto di Hideo Kojima è innegabile. Anche perché la storia, a parte alcune cadute di stile un po' troppo da b-movie, è raccontata bene e in meno che non si dica ci si domanda assieme a Solid Snake che cosa stia realmente accadendo nella base artica teatro della missione. Da una semplice missione di salvataggio e raccolta informazioni ci si ritrova in un intrigo dove governi, interessi privati e gruppi terroristici paramilitari agiscono non si sa bene con quali intenzioni e dove una leggenda come Solid Snake deve affrontare non solo il presente, ma anche il suo passato. Non mancano dubbi etici e morali vissuti sulla pelle del protagonista, che ha sempre avuto la fama (nel suo mondo, s'intende) di essere una spietata quanto perfetta macchina da guerra.
Se una storia di così ampio respiro non rientra nei propri interessi videoludici, è il caso di valutare la possibilità di investire risorse in un gioco che pur di qualità, può offrire uno svago molto temporaneo. Pur rischiando di essere ripetitivi, quest'ultime valutazioni esulano lo specifico caso di Metal Gear Solid: The Twin Snakes, ma si riferiscono anche alla versione originale. Per le caratteristiche particolari del remake bisogna riferirsi esclusivamente a quanto detto in precedenza e valutare personalmente quale merito attribuire a un gioco molto valido, ma sviluppato in un progetto (in parte) discutibile. Al commento, come sempre, le considerazioni finali.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Metal Gear Solid: The Twin Snakes è adatto per chi non ha mai giocato alla versione originale su PlayStation e per chi non può fare a meno di collezionare tutte le edizioni dei giochi di Hideo Kojima. La natura del prodotto, un rifacimento molto fedele all'originale, ci mette nella scomoda posizione di sconsigliare un titolo molto buono a chi comunque questo medesimo titolo, fatta eccezione per differenze insignificanti, lo ha già gustato nel 1998. La versione GameCube offre un notevole ritocco grafico, un sistema di controllo aggiornato al secondo capitolo della serie e poco altro. L'unica novità pesante, la possibilità di sparare con una visuale in prima persona, è si utilissima, ma non indispensabile. Per il resto il gioco lo conosciamo tutti: il capostipite degli stealth game, interpretato da quel Solid Snake che è ormai membro della "hall of fame" dei videogiochi, è una miscela di azioni ragionate nei minimi particolari e drammatici momenti narrativi. Una volta accettata l'assenza d'interazione durante una significativa percentuale delle ore di gioco, non si può rimanere indifferenti di fronte a Metal Gear Solid: The Twin Snakes. <i>Simone Gerevini</i> <b>SECONDO COMMENTO</b> Clicca <a href="/html/articolo.php?id=4223&box=1" target="_blank">qui</a> per leggere il Secondo Commento.