MVG
Rubrica

Graves in the Space

L’uomo che è riuscito a far propagare i suoni nello spazio.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Sebbene la comunità videoludica non sia unanimemente concorde nel ritenere che Dead Space abbia rivoluzionato la personalità dei survival horror, il franchise di Electronic Arts ha senza dubbio espanso gli orizzonti del proprio genere d’appartenenza, sviluppando con esuberanza quello slancio verso il third person shooter suggerito dai più recenti episodi di Resident Evil. In seno al primo Dead Space, il consolidarsi di questo approccio al gameplay è stato accompagnato da soluzioni musicali inedite, nate allo scopo di creare “la colonna sonora più paurosa che si sia mai sentita”. L’onere e l’onore di perseguire tale obiettivo è spettato al compositore britannico Jason Graves, a cui la soundtrack di Dead Space è valsa ben due British Academy Awards, uno per il miglior score originale, l’altro per il miglior uso del sonoro. Del resto, Graves ha spiazzato e mesmerizzato gli utenti attraverso un continuo, imprevedibile, alternarsi di meditazioni atmosferiche e assalti carichi di dissonanze. Si tratta di un’alchimia che lo stesso artista, in occasione di un’intervista rilasciata al sito Game Informer, ha definito come “cacofonia del caos”, raccontandone la genesi con queste parole:

“[…] Avevo sessanta archi e dodici o sedici ottoni nella stessa sala e ho chiesto a ciascun musicista di suonare una nota a caso. […] Se un gruppo di sessanta archi viene diretto convenzionalmente si avranno circa sei od otto note che sono suonate nello stesso momento, io ho ottenuto sessanta note suonate nello stesso istante. Questa è stata una delle idee che ho sviluppato per creare un suono non decodificabile, che evocasse nell’ascoltatore agitazione, paura e facesse crescere l’ansia.”

Questi opprimenti grovigli sonori sono stati intercalati ad ampi spazi emozionali, calmi e sinistri, al fine di generare due registri antitetici, da concertare in maniera coerente con l’azione su schermo:

“[…] Mano mano che il giocatore si avvicina a un punto critico dell’ambiente, come un corridoio che svolta ad angolo retto o una nicchia dove c’è un necromorfo nascosto, la musica diventa progressivamente più snervante e frenetica. Se ci si ferma prima di quel punto critico, la musica continua a suonare, ma rimane stabile, non si fa più incalzante. Anzi, se si decide di tornare indietro, ripercorrendo a ritroso i propri passi, l’accompagnamento sonoro decresce in rumorosità e impeto. Si tratta di un sistema interattivo, che può essere integrato senza soluzione di continuità.”

Musiche per spazi morti

Un costrutto musicale così inteso e peculiare è geneticamente predisposto a un invecchiamento precoce, rischiando di perdere incisività a ogni successiva iterazione. Con la OST di Dead Space 2, però, Graves ha dimostrato di saper rielaborare in maniera tanto sottile quanto efficace il proprio pastiche sonoro, al fine di mantenerne inalterata la potenza emozionale. In tal senso, risulta paradigmatica la traccia Much Ado for the Necromorphs, dove il titolo autoironico e shakespeariano fa da eco a sonorità sempre aspre, disturbanti, ma ora meno caotiche e sporche. Sembra quasi che le musiche risentano delle esperienze pregresse del protagonista dei due giochi, Isaac, e, conseguentemente, di quelle del giocatore. Seppur ominosi, i suoni risultano più organizzati, decifrabili, andando in risonanza con la percezione che si ha dei necromorfi, i quali rappresentano ancora una minaccia, ma, adesso, sono anche delle entità note, già conosciute e sviscerate (in tutti i sensi). Sotto la luce livida di questa sorta di "orrore consapevole", la formula di Graves conserva freschezza e ragion d’essere. Essa, inoltre, si sposa efficacemente con quella declinazione maggiormente action del gameplay, introdotta in Dead Space 2. Si tratta di una scelta ben studiata, come lo stesso Graves dichiara in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico The Telegraph:

“[…] In Dead Space 2 ci sono molti più set piece d’azione, i quali richiedono delle linee ritmiche. Le musiche del primo Dead Space erano caos totale, nessun senso del ritmo. Le musiche di Dead Space 2 hanno più senso del ritmo, potrei definirle semplicemente come ‘caos controllato’.”

In sintesi, l’opera di Graves rappresenta un esempio ficcante di come il ruolo delle colonne sonore nel videogioco stia diventando sempre più importante e articolato, adempiendo al triplice compito di offrire un sottofondo musicale evocativo, innescare nell’utente opportune reazioni emotive e sottolineare adeguatamente l’azione su schermo.


Commenti

  1. XESIRROM

     
    #1
    wowowoow ma dov'eri finito :D cmq ora sto giocando il 2 ed almeno per le sonorità ambientali non c'è molta differenza! La OST invece purtroppo non la ricordo bene quella del primo! Certo è vero che sia nel primo che nel secondo, la OST è parte integrante e fondamentale del gioco, del gameplay stesso come pochi altri titoli l'hanno sfruttata. Cmq devo purtroppo ahimè correggerti sulla OST nella limited edition! Purtroppo nella suddetta non c'è un tubo, solamente Dead Space Extraction e mi è parso di vedere che si trovino più che altro solo le limited edition e non le standard in giro, nella collector si c'è tutto!
  2. Fotone

     
    #2
    Articolo splendido, applausi!
    Tra l'altro quotone per il finale e aggiungo: l'audio è addirittura più "importante" del video, in certi contesti...
  3. alienat3

     
    #3
    il titolo dovrebbe essere Graves in space, il "the" non ci va.
  4. Sol_Badguy

     
    #4
    @Xesirrom
    Eh, purtroppo, il tempo è un tyrannosaurus rex con la bava alla bocca :DD , ho quindi poche occasioni per farmi vivo in questi lidi -__-.
    Per ciò che riguarda le sonorità ambientali, le differenze tra i due episodi sono effettivamente minori rispetto a quanto accade per le musiche. In tal senso, Graves ha proposto suoni che richiamino quelli del prequel al fine di evocare un senso di 'disurbante familiarità', che agisca in maniera complementare a quanto il compositore ha creato nell'ambito della OST vera e propria.
    Sulla Limited hai ragionissima, my mistake ^_^. By the way, io ho accalappiato la Collector's e ti dico che il CD con la OST vale quasi più della replica della Plasma Cutter, assai deludente invero.
    @Fotone
    Grazie e ti confesso che hai quasi profeticamente tirato in ballo l'argomento del prossimo MVG, ti stupirai nel constatare quanto a fondo la tua affermazione trovi riscontro nella realtà dei giocatori :) 
    @alienat3
    Absolutely correct, sir! In verità, essendo Graves anche il cognome del compositore in questione, nel titolo mi sono concesso una licenza 'poetica', nata con la volontà di richiamare per assonanza l'iconica 'Lucy in the Sky with Diamonds', originariamente doveva essere infatti 'Graves in the Space with Necromorphs', poi ho troncato perché altimenti sarebbe stato troppo lungo ^___^. Quando posso, mi diverto a scherzare con i titoli di canzoni famose o uberpop per aprire i pezzi di MVG :) .     
  5. Origami

     
    #5
    io dead in space lo sto giocando in questi giorni e nn solo nn mi ricordo musiche degne di nota, mi sembra quasi che non ce ne siano. giusto qualche accenno ogni tanto, ma così in sottofondo che quasi non si notano....
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