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Rubrica

SimphonicVania – Parte 2

Le zanne del vampiro affondano nei 16-bit.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Sotto il profilo musicale, l’arrivo della serie Castlevania sui sistemi a 16-bit è caratterizzato da un passo indietro… nel tempo. Infatti, con Super Castlevania IV per Super Nintendo (1991), gli echi barocchi della trilogia per NES permangono più che altro a livello strettamente tecnico (come l’uso di canoni a quattro voci o di accordi di settima di dominante), mentre lo stile generale si fa in prevalenza medievaleggiante.
Il collettivo Konami Kukeiha Club, autore della OST, è guidato stavolta da Masanori Adachi e da Taro Kudo, che confezionano una colonna sonora cupa, tetra, nonché capace di creare una sorta di rapporto simbiotico con il level design. Per esempio, nello stage The Ancient Ruins, che è diviso in tre parti diverse (la caverna, la cascata e le rovine stesse), la musica di sottofondo è ripartita in altrettanti brani distinti tra loro, i quali, però, si richiamano vicendevolmente, donando all’insieme un senso di progressione e continuità.

I brani composti per la OST di Super Castlevania IV sono raccolti nel CD Akumajo Best: Volume 2, insieme alle colonne sonore dei due episodi realizzati per Game Boy tra il 1989 e il 1991 - MVG
I brani composti per la OST di Super Castlevania IV sono raccolti nel CD Akumajo Best: Volume 2, insieme alle colonne sonore dei due episodi realizzati per Game Boy tra il 1989 e il 1991
Si parte da una melodia bardica a base di arpa e flauto (‘The Cave’), per proseguire con malinconiche cornamuse falciate da note monolitiche di pianoforte (‘The Waterfalls’), culminando, infine, con una fantasia per clarinetto, carica di trilli luciferini (‘The Ancient Ruins’). L’organicità del trittico è tale che, nel CD Akumajo Dracula Best 2 (1991), i brani sono giustapposti l’un l’altro a formare un’unica traccia. La OST non manca di omaggiare alcuni pezzi classici della serie, come ‘Vampire Killer’ e ‘Bloody Tears’, qui riproposti con un arrangiamento teso a smorzare il brio delle composizioni originali, enfatizzando, invece, i passaggi maggiormente lugubri e ominosi.

Successivamente, con Castlevania Bloodlines per Sega Mega Drive (1994), il sound design della serie ritorna alle sue origini, ma si arricchisce anche di articolate architetture sonore d’epoca rococò, definendo un approccio musicale eclettico ma ben connotato, che influenzerà le successive iterazioni del franchise. Non a caso, la lead composer del gioco, Michiru Yamane, ritornerà in Castlevania: Symphony of the Night per PlayStation (1997) e in altri episodi della serie.

Uscito in formato CD per PC Engine nel 1993 (e successivamente adattato in versione ridotta per Super Nintendo), Castlevania: Rondo of Blood è il primo episodio della serie a beneficiare del sonoro su supporto ottico. Nonostante l’elevata qualità audio, la OST non fa un uso estensivo di strumenti classici ed ha un’impronta maggiormente pop   - MVG
Uscito in formato CD per PC Engine nel 1993 (e successivamente adattato in versione ridotta per Super Nintendo), Castlevania: Rondo of Blood è il primo episodio della serie a beneficiare del sonoro su supporto ottico. Nonostante l’elevata qualità audio, la OST non fa un uso estensivo di strumenti classici ed ha un’impronta maggiormente pop
La OST di Bloodlines è stilisticamente compatta, armoniosa, fondata su guizzanti melodie per clavicembalo che si susseguono senza soluzione di continuità lungo tutta le tracklist, immolando la coerenza con le differenti fasi di gioco sull’altare di un’atmosfera avvolgente e fortemente caratterizzata. Sebbene la componente sonora non costituisca più un puntuale accompagnamento a ciò che accade su schermo, essa si abbandona ad occasionali ammiccamenti al level design. È questo il caso del brano ‘Iron Blue Intention’, il quale introduce in sottofondo echi d’ingranaggi, quasi a richiamare gli immensi macchinari che fanno da sfondo al quarto stage. Lo stesso vale per ‘The Prayer of a Tragic Queen’, che sottolinea con eleganza il livello ambientato presso la Reggia di Versailles.
Il caratteristico approccio audiovisivo degli episodi di Castlevania realizzati in Giappone dal 1997 in poi è figlio di una creatività tutta al femminile, che s’incarna nel character design di Ayami Kojima (a sinistra) e nelle musiche di Michiru Yamane (a destra)  - MVG
Il caratteristico approccio audiovisivo degli episodi di Castlevania realizzati in Giappone dal 1997 in poi è figlio di una creatività tutta al femminile, che s’incarna nel character design di Ayami Kojima (a sinistra) e nelle musiche di Michiru Yamane (a destra)

LA SINFONIA DELLA NOTTE
L’esordio del brand sulle console a 32-bit, con il già citato Castlevania: Symphony of the Night, vede Yamane (coadiuvata occasionalmente da altri tre compositori) proseguire la sua poetica sonora, cercando di renderla più sensibile alle variazioni di scenario che si susseguono continuamente durante il gioco. Per esempio, ‘Metamorphosis I’ enfatizza il carattere epico del filmato introduttivo attraverso un pizzico di cantata scenica, con tanto di cori e rintocchi di campane, ‘Wood Carving Partita’ fa duettare clavicembalo e violino per esaltare le atmosfere barocche di una biblioteca settecentesca, ‘Tower of Mist’ sottolinea la scalata di una torre con una solenne incursione orchestrale, completa di archi, fiati e percussioni. Nonostante ciascun brano viva di vita propria, la OST di Yamane presenta, nel complesso, una notevole coerenza stilistica, che si rivela una risorsa preziosa alla luce del level design assai organico del gioco, capace di consentire un’esplorazione piuttosto aperta dell’ambiente e il libero backtracking tra i vari stage.

A differenza della lead composer del primissimo Castlevania (Kinuyo Yamashita, a sinistra), che ammette dichiaratamente di trarre ispirazione da canzoni pop, Michiru Yamane (a destra) è una grande appassionata di musica classica e apprezza in particolar modo quella di Maurice Ravel - MVG
A differenza della lead composer del primissimo Castlevania (Kinuyo Yamashita, a sinistra), che ammette dichiaratamente di trarre ispirazione da canzoni pop, Michiru Yamane (a destra) è una grande appassionata di musica classica e apprezza in particolar modo quella di Maurice Ravel

La componente musicale fa il paio con il fine character design griffato da Ayami Kojima, illustratrice capace di coniugare lugubri suggestioni gotiche alla ricercatezza estetizzante dell’Art Nouveau, con particolare riferimento alla corrente preraffaellita. Il sodalizio tra le due artiste risulta così potente da caratterizzare per lungo tempo il comparto audiovisivo di Castlevania. Yamane e Kojima, infatti, verranno coinvolte in molti degli episodi successivi della serie, sino a Castlevania: Order of Ecclesia per Nintendo DS (2009) e a Castlevania: Harmony of Despair per PlayStation 3 (2010), rispettivamente.

FUORI DAGLI SCHEMI E FUORI DAGLI SCHERMI
L’alchimia nata in seno a Symphony of the Night non si limita, però, a connotare la saga Konami, ma arriva anche a permeare la cultura pop nipponica. A risentire in particolar modo di queste influenze è la scena musicale visual kei di metà Anni Novanta, popolata da band dai look estremi e stravaganti, i quali sono considerati tanto importanti quanto le performance stesse degli artisti.

Il rapporto tra Moi Dix Mois e Castlevania si palesa immediatamente, all’indomani della formazione della band, visto che nel 2002, in occasione della pubblicazione in Giappone di Castlevania: Harmony of Dissonance per Game Boy Advance, Mana compone una suoneria telefonica promozionale ispirata al gioco, intitolata ‘La Nuit Blanche’  - MVG
Il rapporto tra Moi Dix Mois e Castlevania si palesa immediatamente, all’indomani della formazione della band, visto che nel 2002, in occasione della pubblicazione in Giappone di Castlevania: Harmony of Dissonance per Game Boy Advance, Mana compone una suoneria telefonica promozionale ispirata al gioco, intitolata ‘La Nuit Blanche’

Nello specifico, è il gruppo di Rock sinfonico Malice Mizer, uno tra i protagonisti più importanti e influenti del movimento visual kei, a fare gradualmente propri degli spunti estetici e musicali provenienti da Castlevania. Il processo culmina nel 2002, quando Mana, il fondatore di Malice Mizer, scioglie la formazione per iniziare il nuovo progetto musicale Moi Dix Mois, dove i membri della band sembrano quasi dei cosplayer di Alucard e degli altri protagonisti della serie Konami, mentre le musiche tradiscono in più di un’occasione richiami diretti allo stile di Yamane (come l’overture per pianoforte del pezzo ‘Solitude’, apparso nell’album d’esordio Dix Infernal del 2003). Mana crea anche una casa di moda, la Moi-même-Moitié, dedita a linee di abbigliamento caratterizzate da un gusto a cavallo tra il neogotico e il barocco, che sdoganano in ambito mainstream le mode dette elegant gothic aristocrat ed elegant gothic lolita. Attraverso tali fenomeni, l’immaginario di riferimento di Castlevania buca letteralmente lo schermo, incarnandosi a tutto tondo nel lifestyle giapponese.


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