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Rubrica

Unsilent Hill – Parte 2

Life is peachy… in Silent Hill.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

All’indomani della pubblicazione di Silent Hill: Shattered Memories e del conseguente addio da parte di Akira Yamaoka al ruolo di sound designer della serie, ci si chiedeva come sarebbe cambiata la componente musicale del survival horror Konami, da sempre legata al personalissimo stile del compositore di Niigata. Con il recente esordio di Silent Hill: Downpour, quest’interrogativo trova risposta, nel modo più scioccante possibile.

L’album ufficiale contenente la original soundtrack include solo diciannove brani; in realtà, per il gioco sono state composte centoquarantanove tracce, per un totale di novanta minuti di musica - Silent Hill: Downpour
L’album ufficiale contenente la original soundtrack include solo diciannove brani; in realtà, per il gioco sono state composte centoquarantanove tracce, per un totale di novanta minuti di musica
In effetti, il primo impatto con la nuova veste sonora che avvolge la Collina Silenziosa non è dei più confortanti, soprattutto per i fan consumati del brand. È sufficiente restare inerti sul menu iniziale del gioco e far partire il cinematic trailer per venire investiti dalle sonorità nu metal di un brano composto in collaborazione con i KoЯn. La band di Bakersfield non rinuncia a nulla della sua cifra stilistica, vomitando nelle orecchie dell’ascoltatore un gioco perverso di gelidi tappeti sonori squarciati da chitarre abrasive, che si muove tra schizofrenici cambi di tempo, sottolineati dalla voce di Jonathan Davis. Quest’ultima oscilla, come al solito, tra impulsi violenti e un cantilenato ominoso, che emerge da un ancor più tetro vociare di bambini in sottofondo.
Sebbene questa scelta possa lasciare spiazzati e interdetti (tanto da indurre alcuni utenti a chiedere la rimozione del brano dal gioco), va detto che l’approccio concettuale dei KoЯn non è poi così distante da quello adottato nei vari Silent Hill. È sufficiente pensare all’ossessione di Davis verso tematiche quali i traumi infantili o la natura controversa dell’uomo, iconizzati sulla copertina dell’album Life is Peachy con un’ombra che ammanta il riflesso nello specchio di un bambino, per trovare immediatamente delle assonanze con la trama sottesa a Downpour e con l’intero universo partorito da Keiichiro Toyama, tutto incentrato sui contrasti interiori dei protagonisti, sul loro lato oscuro, soffocato nel subconscio.
Per quanto criticabile in ottica tradizionalista, la traccia d’apertura si presta bene a introdurre la nuova declinazione musicale di Silent Hill, differente nella forma rispetto a quanto ascoltato prima, ma, in fondo, coerente con le finalità comunicative del videogame.
La scelta di Litch come erede di Yamaoka è stata effettuata a tavolino da Konami stessa, che ha contattato il compositore sulla base della sua esperienza nell’ambito cinematografico horror - Silent Hill: Downpour
La scelta di Litch come erede di Yamaoka è stata effettuata a tavolino da Konami stessa, che ha contattato il compositore sulla base della sua esperienza nell’ambito cinematografico horror

REMEMBER WHO YOU ARE
La OST vera e propria è griffata da Daniel Licht, compositore cinematografico dal curriculum ricchissimo e, almeno sulla carta, assai compatibile con le suggestioni emanate da Silent Hill. Tra i lavori dell’artista si annoverando, infatti, gli score per Hellraser (film a cui l’immaginario del survival horror Konami deve molto) e per la serie televisiva Dexter (caratterizzata da toni noir psicologici, non molto dissimili da quelli introdotti in Downpour). Durante le prime battute dell’avventura, il tocco autorale di Licht è leggero e allo stesso tempo profondamente integrato nel contesto ludico. Accendendo alcune radio sparse per lo scenario, il protagonista può ascoltare vari brani, che gli vengono insistentemente dedicati da un misterioso dee jay. Nella tracklist del conduttore radiofonico virtuale trovano posto pezzi come Off the Road o Words of Love, in cui riverberano echi delle ballate strazianti e diafane di Yamaoka (con tanto di tremolii di mandolino), che evocano il ricordo di un passato videoludico lontano, risvegliando nel giocatore un agrodolce sentimento di nostalgia. A queste tracce malinconiche si alternano crepuscolari interludi folk (Silver Stallion) e incursioni gospel blues (Why Me Lord), capaci di esaltare le atmosfere decadenti e polverose del cowntryside americano che fa da cornice al centro urbano di Silent Hill e che, per la prima volta nella serie, viene mostrato con un certo dettaglio. Nei brani s’insinuano lyrics associate a temi religiosi e intimisti (come il perdono o il distacco da una persona amata), il cui fine sembra essere quello di sussurrare indizi sul misterioso tormento interiore che logora il personaggio principale.
Sebbene a un primo impatto risulti bizzarra e fuori luogo, la presenza dei KoЯn nell’ambito musicale di Silent Hill non è totalmente insensata. Tra gli abusi subiti da bambino e la sua esperienza lavorativa nell’ambiente degli obitori, lo stesso Jonathan Davis potrebbe essere un personaggio di Silent Hill! - Silent Hill: Downpour
Sebbene a un primo impatto risulti bizzarra e fuori luogo, la presenza dei KoЯn nell’ambito musicale di Silent Hill non è totalmente insensata. Tra gli abusi subiti da bambino e la sua esperienza lavorativa nell’ambiente degli obitori, lo stesso Jonathan Davis potrebbe essere un personaggio di Silent Hill!
Purtroppo, le canzoni in questione non sono state inserite nell’edizione ufficiale della OST e possono essere ascoltate solamente durante l’avventura, in prossimità delle succitate radio, secondo una filosofia un po’ perversa, ma in linea con quel dialogo “sensoriale” tra l’utente e l’ambiente di gioco che ha caratterizzato da sempre il gameplay di Silent Hill.

SEE YOU ON THE OTHER SIDE
Per quanto riguarda lo score in senso stretto, Licht parte con le idee piuttosto chiare: "Ho familiarizzato con lo stile e la tradizione delle musiche composte in precedenza per i vari episodi di Silent Hill. Ho voluto che lo score di Downpour seguisse quella direzione, presentando, allo stesso tempo, i miei tratti distintivi. Per me è stato importante capire la trama generale del gioco, cosa ‘originasse’ le musiche, e il ruolo che queste ultime dovevano rivestire nel corso dell’avventura". Così, a pezzi martellanti, caotici e dal gusto industrial (The Downpour, Town Rain), pensati per graffiare i nervi del giocatore durante le fasi d’azione, si alternano aperture emozionali (In the Ravine, Bus to Nowhere), che aleggiano durante le sezioni esplorative e presentano, talvolta, i contributi vocali di Mary Elizabeth McGlynn. La ‘musa’ di Yamaoka appare qui sottoforma di cameo, inserendosi con nenie soffuse e appena accennate, che non divampano mai in un cantato vero e proprio.

La partecipazione di Mary Elizabeth McGlynn alla OST di Downpour è più che altro di un fan-service, giacché, spiega Litch: «la cantante ha collaborato ai brani composti per i precedenti Silent Hill e ho pensato che la sua voce potesse essere un elemento importante per lo score del gioco» - Silent Hill: Downpour
La partecipazione di Mary Elizabeth McGlynn alla OST di Downpour è più che altro di un fan-service, giacché, spiega Litch: «la cantante ha collaborato ai brani composti per i precedenti Silent Hill e ho pensato che la sua voce potesse essere un elemento importante per lo score del gioco»

Sebbene analogo agli score di Yamaoka nelle intenzioni, il lavoro di Licht si differenzia per l’esecuzione. Anche i brani più carichi di rumore sono stati realizzati facendo uso di strumenti acustici classici (chitarra, mandolino, archi orchestrali), i quali sono stati poi processati più volte sino a generare ritmi industrial. Nonostante l’approccio sia originale, il prodotto sonoro risulta meno caustico e disturbante rispetto a quello di Yamaoka, più “decifrabile”. La soluzione sperimentata, però, si sposa bene con l’affresco di Silent Hill restituito da Downpour, dove i risvolti extraterreni sono stati attenuati in favore di un rapporto maggiormente profondo e interattivo con la città maledetta, espresso per mezzo di una componente esplorativa liminale al free roaming.
In sintesi, lo score di Downpour non ha la pregnanza delle OST classiche di Silent Hill, ma risulta comunque un prodotto ben accordato con la personale rivisitazione della Collina Silenziosa confezionata da Vatra Games. Un’esperienza sonora da provare, in attesa della prossima mossa di Licht con Silent Hill: Book of Memories.


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