Genere
Strategico
Lingua
Italiano
PEGI
16+
Prezzo
€ 39,99
Data di uscita
26/2/2010

Napoleon: Total War

Napoleon: Total War Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Sviluppatore
Creative Assembly
Genere
Strategico
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
26/2/2010
Lingua
Italiano
Giocatori
2
Prezzo
€ 39,99

Lati Positivi

  • Modello strategico profondo e variegato
  • Grandissima fedeltà storica
  • Certi aspetti sono stati resi più “abbordabili”
  • Multiplayer anche per la Campagna in singolo
  • Comparto grafico strepitoso...

Lati Negativi

  • ...ma necessita di un hardware piuttosto potente
  • Poche novità rispetto a Empire: Total War
  • Ancora qualche sbavatura nell’IA avversaria

Hardware

In un gioco come Napoleon: Total War i requisiti minimi indicati dallo sviluppatore lasciano quasi sempre il tempo che trovano; se infatti si decide di giocare con un processore a 2.3 GHz, 1 GB di RAM e una scheda 3D con 256 MB di RAM, si corre il rischio di avere una fluidità deficitaria anche con tutti i dettagli al minimo e una risoluzione medio-bassa. Consigliamo quindi almeno un processore Dual Core, 4 GB di RAM (se in ambiente Vista o 7) e una scheda 3D con almeno 512 MB di RAM (la nostra GeForce 8800 GTX si è comportata più che bene). Le opzioni grafiche sono comunque numerose e permettono un’ottima personalizzazione anche in caso di hardware più datato.

Multiplayer

Oltre a ingaggiare scontri multiplayer in classici skirmish online e via LAN, possiamo finalmente affrontare l’intera Campagna in singolo sfidando un giocatore in carne e ossa sia nelle sezioni a turni, sia nelle battaglie in tempo reale.

Link

Recensione

Il signore della guerra

Il genio di Napoleone secondo Creative Assembly.

di Francesco Destri, pubblicato il

Ogni appuntamento con gli strategici di Creative Assembly è qualcosa di speciale per qualsiasi amante degli RTS; basti pensare all'altissimo hype che ha accompagnato lo scorso anno l'uscita di Empire: Total War (gli screenshot delle battaglie navali avrebbero messo l'acquolina in bocca anche ai più allergici al genere), ma anche in passato ogni uscita del team inglese ha catalizzato l'attenzione del pubblico come solo poche altre serie sono riuscite a fare.
Logico quindi che anche per Napoleon: Total War l'attesa fosse spasmodica, nonostante il progetto sia nato inizialmente come "semplice" espansione del predecessore e giunga sul mercato solo un anno dopo Empire: Total War. Proprio per questa brevissima finestra temporale non ci si possono aspettare chissà quali novità o sconvolgimenti di sorta, ma il fatto di impersonare Napoleone Bonaparte e di vivere un periodo bellico tra i più affascinanti e significativi di sempre basta già da solo a rendere Napoleon: Total War il titolo strategico più importante di questo inizio anno.

lo strategico enciclopedico

Una volta terminata la mastodontica installazione da circa 20 GB, eccoci di fronte al menu principale alle prese con un tutorial assolutamente esaustivo (e caldamente consigliato), con le varie modalità di gioco in singolo e con la sezione dedicata al multiplayer (la novità più attesa dai fan della serie) su cui ci soffermeremo più avanti. Per quanto riguarda il single player abbiamo a disposizione una grande Campagna divisa in quattro momenti chiave della storia politica e militare di Napoleone, una modalità con tanto di storyline che ci permette di prendere il controllo delle altre quattro grandi nazioni dell'epoca (Inghilterra, Prussia, Russia, Austria), un tipico skirmish e una decina di battaglie napoleoniche da affrontare senza però tutto l’apparato gestionale delle prime due modalità.
La Campagna napoleonica comprende la spedizione francese in Italia, quella in Medio Oriente (qui ci si concentra sull'Egitto), gli anni dell'espansionismo europeo a inizi XIX secolo (tra cui la disastrosa avventura in Russia) e la celebre battaglia di Waterloo, che volendo possiamo anche vincere cambiando così (e non di poco) i destini dell'intero continente. A colpire subito è l'eccellente fedeltà storica con cui Creative Assembly ha affrontato le battaglie dell'epoca, la conformazione del territorio e le caratteristiche geo-economiche delle varie aree, oltre naturalmente tutti i dettagli delle truppe e degli armamenti; difficile dire se su questo versante si siano fatti passi avanti rispetto a un già quasi capolavoro di fedeltà storica come Empire: Total War, ma la cura dei minimi particolari è davvero elevata e ciò si riflette anche nell'approccio non proprio da principianti che si richiede al giocatore di fronte a un titolo di simile spessore.

gestione a 360 gradi

Pur offrendo qualche piccolo "aiuto" in più nell'interfaccia e qualche maggior comodità rispetto al predecessore, Napoleon: Total War rimane infatti uno strategico molto complesso e variegato, lontanissimo dall'approccio solo militare di molti RTS odierni e capace di assorbire come forse solo un certo Civilization è riuscito a fare. Tutta la parte a turni dedicata alla gestione politico-economico-diplomatica richiede una grande attenzione; costruire e migliorare le vie di comunicazione, creare infrastrutture e impianti produttivi, gestire il progresso tecnologico, la tassazione del nostro popolo e stringere accordi con altre nazioni ha la stessa importanza delle sezioni belliche, anche se in questo caso i cambiamenti apportati rispetto a Empire: Total War ci sono sembrati davvero minimi.
Solo il passaggio temporale di ogni singolo turno (da sei mesi si è ora passati a due settimane) ha portato a un'intensificazione delle azioni da compiere e a un'attenzione maggiore anche ai più piccoli particolari, come ad esempio provvedere al rifornimento delle truppe nelle varie città di passaggio o scegliere il periodo giusto dell'anno in cui intraprendere una campagna militare. Da notare però come una più chiara disposizione dei comandi e l’aumento delle varianti diplomatiche abbiano portato a una maggior profondità in queste fasi di gioco, tanto che una sola alleanza sbagliata o una dichiarazione di guerra troppo avventata, senza considerare bene le alleanze del nostro nemico, possono causare una disfatta molto rapida.

dove vai senza generali?

La curiosità maggiore era comunque tutta concentrata nelle sezioni belliche in tempo reale, da sempre il fiore all'occhiello della serie fin dai tempi di Shogun: Total War. In questo caso le novità sono più succose sia per quanto riguarda le battaglie campali, sia per gli scontri navali. Nel primo caso, oltre alla maggior importanza della fanteria rispetto alla cavalleria delineata dal periodo storico in esame, sottolineiamo la presenza dei generali, che influenzano pesantemente il morale delle truppe sia in positivo che in negativo (quando muoiono le truppe ne risentono in modo evidente), e un'intelligenza nemica non ancora impeccabile ma leggermente migliorata rispetto allo scorso anno.
Se infatti abbiamo ancora assistito a manovre poco comprensibili o ad azioni sconsiderate in netta minoranza numerica, bisogna ammettere che ogni nostra minima indecisione tattica (lasciare sguarniti i fianchi della cavalleria, affidarsi all'artiglieria pesante durante una fitta pioggia, attaccare il nemico dal "basso") viene punita quasi subito in modo inesorabile. I meno avvezzi al genere sappiano quindi che senza un minimo di esperienza con il passato della serie o senza una lunga sessione passata in compagnia del tutorial non si andrà molto lontano, ma ciò aumenta non poco il fascino del gioco.
Studiare il territorio, posizionare le truppe e ingaggiare il nemico rimangono infatti azioni esaltanti benchè del tutto simili a quanto visto in Empire: Total War e anche gli scontri navali, resi soltanto più "abbordabili" dalla possibilità di riparare le navi in tempo reale e da una gestione più semplice della flotta (ma non con dieci o più unità contemporaneamente), dimostrano quanto il poco tempo trascorso dal predecessore non abbia permesso a Creative Assembly di intervenire più radicalmente sul gameplay.

gli splendori grafici del XIX secolo

A ben vedere però si tratta di un limite relativo. Migliorare ulteriormente un'esperienza strategica già massiccia e spettacolare come quella di Empire: Total War metterebbe in crisi anche lo sviluppatore più talentuoso e l'importante, in questo nuovo capitolo della serie, è che certe asprezze precedenti siano state smussate (battaglie navali, intelligenza nemica, aumento dei turni) e che la scelta di un periodo molto più ridotto rispetto ai precedenti capitoli della serie abbia portato a una maggior immedesimazione con il contesto storico, ora meno dispersivo e più "guidato" (ma in senso assolutamente positivo). Dove invece Creative Assembly ha compiuto significativi passi in avanti è nel comparto grafico; il gioco è ancora piuttosto esoso in termini di hardware ma solo se si vuole ottenere il massimo come dettagli e anti-aliasing e in ogni caso le cose belle inevitabilmente si pagano.
I modelli dei soldati sono ora molto vicini al fotorealismo e hanno acquistato una notevole varietà nelle espressioni facciali e nell’equipaggiamento, oltre a vantare eccellenti animazioni; anche la fisica è stata migliorata e così gli effetti di una palla di cannone nel mezzo di uno schieramento di fanteria sono quanto mai spettacolari e realistici, senza dimenticare la progressiva distruzione delle navi, l’ottima resa dell’acqua, gli effetti particellari del fumo e della foschia e il cambiamento grafico apportato dal cambio delle stagioni.

cambiare la storia online

Tutto ciò fa di Napoleon: Total War il miglior strategico di sempre come spessore grafico e difficilmente nel corso dell’anno vedremo un concorrente altrettanto valido e curato (su questo versante forse il solo R.U.S.E. ha qualche velleità di competizione). Un accenno finale al multiplayer; sfortunatamente al momento di scrivere non è stato possibile provare le varie modalità multigiocatore, ma i dettagli a proposito sono comunque chiari.
Da una parte troviamo le classiche sfide già presenti in passato e il Battle Scenario, che permette di combattere vere battaglie napoleoniche e di tramutarne così l’esito a seconda del nostro comportamento. Dall’altra parte Creative Assembly, forte dell’esperienza accumulata con la beta multiplayer di Empire: Total War di fine 2009, ha finalmente introdotto il multiplayer a due giocatori nella Campagna in singolo.
Possiamo così competere con un giocatore in carne e ossa sia nelle fasi di pianificazione (regolate da un tempo limite così da evitare troppi tempi morti tra un turno e l’altro), sia in quelle belliche in tempo reale, con in più la possibilità di far partecipare un giocatore in qualsiasi momento della Campagna in singolo tramite il pratico sistema Drop In Battles, che di fatto sostituisce in pochissimo tempo l’IA del gioco con quella di uno sfidante in carne e ossa. E anche in questo caso era davvero difficile proporre qualcosa di meglio.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Difficile migliorare in tutto e per tutto un titolo già quasi perfetto come Empire: Total War, ma Creative Assembly ci ha comunque provato e il risultato è ancora una volta di altissimo livello. Napoleon: Total War non vede infatti chissà quale stravolgimenti nell’economia della serie, ma visto lo sviluppo rapidissimo del gioco non ci aspettavamo certo il contrario e in ogni caso tutti i pregi del predecessore sono qui riproposti tali e quali, con in più qualche aggiunta tesa a rendere l’approccio gestionale meno dispersivo e più avvicinabile anche dai giocatori meno esperti. Lo spessore strategico del gioco è sempre elevatissimo e ad esso si aggiungono significativi ritocchi grafici, il cambiamento temporale dei turni e la possibilità di affrontare l’intera Campagna napoleonica in multiplayer, fattore che aumenta a dismisura una longevità già enorme. Davvero niente male per un progetto nato come una “semplice” espansione che si è invece dimostrato uno degli strategici più avvincenti e completi degli ultimi anni.

Commenti

  1. Origami

     
    #1
    ah.... almeno hanno avuto l'umiltà di rilasciarlo a basso prezzo (17£), visto il mezzo fallimento di empire, e il fatto che questa è un'espansione riciclata come gioco. ma richiede ancora steam o finalmente l'hanno reso indipendente?
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!