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Devil May Sing

Il diavolo è subdolo, è mancino e suona il violino.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Da oltre un anno, i trailer del reboot di Devil May Cry sviluppato da Ninja Theory stanno ossessionando come un incubo ricorrente i fan del franchise Capcom. I puristi lamentano soprattutto la radicale rivisitazione stilistica di Dante, assai distante dal modello concettuale che era stato seguito nei precedenti episodi, evidenziando, così, il ruolo non trascurabile rivestito dalla caratterizzazione del protagonista ai fini del successo del brand. Del resto, i lineamenti principali di Dante sottolineavano adeguatamente gli aspetti maggiormente peculiari del gioco, trasformando il personaggio nel testimonial di un genere videoludico, lo "stylish game".

Inizialmente Capcom ha deciso di non commercializzare la OST di Devil May Cry, temendo di non<br />
ottenere vendite soddisfacenti. Solo nel 2004, dopo una prevendita campione di 1.000 copie, la soundtrack è stata pubblicata ufficialmente, in contemporanea con quella del secondo episodio - DmC
Inizialmente Capcom ha deciso di non commercializzare la OST di Devil May Cry, temendo di non
ottenere vendite soddisfacenti. Solo nel 2004, dopo una prevendita campione di 1.000 copie, la soundtrack è stata pubblicata ufficialmente, in contemporanea con quella del secondo episodio
Più in particolare, Dante rifletteva la filosofia di design propria di Devil May Cry, tutta fondata su armoniosi contrasti. Per esempio, alla capacità del protagonista di intercambiare una forma umana "cool" con quella di un demone arcano, facevano da eco ambientazioni a cavallo tra lo steampunk e il gotico. Altresì, l’arsenale dualistico di Dante, composto da armi bianche dall’aura alchemica e pistole moderne, andava in risonanza con un gameplay fondato sull’avvicendarsi di liriche fasi d’esplorazione e furiosi combattimenti. Quest’articolata tessitura veniva ulteriormente consolidata dalla colonna sonora, creata per svilupparsi in un’alternanza analogica tra tappeti sonori ambientali e fragorose incursioni rock.

Devil May Scream

Oltre a sposarsi con quella dualità stilistica che governava ogni aspetto del gioco, la colonna sonora di Devil May Cry introduceva un inedito utilizzo dinamico delle musiche, basato su una serie di eteree meditazioni atmosferiche, in grado di esaltare le ambientazioni neo-medievaleggianti del gioco e al contempo capaci di sfumare immediatamente in esplosioni metalloidi, durante ogni apparizione degli avversari. Così, i "bach-iani" virtuosismi per organo del brano Cathedral o gli eterei riverberi gotici di Ancient Castle Basement Stage potevano andare in dissolvenza in qualsiasi momento, per far posto ai riff metallici di Public Enemy o ai battiti technoidi di Lock & Load. Queste ultime due tracce si rivelavano particolarmente idonee a incorniciare le stilose evoluzioni belliche del protagonista, facendo sì che le musiche, nel loro insieme, assumessero quasi un ruolo registico nei confronti del gameplay. Il passaggio dai soffusi echi ambientali alle sincopate ritmiche di battaglia, difatti, agiva come una sorta di "zoom in" sonoro, che spostava rapidamente l’attenzione del giocatore dalle location verso i personaggi, dall’esplorazione e dalla risoluzione degli enigmi alla gestione creativa degli scontri.

I due volti delle musiche di Devil May Cry, sopra Masami Ueda e sotto Masato Kouda, quest’ultimo ha preso le redini di lead composer nel secondo episodio della serie - DmC
I due volti delle musiche di Devil May Cry, sopra Masami Ueda e sotto Masato Kouda, quest’ultimo ha preso le redini di lead composer nel secondo episodio della serie

Devil May… Whatever

Il particolare utilizzo del sonoro nasceva direttamente dalle idee del game director stesso, Hideki Kamiya, che in seguito porterà il medesimo approccio anche fuori dai confini del brand Capcom, con Bayonetta. La composizione dei brani, invece, scaturiva da un ulteriore gioco di contrasti, quello tra i due veterani della sound direction Masami Ueda (Resident Evil) e Masato Kouda (Darkstalkers). Il primo metteva la propria esperienza nella creazione di atmosfere sonore lugubri al servizio delle tracce ambientali, mentre il secondo dava ennesima prova della sua particolare ecletticità musicale cimentandosi nei pezzi dedicati alle fasi di combattimento. Ai due compositori si affiancava, infine, l’esordiente Misao Senbongi, dedito alla realizzazione dello score per le cut-scene.
Nonostante i vari cambi di timone alla direzione musicale dei successivi episodi, la serie di Devil May Cry ha portato avanti con coerenza la particolare alchimia sonora del capostipite, andando progressivamente a sperimentare accostamenti sempre più intensi e arditi. Questo climax ha avuto il suo apice con il quarto episodio, dove Tetsuya Shibata si è diviso tra raffinati movimenti orchestrali (Out of Darkness) e divertite sbruffonerie new metal (The Time Has Come).
Al di là del colore dei capelli di Dante, riuscirà Ninja Theory a rinnovare Devil May Cry anche sotto il profilo musicale, senza trascurare la tradizione di delicati equilibri sonori propria della serie?


Commenti

  1. AVV.

     
    #1
    perdonate l'ignoranza ma che spada sarebbe quella a destra nella copertina DMC dangerous hits?





    i trailer di DMC 4 non li cancello più dalla 360, ogni tanto me li riguardo per la canzone splendida.

  2. Lorissone

     
    #2
    E' la Force Edge, la spada di default di DMC
    quella da cui nasce Sparda


    Comunque bell'articolo ma non mi sentirei di paragonare la ost del primo episodio a nessuno degli altri (ugualmente molto belli anche dal punto di vista musicale) che sentono troppo la mancanza di pezzi orchestrati e/o per organo (in DMC2 ci sono dei bei pezzi). DMC4 in particolare mi è sembrato il più brutto dal punto di vista OST, Out of Darkness è l'unico pezzo decente e lo si sente praticamente solo all'inizio.
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