Genere
Guida
Lingua
Testi in italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
16/3/2011

MotorStorm Apocalypse

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Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment
Sviluppatore
Evolution Studios
Genere
Guida
PEGI
16+
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
16/3/2011
Lingua
Testi in italiano
Giocatori
16

Lati Positivi

  • Frenetico
  • Immediato e spettacolare
  • Grafica e sonoro ai vertici della categoria
  • Divertente sopratutto sulla rete
  • Novità ben inserite nella struttura della serie

Lati Negativi

  • Carriera single-player ancora "leggerina"
  • Distruzione talvolta confusionaria
  • Caricamenti troppo lunghi

Hardware

MotorStorm Apocalypse è, come tutta la serie, un'esclusiva PlayStation 3. Il gioco non richiede alcuna installazione su disco fisso prima dell'avvio.

Multiplayer

Quattro giocatori possono correre sulla stessa TV grazie al classico multiplayer via schermo diviso. Il numero sale a 16 partecipanti per ogni gara una volta che andiamo online via PlayStation Network.

Modus Operandi

Abbiamo ricevuto una versione "debug" del gioco direttamente da Sony e l'abbiamo provata approfondendo le modalità online e offline.

Link

Recensione

Mezzo secondo di distruzione

Riapre il festival più amato dagli utenti PlayStation 3.

di Alessandro Martini, pubblicato il

MotorStorm Apocalypse segna uno stacco con i due capitoli precedenti, tre considerando la versione PSP, ovvero Arctic Edge, in molti aspetti. La serie dice addio almeno temporaneamente agli scenari naturalistici dei primi episodi e, sopratutto, sceglie di concentrarsi maggiormente sulla carriera per giocatore singolo. Questo aspetto è sempre stato, in precedenza, il punto debole di una serie altrimenti più che competitiva sul lato della giocabilità e sopratutto su quello realizzativo. Vediamo cosa ci aspetta una volta lasciata l'isola tropicale di Pacific Rift per raggiungere la costa ovest degli Stati Uniti.

il caos come ragione di vita

Stavolta c'è una storia, o qualcosa di simile, ad affiancare le competizioni che si susseguono nella parte single-player. La trama viene raccontata con una serie di fumetti semi-animati di qualità discutibile, ma almeno interamente tradotti in italiano. Tramite queste "scenette" tra una gara e l'altra, vengono presentati i personaggi principali e tutto il contesto che circonda le folli gare attorno a un centro cittadino molto simile alla Bay Area statunitense. Parliamo quindi di San Francisco, Oakland e così via: grandi spazi circondati dal mare ed ugualmente ricchi di elementi naturali e grattacieli. Nel gioco, una serie di terremoti e catastrofi dello stesso tipo ha costretto gran parte della cittadinanza ad abbandonare il luogo, lasciando spazio libero alla combriccola "fuori di testa" del MotorStorm Festival. Per chi non segue la serie dall'inizio, parliamo di corridori e maniaci degli sport estremi che girano per il mondo alla ricerca dei posti più pericolosi e improbabili dove gareggiare. In questo caso, si corre su ben 13 classi di veicoli diverse, che includono tutti i mezzi delle passate edizioni più alcune new entry come le moto sportive (naked o da competizione tipo Superbike). Rivediamo naturalmente i "big foot" e le dune buggy, i chopper e gli ATV, oltre alle moto da cross e i classici pick up. Oltre alle differenze prettamente estetiche, pur restando sempre in ambito arcade, si nota un pizzico di realismo in più nelle differenze tra i vari mezzi. I quad, ad esempio, sono meno leggeri di quelli visti in Pacific Rift e le moto più agili nel compiere manovre impossibili per altri mezzi. Ciò rende più interessante sperimentare con ogni veicolo nell'area Divertimento, dove possiamo organizzare le nostre competizioni in singolo o nel multiplayer, in locale e sulla rete.

una carriera senza regolamenti

L'avanzamento nelle competizioni per giocatore singolo abbandona i "ticket" caratteristici di MotorStorm usando una struttura più rigida ma anche più ragionata. La carriera è infatti divisa in tre livelli di difficoltà con requisiti di vittoria diversi e altrettanti protagonisti che appaiono nei filmati di intermezzo. Non possiamo più scegliere quale evento affrontare ma dobbiamo adattarci alla situazione messa in campo dal gioco, sopratutto in termini di veicolo. In un attimo si va dalle jeep alle motociclette, dovendo sempre raggiungere una posizione minima in classifica per avanzare. Completando tutti gli obiettivi proposti, si sbloccano naturalmente vari contenuti bonus che diventano poi utilizzabili nelle gare veloci, nel multiplayer o nella modifica dei mezzi. Il "tuning" delle vetture è disponibile in una sezione specifica del gioco simile a un garage (distrutto ovviamente) da cui vengono assemblate le parti di modifica ottenute fino a quel momento. Dalle decorazioni ai pezzi della carrozzeria, fino al livello di danneggiamento mostrato dal veicolo, possiamo scegliere davvero molti aspetti con cui personalizzare il nostro mezzo. Tornando alla gara e al suo svolgimento in pista, la principale novità, che richiama il concorrente Split/Second, si trova nella distruzione in tempo reale del circuito. Non tutte le piste vengono fatte a pezzi durante la corsa ma, dove accade, è impossibile non apprezzare l'impegno degli studi Evolution. Interi edifici e pezzi di scenario vengono infatti distrutti aprendo nuovi passaggi o bloccando la strada ai corridori, così da richiedere riflessi fulminei per non schiantarsi. Il rallenty che affianca l'inizio di questi eventi potrà dare fastidio a qualcuno, ma gli effetti sulla pista sono spettacolari, sopratutto pagando un prezzo in termini di fluidità praticamente nullo.

Le auto sportive sono molto dettagliate, sopratutto quando iniziamo a modificarle via Tuning - MotorStorm Apocalypse
Le auto sportive sono molto dettagliate, sopratutto quando iniziamo a modificarle via Tuning

I veri piloti fuori di testa sono online

Malgrado gli sforzi del team creativo, e una carriera che è indubbiamente più sostanziosa rispetto ai capitoli precedenti, il cuore di MotorStorm batte ancora molto forte per il multiplayer. Una volta sbarcati sulla rete, possiamo correre in gare che supportano fino a 16 giocatori sulla stessa pista senza problemi degni di nota, in quanto a lag o disconnessioni. Più che altro, merita una citazione il sistema di esperienza, trofei e bonus da sbloccare in stile sparatutto, che è in pratica l'evoluzione di quello inserito in Pacific Rift tramite aggiornamento. A suon di vittorie, ma anche completando manovre spericolate ai danni degli altri concorrenti, si guadagna punteggio con cui sbloccare nuovi elementi utilizzabili nel gioco online. Si va dalle semplici icone per il nostro nickname ai Vantaggi, leggasi Perks, da montare sul nostro mezzo per ottenere prestazioni migliorate. Ad esempio, dimezzando il tempo di respawn dopo un incidente saremo di nuovo in gara in un attimo, mentre abbassando il surriscaldamento del turbo potremo puntare di più sulla velocità. Bisogna poi ricordare che, grazie alla migliore distinzione tra i singoli mezzi, le gare guadagnano un tocco di profondità in più grazie alla conformazione delle piste. Usando un veicolo troppo grande e lento su piste ricche di salti resteremo quasi sempre in fondo al gruppo, mentre se scegliamo una moto su circuiti pianeggianti e aperti si rischia di essere "stirati" ad ogni sorpasso. Online, è anche possibile trasportare tutto il nostro garage sbloccato fino a quel momento nella carriera per giocatore singolo, e organizzare sfide in privato con gli amici alternativamente alle gare pubbliche.

Gli effetti di luce e le ombre si confermano l'aspetto più riuscito della parte tecnica - MotorStorm Apocalypse
Gli effetti di luce e le ombre si confermano l'aspetto più riuscito della parte tecnica

la natura contro il cemento

Rispetto ai due episodi che l'hanno preceduto, MotorStorm Apocalypse ha un'impronta visiva meno spettacolare per via dei colori più spenti e delle ambientazioni più monotone: volete mettere l'asfalto con lungomare e montagne? Bastano però poche gare a rendersi conto che il motore grafico è stato potenziato in ogni aspetto ed è in grado di muovere quantità enormi di oggetti senza alcuno sforzo. Oltre alla devastazione in tempo reale dello scenario, e quindi alla modellazione del circuito che avviene mentre corriamo senza pause o installazioni preventive, è la quantità di dettaglio a stupire anche un occhio esperto. Correndo si incontrano infatti persone a piedi (i pochi ribelli rimasti nei luoghi abbandonati) che lanciano oggetti o scappano, elicotteri in sorvolo della pista e tutta una serie di detriti che viene lanciata attorno alla pista dai concorrenti. Volendo cercare i difetti a tutti i costi, si nota un certo pop-up del fondale sulla distanza e un aliasing marcato sugli oggetti più lontani, oltre a qualche texture sfocata su alcuni terreni. Si parla comunque di dettagli molto ridotti per numero e incidenza sulla realizzazione che rimane ai primi posti nel genere dei giochi di guida arcade. L'audio, oltre alle voci completamente in italiano dei filmati, annovera la consueta raccolta di musiche elettroniche e remix, da bilanciare abbassando i fragorosi effetti sonori, altrimenti vengono praticamente zittite da collisioni, sgommate e incidenti. I controlli, inutile dirlo, sfruttano una manciata di pulsanti e le tradizionali meccaniche basate su salti, derapate e uso attento del turbo. L'idea alla base di MotorStorm resta infatti immutata, con un maggiore coefficiente "single player" e tutta la sostanza multigiocatore che da sempre caratterizza questa serie.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
C'è ancora da rifinire la carriera per giocatore singolo, ma come divertimento e qualità visiva sono in pochi a poter gareggiare con MotorStorm Apocalypse. Un'altra ottima prova firmata Evolution, da non mancare se si gioca spesso online.

Commenti

  1. RALPH MALPH

     
    #1
    ma il modello di guida non ti è sembrato semplificato rispetto al secondo? meno fisico e pesante

    poi contento che si sia rivelato un seguito all'altezza, allora nella demo hanno messo proprio la pista più brutta

    ultimo appunto generale: non capisco le medaglie

    ok per le due d'argento, multi e grafica, ma perchè addirittura oro a quella "consigliato"?

    colpa di giop credo
  2. richi_one

     
    #2
    Ehm...ve l'hai mai detto nessuno che le "stellette" utilizzate per il voto sono uguali a quelle che usa Gamemag.it?
  3. giopep

     
    #3
    RALPH MALPHma il modello di guida non ti è sembrato semplificato rispetto al secondo? meno fisico e pesante

    poi contento che si sia rivelato un seguito all'altezza, allora nella demo hanno messo proprio la pista più brutta

    ultimo appunto generale: non capisco le medaglie

    ok per le due d'argento, multi e grafica, ma perchè addirittura oro a quella "consigliato"?

    colpa di giop credo


    HAhahahah suca, le medaglie le ha scelte Alez.
    E consigliato è per dire che anche se non gli diamo il massimo dei voti è un gioco fortemente, appunto, consigliato. :D
  4. RALPH MALPH

     
    #4
    <cite>capisco la medaglia consigliato, mi chiedevo se c'era solo oro o anche argento e bronzo</cite>, vedo che la danno tutti d'oro
  5. RALPH MALPH

     
    #5
    ho capito quindi vale un 9, 4 stelle + medaglia consigliato d'oro
  6. |Sole|

     
    #6
    @Richi_one
    Non conoscevo Gamemag.it, l'ho aperto ora per la prima volta. Uguali in che senso? Perché sono stelle e sono gialle? Beh, non ci sono poi tanti modi per farle. Per il resto è tutto diverso:

    - Loro hanno le mezze stelle, noi no.
    - Loro hanno le valutazioni in stelle anche per i comparti specifici, noi no. Premiamo solo con una medaglia i giochi che in un certo comparto sono meritevoli
    - Graficamente mi sembra che l'unica cosa in comune che hanno sia il colore giallo - classico per le stelle. Posso assicurarti comunque che le nostre le ha disegnate ex-novo un grafico di Edizioni Master (e che c'è voluta quasi una settimana a definirle, tra le tante ipotesi :D

    Le valutazioni in stelle, è chiaro, non le abbiamo inventate noi. Ma direi che non l'ha fatto nemmeno Gamemag, o Film-Review che le usa, tra i tanti altri siti. E' un metodo di valutazione che esiste da tempo, uno strumento che in tanti usano. Altrimenti, per dire, analogamente potrei affermare che i pro e i contro di Gamemag.it sono come le nostre positive e negative (che sicuramente, essendo nate nel 1999, sono arrivate prima!). Ma ovviamente sarebbe una stupidaggine: positive e negative (o pro e contro), così come le stelle, i voti, le banane, quel che vuoi, sono gli strumenti che i siti come i nostri usano per fare le valutazioni, tutto qui.
  7. richi_one

     
    #7
    |Sole|@Richi_one
    Non conoscevo Gamemag.it, l'ho aperto ora per la prima volta. Uguali in che senso? Perché sono stelle e sono gialle? Beh, non ci sono poi tanti modi per farle. Per il resto è tutto diverso:

    - Loro hanno le mezze stelle, noi no.
    - Loro hanno le valutazioni in stelle anche per i comparti specifici, noi no. Premiamo solo con una medaglia i giochi che in un certo comparto sono meritevoli
    - Graficamente mi sembra che l'unica cosa in comune che hanno sia il colore giallo - classico per le stelle. Posso assicurarti comunque che le nostre le ha disegnate ex-novo un grafico di Edizioni Master (e che c'è voluta quasi una settimana a definirle, tra le tante ipotesi :D

    Le valutazioni in stelle, è chiaro, non le abbiamo inventate noi. Ma direi che non l'ha fatto nemmeno Gamemag, o Film-Review che le usa, tra i tanti altri siti. E' un metodo di valutazione che esiste da tempo, uno strumento che in tanti usano. Altrimenti, per dire, analogamente potrei affermare che i pro e i contro di Gamemag.it sono come le nostre positive e negative (che sicuramente, essendo nate nel 1999, sono arrivate prima!). Ma ovviamente sarebbe una stupidaggine: positive e negative (o pro e contro), così come le stelle, i voti, le banane, quel che vuoi, sono gli strumenti che i siti come i nostri usano per fare le valutazioni, tutto qui.


    Eh,ma mica pensavo a un plagio! ;)
  8. jpeg

     
    #8
    Mi sento particolarmente vicino alla tua recensione, che condivido in pieno.

    Due cose al volo:
    - il fattore distruzione non è gestito alla Split/Second... Nel racing di Blackrock il powerplay è innescato dal giocatore e dagli avversari, e i suoi effetti si resettano ad ogni gara; in Apocalypse, al contrario, la morfologia dei tracciati è modificata dagli eventi naturali, che sono scriptati, ma le cui conseguenze rimangono visibili di gara in gara.
    - lo slow-mo che interviene in certi frangenti è comandato dal giocatore. Dopo aver seguito un tornado la prima volta, la seconda si può evitare il QTE e continuare a correre senza moviola.
  9. froks

     
    #9
    Ottimo... penso di acquistarlo fra qualche giorno! :D
  10. RALPH MALPH

     
    #10
    jpegMi sento particolarmente vicino alla tua recensione, che condivido in pieno.

    Due cose al volo:
    - il fattore distruzione non è gestito alla Split/Second... Nel racing di Blackrock il powerplay è innescato dal giocatore e dagli avversari, e i suoi effetti si resettano ad ogni gara; in Apocalypse, al contrario, la morfologia dei tracciati è modificata dagli eventi naturali, che sono scriptati, ma le cui conseguenze rimangono visibili di gara in gara.
    - lo slow-mo che interviene in certi frangenti è comandato dal giocatore. Dopo aver seguito un tornado la prima volta, la seconda si può evitare il QTE e continuare a correre senza moviola.


    ma il modello di guida non ti è sembrato più leggero?
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