Genere
Guida
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
4/2/2011

Nail'd

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Datasheet

Produttore
Deep Silver
Sviluppatore
Techland
Genere
Guida
PEGI
12+
Distributore Italiano
KOCH Media
Data di uscita
4/2/2011
Data di uscita americana
30/11/2010
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
12

Hardware

L’uscita di Nail’d in Italia è prevista per il febbraio del prossimo anno su PlayStation 3, Xbox 360 e PC. L’articolo si riferisce a una prova effettuata su una versione ancora in via di sviluppo per la console Microsoft.

Multiplayer

Il gioco comprenderà una componente multigiocatore aperta a un massimo di 12 partecipanti.

Link

Hands On

Velocità assassina

Di nuovo in sella al racing di Techland.

di Stefano F. Brocchieri, pubblicato il

Quanto spazio c’è ancora nel gioco di guida arcade? Il genere ne ha provate davvero di tutti i colori e si è sviluppato in ogni direzione immaginabile, dall’esasperazione della velocità a quella del confronto più o meno armato con gli avversari, dalle prove di abilità circense a tagli più o meno cinematografici, più o meno “Real TV”, più o meno fantascientifici. La polacca Techland, conosciuta perlopiù per gli sparatutto in prima persona (Chrome, Call of Juarez), ma che già aveva un certo background in materia (i validi Xpand Rally, il meno valido Pet Racer), si affaccia in questa affollatissima branca con una proposta che, all’analisi un po’ più approfondita resa possibile dalla prova di un codice preview, sembra avere più personalità di quanto una prima occhiata possa dare a intendere.

PIÙ ARCADE DELL’ARCADE

Nail’d propone corse su sterrato che richiamano un po’ Pure (per la forte verticalità dei tracciati) e un po’ Motorstorm (per la convivenza di veicoli di tipologie diverse). L'impostazione del gioco, tuttavia, è così estrema che la potremmo definire come “ultra-arcade”: attraverso un sistema di controllo semplicissimo, si sfreccia a velocità folli su piste che sembrano un improbabile susseguirsi di bivi, strapiombi, curve avvitate, salti e minacce piazzate ad arte. Nessun sistema di trick, nessuna sofisticazione nel battagliare gli altri concorrenti, nessun modello fisico particolarmente godereccio a restituire un minino di piacere della guida. La formula è snellissima, di assimilazione istantanea: che si scelga un ATV piuttosto che una moto da cross, il mezzo vanta un’aderenza al terreno platealmente fantasiosa, grazie a cui aggredire la strada con l’accelerazione perennemente al palo, meglio se con il turbo attivato, anche in curva. Come sottolineavamo già durante i nostri precedenti incontri giocati, il freno non serve, letteralmente. Un’esperienza che, a dispetto di tutto il suo ostentare velocità, vertigine e altri input che dovrebbero scatenare brividi di adrenalina a secchiate, sulle prime non sa emozionare minimamente, risultando piatta come una tavola e spessa come un foglio di cartavelina.

SPAZIO AEREO

Giro dopo giro, ci si accorge però che la sua partita Nail’d non se la gioca a terra, ma in aria. Se quando si sta con le ruote ben piantate al suolo l’unica gratificazione che si può ricavare, tutt’al più, è orientarsi nella boscaglia di Foresta Incantata, dribblare le cascate mentre si percorrono le mura in Diga o evitare un frontale con un treno di Segheria, in volo le cose acquistano più sfumature. Scegliere quale biforcazione imboccare in fase di atterraggio, cercare di centrare una delle porte che regalano una dose extra di turbo, provare a effettuare un taglione a mo' di scorciatoia o anche solo evitare di sfracellarsi, spesso, è una faccenda molto meno banale. Anche se non contempla acrobazie, in certi frangenti piuttosto che concorrenti direttamente assimilabili Nail’d ci ha ricordato la serie di SSX.
Per vincere le gare è dunque importantissimo sapersi gestire bene in volo, riuscire a garantirsi una certa continuità con le fasi a terra e massimizzare l’uso del turbo, specie alla luce del fatto che gli avversari ci sono parsi battaglieri, opponendo una sfida sempre piuttosto viva e aperta, anche se, in quell’autentico groviglio che sovente si rivelano le piste, è davvero difficile capire se per meriti propri o di quelli di un triviale effetto-elastico. È questa la dimensione dove Nail’d tira fuori la sua vera personalità, dimostrando un po’ di carattere, anche se in alcuni aspetti ancora immaturo, come dimostra il sistema di collisioni un po’ equivoco, che a volte non permette di “pennellare” il contatto con gli elementi dello scenario come ci si aspetterebbe, punendo sospettosamente con l’esplosione del mezzo.

DIVERTIMENTO-TURBO?

La formula super-sfrontata ideata da Techland ha dimostrato dunque di avere una sua identità e di saper divertire, ma rimane da vedere quanto a lungo prima di lasciare a secco. Il codice in nostro possesso permetteva di effettuare solo delle gare singole in sette tracciati diversi, che esploravano con discreta varietà lo scibile in materia di ambientazioni montane, boscose e aride, con un track design che, a parte un paio di eccezioni sottotono, ci è sembrato perfettamente funzionale al tipo di giocabilità che dovevano ospitare. Resta da capire come sarà dosato ed eventualmente sviluppato il tutto all’interno della modalità principale, Torneo, e come sarà bilanciata quella multiplayer.
Da valutare poi anche l’effettivo impatto delle modifiche apportabili al proprio veicolo, in massima parte bloccate nella versione da noi provata, e di quello di un’altra caratteristica con cui gli sviluppatori tenteranno di dare corpo e longevità alla formula di gioco, ovvero la possibilità di scegliere lo stile del proprio pilota: se non si limiteranno a semplici variazioni di facciata, quei “Berserker”, “Bullet Time” e “Aviatore” che abbiamo visto scorrendo tra le opzioni potrebbero rappresentare delle alternative grazie a cui inquadrare sotto nuove luci giocosamente arcade il gameplay, moltiplicando la sua riserva di carburante.


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