Genere
Sportivo
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
ND
Data di uscita
23/3/2007

NBA Street Homecourt

NBA Street Homecourt Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
EA Sports BIG
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
23/3/2007
Lingua
Sottotitoli in Italiano

Lati Positivi

  • Grafica ispirata
  • Animazioni eccellenti
  • Facile da padroneggiare

Lati Negativi

  • Poco profondo
  • Trick inutili ai fini della vittoria
  • Le scelte grafiche possono non piacere

Hardware

Per giocare a questa versione di NBA Street Homecourt è necessaria una PlayStation 3, una confezione originale del gioco e un joypad. I salvataggi saranno particolarmente gentili con il vostro disco rigido: nel nostro caso, poco più di 400 Kilobyte. Non sono supportate le funzionalità "sensoriali" del joypad Sixaxis.

Multiplayer

Il gioco permette di sfidare amici vicini e lontani nelle modalità Pickup, Trick Battle, Dunks Only, Gamebreaker Battle e Back 2 Basics. Sostanzialmente, giocando contro avversari umani i trick e i punti Gamebreaker assumono maggiore importanza, visto che le difese sono solitamente meno perfette e che inanellando molti trick con la modalità Gamebreaker attiva si possono moltiplicare i punti ottenuti con un singolo canestro. Queste caratteristiche sono presenti anche nel gioco in single player, ma in questo caso spesso è più utile puntare direttamente a canestro; giocando online è quindi necessario rivedere la propria tattica di gioco e scegliere con attenzione i componenti della squadra.

Link

Recensione

Una giocabilità priva di sorprese

Dal primo, appassionante approccio all'inevitabile calo di interesse.

di Simone Soletta, pubblicato il

NBA Street Homecourt si lascia apprezzare fin dal primo momento per la sua incredibile immediatezza e per la spettacolarità che è in grado di mettere in scena sul nostro schermo. Il gioco si governa sostanzialmente con due tasti appena (passaggio e tiro), con un paio di modificatori dall'utilità discutibile (L1 e R1) e con il controllo per lo scatto (R2, da tenere sempre premuto). Il resto è davvero poco utile, a partire dai tasti triangolo e quadrato che comandano finte e trick: spesso sono totalmente disutili per raggiungere lo scopo, ossia puntare a canestro e segnare.
D'accordo, il sistema di punteggio premia l'esecuzione di finte varie e queste possono addirittura moltiplicare il valore di un canestro, ma non è perdendo le partite che si può sviluppare il proprio giocatore, e quindi puntare dritto al sodo e vincere il più possibile, anche senza tanti salamelecchi da Harlem Globetrotter, si rivela sempre la scelta più giusta, almeno in single player.

TUTTA QUI LA SFIDA?

E, alla fine, si vince piuttosto facilmente non appena ci si accorge che ogni controfuga porta sempre a un buon risultato; che difficilmente le schiacciate vengono stoppate, se non dai giocatori più forti del lotto; che un buon tiratore in squadra può rendere la vita molto più facile grazie ai tiri "da due" (il canestro semplice qui conta un solo punto) dal perimetro quando la difesa avversaria è sbilanciata.
Certo, si possono chiamare gli alley-oop e un compagno a farci da trampolino agendo - in modo piuttosto scomodo - sul pad digitale, ma si tratta di azioni che ben presto i nostri compagni eseguiranno automaticamente, lasciandoci solo la responsabilità di approfittarne. Rubare palla, poi, è solo questione di premere ripetutamente sul tasto quadrato, ed è fin troppo facile organizzare così controfughe da concludere, magari, con schiacciate perfette (che portano a segnare due punti invece di uno). Una banalizzazione che è presente anche durantei Gamebreaker avversari, caratteristica che contrasta con quanto visto in NBA Street V3, titolo nel quale rubare la palla in queste situazioni era particolarmente arduo.

RETROGUSTO DI BANALITÀ

Insomma, nonostante il setup generale del gioco sia molto accattivante e i primi approcci davvero divertenti, NBA Street Homecourt non tarda a mostrare una profondità di gioco davvero limitata. Le partite diventano ben presto ripetitive, sfide da giocare in "modalità zombie" in attesa che il successivo passaggio di livello porti a qualche novità. Invece, si nota poco se non qualche vestito e/o paio di scarpe extra da utilizzare per ottenere dei bonus punti e nuovi giocatori famosi da sfidare sul rettangolo di gioco.
È un peccato, perché NBA Street Homecourt ha punti di forza abbastanza evidenti, soprattutto nel comparto tecnico: le animazioni dei giocatori, per esempio, sono eccezionali. Se togliamo difetti dovuti a qualche ginocchio che ogni tanto fa capolino oltre i pantaloncini da gioco, si notano movimenti delle mani assolutamente coerenti con le interazioni dei giocatori con la palla, e in generale corse e salti che - per quanto totalmente e volutamente esagerati - sono davvero una gioia per gli occhi.
Altrettanto valido l'audio, con musiche "in tema" ma poste con intelligenza sullo sfondo dell'azione e un parlato continuo che, al di là di qualche ripetizione, è capace di portarci con l'immaginazione sui bordi di uno dei campi di Venice Beach.

IL COMPARTO ARTISTICO

Per quanto riguarda la grafica, invece, EA Sports BIG ha fatto scelte davvero curiose. Innanzitutto, il gioco è renderizzato utilizzando colori particolarmente desaturati, quasi piatti e tendenti al seppiato. L'impatto è quello di un gioco davvero particolare, e a questa sensazione contribuisce anche il forte effetto di vignettatura che opprime la visuale.
Ai quattro angoli dell'inquadratura, infatti, si nota quell'oscuramento che fotografi e videoamatori conoscono bene e che solitamente viene percepito come un difetto. In NBA Street Homecourt la vignettatura contribuisce a mettere in evidenza in modo ancora più marcato quello che avviene sul campo, portando il giocatore a focalizzarsi al centro della scena. Può piacere o non piacere, ma sicuramente è una soluzione che sa farsi notare.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
NBA Street Homecourt è un videogioco di basket perfetto per le prime tre-quattro ore di gioco. Poi, inevitabilmente, scade nella banalità e nella ripetitività tipica di quei titoli che scelgono di puntare sull'immediatezza a scapito della profondità. È un peccato perché forse, con qualche mossa in più e un pelo di velocità in meno, si poteva realizzare un titolo davvero completo. Un gioco, insomma, perfetto per il multiplayer (online e offline), dotato di modalità di gioco interessanti, affascinante per la presenza di tante star dell'NBA... ma povero proprio dove sarebbe servito osare di più: nell'anima cestistica.