Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
64,90 Euro
Data di uscita
15/12/2003

Mission: Impossible - Operation Surma

Mission: Impossible - Operation Surma Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Paradigm Entertainment
Genere
Azione
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
15/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
64,90 Euro

Lati Positivi

  • Divertente
  • Vario
  • Ben calibrato

Lati Negativi

  • Poco originale
  • Grafica solo sufficiente
  • A tratti un po' "forzato"

Hardware

Per giocare a Mission: Impossible - Operation Surma servono un Xbox PAL, un joypad compatibile con la macchina Microsoft e una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Il gioco non offre modalità multiplayer.

Link

Recensione

Mission: Impossible - Operation Surma

Una volta ero un telefilm di successo con delle trovate discutibili e una brillante colonna sonora. Poi hanno deciso di mettersi in mezzo Hollywood e Tom Cruise e sono diventato un kolossal, celebre per una spettacolare scena con un elicottero in un tunnel. Ora sono diventato un gioco "stealth" di ultima generazione... Giudicate voi dove stavo meglio!

di Alberto Torgano, pubblicato il

Ormai non bastano più i videogiochi tratti da film, i film tratti da videogiochi, i videogiochi tratti da telefilm e i fumetti tratti da videogiochi: dai tempi di Indiana Jones and the Fate of Atlantis siamo passati all'era dei videogiochi tratti da soggetti cinematografici. E' proprio questa la categoria in cui si va a inserire Mission: Impossible - Operation Surma per Xbox, un prodotto multipiattaforma ispirato alla serie di Mission: Impossibile, ma a nessun film specifico.

E TOM CRUISE?

Duro il mondo del cinema e della televisione. Con tutti quei problemi di diritti, d'immagine, di cose che si possono mostrare, sentire o velatamente accennare, ma non dire esplicitamente. Nel nostro caso specifico, in Mission: Impossible - Operation Surma c'è il personaggio di Ethan Hunt, interpretato sul grande schermo da Tom Cruise, ma non c'è traccia del volto di Tom Cruise nel gioco, poichè il titolo in questione non ha i diritti di sfruttamento della sua immagine. Questo detto, certamente nessun giocatore sentirà la mancanza del divo holliwoodiano, anche perchè l'alter ego virtuale del gioco è più che all'altezza del suo ruolo. Dopo questa parentesi di colore sui retroscena, passiamo a qualcosa di più interessante: Mission: Impossible - Operation Surma trasporta il giocatore nel regno delle spie, nel pieno rispetto del soggetto: ancora una volta il mondo è nei guai a causa di alcuni "cattivi" con mire di dominio globale ecc. ecc... La trama in stile fantaspionistico ricalca fedelmente i leit motiv dei due film, concentrandosi non tanto sui fatti in sé quanto sulla spettacolarità e sul riscontro pratico nel gioco.

MA QUESTA E' PROPRIO UNA MISSIONE... IMPOSSIBILE!

Mission: Impossible - Operation Surma si inserisce nel prolifico genere dei giochi stealth, collocandosi in una posizione un po' meno "core" rispetto a un Tom Clancy's Splinter Cell, nonostante quest'ultimo sia indubbiamente il gioco da cui trae più ispirazione. Riprendendo moltissimi elementi del gioco di Tom Clancy, Mission: Impossible - Operation Surma mette il giocatore ai comandi di un Ethan Hunt ricco di tantissimi gadget più o meno avvenieristici e credibili, tutti utili al fine di rendersi poco visibili. Tra gli oggetti fanno quindi capolino: una versatile pistola capace di disattivare le telecamere, una con corda e una al sonnifero, un binocolo / macchina fotografica, un visore sonico per guardare al di là delle porte, un minicomputer capace di interfacciarsi con le telecamere di sorveglianza, nonché vari strumenti di scasso e hacking.

Anche i numerosi movimenti a disposizione di Ethan ricalcano più o meno fedelmente quelli del suo ideale predecessore Sam Fisher: il nostro può infatti muoversi accovacciato, aggrapparsi a tubi, camminare con la pistola in pugno in semisoggettiva ed eliminare di soppiatto le sue vittime. Ethan può inoltre spostare i corpi dei nemici a terra o costringere qualcuno a collaborare forzatamente, questa volta non con scansioni retiniche bensì digitali. Nel complesso, dal parco mosse alle movenze, da alcune inquadrature a parte della tipologia di gioco, molto si rifà più o meno palesemente a Tom Clancy's Splinter Cell; non che questo sia un male, intendiamoci, tuttavia la scarsa originalità è un indubbio difetto di Mission: Impossible - Operation Surma. In effetti, a parte la trama e le mappe ovviamente differenti, a livello di gameplay i due giochi si differenziano principalmente per la tendenza di Mission: Impossible - Operation Surma verso l'azione, al contrario di Tom Clancy's Splinter Cell, basato sull'infiltrazione pura e semplice.
Lungo i livelli del gioco Atari, suddivisi da obiettivi che si aggiornano "in diretta" nel corso delle missioni, capita a volte di lasciare in secondo piano lo "stealth" per dedicarsi a sezioni più arcade, per esempio evitando i colpi di un mitragliatore automatico o calandosi con il celebre cordino. Pur non discostandosi dal tema dell'infiltrazione, in tali sezioni non è importante muoversi di soppiatto, perchè spesso si è i soli ad agire. Nel complesso Mission: Impossible - Operation Surma offre una maggiore varietà d'azione rispetto ad altri giochi del genere, tuttavia non riesce a caratterizzarsi in modo originale come invece hanno saputo fare alcuni suoi illustri predecessori.

UN FRESCO ETHAN HUNT

Al di là delle inevitabili critiche all'originalità, giocare a Mission: Impossible - Operation Surma è piuttosto divertente e regala ben più di una soddisfazione. Collocandosi un gradino sotto Tom Clancy's Splinter Cell per quando riguarda la difficoltà, il gioco risulta godibile da una fetta molto ampia di pubblico e non scade quasi mai nella frustrazione, pur offrendo un livello di sfida più che dignitoso. A valorizzare il gioco non è tanto la licenza, in fondo piuttosto "generica" in quanto a soggetto (se non si è dei fan accaniti), bensì il design dei livelli e la godibilità generale. In particolare, grazie alla buona atmosfera e a una discreta intelligenza artificiale, la resa dell'infiltrazione è più che riuscita. Rispetto al più "cinematografico" Metal Gear Solid 2: Substance, Mission: Impossible - Operation Surma offre più gioco vero e proprio, lasciando in secondo piano i dialoghi e proponendo un'ampissima gamma di strumenti.

Tuttavia il gioco soffre di qualche difetto, più o meno come accadeva in Tom Clancy's Splinter Cell: in alcuni livelli il giocatore non ha troppa libertà d'azione, gli obiettivi non sono troppo chiari o ancora può sembrare di muoversi lungo binari un po' troppo forzati. Spesso si può scegliere solo parzialmente il metodo di approccio a un livello, o ancora il gioco dà l'impressione di offrire soluzioni "aperte" quando invece non lo fa. Invero questo è un problema alquanto comune nei giochi dotati di una forte trama, e in un titolo come Mission: Impossible - Operation Surma spicca in particolar modo perchè a volte si ha davvero l'impressione di essere di fronte a dei rebus: bloccati in una stanza si è obbligati a procedere più o meno a tentoni in cerca della soluzione considerata giusta dalla CPU. Ma questo, più che un difetto, appare come una precisa scelta, certo più o meno condivisibile.
Prima di chiudere non ci rimane che parlare dell'aspetto tecnico del gioco, versante che ci ha in parte deluso. A fronte del buon impianto sonoro, in particolare per il doppiaggio, la grafica di Mission: Impossible - Operation Surma è un gradino sotto quella di Tom Clancy's Splinter Cell, uscito ben un anno fa. La natura multipiattaforma del titolo Paradigm Entertainment è evidente nei giochi di luce, di gran lunga inferiori rispetto a quelli del suo ispiratore: manca del tutto quella luce "viva" che dava alle schermate di Tom Clancy's Splinter Cell un impatto molto singolare.
Poco azzeccata anche la tonalità dei colori: spesso le immagini hanno quel sapore "slavato" tipico di una luminosità regolata in modo errato, e dove il gioco di Tom Clancy giocava molto sul contrasto, con zone brillanti e altre scurissime, Mission: Impossible - Operation Surma punta solo sulla luminosità, con risultati decisamente meno validi. Altalenante è anche l'aspetto grafico generale, i modelli poligonali sono buoni, ma non troppo arrotondati, le locazioni a volte squadrate a volte arricchite da buoni effetti speciali, ma è evidente che il gioco non sia stato sviluppato per sfruttare a fondo le capacità della console Microsoft; spesso si ha l'impressione di giocare con una PlayStation 2, e neanche "tirata" al massimo.

Questo detto, l'impianto grafico è nel complesso sufficiente e più che funzionale all'azione di gioco, rimane solo l'amaro in bocca perchè il primato tecnico di Tom Clancy's Splinter Cell (vecchio di un anno) è fin troppo evidente. Buoni sono invece i controlli, un po' macchinosi all'inizio, ma ci si abitua abbastanza in fretta e la risposta è ottima.
Nell'insieme Mission: Impossible - Operation Surma è un titolo piuttosto solido, forte di una meccanica collaudata e ben bilanciata grazie a una lieve (ma solo lieve) tendenza verso l'azione. Nonostante nessun elemento di gioco spicchi né per particolare bontà realizzativa, né per evidenti pecche, l'insieme è decisamente migliore della somma delle singole parti: Mission: Impossible - Operation Surma è più di un "gioco qualunque", ma meno di una "pietra miliare". Al nostro commento le considerazioni finali.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Pur ispirandosi in modo fin troppo palese a Tom Clancy's Splinter Cell, aggiungendo pochissimo di suo e presentandosi con un aspetto grafico che sa decisamente di "multipiattaforma", Mission: Impossible - Operation Surma è un prodotto divertente e appetibile per molti giocatori. Principalmente il titolo Paradigm Entertainment è un buon gioco solo perchè ha imparato a memoria la lezione del suo ideale predecessore, ma poco importa: vestire i panni di Ethan Hunt è bello e può regalare molte soddisfazioni anche ai meno esperti nei giochi d'infiltrazione. La buona fruibilità è il maggior pregio di Mission: Impossible - Operation Surma, che si colloca in una posizione meno intransigente rispetto al gioco di Tom Clancy, noto per offrire un livello di realismo fin troppo alto. Mission: Impossible - Operation Surma non è troppo realistico, né mira a esserlo: vuole solo colpire il giocatore con trovate spettacolari e fargli vivere un po' di "spy game", e in questo riesce discretamente nel suo intento. Il gioco Atari è quindi consigliabile sia agli amanti dei giochi di infiltrazione che, al di là dei soliti capolavori del genere, non possono contare su molte novità, sia a chi si avvicina a questa tipologia di gioco per la prima volta. Naturalmente anche i fan di Mission: Impossible sono bene accetti, tuttavia più che trarre ispirazione dalla serie, si potrebbe dire che Mission: Impossible - Operation Surma ne tragga piuttosto visibilità. Non si spaventi invece chi teme di trovare in Mission: Impossible - Operation Surma un gioco troppo scontato: la sua imitazione di Tom Clancy's Splinter Cell è tanto buona da non far troppo rimpiangere la mancanza di originalità.