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Memorie di un personaggio

Memorie di un personaggio

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Nel momento in cui sto scrivendo queste righe, sono a un passo dall'ottenere l'ultimo finale di Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors. Non è un fatto trascurabile, questo, la tensione è al massimo, enorme la voglia di scoprire la verità celata dietro le vicende narrate. Se non fosse che domani devo svegliarmi presto per andare in visita da un cliente, starei alzato fino all'alba, a ripetere ancora una volta gli stessi enigmi, dentro le stesse stanze, e godere così di un nuovo dialogo, un frammento di storia, un risvolto inaspettato... l'ennesimo colpo di scena. Tutto il mio essere è raccolto in un videogioco.

Da anni aspettavo di provare una sound novel di Chunsoft. Da quel 1992 in cui la casa di Koichi Nakamura inventò Otogirisou, traducendo, così come aveva già fatto con i giochi di ruolo (Dragon Quest) e i roguelike (Torneko no Daibouken), una struttura occidentale, quella delle avventure punta e clicca, in qualcosa d'altro, qualcosa che fino all'altro ieri non sapevo ancora come definire, perché per quanto avessi comprato e provato Machi (la storica sound novel uscita su Sega Saturn) non ero mai riuscito, a causa dell'enorme mole di testo in giapponese racchiusa nel gioco, a capirne in pieno le dinamiche, e allora mi limitavo a immaginare qualcosa da collocare a metà tra un Myst, un Gyakuten Saiban, un Professor Layton e un'avventura grafica sviluppata da Cing. Un territorio ludico dove ci si sposta da una parte all'altra di una mappa, si scruta l'ambiente di gioco, risolvendo qualche enigma, e si legge quel po' di testo presente.

Quanto mi sbagliavo. E quanto, superata la prima ora di gioco, ho temuto di aver preso un granchio e di essermi esposto, senza cognizione alcuna, nei confronti degli utenti del forum. Dopo aver urlato ai quattro venti l'arrivo in occidente di questo gioco, presentandolo in pompa magna, descrivendo il genere di appartenenza come meglio potevo, tessendo le lodi di Chunsoft quasi ne fossi uno dei fondatori e lodando Nakamura fino alla morte, ecco che sul mio volto sono apparsi i segni del dubbio… troppo testo, ho pensato tra me e me, e rebus semplici, e un procedere lineare... che succede? Sì, sì, ok la trama è interessante, ma qualcosa non mi torna. Che cosa? Che cosa? Nulla in realtà. Perché, all'improvviso, la paura di essermi sbagliato e di vedere deluse le mie aspettative da bambino è evaporata via. Qualcosa è scattato. Dallo schermo del Nintendo DS sono sgorgate violente quelle sensazioni che provo leggendo un buon libro: coinvolgimento, attrazione, empatia, ansia, paura, caos, gioia, dolore. Mi sono scoperto a tremare, un fremito lieve, e ho sentito il cuore pulsare... ho provato disgusto per delle scelte da me compiute, e per gli atti di alcuni personaggi, e gioia per il sorriso di una ragazza, e ancora timore dentro una stanza che sapeva di orrore.

Ho capito allora, d'un tratto, cosa sono le sound novel: un'armonia di elementi finalizzata allo sviluppo di una trama. La musica mi attanaglia allo schermo, il suono rimbalza nelle orecchie, crea atmosfere, regola il battito del cuore. Non ci sono melodie da ricordare, solo un sottofondo di suoni, rumori, versi, frammenti di note, che costruiscono un ritmo incessante, a volte furioso, a volte lento, crepuscolare. Senza la musica il gioco sarebbe come immobilizzato. E poi ci sono le parole: dialoghi e narrazione. Una trama adulta mi investe e non capisco più niente, perdo il filo e passo le ore a pormi mille domande, e quando alla fine penso di aver trovato la soluzione, ecco che un nuovo tassello rivoluziona il tutto, unendosi agli altri per comporre un mosaico che pare indecifrabile. Eppure, ogni indizio si incastra alla perfezione con gli altri: non ci sono contraddizioni, né eventi pretestuosi. Nonostante i molti finali negativi da svelare e le diverse diramazioni, tutto converge verso la soluzione finale: quella verità che fin dal principio ho avuto voglia di scoprire... ma che sembra sempre così lontana, irraggiungibile.

Musica, testo ed enigmi. Pochi, circostanziati e inseriti a loro volta nella trama. Non sono messi lì a caso, per fare numero, per dare l'impressione di giocare. No, sono anch'essi parte integrante della storia. Attraverso gli oggetti raccolti negli ambienti di gioco, i personaggi si esprimono e svelano, pescando nella memoria, fatti, ricordi, impressioni e riflessioni che cambiano a seconda del percorso scelto: sfaccettature che nascono dal nulla, si direbbe, sbagliando, giacché ogni cosa è studiata per emergere al momento opportuno. Nulla è casuale. Gli enigmi sono, insomma, un altro modo di raccontare, e sono difficili e impegnativi il giusto. Gioco sapendo di potercela fare, sempre, ma mai per un colpo di fortuna. Ci vuole impegno e un pizzico di logica. Nient'altro.

Adesso che sono qui a scrivere e lo spazio sta per esaurirsi, vorrei poter dire tantissime altre cose, ma è difficile, perché il solo accennare a un fatto accaduto nel gioco, o a una situazione particolare, rischia di rovinare la sorpresa a chi avrà il piacere di cimentarsi con lo stesso. Dell'esperienza vissuta in Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors non si può parlare, è una cosa personale, forse soggettiva, come la lettura di un libro. A un amico mica puoi svelare la trama di un romanzo, puoi solo dirgli che, sì, il libro ti ha coinvolto, ma, ecco... quello che si prova leggendo, deve scoprirlo da solo.
Posso solo dire che la storia proposta è matura, cruenta, paranoica, i personaggi sono veri, nonostante il look da manga giapponese, la tensione e le emozioni provate autentiche. La curiosità di andare avanti è tanta, al punto che te ne freghi se prima di vedere il finale buono devi passare attraverso più fallimenti. Perché ricominciare il gioco più volte non è un calvario, una inutile ripetizione: ogni percorso scelto, conosciuto o meno, regala nuove e più intriganti rivelazioni... e io sono qui che non vedo l'ora di tornare ad aprire il Nintendo DS. Quel maledetto finale mi sta aspettando.

Strana, strana veramente l'esperienza di gioco regalata da una sound novel. Non comandi nessuno, non muovi nessuno, sei guidato dal gioco, che ti narra gli eventi e ti chiede di scegliere e di risolvere un enigma, e poi di scegliere ancora. Eppure, in questo fare ludico all'apparenza tanto limitato, mi sento coinvolto come nel più frenetico degli action. Le esperienze sono diverse, ma in ambo i casi non posso distogliere lo sguardo dallo schermo: per non venire subito ucciso, da una parte, per non perdere il piacere della narrazione, dall'altra. E allora, eccomi, steso sul letto, il buio intorno, dentro una magia che si avvicina a quella dei romanzi. Da non credere, solo da provare.


Commenti

  1. braunluis

     
    #1
    Grazie per l'appassionata riflessione, Vincenzo. Potrei non giocare mai Nine, ma leggerti resterà sempre un piacere.
  2. chrono

     
    #2
    braunluis ha scritto:
    Grazie per l'appassionata riflessione, Vincenzo. Potrei non giocare mai Nine, ma leggerti resterà sempre un piacere.
     Grazie mille braunluis, nel mio intimo però posso solo sperare che quante più persone possibile giochino questo titolo. Per un desiderio di piacere globale, certo, ma soprattutto perché se 999 ha successo magari c'è la speranza che il genere prenda piede anche da noi e arrivino titoli storici come Machi, 428, Kamaitachi e via di questo passo.
  3. Soldier Blue

     
    #3
    Complimenti Chrono, una lettura molto scorrevole. inutile dire che mi rivedo molto nelle tue parole, le sensazioni che sa far provare 999 sono merce rare nel panorama odierno, purtroppo però, bisogna anche essere ben disposti verso questo tipo di esperienza, che se a qualcuno non andasse giù, non mi sorprenderebbe.
  4. chrono

     
    #4
    Soldier Blue ha scritto:
    Complimenti Chrono, una lettura molto scorrevole. inutile dire che mi rivedo molto nelle tue parole, le sensazioni che sa far provare 999 sono merce rare nel panorama odierno, purtroppo però, bisogna anche essere ben disposti verso questo tipo di esperienza, che se a qualcuno non andasse giù, non mi sorprenderebbe.
      Grazie a te, è stato piacevole procedere "insieme" nell'avventura. E pensare che, volutamente, ho scritto il blog prima di raggiungere il "finale buono", perché volevo essere tranquillo, ancora neutro in qualche modo... dovessi riscriverlo ora, le sensazioni sarebbe ben altre... me le riservo per la recensione.
    .
    Sì, credo che bisogna avere una, come dire, certa disposizione verso il genere, anche se oso pensare che la qualità dell'intreccio, la complessità delle vicende narrate, e il pacchetto nella sua interezza possono reagalare emozioni a chiunque, indistintamente. Certo, passare da Bayonetta o Vanquish a questo è come fare un triplo salto mortale carpiato.
  5. piratiz

     
    #5
    Mi hai intrigato...pare proprio chemi potrebbe piacere!Uscirà in italia?
  6. SixelAlexiS

     
    #6
    piratiz ha scritto:
    Mi hai intrigato...pare proprio chemi potrebbe piacere!Uscirà in italia?
     a quanto pare no, spero in una traduzione amatoriale a stò punto.
  7. chrono

     
    #7
    piratiz ha scritto:
    Mi hai intrigato...pare proprio chemi potrebbe piacere!Uscirà in italia?
    Come già detto nulla è impossibile, Aksys ha già portato alcuni dei titoli che produce in Europa, ma non credo ci siano speranze per una traduzione in italiano: troppo testo. L'inglese presente nel gioco, comunque, è chiaro e abbastanza semplice. Non ci sono forme complesse, né termini troppo ricercati, tantomeno quegli slang che a volte rendono più difficile la lettura.
  8. piratiz

     
    #8
    chrono ha scritto:
    Come già detto nulla è impossibile, Aksys ha già portato alcuni dei titoli che produce in Europa, ma non credo ci siano speranze per una traduzione in italiano: troppo testo. L'inglese presente nel gioco, comunque, è chiaro e abbastanza semplice. Non ci sono forme complesse, né termini troppo ricercati, tantomeno quegli slang che a volte rendono più difficile la lettura.
     Quindi la versione è solo USA?No perchè temo quindi sia difficile da reperire!
  9. chrono

     
    #9
    piratiz ha scritto:
    Quindi la versione è solo USA?No perchè temo quindi sia difficile da reperire!
     Oltre alla giapponese, ovviamente, trovi la versione americana, quella di cui abbiamo parlato in questi giorni. Non è difficile da trovare: o negli store online (videogameplus, per esempio, o amazon), o da qualche importatore italiano.
  10. piratiz

     
    #10
    chrono ha scritto:
    Oltre alla giapponese, ovviamente, trovi la versione americana, quella di cui abbiamo parlato in questi giorni. Non è difficile da trovare: o negli store online (videogameplus, per esempio, o amazon), o da qualche importatore italiano.
     Non sono ancora molto pratico nell'acquistare online, ma ci farò un pensierino! :)
    Grazie mille dell'informazione!
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