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Rubrica

Unsilent Hill

Una collina non troppo... silenziosa.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Correva il marzo del 1999 quando Silent Hill svelò al mondo del videogioco un nuovo modo di incutere paura, rivoluzionando sotto ogni punto di vista quelli che sembravano gli stilemi intoccabili del Survival Horror, dettati da Resident Evil. I fondali renderizzati si sostituirono ad ambienti poligonali, le incursioni splatter da ‘balzo sulla sedia’ vennero soppiantate da un orrore psicologico tarlante, agli zombi subentrarono creature oniriche e il sonoro assunse un peso e una dimensione del tutto inedita. Fautore della rivoluzione musicale fu Akira Yamaoka, sound designer di Niigata classe 1968, che così spiegò la propria poetica nel making of di Silent Hill 2:

“Credo che in Resident Evil i suoni siano piuttosto formali. Mi verrebbe da dire che siamo abituati a sentirli. Per Silent Hill 2, ho cercato di creare qualcosa che sorprendesse. Qualcosa che avrebbe messo alla prova la vostra immaginazione, facendo in modo che quei suoni vi scorressero sotto la pelle. Ciò che intendo è la creazione di una reazione fisica per il giocatore, come un sentimento di apprensione, o di difficoltà.”
Un approccio emozionale, quindi, aperto a più livelli interpretativi, che si sposò in maniera ideale con le trame labirintiche ideate da Keiichirou Toyama, con gli esseri inquietanti disegnati da Masahiro Ito e con il tetro character design proposto da Takayoshi Sato.

Silenzio e rumore

Ballate malinconiche e sognanti, perversamente screziate da tensioni drammatiche, aprono il sipario sugli ospiti inquieti della Collina Silenziosa. Melodie per pianoforte si avvicendano a languide chitarre generando una miscela sonora liquida, diafana e al contempo soffocante.
Essa si pone in netto contrasto con le musiche in game, cariche di rumor graffiante e di echi industrial, che spaziano da formulazioni esoteriche in stile Coil a vertigini psicotiche reminiscenti i primissimi Nine Inch Nails. Il tutto è sviluppato in maniera tale da integrarsi dinamicamente con gli effetti sonori e il gameplay, come l’incalzante aumento di ritmo e di volume della musica di sottofondo, che si avverte in corrispondenza degli scricchiolii della radio, utilizzati per segnalare la vicinanza di una creatura ostile. Si tratta di un’esasperazione acustica a cui fa da contraltare l’inserirsi d’improvvisi silenzi, perché, a detta di Yamaoka:

“Il lavoro di un sound designer non è semplicemente quello di creare i suoni. Dobbiamo anche sapere quando bisogna usare il silenzio. Credo che scegliere i momenti di silenzio sia un altro modo per creare suoni”.
Un contrasto, quello di silenzio e rumore, speculare dalla dicotomia tra “Eros e Thanatos”, tra sesso e morte, che Toyama pone al centro delle proprie sceneggiature:

“… se vogliamo spaventare, o scuotere, o toccare gli utenti, allora dobbiamo pensare profondamente al sesso e alla morte.”.

Urla del Silenzio

Dal terzo capitolo della serie in poi, Yamaoka rinvigorì il proprio pastiche sonoro con una iniezione di brani cantati, appoggiandosi alla voce della doppiatrice Mary Elizabeth McGlynn (in arte Melissa Williamson) e spaziando dal trip-hop (‘Letter From the Lost Days’) all’alternative rock (‘You’re Not Here’). Come a voler ricostruire anche su questo piano quel concetto di dualismo che è centrale in ogni aspetto dei videogiochi appartenenti al brand, il compositore affiancò alle vocals morbide e talvolta strazianti della McGlrynn il cantato ruvido e sepolcrale di Joe Romersa (‘Cradel of Forest’), il quale contribuì anche alla stesura delle lyrics. I testi delle canzoni, inoltre, si rivelarono essere un ulteriore tassello per chiarire (o infittire, a seconda dei casi) alcuni degli interrogativi lasciati aperti dalla trama principale dei giochi, contribuendo in maniera attiva alla narrazione d’insieme.
Il sodalizio tra Yamaoka, McGlynn e Romersa ha attraversato tutti i successivi capitoli della serie, sino ad approdare al recente Silent Hill: Shattered Memories, in cui il compositore inserisce una visionaria cover di ‘Always on my Mind’ di Elvis Presley, quasi a voler salutare i propri fan e a sottolineare la propria dipartita da Konami. Riuscirà Silent Hill a cambiare musica e continuare a incutere terrore?


Commenti

  1. utente_deiscritto_27962

     
    #1
    Allora:

    1- Le musiche disturbanti "ambientali" di Silent Hill 1 per me rimangono imbattibili (quelle veramente belle del 2 erano eseguite con la chitarra acustica, che poi anche SHE del primo Silent Hill spaccava e di brutto), però dare solo "del formale" e "abituati a sentire" ai suoni (intesi come musica?) di Resident Evil mi pare qualcosa di "superficiale".

    Le musiche di Resident Evil erano semplicemente perfette e ricche di atmosfera per quel tipo di gioco, ovvio che inserite nel contesto di un Silent Hill avrebbero reso di meno, ma erano comunque ottime (e tra l'altro di Chris Huelsback).

    2- Dal Terzo capitolo in poi, salvo qualche composizione, è andato decadendo fino a Shattered Memories dove le musiche non sono niente di che... (almeno rispetto ai primi 2 capitoli)
  2. Sol_Badguy

     
    #2
    Begli spunti di discussione :)
    1 – Sulla questione che le colonne sonore di Resident Evil siano complesse e ben costruite, sono d’accordo con te, ne parlavo proprio in un articolo di MVG dedicato alla serie Capcom (Resident Jingle). La dichiarazione di Yamaoka è effettivamente piuttosto ardita, anche se c’è da dire che il succo dell’affermazione è abbastanza condivisibile. Proprio in riferimento a quanto ho scritto in merito alle musiche di Resident Evil, ammetto di trovare il sound design della serie (in particolare dei primi tre episodi e dello spin-off Code Veronica) assai ricercato, ma una parte non trascurabile dei pregi del lavoro risiede nell’aver saputo contestualizzare efficacemente all’interno del videogioco horror le soluzioni sonore del cinema horror (in particolare quello romeriano). Sotto il punto di vista dell’intrattenimento elettronico è stata una grande innovazione, non c’è dubbio, ma se si prendono le tracce e le si estraggono dal contesto, risultano evidenti omaggi, contaminazioni e, più in generale, un uso del sonoro derivato/rielaborato da quello delle pellicole di Romero, nonché dal panorama cinematografico splatter anni ’70 e ’80. A questo credo che Yamaoka si riferisse parlando di suoni che siamo, in un certo senso, abituati a sentire.
     
    Certo, volendo essere obiettivo, non posso negare che lo stesso Yamaoka abbia operato una serie di scelte analoghe, appoggiandosi a riferimenti sonori più vicini all’immaginario proposto da Silent Hill. Così su due piedi mi vengono in mente le composizioni di Angelo Badalamenti (che lo stesso Yamaoka cita tra i suoi ispiratori) per Twin Peaks, la OST unreleased dei Coil per Hellraiser (pellicola che ha molti richiami anche visivi al mondo di Silent Hill) o alcuni lavori dei Tool (se uno non lo conoscesse, il videoclip di Prison Sex potrebbe passare benissimo come un contenuto extra di un gioco della serie Konami). Quest’operazione dell’aver studiato a tavolino il sound design emerge ancor più evidente ascoltando gli album da solista di Yamaoka, che sono per genere, stile e ispirazione del tutto diversi da quanto l’artista ha prodotto nell’ambito dei servival horror (dai un’occhiata qui, per curiosità).
    (Una piccola nota, il buon Chris ha solo lavorato alla conversione del sonoro di Resident Evil 2 per Nintendo 64, la composizione delle colonne sonore della serie Capcom è opera di vari membri ex Alph Lyra appartenenti al Capcom Sound Team :) )
     
    2 – Concordo. In Shattered Memories, ho addirittura trovato Yamaoka irriconoscibile, tanto il suo contributo mi è parso poco incisivo. Nonostante ciò, mi chiedo quanto risentiranno, senza di lui, i prossimi titoli del brand a livello di immersione ed effetto generale, dato che Silent Hill, a mio avviso, rimane una delle serie videoludiche maggiormente connotate dal sonoro.
     
    Chiudo con una curiosità che unisce il Capcom e il sound design di Silent Hill: il rude John Romersa, interprete e coautore di diversi brani della serie Konami, è anche la voce inglese di Sagat in Street Fighter IV :DD .

    [Modificato da Sol_Badguy il 27/01/2010 15:05]

  3. utente_deiscritto_27962

     
    #3
    Sol_Badguy ha scritto:
    Begli spunti di discussione :)

    1 – Sulla questione che le colonne sonore di Resident Evil siano complesse e ben costruite, sono d’accordo con te, ne parlavo proprio in un articolo di MVG dedicato alla serie Capcom (Resident Jingle). La dichiarazione di Yamaoka è effettivamente piuttosto ardita, anche se c’è da dire che il succo dell’affermazione è abbastanza condivisibile. Proprio in riferimento a quanto ho scritto in merito alle musiche di Resident Evil, ammetto di trovare il sound design della serie (in particolare dei primi tre episodi e dello spin-off Code Veronica) assai ricercato, ma una parte non trascurabile dei pregi del lavoro risiede nell’aver saputo contestualizzare efficacemente all’interno del videogioco horror le soluzioni sonore del cinema horror (in particolare quello romeriano). Sotto il punto di vista dell’intrattenimento elettronico è stata una grande innovazione, non c’è dubbio, ma se si prendono le tracce e le si estraggono dal contesto, risultano evidenti omaggi, contaminazioni e, più in generale, un uso del sonoro derivato/rielaborato da quello delle pellicole di Romero e, più in generale, dal panorama cinematografico splatter anni ’70 e ’80. A questo credo che Yamaoka si riferisse parlando di suoni che siamo, in un certo senso, abituati a sentire.

    Certo, volendo essere obiettivo, non posso negare che lo stesso Yamaoka abbia operato una serie di scelte analoghe, appoggiandosi a riferimenti sonori più vicini all’immaginario proposto da Silent Hill. Così su due piedi mi vengono in mente le composizioni di Angelo Badalamenti (che lo stesso Yamaoka cita tra i suoi ispiratori) per Twin Peaks, la OST unreleased dei Coil per Hellraiser (pellicola che ha molti richiami anche visivi al mondo di Silent Hill) o alcuni lavori dei Tool (se uno non lo conoscesse, il videoclip di Prison Sex potrebbe passare benissimo come un contenuto extra di un gioco della serie Konami). Quest’operazione dell’aver studiato a tavolino il sound design emerge ancor più evidente ascoltando gli album da solista di Yamaoka, che sono per genere, stile e ispirazione del tutto diversi da quanto l’artista ha prodotto nell’ambito dei servival horror (dai un’occhiata qui, per curiosità: http://www.youtube.com/watch?v=O8TZ2ul-uTU).

    (Una piccola nota, il buon Chris ha solo lavorato alla conversione del sonoro di Resident Evil 2 per Nintendo 64, la composizione delle colonne sonore della serie Capcom è opera di vari membri ex Alph Lyra appartenenti al Capcom Sound Team :))

    2 – Concordo. In Shattered Memories, ho addirittura trovato Yamaoka irriconoscibile, tanto il suo contributo mi è parso poco incisivo. Nonostante ciò, mi chiedo quanto risentiranno, senza di lui, i prossimi titoli del brand a livello di immersione ed effetto generale, dato che Silent Hill, a mio avviso, rimane una delle serie videoludiche maggiormente connotate dal sonoro.

    Chiudo con una curiosità che unisce il Capcom e il sound design di Silent Hill: il rude John Romersa, interprete e coautore di diversi brani della serie Konami, è anche la voce inglese di Sagat in Street Fighter IV.


    1- Vero per Chris! (avevo dimenticato di sottolinearlo, hai fatto bene a farmelo notare) :DD
    Che poi i "fenomeni della colonna sonora" dietro la saga di RE sono più di uno.

    Misao Senbongi (Resident Evil Rebirth) è uno dei miei preferiti, anche perchè per Resident Evil 3.5 aveva creato qualcosa di straordinario. Peccato che solo 1 musica di quelle "Beta" sia stata riportata nel 4 (ma d'altronde vista la rivoluzione del genere, anche le musiche si sono dovute adattare, in peggio IMHO).

    Pure Masami Ueda (e il suo team) se la cavava abbastanza bene.

    2- Vero, io avrei rivoluto un pò del primo a livello "ambientale"...
  4. Lucael

     
    #4
    Sol_Badguy ha scritto:
    2 – Concordo. In Shattered Memories, ho addirittura trovato Yamaoka irriconoscibile, tanto il suo contributo mi è parso poco incisivo. Nonostante ciò, mi chiedo quanto risentiranno, senza di lui, i prossimi titoli del brand a livello di immersione ed effetto generale, dato che Silent Hill, a mio avviso, rimane una delle serie videoludiche maggiormente connotate dal sonoro.
     Bè, diciamo che Yamaoka non ha fatto altro che staccare la spina. Dal terzo episodio in poi le sue colonne sonore, esclusi i brani cantati, hanno perso molta della potenza creativa. Silent Hill senza Yamaoka? Non sarà tanto diversa da quella che conosciamo oggi, almeno musicalmente parlando. In Homecoming, a parte le ottime tracce cantante "One more soul to call" e "Old friend" le musiche prettamente ambientali valide latitano, a parte Scarlet dell'omonimo boss.
    Tuttavia, proprio per essere una serie connotata dal sonoro ma anche dall'impatto visionario è difficile stabilire se ci sia un decadimento della colonna sonora in sè o sia dovuta al calo della qualità complessiva. Nel caso di Silent Hill difficile dirlo...
  5. utente_deiscritto_27962

     
    #5

    Io spero che almeno Toyama ritorni sui suoi passi, perchè Forbidden Siren non mi è mai garbato particolarmente... vuoi per il gameplay, vuoi perchè la nebbia e il resto di Silent Hill sono inarrivabili.

    Dovrebbe creare un nuovo IP ispirato veramente al "suo" Silent Hill.
  6. utente_deiscritto_28491

     
    #6
    Adoro questi articoli, grazie a chi di dovere, sun compreso ovviamente.
  7. utente_deiscritto_28491

     
    #7
    Ma RE5 può contare sempre su colonne sonore inquietanti, o la svolta totale all'azione del gameplay ha anche tarato questo aspetto?
    Il 4 più o meno le aveva ancora...
  8. utente_deiscritto_27962

     
    #8
    Vincent Garcia ha scritto:
    Ma RE5 può contare sempre su colonne sonore inquietanti, o la svolta totale all'azione del gameplay ha anche tarato questo aspetto?
    Il 4 più o meno le aveva ancora...


    RE5 ha tarato anche quell'aspetto. :X
  9. utente_deiscritto_28491

     
    #9
    killer7 ha scritto:
    RE5 ha tarato anche quell'aspetto. :X
     ma son cmq belle le musiche?
  10. Solidino

     
    #10
    questa non è Mary Elizabeth McGlynn eh....

    quella è Marita Covarrubias ehm cioè Laurie Holden, un'attrice.



    ecco la foto giusta. ^__^

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