Genere
Picchiaduro
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
59,99 Euro
Data di uscita
26/4/2003

Mortal Kombat: Deadly Alliance

Mortal Kombat: Deadly Alliance Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Midway Games
Sviluppatore
Midway
Genere
Picchiaduro
PEGI
18+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
26/4/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,99 Euro

Lati Positivi

  • Tanti personaggi
  • Corposa modalità per giocatore singolo
  • Tecnicamente buono
  • Fascino della storica saga
  • Stili di combattimento

Lati Negativi

  • Stili di combattimento
  • Multiplayer poco approfondito
  • Alcune scelte estetiche (armi e posture) molto opinabili
  • Pessimi controlli

Hardware

Per giocare a Mortal Kombat: Deadly Alliance vi servono una copia originale del gioco, un Nintendo GameCube, uno o due pad per GameCube e una memory card con almeno un blocco libero per i salvataggi.

Multiplayer

Mortal Kombat: Deadly Alliance offre la classica modalità versus a 2 giocatori dei picchiaduro a incontri, nulla meno e nulla più.

Link

Recensione

Mortal Kombat: Deadly Alliance

Due guerrieri si affrontano truci agli estremi di un'arena investita dalla pioggia battente, entrambi sanno bene che solamente uno di loro due sarà vivo alla fine dello scontro. Una vita tesa all'affinamento delle proprie capacità di combattimento, spesa in allenamenti senza pietà potrebbe finire in pochi secondi, nel breve tempo che occorre per pronunciare la parola "fatality"!

di Alberto Torgano, pubblicato il

Mortal Kombat: Deadly Alliance appare maturo e completo, non più ancorato alla semplice spettacolarità, ma dotato ora di uno spessore inaspettato.
Il gioco vero e proprio utilizza uno stile a metà tra un Tekken e uno Street Fighter, presentando personaggi dotati sia di un buon numero di colpi semplici da effettuare e impilabili in combo più o meno lunghe, che di una manciata di mosse speciali tipo fireball. Grande particolarità del gioco è poi la possibilità di cambiare stile di attacco, ognuno dei numerosi eroi selezionabili è infatti padrone di tre arti marziali differenti (di cui una sempre basata su di un'arma bianca), intercambiabili a piacimento durante il gioco. Come nella serie Bushido Blade (se qualcuno la ricorda), premendo il tasto L il personaggio cambia posizione e parco mosse.
Inutile precisare i vantaggi di una simile scelta, capace di aggiungere grande interesse e di rendere molto profonda la padronanza di ogni personaggio, tuttavia essa comporta anche altrettanti svantaggi, assolutamente da spiegare onde evitare errate valutazioni.
La più grande incognita strutturale di Mortal Kombat: Deadly Alliance risiede nella questione degli stili, tanto innovativa da giungere a spersonalizzare il gioco. Oltre a rendere l'approccio al titolo particolarmente complesso sia per gli amanti della serie che per i giocatori occasionali (in pratica è come scegliere tre personaggi contemporaneamente), è realmente difficile sfruttare a fondo la possibilità di modificare in toto le proprie tecniche di attacco. Padroneggiare completamente anche solo un singolo personaggio diviene complesso, è più semplice concentrarsi su di un'unica tecnica di attacco, snobbando quasi del tutto le altre due. Senza considerare un problema secondario ma piuttosto grave in ambito di picchiaduro, giochi in cui il fascino dei personaggi è primario per il coinvolgimento di gioco: è difficile trovare un alter ego avvincente da tutti i punti di vista. Si tratta di gusti soggettivissimi, ma è improbabile che il fascino di un personaggio permanga invariato attraverso i tre stili: per esempio Sub-Zero è armato di un improbabile spadone da Power Ranger, la postura Kempo di Sonya è piuttosto strana, per non parlare di Mavado, che si muove in modo atipico rispetto a come è vestito. Molte arti marziali sembrano letteralmente "appiccicate" sui lottatori senza badare troppo alle loro personalità o stili precedenti, tanto per far numero. I singoli stili sono anche ben realizzati, realistici negli attacchi e violenti al punto giusto, ma era davvero necessario metterne tre per personaggio?
La sensazione è che l'idea, seppur buona, remi in senso opposto al motivo per cui è stata inserita: complica e spersonalizza invece di coinvolgere e appassionare. Avremmo preferito di gran lunga personaggi con un singolo stile, magari con più mosse e più differenziati, piuttosto che un'infinità di scuole, anche difficili da distinguere perché spesso poco note.
Parliamo infine delle peculiarità della versione GameCube, ahinoi per lo più negative. Gli sviluppatori Midway hanno infatti pensato di ignorare del tutto le leve analogiche presenti su tutte le piattaforme per cui è stato pensato il gioco. Il problema è ininfluente su una PlayStation 2, la cui croce direzionale è comoda da raggiungere, ma è terrificante su un GameCube, il cui paddino direzionale è stato pensato più per navigare tra menù che per controllare il protagonista di un gioco. Muovere i lottatori di Mortal Kombat: Deadly Alliance, e soprattutto realizzare le mosse speciali, è difficile e scomodo, il pollice torna sempre naturalmente alla leva analogica, e deve essere continuamente costretto a soffermarsi sul pad. L'incomprensibile scelta di non inserire nemmeno una piccola opzione per modificare il controllo dei movimenti è imperdonabile, e limita grandemente la fruibilità del gioco su GameCube. Questo detto, dopo un po' di tempo ci si può abituare al paddino, ma si tratta, appunto, di "abituarsi" a qualcosa di scomodo.

GOOD OR BAD?

Le tre versioni di Mortal Kombat: Deadly Alliance, per PlayStation 2, Xbox e GameCube, sono virtualmente identiche, quindi come spiegare un giudizio tutto sommato differente per questa versione GameCube? Semplicemente in redazione il gioco ha ricevuto differenti accoglienze, e in questo caso abbiamo deciso di dar voce anche alle critiche e non solo agli apprezzamenti. Se leggendo altre recensioni il gioco vi è parso degno di nota e i suoi spunti innovativi vi hanno colpito per bontà, allora acquistatelo a cuor leggero (ma se ne avete la possibilità favorite le versioni Xbox o, meglio, PlayStation 2, per le migliori configurazioni dei pad), tuttavia se nutrite dubbi, allora ponderate bene entrambi i giudizi.
Tecnicamente Mortal Kombat: Deadly Alliance è indubbiamente ben fatto, e in singolo il gioco rimane estremamente longevo e studiato per appassionare non solo sulle brevi distanze; allo stesso modo gli stili sono curati e vari, è proprio l'idea di metterne tre a personaggio a essere passibile di critiche. Certo, si può giocare usando solo uno stile, ma così facendo rimane l'insoddisfazione di non godere appieno del gioco, e anche imparando al meglio le potenzialità delle varie arti marziali, evitare spiccate preferenze è davvero dura.
Per il resto Mortal Kombat: Deadly Alliance è frenetico, anche se non eccessivamente, tecnico al punto giusto e molto molto vario, ma è davvero suscettibile di dure critiche in base ai gusti personali di ogni singolo giocatore. Se siete appassionati della saga, allora comprate pure questo quinto capitolo, finalmente capace di ammodernare senza copiarsi troppo, ma se leggendo questa recensione vi sono sorti dubbi sull'effettiva validità del prodotto, cercate, per quanto possibile, di visionarlo prima dell'acquisto. Mortal Kombat: Deadly Alliance è un gioco ben fatto tecnicamente, ma troppo particolare per poter piacere a tutti.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
La versione GameCube di Mortal Kombat: Deadly Alliance, pur identica alle controparti Xbox e PlayStation 2, è la meno convincente delle tre, a causa della mancata implementazione della leva analogica, scartata a favore del piccolo e poco pratico pad direzionale. Questo detto, il gioco Midway riesce ad innovare con successo gli stilemi della storica saga di picchiaduro, in più in una veste grafica d'eccezione. L'unico, grosso, problema di Mortal Kombat: Deadly Alliance consiste nel troppo elevato numero di tecniche di attacco: i tre stili per ogni personaggio, in più implementati in modo da essere ben identificabili e intercambiabili con la pressione di un tasto, tendono a spaesare i neofiti e a indisporre gli appassionati del genere. Senza contare la sensazione che alcuni stili siano stati inseriti per "far numero" e che i personaggi siano selezionabili, non singolarmente, ma a gruppi di tre. Molti hanno apprezzato questa caratteristica (leggete le recensioni delle altre versioni del gioco per giudizi in questo senso), ma non tutti. Permane però il massimo gradimento per la corposa modalità a giocatore singolo. In definitiva, chi vuole una killer application aspetti fiducioso Soul Calibur II, chi ama Mortal Kombat compri il gioco a scatola chiusa, gli altri gli diano un'occhiata per capire se apprezzano o meno la questione degli stili.