Genere
Gestionale
Lingua
Inglese
PEGI
3+
Prezzo
ND
Data di uscita
19/10/2001

Monster Rancher 3

Monster Rancher 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Tecmo
Sviluppatore
Tecmo
Genere
Gestionale
PEGI
3+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
19/10/2001
Lingua
Inglese
Giocatori
2

Lati Positivi

  • Ottima grafica
  • Longevità praticamente infinita, lo finte, quando vi stancate
  • Migliorati i sistemi di controllo e la gestione "emotiva" delle creature con una possibilità di scelta più ampia...
  • Affascinante e divertente

Lati Negativi

  • Pessimo sonoro
  • Sistema di combattimento migliorabile
  • C'è un bug che può (eventualmente) essere fastidioso - LEGGERE BOX

Hardware

Per giocare a Monster Rancher 3 è necessaria una PlayStation 2 NTSC/USA. Per sfruttare la tecnologia Picture Paradise, c'è bisogno di una fotocamera digitale Picture Paradise compatibile (molto ptobabilmente Sony) e di un cavo USB.

Multiplayer

Monster Ranche può anche essere giocato in due. Infatti, si possono creare dei tornei personalizzati per due giocatori dove utilizzare tutti i propri mostri (al massimo cinque) anche quelli, purtroppo, defunti, visto che subito dopo il decesso ci viene proposto di conservarne le abilità e caratteristiche per un Vs. Mode.

Link

Recensione

Monster Rancher 3

Tecmo ci riporta agli albori della saga di Monster Rancher con il terzo capitolo della serie, riproponendo una formula fortunata: quella felice commistione tra Pokémon e Tamagochi che ha creato moltissimi fan nel mondo. Ma dura è la legge che regola il gradimento di Monster Rancher, o lo si ama o lo si odia... Come stanno, dunque, Suezo, Mocchi e Golem su PS2?

di Alessandro Paglia, pubblicato il

Noi arriviamo in questo esatto momento, dove un mondo al suo apice comincia a fare i conti con quello che sarà il futuro, ed è appunto per questo che per cominciare le nostre imprese dovremo spartire la fama con Fleria, (lei vera Tochikan) che ci intodurrà nel mondo antico di Monster Rancher 3.

DUE MONDI A CONFRONTO

Mentre il titolo, di primo acchito (parlando dal punto di vista delle meccaniche di gioco), sembra solo un miglioramento dei primi due capitoli, in realtà mostra in molti campi un cambiamento sottile, ma piuttosto radicale. Non esistono più zone nelle quali spedire il proprio mostro (per esempio), ma si può (come già accennato) vagare liberamente o quasi per il mondo. In effetti si dovrà prima guadagnare la stima degli abitanti del luogo in questione per poterci trasferire, ma non è cosa complicata.
Non è più possibile fondere due mostri tra di loro (segno che la tecnologia non si è ancora evoluta? O di un maggior rispetto per la natura?), ma è sempre possibile congelarli e metterli a riposare o mutarli come già detto. Tuttavia quando un mostro muore lascia la sua anima con noi, sotto forma di cuore (tanto più grande e forte, quanto era l'amore che aveva per noi) che sarà possibile donare ad altri mosti affinchè il primo viva in loro e tramandi la propria forza e abilità.
I ritmi di lavoro per la creatura, poi, sono diversi a seconda del periodo della propria vita che sta affrontando: imparerà molto quando adolescente, combatterà meglio quando matura. Le caratteristiche che influenzano il carattere del mostro sono molteplici: alcuni si sforzano sempre, altri sono pigri, altri ancora colmi di orgoglio e snob; starà a voi trovare la chiave per portare il vostro piccolo alle massime potenzialità. Per ricevere nuove "skill" si dovranno invece ottenere varie "bit" (schegge), "stone" (pietre) o "orb" (sfere) che consegnate a un mostro guardiano (una specie di Sasquatch per la montagna, un cobra a due teste per il deserto e così via...) ci permetteranno, appunto, di ricevere nuove tecniche, di diversa potenza e facilità d'uso.
Dove si trovano queste pietre? E dove i mostri guardiani? Entrambi sono raggiungibili (o trovabili per quanto riguarda i bit e le orb) durante le "venture", mentre le "stone" sono disponibili come premi in particolari tornei multi-categoria. In quest'ultimo episodio poi sono stati introdotti i rivali e con essi varie sottotrame. Infatti mentre nei primi due episodi gli allenatori nemici erano tutti anonimi, qui molti si presenteranno a voi di tanto in tanto, minacciandovi, consigliandovi, annoiandovi o portandovi doni. Potrete chiedere loro consiglio o loro lo chiederanno a voi, potrete combattere in amicizia o sotto minaccia, ma soprattutto svolgeranno l'importante compito di circolazione di frammenti di Saucer Stone (dischi contenenti mostri). Ogni quattro dello stesso tipo sono un nuovo mostro per la vostra collezione.
Inoltre l'introduzione di molti personaggi permette di portare avanti anche un buon numero di sottotrame, alcune delle quali vi permetteranno di "sbloccare" mostri segreti, come Zan (mostro artificiale) e Joker. State bene attenti però, perché quando iniziate una sottotrama dovrete portarla a termine prima di poterne cominciare di nuove. Se la situazione da questo punto di vista sembra stagnare, provate a cambiare locazione, può darsi che vi siate lasciati alle spalle qualcosa. (Attenzione anche a un piccolo "bug" presente nel gioco: leggere il box specifico per maggiori informazioni).
Altra caratteristica nuova è quella degli oggetti non a uso singolo, gestiti comodamente tramite un altro menù, e degli accessori che ci rendono possibile personalizzare il nostro mostro con bandane, occhiali, borchie e altri ammenicoli (in genere modificano anche le statistiche). Il sistema di combattimento, invece, è pressochè invariato, rispetto agli episodi precedenti ed è sempre possibile mantenere un controllo limitato sul mostro o lasciarlo agire da solo (consigliabile la prima scelta). Questa volta tuttavia è possibile attribuire a un pulsante una singola tecnica/abilità (skill), il che limita le skill utilizzabili in combattimento a quattro, ma d'altro canto rende impossibile il confondersi tra un colpo e l'altro (rimangono sempre attuabili a seconda della distanza).
Se da un lato il sistema è meno caotico, il limitare le abilità a quattro non sembra la soluzione migliore, soprattutto quando di fronte a una nuova skill non se ne conoscono le potenzialità (e si rischia di scartare una skill molto più utile). Si potrebbe fare di meglio insomma. Dove invece si doveva fare di meglio è nell'aspetto sonoro del gioco: non solo le musiche sono noiose e ripetitive, ma anche i suoni prodotti dai mostri sono piuttosto banali e non rispecchiano la quantità di espressioni e la gamma di stati d'animo che quest'ultimi possono provare.
Graficamente invece il lavoro svolto da Tecmo è eccelso: "cel shading" in gran quantità, paesaggi ben definiti e scelta dei colori ottima. Il mondo poetico di Monster Rancher 3, insomma, è sublime nelle scelte cromatiche e nella definizione dei mostri, tutti molto curati ed estremamente personalizzati... ma scade pesantemente nel sonoro. Infatti, mentre i mostri sono generalmente molto più complessi da gestire rispetto ai precedenti capitoli (nostro continuo polo di paragone) il sonoro è rimasto invariato e non riesce a degnamente rappresentare le diverse sfumature caratteriali delle creature, cosa in parte sopperita dalle ottime animazioni.
Aspetto marginale ma simpatico è l'introduzione della tecnologia Picture Paradise - per la prima volta presente in un videogioco - che vi permetterà di importare un'immagine tramite macchina fotografica digitale (Picture Paradise Sony compatibile) da collocare su di un accessorio (la maschera) che ci verrà donato all'inizio della nostra carriera. Certo non è nulla di indispensabile, nè alla portata di tutti, ma quantomeno è qualcosa di interessante. Insomma se siete sempre stati affascinati dal mondo di Monster Rancher, questo terzo capitolo per PS2 non potrà che farvi felici, se invece non lo avete mai provato, forse è giunta la volta buona per dargli un assaggio. Un ottimo titolo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Monster Rancher 3 è un ottimo gioco. certo può non piacere a chi non sopravvive senza sangue e realismo, ma al di là di tutto quest'ultimo capitolo può riuscire a conquistare anche gli scettici. Forte di un motore grafico di ottimo livello riesce a immergere il giocatore nelle vicende, tanto che molto spesso si ritroverà a inalberarsi con un mostro troppo capriccioso o pigro. Dolce, allegro, spensierato e triste allo stesso tempo è un gioco piacevole e accattivante. Sempre tenendo presente il postulato (o si ama lo si odia) il gioco Tecmo si lascia amare più facilmente di quanto non si faccia odiare.