Genere
Guida
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
44,90 Euro
Data di uscita
3/6/2003

Midnight Club II

Midnight Club II Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Rockstar Games
Sviluppatore
Rockstar San Diego
Genere
Guida
PEGI
16+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
3/6/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
44,90 Euro

Lati Positivi

  • Adrenalinico, veloce ed immediato
  • Città enormi con in più un editor di piste
  • Tantissime vetture da guidare
  • Divertimento assicurato

Lati Negativi

  • Tecnicamente solo discreto
  • Alcuni effetti sonori sotto tono
  • Modalità carriera piuttosto lineare
  • Versione PAL privata del gioco in rete

Hardware

Per giocare con Midnight Club II dovremo disporre di una PlayStation 2 PAL, un joypad, una confezione originale del gioco in versione europea e una Memory Card per il salvataggio dei dati di gioco. Sono supportate tutte le varie funzioni del Dual Shock 2.

Multiplayer

Midnight Club II non è solamente gioco in singolo, ma anche sfida a due giocatori grazie alle varie modalità di gioco incluse. Potremo difatti sfidare un nostro avversario in una gara su pista, oppure nel capture the flag o nel "gemello cattivo" con detonatore. La longevità e il divertimento sono assicurati al 100% grazie ad un numero pressoché infinito di tracciati.

Link

Recensione

Midnight Club II

Un amore sfrenato quello per le corse, un amore che non conosce tempo e che per molti è nato alla più tenera età, quando smanettare con il proprio motorino per renderlo il più performante possibile era l'impegno canonico del dopo scuola, in barba ai genitori, professori e ai classici carabinieri del paese. Midnight Club II, velocità senza limiti, è finalmente giunto a noi.

di Nikola Togut, pubblicato il

Le varianti non finiscono di certo qui visto che tutto è riposto nelle nostre capacità acrobatiche e di guida... scusate se è "poco".

E SEMMAI NON MI BASTASSE?

Per dar maggior sostanza e peso al proprio ultimo prodotto Rockstar ha inserito la bellezza di tre città differenti, Los Angeles, Parigi e Tokyo, tutte realizzate con estrema cura, caratterizzate secondo i dettami del caso (ambientazioni climatiche comprese) e veramente enormi: durante le scarrozzate nella città americana ci imbatteremo in vialoni, grossi incroci e traffico pesante, a Parigi potremo ammirare i percorsi lungo la Senna o la classica Torre Eiffel, passare sotto l'Arco di Trionfo oppure entrare brutalmente nel Louvre (!), a Tokyo invece ci imbatteremo in superstrade da brivido dove dare libero sfogo a sorpassi azzardati e gare contromano. Le strutture che stanno alla base delle mappe sono tutte encomiabili per realizzazione e ricche di una serie di opportunità che solamente un giocatore ben rodato saprà sfruttare in pieno, con somma gioia di coloro che oltre all'adrenalina pura ricercano anche una certa profondità di gioco. E quando la nostra avventura sarà ad un passo dalla fine?
Per ovviare al problema non mancano la possibilità di sfidare un altro giocatore e di cimentarsi in una serie di sottogiochi ribattezzati Arcade, in cui troveremo il più classico dei capture the flag (classico sì, ma non per un gioco di guida!) e una sua variante più esplosiva con tanto di detonatore pronto ad esplodere sotto i colpi dei nostri terribili avversari, decisi più che mai a non farci segnare una meta. A fare la differenza però entrano in gioco due sorprese liete, l'una per la sua presenza e l'altra per la sua inaspettata bontà: stiamo parlando della possibilità di editare completamente i percorsi a nostra disposizione e di sfruttare a nostro piacimento le intere mappe create dal team di sviluppo, così da rendere praticamente infinita la scelta dei percorsi in cui sfidarsi a qualsiasi modo.

Una scelta questa che trova tutto il nostro consenso e che si rivela quanto mai vincente ed entusiasmante, così come entusiasmante si rivela essere la semplice comparsa della modalità Ricognizione. Può apparire strano il parlare in toni entusiastici di una modalità che, teoricamente, dovrebbe limitarsi a farci comprendere e studiare a fondo la struttura della città gironzolando liberamente, ma in realtà una volta scesi su strada rimane difficile staccarsi dal pad. Aggirarsi senza senso in una città viva, sfasciando tutto a più non posso a partire dalla nostra vettura fino all'ultimo dei pedoni (che non mancheranno di inveire in lingua locale qualora, e solo qualora, sopravvivessero) è paragonabile alla sensazione che da l'aggirarsi attraverso il mondo di Mario: lo si fa solo per il gusto di farlo e, in questo caso, per il gusto dello spettacolo e per la gioia dei replay. Riesce davvero difficile non farsi catturare dal mondo di Midnight Club II, ma soprattutto riesce difficile riuscire nell'impresa che ha portato a termine Rockstar...

SPICCARE DALLA MASSA NONOSTANTE I DIFETTI

Sì, perché dopo tutto i difetti non mancano anche se sarebbe più onesto parlare di occasioni mancate e di migliorie apportabili. Innanzitutto sotto la mannaia della nostra corte va a finire, purtroppo, il comparto grafico mai al di sopra della media e frutto di una serie di compromessi che gioco/forza dovevano essere inseriti. Tenere in memoria una serie di locazioni così vaste va a finire irrimediabilmente con il pesare sul motore grafico, velocissimo ma inchiodato sui 30 frame per secondo, anche se discreto per quanto riguarda la modellazione delle vetture e appena sufficiente per ciò che concerne la qualità generale delle texture che ricoprono lo scenario. Una operazione che ricalca quella di altri titoli quali, guarda caso, Grand Theft Auto e che a conti fatti non sfigura di certo ma nemmeno si fa apprezzare per l'impatto scenico, ad eccezion fatta per l'effetto di distorsione che investirà gli scenari circostanti quando scaricheremo tutta la potenza dell'impianto di sovralimentazione del motore. Tutto è quindi puntato sulla sostanza, che a conti fatti e considerando l'aspetto tecnico dell'hardware risulta forse la scelta migliore che si potesse effettuare. Da contro altare si pongono i brani musicali, ricalcanti i temi "arrabbiati" alla The Fast and the Furious, sempre ben intonati e in perfetto stile con le ambientazioni di gioco... peccato solamente che alle volte il rombo dei motori appaia più come il rombo di una motosega.

Quello che però lascia l'amaro in bocca in Midnight Club II non sono tanto questi difetti o alcuni piccoli peccati quali l'inutilità della Polizia o l'effetto tira-molla che ci terrà sempre in gara qualora facessimo un errore veniale alla guida, bensì la completa assenza di quella che poteva essere la vera modalità principe del gioco: l'on-line game. I possessori di PlayStation 2 PAL da questo versante nicchiano, purtroppo, dovendo buttar giù una scomoda verità: su PC, quasi certamente sulla console Microsoft, o più semplicemente nella versione americana del gioco questa possibilità esisterà eccome. Quando finirà anche da noi l'Era informatica della Pietra?

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Volete correre a tutto gas? Volete che una scarica di adrenalina percorra velocemente la vostra schiena? Volete gareggiare per ore intere senza dover per forza di cose far fronte a mille settaggi diversi, upgrade dispendiosi o quant'altro? La risposta, o meglio il gioco, che fa per voi è finalmente a portata di mano. Midnight Club II stupisce infatti per l'incredibile immediatezza del gameplay, per l'accuratezza con cui percorsi e città sono stati creati, o più semplicemente perché ha una dote non da poco nel suo DNA: il divertimento a 360 gradi. Pur uscito quasi in sordina il titolo Rockstar Games s'aggiudica la palma di must-buy per tutti coloro che adorano da sempre i titoli irriverenti, frenetici e dotati di quella sana dose di cinismo in grado di rendere "adulto" un prodotto. Potrà presentare alcuni difetti ma ciò nonostante il lavoro svolto risulta davvero certosino e convincente, regalandoci uno dei migliori giochi di guida arcade disponibili attualmente sul mercato. Fatevi un piacere e compratelo: vi accorgerete che anche in un gioco di guida si può gironzolare, senza né capo e né coda, e spassarsela alla grande. Vin Diesel ma chi sei? Tzè tzè.