Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
64,99 Euro
Data di uscita
21/5/2003

NBA 2K3

NBA 2K3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
21/5/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
64,99 Euro

Lati Positivi

  • Il miglior basket sul mercato
  • Notevole rigore simulativo
  • Ottima intelligenza artificiale
  • Sistema di controllo efficace
  • Modalità "Franchise" strepitosa
  • Gradevole l'opzione "Street"

Lati Negativi

  • Scarso impatto spettacolare
  • L'edizione 2004 è molto vicina
  • Niente supporto online
  • L'immediatezza non è il suo forte

Hardware

Per emulare i giganti dell'NBA comodamente seduti sul divano di casa basta possedere una confezione originale del gioco, una PlayStation 2 PAL dotata di una Memory Card e un joypad, sebbene più controller risultino indispensabili nelle sfide con gli amici. L'acquisto di un Multitap resta comunque consigliato per sfruttare appieno il potenziale del titolo Sega sul frangente multiplayer.

Multiplayer

Orfano del supporto online implementato invece nell'uscita americana, NBA 2K3 offre comunque un ricco campionario di opzioni multigiocatore dall'impostazione assolutamente tradizionale.

Link

Recensione

NBA 2K3

Siamo alle solite: anno nuovo, ennesima edizione anche per il basket NBA targato Sega Sports, divenuto una piacevole abitudine sul territorio americano, ma ancora praticamente "inedito" nei mercati del vecchio continente, se escludiamo almeno le primissime apparizioni in versione Dreamcast. E il termine "simulazione" non è mai parso così azzeccato...

di Marco Iannini, pubblicato il

La coralità delle tattiche e la bravura delle retroguardie evita infatti un continuo susseguirsi di mirabolanti schiacciate, perchè semmai è il concetto stesso di varietà a rappresentare l'autentico cuore pulsante del prodotto, capace tra l'altro di rendere veramente unico ogni singolo momento della partita. Persino la stanchezza del quintetto, la stabilità dei contendenti, la posizione dei rivali, il cono visivo degli atleti, l'intensità nella pressione dei tasti e le condizioni psicologiche del team rivestono un ruolo fondamentale sul comportamento della squadra, figurarsi dunque la selezione delle marcature, le statistiche dei nostri uomini o la stazza dei cinque giganti in campo...

STREET

Nonostante le immancabili modalità "Season", "Playoff", "Tournament" e "Pratice" che consentono rispettivamente di disputare un'intera stagione, affrontare la parte conclusiva del campionato, imbastire un torneo del tutto inedito o apprendere i fondamenti del basket attraverso un efficace tutorial, NBA 2K3 brilla soprattutto per la ghiottissima opzione "Franchise" implementata dagli sviluppatori. Si tratta essenzialmente del più entusiasmante "career mode" di stampo manageriale mai offerto in un videogame su console, frutto di una cura estremamente minuziosa per ogni minimo particolare riguardante la gestione sportiva ed economica della squadra. Sebbene la compravendita dei giocatori poggi su un menu assai poco intuitivo, le dinamiche di mercato risultano sempre assolutamente realistiche e credibili, se non altro per la possibilità di licenziare gli allenatori dopo qualche risultato negativo (realizzando il sogno della vita di tanti piccoli presidenti in erba)!

La scelta di un nuovo coach appare determinata tanto dalle disponibilità economiche della società quanto dalle caratteristiche tattiche richieste agli aspiranti trainer, sulla base del loro stile di gioco e in virtù della differente capacità di coltivare i giovani talenti. Vestire i panni di direttore tecnico significa pure amministrare oculatamente gli ingaggi e le sponsorizzazioni, organizzando occasionalmente soavi ritiri in pieno stile Gaucci per saggiare le condizioni della squadra. Le convocazioni per gli All Star Game e la nomina a fine stagione dei migliori cestisti per ogni ruolo condiscono ulteriormente un piatto senz'altro ricchissimo, impareggiabile sul versante longevità nonchè profondo come nessun altro concorrente sul mercato.
Malgrado il suo rigoroso impianto di stampo prettamente simulativo, l'ultima produzione Visual Concepts regala gioia anche ai tanti appassionati della pallacanestro arcade modello NBA Jam, presentando nella gradevole sezione "Street" una versione ammorbidita e semplificata del proprio basket americano. Ambientate nei celebri parchi di alcune capitali statunitensi, le gare "su strada" vanno disputate con formazioni tipo di almeno due elementi e terminano al raggiungimento di un punteggio prefissato, senza annoverare molte norme che regolano le competizioni tradizionali; peccato solo per una realizzazione poco ispirata degli scenari e per un approccio ibrdo riconducibile al forte legame di parentela delle parentesi "open air" con le modalità classiche.

SHOOTOUT

L'incredibile dettaglio che contraddistingue il comparto audiovisivo di NBA 2K3 emerge compiutamente solo alla distanza, complice anche la scarsa spettacolarità delle meccaniche di base: solo attraverso l'utilizzo dei replay appare infatti possibile cogliere la cura profusa nelle collisioni dei giocatori, la fenomenale varietà delle fisionomie, lo sconcertante realismo delle espressioni facciali, la verosimiglanza di tutte le animazioni, l'estrema pulizia delle texture e la somiglianza degli impianti implementati ai palazzetti originali. Le reazioni emotive del quintetto agli accadimenti della gara costituiscono poi un tocco di rara classe, mentre il dinamismo del pubblico non incide minimamente sulla fluidità del costantissimo frame rate. Meritano inoltre una menzione a parte gli straordinari effetti di luce dinamici e i riflessi sul parquet, frutto di una illuminazione semrpe differente per ogni singolo impianto.

Nemmeno le sequenze di caricamento sfuggono alla regola del buon gusto, riempiendo gli immancabili momenti morti pre-gara con stimolanti presentazioni a opera dai bravi commentatori ESPN. La telecronaca stessa risulta d'altronde coinvolgente oltre che credibilissima quanto a varietà e competenza, laddove la monotonia dell'accompagnamento musicale lascia invece leggermente perplessi. Malgrado il cuore della simulazione firmata Visual Concepts coincida proprio con le immancabili sfide in modalità multiplayer (l'acquisto di un Multitap resta quindi consigliatissimo), dobbiamo purtroppo registrare guarda caso l'assenza del supporto online nell'edizione europea del titolo, problema imputabile probabilmente ai ritardi nella distribuzione del Network Adapter sul vecchio continente. La possibilità di registrare i nostri record personali nel sito Internet ufficiale del titolo non consola certamente i sostenitori delle sane sfide via modem, tuttavia il giudizio complessivo sull'ultimo lavoro Sega Sports rimane assolutamente immutato: siamo di fronte infatti al miglior basket di sempre disponibile per qualsiasi console, sebbene gli utenti meno fanatici delle simulazioni pure troveranno forse più invitante il gradevole NBA Live 2003 di casa EA Sports. Eppure invitiamo gli scettici a perseverare, ne vale sicuramente la pena!

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Se escludiamo il tono vagamente arcade riscontrabile nella gradevole ma esile modalità "Street", NBA 2K3 resta sinonimo di simulazione senza troppi compromessi e privo di qualsiasi concessione alla voce immediatezza. La ricerca del realismo su tutti i fronti complica la vita ai profani del basket e finisce per inibire drasticamente la componente coreografica del gioco, di certo meno spettacolare o appariscente del rivale firmato Electronic Arts. Eppure l'approccio ultra-rigoroso alla partita sortisce nell'ultima fatica Sega Sports la propria efficacia solo sul medio-lungo termine, quando la straordinaria intelligenza artificiale dei rivali, la sbalorditiva molteplicità delle variabili tattiche previste, l'impressionante spessore videoludico dell'opzione manageriale, l'accuratezza quasi maniacale delle tecniche implementate e la generale brillantezza dei controlli sanciscono il verdetto definitivo: la pallacanestro targata Visual Concepts non teme rivali, nemmeno da un punto di vista prettamente tecnico. Lo dimostra compiutamente il dettaglio sconcertante delle texture e l'ammirevole complessità dei modelli poligonali, mentre sul versante sonoro la credibilissima telecronaca di stampo tipicamente americano sopperisce a un accompagnamento musicale abbastanza fiacco. Neanche l'assenza del supporto online riesce a rovinare un lavoro praticamente perfetto in ogni dettaglio, un autentico acquisto obbligato per ogni vero appassionato di Michael Jordan e Kobe Bryant...