Genere
Sportivo
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
59,99 Euro
Data di uscita
26/10/2007

NBA 2K8

NBA 2K8 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
2K Sports
Sviluppatore
Visual Concepts
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
26/10/2007
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
59,99 Euro
Formato Video
1080
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Realistico come non mai
  • Intelligenza artificiale di tutto rispetto
  • Novità di controllo interessanti
  • Association mode più ricco, nuove modalità "da strada"

Lati Negativi

  • Qualche difetto nella fase difensiva
  • Offball control inutilizzabile online
  • Qualcuno rimpiangerà il 24/7
  • Il sistema di finte non rende al meglio con alcune telecamere

Hardware

Per giocare a NBA 2K8 nella versione provata e qui recensita servono un Xbox 360 e uno (o svariati) pad. È possibile utilizzare le tracce audio presenti su hard disk per rimpolpare la tracklist creata da Visual Concepts, il tutto nello splendore del Dolby Digital. Supportata l'uscita video 1080p, anche se come al solito il motore grafico non nasce in quella risoluzione. Le specifiche "ufficiali" parlano di 2.75 MB su disco richiesti per i salvataggi, ma è chiaro che fra leghe, aggiornamenti e impostazioni varie si possa andare anche oltre.

Multiplayer

Come sempre l'offerta online di NBA 2K8 è da leccarsi i baffi. Sono supportati fino a otto giocatori (ma non ciascuno con la sua console). I tornei e i campionati sono personalizzabili fino al punto di eseguire draft e mercato e possono essere consultati via web per statistiche e aggiornamenti. I match online prevedono inoltre le varie modalità Blacktop (quindi anche la gara per le schiacciate). Non ci sono particolari problemi, se non qualche occasionale caduta di connessione, e si segnala giusto qualche difetto poco incisivo: per esempio la tendenza degli arbitri a incantarsi per qualche secondo sulle rimesse e la necessità di adattarsi a un leggero lag sui tiri liberi.

Link

Recensione

Visual Concepts regina degli anelli

Ancora una volta NBA 2K è la scelta vincente per gli appassionati.

di Andrea Maderna, pubblicato il

NBA 2K8 rappresenta la classica situazione in cui la somma delle parti è superiore al valore delle singole componenti. Presi singolarmente, i vari aspetti del gioco 2K Sports mostrano svariati difetti, ma è nella visione complessiva che si ottiene un qualcosa di incredibilmente riuscito e convincente.

Realismo assoluto

Un primo ed evidente esempio di quanto detto sta nell'aspetto grafico, magari non curato come il concorrente NBA Live 08 nella qualità delle texture o nella fedeltà dei volti, eppure dall'impatto realistico e convincente come nessun altro gioco sportivo riesce a essere. Il lavoro svolto è incredibile e ricopre tutti gli aspetti della simulazione, a partire da arene che ricalcano fedelmente quelle reali e sono popolate di spettatori, personaggi a bordo campo, arbitri, allenatori, giocatori in panchina che si muovono reagendo a quanto avviene in partita.
Ma l'attenzione al realismo visivo non si limita a compiacere l'occhio: le animazioni specifiche per giocatore sono ulteriormente aumentate rispetto all'anno scorso e rendono quasi ogni singolo atleta realmente diverso dagli altri. Non solo le superstar, ma anche uomini di secondo piano tirano, difendono, saltano esattamente come nella realtà, rendendosi immediatamente riconoscibili e creando difficoltà e problematiche diverse a seconda della situazione. Il tempismo con cui agire sui tasti e le scelte da operare, infatti, variano anche sulla base delle movenze di chi stiamo controllando.
A tutto questo si aggiunge poi la qualità dell'intelligenza artificiale, con squadre che giocano davvero sulla base delle proprie caratteristiche. Non capita più, insomma, di avere a che fare con un Ben Wallace prima opzione offensiva o uno Shaq spesso piazzato dietro la linea del tiro da tre.
Ma le doti dell'intelligenza artificiale non si limitano alle impostazioni di base: le difese scrutano le tendenze del giocatore e l'andamento della partita, adattandosi di conseguenza. Se avete intenzione di dominare le partite col solo Tim Duncan, insomma, state pure certi che la CPU saprà adattarsi con raddoppi, aggiustamenti e strategie difensive adeguate.

Evoluzioni e rivoluzioni

Il sistema di controllo è in sostanza un'evoluzione di quanto visto l'anno scorso. Il meccanismo di finte e movimenti in palleggio è stato semplificato e offre grande varietà, grazie alla possibilità di concatenare fra loro mosse diverse tramite lo stick analogico. Si ripresenta l'annoso problema dei tanti lay-up sbagliati, ma un abile sfruttamento del tiro tramite leva analogica consente di ovviare con risultati dal realismo apprezzabile. Conta poi molto anche il contesto di gioco, perché ora ogni atleta è fortemente caratterizzato in base alla sua capacità di eseguire tiri in traffico, piuttosto che piazzato, smarcato e così via.
Sul fronte difensivo emerge la possibilità di incollarsi all'avversario premendo il grilletto sinistro al momento giusto. L'idea è buona e rende la marcatura a uomo divertente da gestire, ma facilità un po' troppo il compito, soprattutto contro la CPU: tenere il palleggio di un Allen Iverson controllando Yao Ming non è proprio il massimo del realismo.
Marcatura "francobollistica" a parte, la fase difensiva ha altri difetti, a partire da un certo lassismo dei compagni di squadra nel portare gli aiuti, che rende forse troppo facile liberare un uomo al tiro piedi per terra, per arrivare poi al "solito" problema dei pochi sfondamenti fischiati. Anche agendo sull'apposito modificatore, l'impressione è che il margine d'errore concesso al difensore per trovare la posizione sia davvero troppo basso.

Off the Ball

Novità interessanti anche per l'applicazione degli schemi: innanzitutto si segnala l'ottima implementazione dell'Offball control, tramite il quale è possibile selezionare un compagno a cui chiedere di portare un blocco, liberarsi per un tiro, piazzarsi in post. Snello e versatile, questo sistema stranamente non può essere utilizzato online.
In compenso gli sviluppatori hanno reso più accessibile la gestione degli schemi offensivi, tramite la comparsa su schermo di frecce e indicatori che spiegano al giocatore quali movimenti deve compiere. Il risultato è sorprendentemente intuitivo e permette anche ai meno esperti di applicare gli schemi e trovare più facilmente soluzioni offensive ragionate.

Pallacanestro per tutte le stagioni

La modalità Associazione offre piccoli, ma incisivi cambiamenti rispetto all'anno passato, con per esempio un mercato più ricco di opzioni e la possibilità di assegnare ruoli ai giocatori (titolare, panchinaro, sesto uomo, prospetto e altri) e subirne le reazioni in base al carattere.
Nella sostanza non ci sono rivoluzioni, ma rimane comunque la migliore modalità "carriera" sulla piazza. È scomparsa, invece, la sezione 24/7, o perlomeno la risibile componente simil-GdR che la accompagnava. Sotto il nome Blacktop troviamo però tutte le classiche opzioni per le partite nei playground, impreziosite dalla gara del tiro da tre e dallo Slam Dunk Contest. Quest'ultimo vanta un sistema di controllo particolarmente riuscito, tutto basato sul tempismo nell'utilizzo delle levette analogiche, e pecca solo per degli intermezzi un po' tediosi.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Ancora una volta la serie 2K Sports ribadisce il titolo di campione del mondo virtuale NBA. Titolo che quest'anno, con di fronte un avversario quantomeno discreto come NBA Live 08, è ancora più significativo del solito. Novità interessanti nel sistema di controllo e un realismo sempre maggiore nella riproduzione del basket NBA permettono di chiudere un occhio di fronte ad alcuni difetti cronici della serie. Spettacolare nel gioco online, ricco e profondo anche per chi lo affronta in solitario, NBA 2K8 vince e convince.