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Rubrica

Epic Music

Il suono degli ingranaggi della guerra.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

Che la si ami o meno, Gears of War è una fra le serie più rappresentative dell’attuale panorama videoludico. Frutto di una felice alchimia di differenti fattori ludici, estetici e di sceneggiatura, il brand di Epic Games riesce a raccontare la guerra in maniera quanto mai drammatica e coinvolgente, portando alcuni spunti dello script dei vari Halo alle più estreme conseguenze, per immergere l’utente in un mondo fantascientifico dalle tinte livide, in cui la sensazione di un’umanità prossima all’estinzione è straordinariamente viva, in tutta la sua opprimente tragicità. Come l’omonima piaga biblica, la razza delle Locuste è implacabile, brutale e capace di corrompere i frutti della civiltà umana, sfigurandoli in un affresco di morte e decadenza, che sembra richiamare le istantanee più apocalittiche di Warhammer 40000. Questo scenario nefasto è esaltato da una colonna sonora che, come un sudario intriso di sofferenza, avvolge l’atmosfera con suggestioni a cavallo tra l’epico e il crepuscolare. Autore del ficcante accompagnamento musicale è Kevin Riepl, compositore di formazione newyorkese, già avvezzo a sonorità macabre e al contempo energiche (Twisted Metal: Black, Dead to Rights), nonché collaboratore, sin dal 2002, di Epic Games, per cui ha griffato lo score di diversi episodi di Unreal Tournament. Al di là dei trascorsi professionali dell’artista, quello tra Riepl e Gears of War è stato amore a prima vista.

Tra i film preferiti da Riepl si annovera la tetralogia di Alien e pare che sarà proprio il compositore di Epic a firmare la OST di Aliens: Colonial Marines - MVG
Tra i film preferiti da Riepl si annovera la tetralogia di Alien e pare che sarà proprio il compositore di Epic a firmare la OST di Aliens: Colonial Marines

Il Canto della Locusta

Come testimonia il compositore stesso, in occasione di un’intervista rilasciata al sito IGN, Riepl ha insistito per essere coinvolto in Gears of War, nonostante il progetto fosse già in uno stato avanzato di completamento (oltre la metà del gioco era pronto), poiché si è sentito ispirato dall’universo angosciante creato dagli sviluppatori:

“Mi sembrava come se il gioco chiamasse a gran voce un tipo di musica che mi spingesse a entrare in una camera oscura e nascosta della mia psiche. Dopo anni spesi a scrivere musiche per giochi accomunati dall’avere, in un certo senso, delle tonalità cupe, ho notato che mi risultava piuttosto facile trovare e seguire il percorso che conduce a quella camera oscura (ride)”.

Riepl ha tradotto questa intuizione stilistica in un articolato blend di campionamenti elettronici e musica orchestrale, eseguita dalla prestigiosa Northwest Sinfonia and Chorale di Seattle (il medesimo ensemble dietro la OST di Halo 3), che centra in pieno quelle già discusse caratteristiche estetiche, narrative ed emozionali, proprie di Gears of War.

“Un aspetto centrale dello score sono le inquietanti sonorità prodotte da elementi meccanici che sferragliano. Questo perché la finalità principale della colonna sonora, al di là dello spaventare a morte il giocatore, è stata rendere opportunamente gli aspetti del gioco che comunicano un senso di ‘bellezza distrutta’. Ho cercato, quindi, d’interpretare in chiave sonora l’immagine di una città splendente ridotta in macerie. Aggiungere molti effetti ‘meccanici’ alle percussioni, alterare i sample di esplosioni, colpi e impatti, miscelando il tutto agli elementi orchestrali ha aiutato a trasmettere il succitato senso di decadenza, insieme alle componenti emozionali, come il sentimento di disperazione che scaturisce dagli eventi narrati durante la storia.”

La OST di Gears of War, composta da Riepl, è viscerale, cupa, aggressiva e apocalittica…   - MVG
La OST di Gears of War, composta da Riepl, è viscerale, cupa, aggressiva e apocalittica… 

Lo Stridore degli Ingranaggi

La poetica di Riepl si trova espressa appieno in brani come Embry Square o Fish in a Barrel, nei quali il sordo clangore di profondi battiti industriali si sovrappone a nervosi ricami per violini, che sferzano i timpani con ondate di saliscendi ossessivi, quasi a richiamare il rumore di una sega meccanica mentre sfrega sul metallo. Nonostante ogni traccia della OST presenti in qualche misura tali capisaldi stilistici, la monotonia viene costantemente scacciata attraverso le varianti contestuali più disparate, che declinano la formula di base verso epiche deflagrazioni orchestrali (Locus Infestation), lugubri digressioni iniettate di rumore (Locust, Wretches & Kryll), catartiche aperture sinfoniche (The Fenix Estate) e appendici atmosferiche, venate di echi distorti e ominosi silenzi (Imulsion Mines).
Analogo discorso vale per la OST di Gears of War 2, in cui Riepl coadiuva il compositore di matrice filmica hollywoodiana Steve Jablonsky (Hannibal, La Maledizione della Prima Luna), il quale si alterna al timone del sound design. In questo caso, la miscela di base viene arricchita da tessiture ambientali intersecate a vocalizzi di cori soffusi, che serpeggiano su movimenti mid-tempo, in un progressivo crescendo d’intensità, culminando nelle esplosive dissonanze sperimentate nel precedente episodio (Finally a Lead, Green as Grass).
Considerato che la collaborazione tra Jablonsky e Riepl sembrerebbe proseguire in seno a Gears of War 3, sarà interessante scoprire cosa avranno preparato i due creativi per il terzo atto di questa guerra Epic(a).


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