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Datasheet
- Sviluppatore
- Criterion Games
- PEGI
- 12+
- Data di uscita
- 19/11/2010
- Data di uscita americana
- 16/11/2010
- Giocatori
- 8
- Prezzo
- € 69,99
Lati Positivi
- Multiplayer ben realizzato
- Autolog è un'ottima idea
- Scenari di forte impatto
- Veloce e spettacolare
Lati Negativi
- Gioco in singolo poco curato
- Scarsa varietà nelle gare
Hardware
Multiplayer
Link
Guardie e ladri versione 2.0
Fuorilegge o poliziotti? Scegliete in fretta!
A prima vista, Need For Speed: Hot Pursuit non offre nulla che non sia comune a decine di altri giochi arcade. Corse come fuorilegge o poliziotto, sfide verso altri utenti sulla rete e spettacolari paesaggi ispirati alla realtà. Di fatto, non c'è niente di particolarmente originale a livello di concept o gameplay, ma non significa che quanto appare su schermo non sia comunque degno di nota. Nell'elencare le caratteristiche, infatti, abbiamo omesso l'ingrediente principale e prima differenza sui concorrenti: Criterion.
da burnout con furore
Il team britannico da anni imperversa nel campo dei giochi di guida grazie ad alcune costanti: una realizzazione di prim'ordine e l'attenzione alla giocabilità secondo la formula semplice/immediato (e potenzialmente illimitato). Lo stesso Burnout Paradise aveva una forte impronta multigiocatore, che infatti ritroviamo in Need For Speed: Hot Pursuit grazie al "network interno" Autolog. Pensate a Facebook su quattro ruote e ritroverete messaggi, condivisione di immagini e rivalità costanti all'interno del gioco, ricordate attraverso segnalazioni che ci ricordano se e quando un nostro record è stato battuto. Per gli amanti dell'estetica, grazie ad Autolog (essendo sempre connessi alla rete, ovviamente) è possibile condividere immagini di gioco, scattate nell'immancabile Photo Mode, o semplicemente bullarsi di fronte al resto della community mettendo una foto scherzosa nel nostro profilo, sempre raffigurato al termine di ciascuna gara.
Superfluo segnalare che, proprio per questo motivo, il gioco in rete dev'essere il primo motivo d'acquisto per Need For Speed: Hot Pursuit, vista la propensione verso Internet. Online, sono disponibili le stesse modalità del gioco in singolo e si accumulano crediti che tornano utili per sbloccare nuovi contenuti e gare, tramite l'ormai diffuso sistema dei punti esperienza. Possiamo fuggire o dare la caccia ad altri giocatori, ma l'apice del divertimento si trova nelle gare miste come street racer, quando oltre a scappare è necessario preoccuparsi di vincere una gara. In questi casi iniziano a svilupparsi nuove tecniche alternative, come fermarsi e far passare tutti (inseguitori e inseguiti) per poi avviarsi dietro al gruppo e scegliere con calma i propri bersagli.
in fondo, bastano acceleratore e freno
Il modello di guida è quello classico della categoria, ovvero auto che sembrano missili a reazione e sfrecciano sulle strade incuranti di problemi come usura delle gomme o danni strutturali. In realtà esiste un sistema di danneggiamento progressivo indicato sia come energia residua (una striscia rossa nel tachimetro) sia nella nostra vettura con ammaccature e pezzi che tendono a staccarsi. Ma è presente più che altro come stratagemma estetico, perché possiamo comunque superare svariati incidenti senza alcun impatto sulle prestazioni. Verrebbe da dire "per fortuna", perché non avrebbe senso limitare con elementi di inutile realismo una struttura basata al 100% su immediatezza e velocità. Oltre ad acceleratore e freno, con annesso freno a mano per le derapate, va tenuto a mente solo il pad digitale nei livelli avanzati o in multiplayer. Con esso, infatti, si attivano i gadget tecnologici che vengono montati sulla nostra vettura da un certo livello in poi, ampliando le opzioni disponibili in gara. Niente di complicato, insomma, ed infatti bastano pochi minuti per trovarsi a correre tenendo d'occhio soltanto due elementi: il percorso e il tempo rimanente fino al traguardo (o la distanza dal nostro bersaglio se siamo poliziotti).
un cabinato in alta definizione
Sul lato realizzativo e come struttura di gioco, l'ispirazione non arriva dai precedenti capitoli nella serie Need For Speed (di cui non ha quasi nulla) bensì da successi come Out Run, nell'importanza dello scenario mozzafiato, oppure dallo stesso Burnout, negli incidenti spettacolari e ripresi al rallenty. Manca infatti la fase di tuning delle vetture o una storia per il gioco in singolo, che in pratica è solo una serie continua di sfide rapide contro il computer, rappresentate sulla mappa di Seacrest County come segnalazioni in un GPS. Per quanto il livello di sfida sia piuttosto alto, l'assenza totale di un contesto narrativo o di obiettivi che uniscano le varie corse rende il tutto piuttosto monotono, in netto contrasto con l'ottima fase multiplayer. In ogni caso, la parte offline può rappresentare un buon allenamento prima di sbarcare sulla rete e affrontare giocatori più esperti. Considerando che i percorsi sono gli stessi e che si accede gradualmente alle auto (e gadget) più potenti, qualche ora di competizione lontani da Internet può fare bene, in seguito, ai nostri record. Un esempio arriva dai gadget che si sbloccano strada facendo come gli attacchi EMP o le strisce chiodate, veramente fondamentali in multiplayer. Con le scosse elettromagnetiche, si spegne temporaneamente il motore di un avversario, mentre lasciando dietro di noi i classici spuntoni provochiamo forature e incidenti al diretto inseguitore (sempre temporanei, ma utili per guadagnare qualche secondo in più).
fermiamoci un attimo, e scattiamo una foto
Una modalità "pacifica" di navigazione nello scenario ci permette di guidare liberamente senza alcun obbligo, osservando l'eccellente paesaggio ricostruito da Criterion con l'apporto degli studi DICE (i creatori di Battlefield). Così facendo, possiamo scattare foto che saranno salvate nel nostro profilo o semplicemente osservare il dettaglio dell'ambiente, estremamente elevato. Fatta eccezione per il limite dei 30 fotogrammi al secondo e l'assenza totale di passanti, Need For Speed: Hot Pursuit offre un impatto visivo di qualità notevole, indipendentemente che si osservino le auto oppure quello che le circonda. Degni di menzione, sopratutto gli effetti atmosferici e l'illuminazione nelle gare in notturna, oltre alla fluidità che non cede un fotogramma nemmeno nelle situazioni più caotiche.
Senza scatti o sbalzi di frame-rate, è un piacere sfrecciare ad alta velocità nelle enormi strade americane che caratterizzano il gioco, usando con accortezza il freno a mano nelle curve per ricaricare la nitro (è sempre un arcade, dopotutto). Oppure, come poliziotti, correre a sirene spiegate in mezzo al pur rarefatto traffico per cacciare il nostro prossimo bersaglio, sopratutto se quest'ultimo non è un modellino virtuale guidato dal computer ma un altro giocatore. Che, se riuscirà a fuggire, potrà bullarsi con tutto il mondo di quanto siamo incapaci.




