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Rubrica

Retro-Listening

Remake the sound.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Con oltre cinquant’anni di vita alle spalle, il videogioco può essere ormai considerato un media maturo, risulta quindi naturale che gli elementi caratteristici della propria storia abbiano prodotto una massa critica tale da diventare testo. L’attuale iconografia pop è pervasa da richiami visivi all’intrattenimento elettronico, che spaziano dai protagonisti dei titoli storici (Pac-Man e Space Invaders in primis) agli slogan (la scritta ‘Game Over’). Meno diffusa è l’iconizzazione della componente sonora, la quale, sebbene non sdoganata socialmente quanto quella visiva e ludica, ha accompagnato il media sin dai suoi esordi.
Se è vero che, già da dieci anni a questa parte, una nutrita comunità di DJ e compositori amatoriali facente capo al sito OverClocked ReMix si sia dedicata alla produzione di riarrangiamenti di brani appartenenti alle colonne sonore dei videogiochi più disparati, è altresì evidente che non sono molti gli artisti capaci di aprire questa particolare branca della musica a un pubblico maggiormente vasto ed eterogeneo. In tal senso, risulta assai particolare l’iniziativa di eightBitRate, trio italiano di DJ e mixed media artist votati alla produzione di musica elettronica e di eventi multimediali ispirati ai videogame dell’epoca 8 bit.

8 bit a 160 beat

Attraverso un’accattivante miscela di House e Techno, eightBitRate raduna attorno a sé un’utenza non necessariamente costituita da giocatori, la quale viene immersa in quella che i tre ideatori definiscono come “stereoreltà del party interattivo”. Quest’ultima si esplica attraverso allestimenti a tema, con immagini statiche, filmati e performance che accompagnano il DJ set, al fine di creare un ambiente videoludico tout court. Nel loro complesso, gli eventi eightBitRate costituiscono una delle più manifeste espressioni d’integrazione dell’immaginario videoludico nel tessuto popolare. Non a caso, il trio cita la celebre battuta:

“Se Pac-Man ci avesse influenzato da bambini, oggi staremmo tutti a dimenarci in stanze buie, masticando pillole e ascoltando musica elettronica ripetitiva”.

Frase pronunciata dal comico britannico Marcus Brigstocke, ma che la Rete, tanto per rimanere in tema di videogame e cultura pop, ha diffusamente attribuito al fantomatico CEO di Nintendo Kristian Wilson.

Bren Mc Guire dirige l’orchestra

Dai club underground si passa alle sale da concerto con C64 Orchestra, progetto che vede la collaborazione tra la filarmonica Ricciotti Ensemble di Amsterdam e la coppia Rob Hubbard Jeroen Tel, entrambi celebri compositori di musiche per giochi Commodore 64. Il risultato del connubio è Run 10, un doppio album dove vengono messi faccia a faccia alcuni dei più significativi temi a 8 bit prodotti dai due artisti (come quelli per Hawkeye, Cybernoid II o International Karate) e le rispettive versioni orchestrali, eseguite per archi e ottoni.
L’iniziativa si pone a ideale corollario del tedesco Symphonic Game Music Concert, concerto annuale, attivo dal 2003, che cerca di sdoganare in occidente quel connubio tra musica classica e brani videoludici iniziato in Giappone nel 1991, con gli Orchestral Game Music Concerts. Il produttore dell’evento, Thomas Böcker, ha inoltre avviato tutta una serie di concerti monografici dedicati a compositori e a serie di videogiochi. Tra questi ultimi, spicca il Symphonic Shades, tenutosi nell’agosto del 2008 e dedicato alle musiche del celebre Chris Hülsbeck. L’evento ha ripercorso le tappe principali dell’artista (da Turrican ad Apidya II, passando per X-Out) attraverso la performance di ben 120 musicisti, provenienti dalla WDR Radio Orchestra di Colonia e dal FILMharmonic Choir di Praga. Il successo dell’iniziativa ha portato alla pubblicazione di un omonimo CD, attualmente alla sua seconda ristampa.
In sintesi, che sia nei caleidoscopici club notturni o nelle alte stanze della musica, anche l’audio del videogioco sta gradualmente entrando a far parte della cultura sonora contemporanea.


Commenti

  1. Rasho Hyo

     
    #1
    Articolo interessantissimo! Grazie!
  2. utente_deiscritto_28491

     
    #2
    I miei complimenti per questi articoletti non saranno mai abbastanza; davvero, forse il maggior vanto di tutto il sito; bravi, bravi, bravi, di cuore.
    PS: fatemene uno pure su Kirkhope, Norgate e Beanland, eddai!!!!!!!! :))

    PPS: tra l'altro, che fine han fatto loro??????????
  3. petershepard

     
    #3
    Io credo che la fusione videogame, tecnologia, musica sia veramente una concreta prospettiva della musica nel prossimo futuro, bell'articolo, ne vogliamo altri!
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