Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
7/12/2003

NBA Live 2004

NBA Live 2004 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
EA Sports
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
7/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
54,90 Euro

Lati Positivi

  • Immediato e spettacolare
  • Più rigoroso del solito
  • Comparto tecnico all'altezza
  • Buona intelligenza artificiale

Lati Negativi

  • Modalità manageriale ancora lacunosa
  • Medie realizzative inverosimili
  • Localizzazione PAL deficitaria

Hardware

Per rivivere a casa il fascino del campionato di basket americano basta avere una PlayStation 2, un GameCube o un Xbox dotati almeno di un joypad. I possessori del monolito Sony necessitano anche di una Memory Card con 454 KB disponibili e di un relativo MultiTap per disputare sfide di gruppo, sebbene possano avvalersi anche del supporto al Network Adapter per il gioco online. I salvataggi sul "cubetto" Nintendo occupano invece appena 12 blocchi, mentre su Xbox basta un po' di spazio sul capiente disco fisso della console Microsoft. NBA Live 2004 non supporta purtroppo la modalità video a 60 Hz.

Multiplayer

NBA Live 2004 consente di allestire sfide per otto giocatori su PlayStation 2 con l'ausilio di 2 MultiTap e supporta la connettività online solo sul monolito Sony. GameCube e Xbox devono accontentarsi delle tradizionali sessioni dedicate a quattro utenti.

Link

Recensione

NBA Live 2004

Ogni nuovo appuntamento con la serie cestistica Electronic Arts suscita due "tremendi" interrogativi nel cuore degli appassionati. Sarà superiore alla serie NBA 2K? E soprattutto: i cambiamenti apportati quest'anno giustificheranno l'acquisto del gioco (sempre rigorosamente proposto a prezzo pieno)? Curiosamente, la risposta ad entrambe le domande è la stessa...

di Marco Iannini, pubblicato il

Se l'edizione 2003 della popolarissima serie EA Sports rappresentava una brillante rilettura del basket in chiave "arcade", l'ultimo NBA Live segna invece un chiaro riflusso del franchise verso gli accenti più simulativi e rigorosi proposti dal rivale Sega. Malgrado Electronic Arts conosca bene il motto "squadra vincente non si cambia", il nuovo approccio scelto dagli sviluppatori mira evidentemente a rivitalizzare l'interesse degli appassionati in un mercato colmo di alternative valide, senza tuttavia ripudiare la componente spettacolare ed eccessiva tipica della linea. Le difese sembrano ora in grado di contenere lo strapotere degli attaccanti in lunetta, mentre lo sbandieratissimo "freestyle" risulta stavolta moderato a dovere. Merito soprattutto del nuovo atteggiamento tattico esibito dalle retroguardie, sempre capaci di coprire efficientemente gli spazi e di rubare palla alla prima occasione. L'intelligenza artificiale dei marcatori raggiunge poi livelli di aggressività insospettabili per una saga tradizionalmente legata al gioco offensivo...

LE NOVITA'

Agli sviluppatori canadesi di EA Sports occorre riconoscere la paternità di un'idea banale quanto trascurata nelle attuali simulazioni cestistiche: i giocatori senza palla risultano finalmente controllabili, mentre le azioni principali vengono temporaneamente delegate alla CPU. Il sistema introdotto quest'anno assicura una gestione praticamente perfetta dei movimenti sul campo, offrendo la facoltà d'imbastire trame d'attacco maggiormente articolate e imprevedibili. Malgrado l'ottima intelligenza artificiale degli atleti garantisca sempre un'organizzazione tattica all'altezza della situazione, il comando diretto di tutte le operazioni in lunetta non costituisce più un semplice miraggio. Complimenti. Il titolo prevede inoltre l'impiego di due tasti distinti per il tiro e la schiacciata, soluzione volta a evitare quegli spiacevoli imprevisti sotto canestro ravvisati nelle precedenti edizioni della serie. La nuova interfaccia vanta anche l'inserimento di un pulsante dedicato al "Pro Hop", utile soprattutto per sfondare le arcigne difese avversarie senza commettere fallo. Le dinamiche offensive risultano poi rivitalizzate dalla possibilità di "ri-orientare" le conclusioni a mezz'aria qualora i rivali tentino di effettuare una stoppata in volo, rendendo pertanto la manovra casuale ed emozionante. Sebbene rappresenti ancora un autentico fiore all'occhiello della pallacanestro firmata Electronic Arts, il "freestyle" vede oggi ridursi il proprio potenziale in maniera decisiva; introdotto la stagione scorsa per simulare le finte e agevolare i dribbling col supporto della leva analogica destra, lo "stile libero" sembrava godere di un'efficacia forse eccessiva "in mano" ai fuoriclasse giusti. Le attente retroguardie di NBA Live 2004 chiudono però gli spazi e impediscono sfondamenti troppo agevoli ai danni dei marcatori, regalando ad ogni sfida un approccio inaspettatamente "strategico".

LE CONFERME

Nonostante la nuova edizione della serie EA Sports denoti alcune importanti novità sul piano strettamente simulativo, NBA Live resta soprattutto sinonimo di "basket arcade" duro e puro, caratteristica ravvisabile tanto nella velocità trascinante delle partite quanto nell'estrema spettacolarità delle discese a canestro. Il peso decisivo assegnato alle schiacciate si ripercuote sulla scarsa efficacia dei tiri in lunetta, mentre i tentativi da tre punti risultano troppo accessibili nel confronto diretto con le reali medie realizzative: individuare gli specialisti di ciascuna formazione e colpire a ripetizione dalla lunga distanza diventa allora una pericolosa scorciatoia verso il successo.
La versione 2004 della pallacanestro firmata Electronic Arts conferma anche le lacune evidenziate lo scorso anno circa il cosiddetto "Dynasty Mode", la corposa opzione manageriale che consente di vestire i panni di direttore generale, del commissario tecnico o addirittura di un singolo giocatore in seno al nostro team. La gestione della squadra interessa aspetti pratico-economici così come argomenti più marcatamente tecnici, e si avvale delle tradizionali parentesi relegate al mercato dove potremo scambiare i giocatori, sostituire il coach, organizzare ritiri o sessioni di allenamento per migliorare i parametri degli atleti. L'inoperosità delle altre società nelle compravendite finisce tuttavia per sottrarre mordente alle trattative, quasi sempre risolvibili senza alcun affanno per prezzi veramente stracciati: la sezione "Franchise" di NBA 2K3 appare ancora ineguagliabile per spessore qualitativo, libertà d'azione, compendi informativi sui rookie e rigore simulativo. Peccato pure per la scelta di sostituire il "vil denaro" con un sistema di punteggi talvolta sfuggente e astratto...

LIVE O NON LIVE? QUESTO E' IL PROBLEMA

Alle solite modalità "Stagione", "Playoff", "Uno Contro Uno" e "Pratica" si aggiunge la gradita possibilità di "editare" l'aspetto dei giocatori sotto ogni frangente (calzini compresi!), acquistando l'equipaggiamento appropriato nell'apposito NBA Store: il completamento di alcuni obiettivi specifici segnalati nella sezione "Dynasty" garantisce infatti l'acquisizione di punti utili per fare incetta di accessori Nike o Adidas, brand presenti nel titolo sottoforma di sponsor assai poco subliminali...
Malgrado il compromesso tra immediatezza e realismo raggiunto dagli sviluppatori EA Sports possa tranquillamente soddisfare sia i puristi del basket che gli utenti poco pratici di canestri e parquet, occorre rilevare la disponibilità di numerose opzioni atte regolare la velocità delle partite, la frequenza dei blocchi, la reattività delle difese nonchè l'assiduità dei falli.
Anche in virtù di una realizzazione grafica ottimizzata per ragioni commerciali attorno agli standard tecnici della PlayStation 2 (con conseguente penalizzazione degli hardware GameCube e Xbox), le tre versioni presentano un comparto coreografico praticamente indistinguibile; eppure il monolito nero vince il confronto diretto sugli agguerriti rivali grazie alla praticità del sempreverde Dual Shock 2 e al supporto online, purtroppo assente (per questioni "politiche" fra EA e Microsoft, si sa, ma tant'è...) nella versione Xbox. La nota penuria di tasti del pad "cubico" danneggia invece l'edizione dedicata alla console Nintendo, dove gli stessi pulsanti ricoprono talvolta addirittura una triplice funzione.

HAPPY ENDING?

Come da miglior tradizione per la serie cestistica Electronc Arts, la anche "confezione" grafica di NBA Live 2004 regala un impatto visivo davvero impressionante sul piano estetico e tecnico, sebbene l'approccio più meditato alle meccaniche di gioco introdotto quest'anno finisca per incidere sulla spettacolarità dell'azione. Le telecamere seguono il match con taglio puntale, efficace e sobrio, mentre le splendide animazioni dei giganti statunitensi (realizzate mediante la tecnica del motion capture su oltre dieci atleti) compensano qualche leggera approssimazione nei loro tratti facciali. I membri di ciascuna squadra in campo sembrano possedere vita propria con tutto il repertorio di espressioni, reazioni, pose, smorfie, commenti e grida che il quintetto ostenta dinamicamente lungo l'intero arco della gara. Menzione speciale inoltre per le grida degli allenatori e l'esultanza della folla, entrambe straordinariamente aderenti agli avvenimenti della partita. Le perplessità maggiori riguardano invece il mancato supporto alla modalità video 60 Hz, divenuta ormai un autentico "atto dovuto" verso i bistrattati mercati europei.
I rinnovati intenti simulativi del franchise trasudano anche dall'accuratissima riproduzione degli impianti americani, senza dimenticare la straordinaria telecronaca affidata agli attenti Marv Albert e Mike Fratello: le annotazioni risultano sempre puntuali, interessanti e credibili, tre aggettivi raramente associabili al lavoro dei commentatori virtuali. Il produttore statunitense conferma la propria predilezione per le colonne sonore "cool" delegate ad artisti famosi, introducendo brani di Freeway, Sean Paul, Outkast, Clipse, Chingy ed altri voci note della scena black statunitense.
A parte qualche clamorosa incertezza nell'intelligenza artificiale dei compagni e un improvviso quanto ingiustificato incremento del livello di difficoltà durante l'ultimo quarto, la coraggiosa sfida intrapresa da EA Sports può dirsi vinta: l'ultima fatica dei reparti canadesi unisce brillantemente immediatezza e spessore tattico, coniugando con classe la spettacolarità dei predecessori alla completezza dei concorrenti. Forte di un compromesso vincente tra frenesia arcade e profondità simulativa, il titolo saprà calamitare tanto l'interesse degli appassionati che la curiosità dei profani. Per rispondere ai quesiti posti nell'occhiello basterà ricordare che si tratta della migliore pallacanestro disponibile su console: visti i cambiamenti apportati rispetto alle vecchie edizioni, il gioco può persino trovare spazio nelle nostre collezioni a fianco del predecessore.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Malgrado lo spessore tattico di NBA 2K3 resti perlopiù ancora ineguagliato, l'ultima versione della pallacanestro firmata EA Sports rappresenta senza dubbio il compromesso migliore tra le velleità realistiche della concorrenza e il gusto per l'eccesso esibito dai predecessori, offrendo ai profani del basket un approccio immediato ma gradevole anche sul lungo periodo, senza scontentare gli appassionati della disciplina. Gli interventi apportati sull'intelligenza artificiale degli atleti, la mitigazione dell'ingegnoso freestyle con una maggiore aggressività delle difese e la possibilità di controllare pure i giocatori senza palla costituiscono gli ingredienti decisivi di una ricetta guastata solo dalla debole modalità manageriale "Dynasty". Peccato anche per le inverosimili medie realizzative da tre punti che vanificano spesso gli atteggiamenti tecnici più elaborati. Non fosse per qualche leggera approssimazione nei volti delle stelle americane, sembrerebbe quasi di assistere a una partita vera e propria: la migliore telecronaca mai allestita su console e gli azzeccatissimi interventi del pubblico sottolineano un comparto grafico solido, funzionale, talvolta sfolgorante. La filosofia commerciale sostenuta da Electronic Arts stavolta ha fatto centro: NBA Live 2004 associa perfettamente spettacolarità arcade e rigore simulativo senza sbagliare le dosi, stavolta. La perfezione ancora non abita qui, ma stavolta ci sentiamo davvero a pochi passi dal canestro...