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Rubrica

Trick or Geek

Musiche per un halloween in salsa di zucca e pixel.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Con un perfetto tempismo per la ‘Notte delle Streghe’, MVG ripercorre la storia della musica composta per i videogiochi di genere horror, al fine di enucleare i principali approcci adottati nel settore e offrirvi una selezione di brani capace di arricchire questo halloween con un terrorizzante contrappunto geek.

Killing me Softly

Uno dei primi filoni musicali a dipanarsi dal nucleo dei videogame a tema orrorifico è quello sperimentato con la colonna sonora di Resident Evil, in cui la volontà di tradurre a livello acustico l’architettura d’ispirazione filmica del gioco ha richiesto il ricorso a un metodo orchestrale. Quest’ultimo viene particolarmente esaltato da Biohazard Symphony Op. 91, la OST realizzata per Resident Evil Director’s Cut e caratterizzata da una spiccata vocazione verso la musica classica. Qui, le tracce composte da Mamoru Samuragouchi affrescano l’orrore sotto forma di un’inquietudine sottile, nella quale una vena quasi malinconica, ricamata con archi e fiati, viene adombrata da un diafano sudario di percussioni gelide e ominose. Si tratta di un’attitudine ben rappresentata da brani come Allegro Impetuoso e Quietamente.
L’approccio orchestrale è stato successivamente ripreso e rielaborato da Olivier Derivière, che ha arricchito la componente classica con echi di cori vocali ed ha esasperato la vena orrorifica attraverso macabri campionamenti, dando vita, così, a brani come Corruption With Rage and Melancholy, capace di donare un’aura inquietante alle atmosfere da teen slasher di Obscure II: The Aftermath. Derivière ha griffato pure la OST del più recente Alone in the Dark, esemplificata dalla traccia Who Am I?, in cui lo stile musicale del compositore si amalgama al mesmerizzante talento di The Mystery of Bulgarian Voices, generando una sorta di marcia epica, tanto dirompente quanto tetra.
Ultimo vessillifero, in ordine cronologico, dell’orrore videoludico sinfonico è Jason Graves, che, con il suo ‘caos controllato’ di distorsioni orchestrali, è stato in grado di creare tessiture imprevedibili, come quella del Lacrimosa di Dead Space 2.

La OST di Alone in the Dark composta da Olivier Derivière è uno degli esempi più interessanti dell’applicazione di un approccio orchestrale sinfonico tout court al videoludico horror - MVG
La OST di Alone in the Dark composta da Olivier Derivière è uno degli esempi più interessanti dell’applicazione di un approccio orchestrale sinfonico tout court al videoludico horror

One Way Ticket to Hell

L’altra metà del cielo del firmamento musicale a tema horror videoludico è l’alchimia corrosiva, sulfurea e carica di rumor, che ha il suo capostipite ideale nella OST di Quake. Con essa, Trent Reznor e i suoi Nine Inch Nails avvolgono le atmosfere neogotiche del gioco in una spirale psicotica, fatta di sussurri strazianti, battiti cupi e clangori industriali, ben espressa da brani come Persia Inversion.
Tale approccio viene espanso e svilppato da Akira Yamaoka con gli score prodotti per la serie Silent Hill, dove a scorci esoterico-industriali, carichi di droni abrasivi, distorsioni lancinanti e suggestioni alchemiche, fanno da contraltare melanconie ambient-downtempo cupe e desolanti, come quella di Room of Angels. Il tutto è volto a descrivere un orrore psicologico labirintico e polimorfo, tanto che nel pastiche sonoro trova posto pure una declinazione inquietante dell’alternative rock, emblematizzata da You’re not Here. Quest’ultimo spunto stilistico influenza anche gli sviluppatori di Remedy, portandoli a chiudere il secondo episodio di Alan Wake con Haunted di Poe, un brano che presenta varie analogie con le musiche più rockeggianti scritte da Yamaoka per Silent Hill.
Meritevole di menzione è, infine, il sottofilone rumor-folkloristico che ha caratterizzato musicalmente i survival horror ad ambientazione nipponica. Esso si fonda su un terrore arcano, trasmesso attraverso una miscela di algidi synth e sonorità ataviche, come le nenie mistiche delle sciamane kuchiyose, ascoltate in Hoshingoeika (Forbidden Siren), o i liquidi riverberi dei campanelli tipici delle sacerdotesse miko, che echeggiano in Crimson Kimono (Fatal Frame 2).

La OST di Forbidden Siren unisce la perizia nell’attualizzare le sonorità tradizionali nipponiche tipica di Noriyuki Asakura (Tenchu, Way of the Samurai) con la verve di stampo cinematografico orrorifico propria di Hitomi Shimizu (Gakkou no Kaidan) - MVG
La OST di Forbidden Siren unisce la perizia nell’attualizzare le sonorità tradizionali nipponiche tipica di Noriyuki Asakura (Tenchu, Way of the Samurai) con la verve di stampo cinematografico orrorifico propria di Hitomi Shimizu (Gakkou no Kaidan)

Grind-house of the Dead

Infine, c’è un movimento horror-musicale outsider, ovvero quello associato al videogioco splatter, in cui i lineamenti estetici propri dell’exploitation filmica votata al gore vengono abbinati a goliardiche esplosioni metalloidi o a esuberanti gigionerie psychobilly. In tal senso, è significativo l’esempio del reboot di Splatterhouse. Qui, la duplice natura ludica del gioco, in bilico tra passato e presente, viene sottolineata da un accompagnamento sonoro che alterna gli inquietanti riarrangiamenti dei brani classici della serie, utilizzati durante le sequenze pseudo-bidimensionali, e la contagiosa cafonaggine new metal di pezzi come Dream Song di ASG, pensati per sottolineare le fasi di combattimento.
Assai diversa, ma altrettanto interessante, risulta la OST di House of the Dead: Overkill, con cui John Sanderson evoca in ambito acustico le atmosfere tipiche delle pellicole grindhouse. Il sound designer, infatti, unisce effetti sonori in stile B-movie (dove, per esempio, i rumori dei cervelli spappolati sono stati creati sfracellando arance con un bastone) a brani caratterizzati da un blend psichedelico di surf, rockabilly, garage rock anni Sessanta e turpiloquio.
Così, sulle note tarantiniane di Dim Sum for Papa, MVG vi augura un pixelloso halloween e vi saluta, con l’auspicio di “risentirci”… nel vero senso della parola!


Commenti

  1. Myau

     
    #1
    1- Non mi è ben chiaro in qualche versione di RE è presente la colonna sonora di cui si parla. La DC per PS1? Rifecero la OST appositamente?

    2- Ma quella nella foto è la OST di Siren? Esiste? Credevo non fosse mai stata pubblicata.
  2. Solidino

     
    #2
    si entrambe le OST son state prubblicate.
  3. Sol_Badguy

     
    #3
    @Myau

    1 – Sì, la versione orchestrale è stata composta esclusivamente per Resident Evil Director’s Cut. Più precisamente, per la seconda edizione della Director’s Curt, anche nota come ‘Dual Shock Version’.

    2 – Sì, come ti ha confermato anche Solidino, la OST di Siren è stata pubblicata ufficialmente in Giappone, sotto marchio Team Entertainment :). Va detto, però, che la colonna sonora è uscita solo nel 2008, molto in ritardo, quindi, rispetto al gioco. Se t’interessa e hai qualche yen da spendere, la trovi tranquillamente su Amazon.co.jp.
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