Genere
Sportivo
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
27/5/2003

NBA Street Vol. 2

NBA Street Vol. 2 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
C.T.O
Data di uscita
27/5/2003
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Divertente, esagerato, longevo
  • Ottima realizzazione tecnica
  • Simpaticissimo commento alle partite
  • Centinaia di giocatori NBA di oggi e di ieri

Lati Negativi

  • Sistema di controllo per Xbox un po' più scomodo
  • Tracce di aliasing nella versione PlayStation 2

Hardware

NBA Street Vol.2 è disponibile per tutte le console a 128 bit. Nel caso si abbia a disposizione una PlayStation 2 PAL sono necessari circa 103 KByte liberi nella Memory Card, mentre i salvataggi occupano 7 blocchi nel supporto di memorizzazione per Nintendo GameCube. Per l'Xbox la memorizzazioen dei progressi avviene sul disco fisso interno alla console. E' ovviamente supportato il MultiTap per giocare in quattro anche con la console Sony.

Multiplayer

Fino a quattro giocatori umani (al massimo due per squadra) possono sfidarsi insieme nel basket di EA Sports BIG sia in modalità partita singola sia nella più longeva NBA Challenge. Ognuno ha anche facoltà di utilizzare il proprio atleta personalizzato creato durante le sessioni di Be A Legend.

Link

Recensione

NBA Street Vol. 2

Gli Stati Uniti d'America, è superfluo dirlo, rappresentano la patria assoluta del basket mondiale. Ma forse non tutti immaginano che, parallelamente allo spettacolo offerto nelle grandi arene, c'è un formicolare di piccoli campioni di strada, autentiche leggende che non hanno trovato spazio nei team NBA. Ed è proprio ad essi che è dedicato questo nuovo gioco firmato EA Sports BIG!

di Cradle, pubblicato il

Colorata, scanzonata, del tutto irriverente: questi tre aggettivi da soli bastano a descrivere l'intera produzione di Electronic Arts che va sotto il brand EA Sports BIG, costituita da titoli che spesso si sono rivelati piccoli capolavori del loro genere. Shox, SSX, NBA Street, sono solo alcuni esempi di come la trasposizione in videogame di uno sport possa meritare gli onori della critica, anche se mascherata da un velo assolutamente caricaturale e scherzoso. Sappiamo bene come la software house californiana non si faccia assolutamente pregare quando si tratta di pubblicare seguiti e dopo circa un anno ci si ritrova di nuovo con il pallone in mano nel campetto del quartiere, pronti a stupire i presenti in una partita di basket condita da numeri acrobatici tali da far impallidire anche gli Harlem Globetrotters più in forma.

GAMEBREAKER!!

Procediamo con ordine, perché di cose da dire ce ne sono davvero tante, a cominciare dal regolamento di gioco, sensibilmente differente rispetto a quello del basket tradizionale: non esistono falli di sfondamento, di piede, nessuna stoppata è irregolare, tanto meno è possibile mandare la palla fuori dal campo; l'unico cronometro è quello che scandisce i ventiquattro secondi disponibili per arrivare al tiro, mentre il termine della partita avviene (salvo impostazioni di gioco differenti) al raggiungimento di un punteggio prestabilito.
In un simile scenario, schiacciate ai limiti del verosimile, passaggi funambolici e finte che assomigliano a passi di breakdance sono i veri protagonisti della spettacolare pallacanestro proposta da Electronic Arts, che in NBA Street Vol. 2 arrivano a giocare un ruolo importante almeno quanto la realizzazione di un canestro: un misero tiro in sospensione o la più classica delle penetrazioni in terzo tempo, infatti, contribuiscono esclusivamente al punteggio di gara, mentre una sonora schiacciata, magari in alley-oop dopo aver disorientato l'avversario facendogli rimbalzare la palla in testa, ha come risultato un sostanzioso innalzamento della barra Gamebraker, così come accadeva nel primo capitolo. A beneficio di coloro che fossero totalmente digiuni della serie, diciamo subito che si tratta di tiri speciali: essi, oltre a conferire un notevole bonus nella probabilità di andare a segno, portano anche a una diminuzione del punteggio della squadra avversaria. Novità assoluta in questo seguito, però, è l'introduzione dei Gamebraker di secondo livello, più difficili da raggiungere in quanto richiedono di completare due volte l'omonima barra, ma molto più efficaci ai fini del risultato e soprattutto talmente spettacolari da riuscire a strappare più di un sorriso a chi si trova davanti al televisore.

Più arduo è il lavoro in difesa, dove è la prontezza di riflessi a giocare un fattore determinante se si vuole evitare l'umiliazione di cadere a terra dopo una finta o essere travolti in seguito a una schiacciata dirompente. E' infatti veramente difficile riuscire a seguire l'evolversi dell'azione, viste la velocità e l'imprevedibilità con cui è possibile passare la palla, relegando gran parte dell'azione di contenimento dell'avversario ai tentativi di stoppata; per dirla in parole povere, insomma, chi attacca è avvantaggiato rispetto a chi difende, e non di poco, ma si tratta di una scelta condivisibile considerando l'impostazione altamente spettacolare ed esagerata secondo la quale il gioco in questione è impostato.

COME TI CONTROLLO MICHAEL JORDAN

Riuscire a effettuare tali numeri da circo è tutto sommato abbastanza semplice e immediato, essendo il tutto basato sull'interazione dei comandi di tiro, passaggio e finta con i tre pulsanti di turbo (quattro nella versione per PlayStation 2). Ad ogni combinazione di questi ultimi corrisponde una ben determinata azione del giocatore, una cui esecuzione con successo dipende sia dalla difficoltà del gesto atletico in sé, sia dalle caratteristiche dell'atleta che le compie, riassunte in una statistica composta da sette voci. I sistemi di controllo progettati per le tre console sono tutto sommato equivalenti, eccezion fatta per la versione XBox, in cui uno dei tre turbo risulta assegnato al pulsante della leva analogica sinistra, la stessa utilizzata per comandare il movimento del giocatore, non modificabile nonostante sia possibile scegliere tra alcune differenti disposizioni dei comandi sui tasti del controller.
Non si tratta di un difetto grave, visto che dopo qualche partita ci si fa l'abitudine, ma a conti fatti è innegabile che i controller di PlayStation 2 e GameCube si dimostrino decisamente più comodi e precisi.

DIVENTARE UNA LEGGENDA

E' lo scopo ultimo di NBA Street Vol. 2, della modalità di gioco con cui il team di sviluppatori NuFX ha pensato di tenere impegnato il giocatore per il più lungo lasso di tempo: stiamo parlando di "Be a legend", in cui, neanche a dirlo, si è chiamati a creare un personaggio ex-novo, abbozzare una squadra scalcinata e lanciarsi in una serie di tornei in ben sei differenti città degli States.
Poco fa è stata accennata l'esistenza di alcune statistiche attraverso le quali sono descritte le capacità tecniche di ogni giocatore. Ovviamente il proprio personaggio non fa eccezione: si parte da una base minima di punti da distribuire, ma in seguito a ogni partita è possibile migliorarne le caratteristiche grazie all'acquisizione di appositi punti sviluppo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Ottimo, senza mezzi termini, è il giudizio su questo nuovo capitolo della serie di NBA Street, che riesce a miscelare sapientemente divertimento, spettacolarità e anche profondità dell'esperienza di gioco, soprattutto se affrontata a livello di difficoltà elevato. Le modalità "NBA Challenge", direttamente ereditata dall'episodio originale, e "Be a Legend" assicurano da sole molte ore di divertimento, il multiplayer fino a un massimo di quattro giocatori e l'enorme dose di extra da sbloccare completano l'opera. Consigliatissimo, sia a chi ha già giocato il primo capitolo, sia a chi non ha alcuna esperienza del basket di EA Sports BIG.