Next Level

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Next Level è l'angolo che Videogame.it dedica alle riflessioni, agli approfondimenti, alle opinioni e alle "sbroccate telematiche" di Lorenzo Antonelli. Questa rubrica ospiterà disquisizioni videoludiche trasversali e approfondite... qualunque cosa questo voglia dire. Oppure, semplicemente, delle boiate pazzesche. Serve dire che "non necessariamente le opinioni di Lorenzo Antonelli coincidono con quelle di Videogame.it?". Beh, forse sì.
Rubrica

Better with Kinect Sen… Fanatec!

Due cose inutili, spiegate nella maniera più complessa possibile.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

[È comprensibile che un editoriale che succede a due intense settimane trascorse a guidare solo Forza Motorsport 4, senza neppure l'esigenza sociale di darsi una rinfrescata, faccia più o meno così.]

Nei salotti più elitari, i critici videoludici e i cosiddetti fanboy usano spesso due argomenti singolari nel riferirsi ai propri videogiochi preferiti. Il primo consiste nel decretare ineffabile, bruscamente, l'oggetto della critica e, di conseguenza, inutile la critica: il giudizio è già dato e immutabile prima ancora che inizi lo sviluppo del gioco. Il secondo è quello di ricorrere all'aggressivo artificio della tautologia, una rabbiosa rottura fra l'intelligenza e il suo oggetto, ovvero l'arrogante minaccia di un ordine in cui non si pensi. Le chiacchiere che si fanno solitamente attorno a un paio di giochi di guida ne sono sempre prova lampante.

Lo stile, prima ancora di togliere il freno a mano - Forza Motorsport 4
Lo stile, prima ancora di togliere il freno a mano

Nessun redattore specializzato in racing game (così come i suoi appassionati lettori), del resto, ha mai avuto occasione di spingere al massimo una Zonda-o-chi-per-lei sull'asfalto di Laguna Seca per raccontare la paura che fa. Eppure sa benissimo che, nel riferirsi criticamente all'ultimo videogioco a quattro ruote, è sufficiente spiegare che l'auto simulata - meglio se con attrezzatura dedicata – acceleri, curvi e perda aderenza in maniera sufficientemente credibile, esattamente come ci si potrebbe aspettare in un'arbitraria realtà dove si è tutti campioni. Non occorrono particolari competenze o raffinati metri di giudizio per valutarne l'effettiva bontà e non serve più nemmeno dilungarsi raccontando tutti i dettagli, perché ormai tutti sanno già tutto. Basta solo rilevare i meccanismi dell'appagamento prodotto e il gioco è ben che recensito. Che importa dell'assenza di condizioni metereologiche svantaggiose e di ominidi ai box, in fondo, quando è sufficiente raccontare che ogni scodata di potenza ti stampa in volto un sorriso grande così, o che addirittura ci si dimentica di respirare fino alla bandiera a scacchi? E ha ben poco senso stare a disquisire delle tre zone di temperatura dei pneumatici (Pirelli) o della loro incredibile durata, così come è vero che non esisterà mai la pubblicità di un viagra da pochi minuti (seppure in certi casi possa anche bastare). Perché bivaccare sui forum di discussione, quando è ormai chiaro che c'è tanto di quel levigatissimo asfalto virtuale (da battere in lungo, in largo e sempre di traverso), che nessuno mai sprecherà tempo prezioso leggendo quest'inutile Next Level? Nello sforzo e nella frattura che si compie nel tentativo di commisurare minuziosamente i meccanismi di godimento dei "simulatori" di guida per console (non serve girare attorno a una terminologia già così adatta), in questa beata inadeguatezza del linguaggio nel descrivere l'automobilismo digitale, c'è quello che si potrebbe definire il metro della nuova critica videoludica.

Zonda Cinque Roadster: uno virgola cinquantasei milioni di euro chiavi in mano - Forza Motorsport 4
Zonda Cinque Roadster: uno virgola cinquantasei milioni di euro chiavi in mano

È allora evidente che la valutazione compiuta non può che sottostare a un ordine tautologico ("Forza Motorsport 4 è il prodigio di Turn 10" o "Gran Turismo 5 è a suo modo uno standard"), cercando invano di ridurre il tiro dell'opinione alla distanza di un reale computabile. Si capisce che cosa porti questo nulla del giudizio ai recensori e ai fanboy che lo brandiscono gloriosamente: una sorta di salute etica, la soddisfazione di aver militato a favore di una verità o dell'altra, senza dover assumere i rischi che ogni ricerca un po' positiva nel campo dei racing game comporta fatalmente. In altre parole, senza l'occorrenza di scendere a paragoni di veridicità con rFactor, iRacing o quantomeno con la realtà stessa. Riconciliando miticamente la potenza dell'auto sulla natura dell'uomo (che non potrà mai sottrarsi all'insaziabile desiderio di guidarla, dando sempre più gas), la tautologia viene così promossa al rango di recensione: "Forza Motorsport 4 è il miglior racing game per console", meravigliosa sicurezza del niente.

Io, invece, la Zonda ce l'ho per davvero.


Commenti

  1. babaz

     
    #1
    giopep sta proprio male eh...
  2. utente_deiscritto_19106

     
    #2
    Gran bel pezzo Fotone.
    Sono perfettamente daccordo con te...parlarne, paragonarlo ad altri titoli etc. è inutile, si perde solo tempo per viverlo fino all'ultima derapata o all'ultimo sorpasso.
    Torno a giocarlo
  3. Fotone

     
    #3
    Che c'entra giopep?
    Io sto proprio male!
    :D
  4. babaz

     
    #4
    FotoneChe c'entra giopep?
    Io sto proprio male!
    :D

    oh shit... :D vi ho confusicmq non duito che anche giopep stia atrettanto mal messo eh...
  5. Bruciatore

     
    #5
    Io che invece ho etrambi i titoli corsaioli della gen (fm4 e gt5) i "paragoni" nascono spontanei, pad alla mano... Onestamente tornare a correre con gt dopo forza 4 non rappresenta più la stessa cosa. Si dica quel che si vuole ma i Turn 10 hanno compiuto un vero e proprio "miracolo" con l'hardware 360 e meritano le critiche positive che il loro titolo sta riscuotendo a destra e a manca. Forse se fosse stato gt al posto di fm i paragoni oggi sarebbero ancora stati leciti.
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