Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
64,90 Euro
Data di uscita
15/12/2003

Mission: Impossible - Operation Surma

Mission: Impossible - Operation Surma Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Paradigm Entertainment
Genere
Azione
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
15/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
64,90 Euro

Hardware

Per giocare con Mission Impossible: Operation Surma avrete bisogno di una Xbox PAL e di una confezione originale del gioco. Oltre alla versione per la console Microsoft (protagonista di questa preview), è in arrivo anche l'ediziene per PlayStation 2.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Anteprima

Mission: Impossible - Operation Surma

Sino a qualche tempo fa, la prima cosa che balzava alla mente pronunciando il nome di Mission: Impossible era un'incisiva sigla televisiva che non voleva saperne di essere sfrattata dalla nostra mente. Dopo anni di cinema, è difficile non associare questo tema musicale ai volti di Tom Cruise, Brian De Palma e John Woo. E se il videogioco non volesse più stare a guardare?

di Andrea Focacci, pubblicato il

Si è già parlato a più riprese dell'effettiva utilità di un videogioco prodotto su licenza cinematografica, dividendo stampa specializzata e opinione pubblica: se tale genere di produzioni è inviso a una considerevole fetta della critica - che vede la qualità intrinseca del videogioco trascurata in favore di una componente più commerciale – dall'altro lato abbiamo la recente cartina di tornasole costituita da un titolo come Enter the Matrix, campione di incassi e leader delle classifiche di vendita mondiali per diverse settimane. E' il pubblico sprovveduto che si lascia abbindolare o, in effetti, è lo stesso acquirente che sa precisamente quel che vuole?

BELLO! E' COME IL FILM!

Discussioni di marketing a parte, Atari pare voler distinguersi come il detentore delle licenze importanti, proseguendo un discorso avviato con Enter the Matrix e che – alla prova dei fatti – ha finito per dare ragione al publisher. A questo proposito, la collocazione temporale di Mission: Impossible - Operation Surma Surma non pare forse delle migliori – a cavallo fra l'ultimo film e la nuova pellicola, prevista nei cinema per la stagione estiva – ma può sempre contare su un protagonista di assoluto spessore e su un tipo d'azione che, sin dagli albori della serie, ha saputo rendere felici gli appassionati dei gadget futuristici e delle imprese alla James Bond. Chi ha avuto l'opportunità di assistere ad almeno uno dei recenti lungometraggi, capirà al volo le potenzialità videoludiche di un personaggio come Ethan Hunt: essere una super spia impegnata nelle situazioni più improbabili, in possesso di mille travestimenti e capace di gettarsi da svariati metri d'altezza per arrestarsi a pochi centimetri dal suolo sembrano le tipiche situazioni di cui il classico giocatore medio desidera cibarsi. Meglio se tali evoluzioni e la presenza di tante armi e bonus tecnologici siano giustificati da una trama degna dell'omonima serie televisiva originale: un potente virus informatico, in grado di infettare ogni sistema operativo del pianeta e provocare crisi solo lontanamente immaginabili, può costituire un valido "deus ex machina" per la nuova avventura del famoso agente segreto.

PICCHIARE NELL'OMBRA

La qualifica di "spia" prevede un'affinità di intenti e movimenti che coincide con uno dei generi più in voga nell'attuale mercato videoludico, quello costituito dai cosiddetti "steatlh game" di cui Metal Gear Solid è stato il precursore moderno e di cui continua a rappresentare un valido punto di riferimento. Sin dai primi passi intrapresi nell'universo di Mission: Impossible - Operation Surma, però, è facile intuire di come non sia quello fornito dalla creatura di Kojima il modello a cui Paradigm Entertainment ha tentato di ispirarsi quanto, piuttosto, quello offerto dal recente Splinter Cell targato Ubisoft: oltre a strisciare spalle al muro, aggirando guardie e telecamere di sorveglianza, al giocatore è richiesto una buona dose di atletismo nello scalare muri, grondaie e nella nuova arte di nascondere i cadaveri creati sul campo di battaglia nel miglior modo possibile, per evitare di generare sospetti nel nemico. Un ormai immancabile indicatore su schermo, inoltre, ci fornirà un costante monitoraggio dell'ambiente circostante, permettendoci di capire dove la luce è più fioca e quale cono d'ombra sia in grado di occultare comodamente la nostra figura: i fan del già citato Splinter Cell si sentiranno a casa. Alla prova dei fatti, però, il titolo Atari pare nettamente più votato all'azione di quanto si possa pensare, attingendo a piene mani anche dal ricco database di gadget da sempre in dotazione all'agente Ethan Hunt: dardi elettronici per disattivare telecamere, rampini per la scalata di pareti, binocoli dall'alto fattore di zoom per catturare immagini e relativo commento sonoro e le immancabili mini fotocamere digitali, tanto care alla serie. D'altro canto, il protagonista di Mission: Impossibile è famoso per i suoi travestimenti e, scattare una bella immagine di una guardia o di un particolare scienziato, faciliterà senza dubbio il lavoro del suo staff nella creazione di una maschera virtualmente indistinguibile dall'originale.
Se l'approccio silenzioso è comunque basilare per giungere alle spalle di una guardia indisturbati, tale pratica non deve essere trascurata anche ai fini della missioni, in modo da evitare di innescare pericolosi allarmi che lasciano un esiguo margine di manovra di trenta secondi, prima che l'avventura di Ethan venga dichiarata fallita. La rigidità del modus operandi di Sam Fisher è però mitigata nel titolo Atari, proponendo una buona dotazione di combo da sfoggiare nei combattimenti corpo a corpo, come da tradizione degli spettacolari film di John Woo: pugni, calci volanti e una serie di mosse combinate metteranno in risalto il buon allestimento di questo particolare aspetto del gioco.

IL PROBLEMA DI GUARDARSI LE SPALLE

Anche se l'Ethan Hunt videoludico non è stato modellato sui tratti somatici di Tom Cruise, l'impostazione della telecamera ci obbligherà a osservare le movenze del protagonista – per la maggior parte del tempo – direttamente dalle sue spalle. Ciò non impedisce di rivelare l'ottimo modello poligonale allestito per la nostra spia né quello soddisfacente dei nemici di contorno: in entrambi i casi, il tutto è amalgamato da buoni set d'animazione che – pur soffrendo nei passaggi transitori fra un'azione e l'altro – risultano comunque gradevoli. Archiviando anche l'accompagnamento sonoro, caratterizzato da alcuni interessanti remix dei temi principali della serie, dinamico e adrenalinico al punto giusto, le perplessità più concrete rimangono proprio sul sistema di controllo in primis: non tanto la disposizione dei tasti, ma piuttosto la gestione della telecamera sembra, al momento, il vero tallone d'Achille del gioco. Per compiere una completa rotazione della visuale di 360 gradi è richiesto qualche attimo in più del solito e, come diretta conseguenza, alcuni movimenti da eseguire ne subiscono le ripercussioni, inficiandone la praticità e la velocità di esecuzione. Ad ogni modo, la versione provvisoria in nostro possesso lascia spazio ai dovuti miglioramenti del caso.