Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
65,90 Euro
Data di uscita
8/12/2003

Mission: Impossible - Operation Surma

Mission: Impossible - Operation Surma Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Paradigm Entertainment
Genere
Avventura
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
8/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
65,90 Euro

Lati Positivi

  • Azione stealth ben congegnata
  • Varietà di gadget da usare
  • Licenza di Mission: Impossible
  • Buona localizzazione in italiano

Lati Negativi

  • Telecamera impacciata
  • Colonna sonora pessima
  • Scarsa originalità in tutti i settori

Hardware

Per sgominare la Surma Corporation avrete bisogno di una confezione originale del gioco e di una PlayStation 2 PAL con un joypad DualShock e una Memory Card con un po' di spazio libero.

Multiplayer

Non sono presenti opzioni multigiocatore.

Link

Recensione

Mission: Impossible - Operation Surma

"Ethan, la sicurezza dei sistemi informatici del pianeta è a rischio per colpa di un virus di nuova generazione diffuso dalla Surma Corporation. Pare che nella vicenda sia coinvolto anche il dottor Norton, quindi bisogna innanzitutto eliminarlo e sostituirlo con un uomo fidato". "Eliminare il dottor Norton? Ma è una missione impossibile!" "Non per niente abbiamo chiamato te..."

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Tutto quello che avreste voluto da un gioco basato sulla licenza di Mission: Impossible e non avete mai osato chiedere, eccolo qui prontamente ricreato in poligoni e texture dalle abili menti di Paradigm Entertainment e Atari, quest'ultima mai come di recente lanciata a tutta velocità nello sfruttamento di licenze di grande rilievo. Se le due pellicole tratte da Mission: Impossible uscite finora si ispiravano ai grandi film di spionaggio miscelandoli con la sapiente tecnica registica di Brian De Palma e John Woo, si può tranquillamente affermare che la versione videoludica delle gesta di Ethan Hunt abbia invece un'unica, grande, musa ispiratrice, ovvero Tom Clancy's Splinter Cell, lo stealth game di casa Ubisoft ideato da quel "novellino" del genere qual è Tom Clancy. Stealth Game in salsa "spionaggio internazionale" insomma, ma senza un grande romanziere alle spalle, e senza il nome e la faccia di Tom Cruise a campeggiare in primo piano; che la "missione impossibile" fosse quella di riuscire a produrre comunque un bel videogioco? Vediamo un po'...

PIACERE, HUNT. ETHAN HUNT

La presentazione in computer grafica che precede l'inizio dell'avventura gode di una discreta realizzazione tecnica che la rende piacevole alla vista, ma non riesce a supplire a una sceneggiatura che già da qui mostra un certo affanno (immergersi fin dentro il relitto di un sottomarino solo per recuperare l'obiettivo della prima missione? Ah, già, è Mission: Impossible!). Da notare inoltre che la qualità dei Full Motion Video presenti è curiosamente variegata: si va da quelli realizzati col motore del gioco puro e semplice a quelli interamente prerenderizzati passando per una specie di versione intermedia dove all'engine di base sembrano essere stati aggiunti alcuni effetti speciali. In ogni caso, a parte il primissimo filmato, la qualità dei suddetti intermezzi è spesso sotto la sufficienza (per regia, animazioni, scelte stilistiche e quant'altro). La trama si dipana in un susseguirsi di missioni, ambientate - come da copione - in location esotiche sparse ai quattro angoli del globo, ricalcando forse anche qualitativamente le poco prestigiose orme dell'illustre parente su pellicola. Sempre in tema di parentele bisogna però ricordare che l'Ethan Hunt protagonista del videogioco non sembra nemmeno lontano cugino di Tom Cruise - il che non è affatto un male - risultando d'altro canto affatto carismatico, in sostanza, un po' anonimo.

ISPETTORE GADGET CHI?

In Mission: Impossible - Operation Surma le azioni da compiere sono essenzialmente di due categorie: intrufolarsi dentro strutture iperprotette ed eliminare in modo silenzioso chi si frappone tra noi e i vari obiettivi. La prima delle due fasi è caratterizzata dall'uso di svariati "gadget", come l'Arma da Guerra Elettronica, che ha varie funzioni tra cui quella di disabilitare le telecamere a circuito chiuso della sorveglianza; o il rampino, che consente ad Ethan di arrivare su alte tubature e aggrapparsi ad esse penzoloni, e tante altre diavolerie che bisognerà ricordarsi di possedere al momento opportuno. Riguardo all'eliminazione delle onnipresenti guardie, anche qui, i metodi sono variegati: si va dalla puntura a distanza con un sonnifero, all'agguato da dietro un angolo passando per la classica presa alle spalle. Due i difetti da segnalare al riguardo: le cut-scene che immortalano gli attacchi furtivi sono abbastanza sotto tono e l'intelligenza artificiale delle guardie è ai minimi storici.
Nel caso, tutt'altro che disperato, in cui ci si dovesse trovare soli di fronte al nemico, basterà un calcio o due pugni bene assestati per eliminare il pericolo; peccato solo che i combattimenti siano completamente "automatici" e che non sia possibile variare in alcun modo i tipi di attacco: da vicino si otterrà una serie di pugni mentre correndo verso l'avversario Ethan si produrrà in un calcio volante. In alto a destra nell'interfaccia un indicatore segnala il grado di invisibilità di Ethan: quando si entra in una zona d'ombra l'indicatore si riempie velocemente e comunica che si è al sicuro. Curiosamente non tutte le ombre vanno bene per nascondersi, e non è detto che anche in una zona particolarmente "scura" l'indicatore si decida a riempirsi.

OUT OF CONTROL

Il sistema di controllo di Mission: Impossible - Operation Surma si attesta nella media del genere, risultando però un po' macchinoso per due motivi principali: non è possibile allontanare la telecamera dall'azione in modo da avere un'idea più chiara in situazioni confuse; la stessa telecamera è alquanto impacciata nei movimenti e l'utilizzo della centratura automatica spingendo la levetta analogica di destra non aiuta quasi mai a cavarsi d'impiccio. Il problema viene fuori in tutta la sua gravità nelle sezioni più "arcade" in cui non c'è fisicamente il tempo di aggiustare la telecamera prima di muovere il personaggio e si è costretti a compiere alcune azioni letteralmente alla cieca, in attesa di trovare la giusta inquadratura. Un sistema di inquadrature con qualche "automatismo" in più sarebbe stato utilissimo e molto gradito.
La situazione migliora decisamente utilizzando i gadget a disposizione di Ethan, che prevedono quasi sempre una inquadratura fissa alle sue spalle, quasi da First Person Shooter; in questi casi prendere la mira è abbastanza semplice e mai frustrante (anche perché spesso le guardie si muovono su binari facilissimi da individuare ed eliminarle facendo cecchinaggio è di una semplicità imbarazzante).

A CACCIA DI HUNT

Anche tecnicamente questa versione PlayStation 2 dello stealth game di Atari mostra luci ed ombre: il modello poligonale di Ethan è praticamente perfetto mentre molto meno definiti risultano i personaggi secondari e le guardie. Le location sono spesso graziate da un level design pregevole e anche le texture non sembrano soffrire di una bassa definizione, quanto piuttosto di una palette cromatica un po' scoordinata, con ambienti a volte piattissimi e altre volte estremamente colorati, senza che si riesca a creare quantomeno un'atmosfera coerente. Ciò che invece infastidisce oltremodo è il frame rate: se l'assenza di aliasing e la buona pulizia dell'immagine devono essere controbilanciate da una fluidità che a tratti ha del ridicolo è difficile capire dove stia il vantaggio dell'operazione; certo, lasciando il personaggio immobile e piazzando con calma la telecamera si possono scattare delle suggestive cartoline, ma è questo lo scopo del gioco? Chiudiamo con due notizie (una buona e una cattiva, come da tradizione) riguardo al reparto audio: la buona novella è che il doppiaggio in italiano è ben realizzato, grazie all'ausilio di attori professionisti, aiutando così notevolmente l'operazione di calare il giocatore nell'atmosfera spionistica del titolo. La pessima notizia è che alcune musiche sono incredibilmente sotto tono e persino l'ennesimo remix del celebre tema musicale della serie televisiva lascia basiti per quanto è mal realizzato (è praticamente la brutta copia della versione dei Limp Bizkit, che già non era un boccone digeribilissimo di per sé). Come visto nel corso dell'articolo Mission: Impossible - Operation Surma, in questa edizione per PS2, è un titolo contrastato: lasciamo alle parole spese nel nostro commento tutte le valutazioni conclusive.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Volendo esprimere un giudizio su Mission: Impossible - Operation Surma senza considerare la licenza cinematografica che utilizza, non v'è alcun dubbio che il titolo Atari riesca a mantenersi comunque sopra la sufficienza, in quanto soddisfa i requisiti essenziali di uno Stealth Game moderno, pur posizionandosi nelle retrovie rispetto ai titoli fondatori del genere. Se non aspettavate altro che un titolo che sfruttasse questa licenza cinematografica, pertanto, le gesta di Ethan Hunt potrebbero rivelarsi un passatempo più che dignitoso in attesa magari del terzo capitolo di Metal Gear Solid o delle prossime avventure di Sam Fisher. Ciò non toglie che siano proprio titoli come questo a far fortemente vacillare in noi l'idea che dietro la realizzazione di un videogioco ci sia qualcosa di artistico o anche solo di vagamente "personale" per ciò che attiene alle scelte di game-design, così come alla grafica e a tutto il resto. Che sia o meno buffo che proprio un titolo così decisamente "commerciale" faccia insorgere in noi dilemmi da "teoria del videogioco" è un dubbio che lasciamo volentieri da parte; chiedendoci piuttosto: dove finisce il lato derivativo di un'opera dell'ingegno e dove comincia il "plagio tacitamente autorizzato"? Cosa rende d'improvviso noioso un momento di gameplay già visto e apprezzato decine di volte alla sua ennesima apparizione? Non è facile rispondere a domande come questa, se non barricandosi dietro ai paragoni importanti - Splinter Cell era più originale, Metal Gear Solid aveva più stile, Manhunt è più "difficile" - o alla classica constatazione che i giochi su licenza sembrano nascere tutti sotto una cattiva stella. Certo che se Mission: Impossible - Operation Surma fosse stato privo di quei difetti già segnalati in fase di preview il giudizio sarebbe stato decisamente migliore; ma i difetti rimangono e la scarsa originalità del gameplay pure. Come suol dirsi, sarà per la "prossima volta", confermando comunque che per "questa volta" siamo dinanzi a un gioco che svolge il suo compito nell'area della piena sufficienza e che sarà probabilmente gradito a tutti i gli appassionati delle avventurose gesta dell'agente segreto Ethan Hunt.