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Datasheet
- Produttore
- Tecmo
- Sviluppatore
- Team Ninja
- Genere
- Azione
- PEGI
- 18+
- Distributore Italiano
- Halifax
- Data di uscita
- 23/3/2012
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Il volto di un ninja
Ryu Hayabusa getta la maschera.
A poco più di un mese dall’uscita di Ninja Gaiden 3, Halifax ha organizzato un evento nella sua sede milanese per mostrare alla stampa alcune caratteristiche dell’ultima produzione targata Tecmo Koei. Yosuke Hayashi, leader del Team Ninja, ci ha guidato nel corso di una breve presentazione, seguita da una sessione di hands on che ci ha permesso di vestire per una ventina di minuti i panni di Ryu Hayabusa.
AFFETTARE CON AFFETTO
La prima parte della presentazione è stata dedicata a un’introduzione generale di Ninja Gaiden 3, in cui sono state elencate le novità presenti in questa ennesima avventura di Ryu Hayabusa e indicati quali saranno invece gli elementi di contatto con i precedenti episodi della serie. Uno dei concetti su cui si è soffermato maggiormente Yosuke Hayashi è la volontà da parte del Team Ninja di creare un titolo dall’approccio più adulto, in cui le fasi di combattimento siano riprodotte con un maggiore realismo e in cui sia messo in risalto anche il lato umano del protagonista, assassino di professione ma non per questo privo di sentimenti. Il tentativo di “umanizzare” Ryu, alla prova dei fatti, non sembra però avere grande impatto sulla sua indole di ninja: se escludiamo infatti la scelta di combattere a viso scoperto (è stata quindi eliminata la maschera che lo ha accompagnato in passato) la sequenza di cui siamo stati protagonisti non ha mostrato momenti di introspezione psicologica e non ha messo in risalto alcuna remora nell’attaccare (e massacrare) decine di nemici in rapida successione. Pur partendo dalla premessa che ciò che abbiamo provato era una porzione decisamente limitata dell’avventura (il tempo necessario per portare a termine la sequenza completa si aggirava intorno ai 20-25 minuti), è comunque difficile pensare che queste componenti abbiano una rilevanza maggiore all’interno del gioco e, soprattutto, è ancora più difficile capire in che modo la presenza di questi elementi potrebbero rendere più ricca/piacevole/divertente l’esperienza di gioco.

IL NINJA PER TUTTI
Una delle caratteristiche che ha reso celebre la saga di Ninja Gaiden tra tutti gli appassionati di videogiochi è l’elevato livello di difficoltà. Condurre Ryu Hayabusa al termine delle sue missioni è sempre stata un’azione accompagnata da maledizioni, improperi e lanci di pad, che solo i più pazienti giocatori hanno portato a termine. Uno degli obiettivi che si è prefissato il Team Ninja con Ninja Gaiden 3 è quello di ampliare il bacino di utenza adottando alcune soluzioni che possano permettere anche a chi ama giocare in maniera rilassata di vivere un’avventura divertente, senza la frustrazione di vedere il proprio personaggio massacrato in pochi secondi. La strada scelta dal Team Ninja non è semplicemente quella di offrire un livello di difficoltà particolarmente basso, ma di fornire un supporto automatico quando Ryu è prossimo alla morte. Scegliendo dal menu delle opzioni di gioco l’impostazione denominata Eroe, quando la barra energetica raggiungerà un punto predefinito, si attiveranno istantaneamente alcuni aiuti (ad esempio la parata automatica dagli attacchi e il ripristino costante dell’energia) che renderanno quasi impossibile la dipartita del nostro eroe. Chi ama invece una sfida complessa non deve però preoccuparsi. Ninja Gaiden offrirà anche un’impostazione di gioco “classica” denominata Ninja, che manterrà inalterate le caratteristiche tipiche della serie. Al livello di difficoltà massimo i nemici saranno quindi implacabili, come ha dimostrato lo stesso Hayashi nel corso della presentazione: il boss di Team Ninja, che con il pad in mano stava spiegando alcune caratteristiche di gioco, è infatti stato sconfitto da un agguerrito gruppo di nemici dopo qualche minuto di combattimento.
PAD O KATANA?
Preso in mano il pad, Ninja Gaiden 3 ha mostrato tutte le caratteristiche tipiche della serie senza clamorose novità. Il sistema di controllo è parso semplice e immediato, con due attacchi base da combinare per dare vita a sequenze di mosse devastanti. A questo proposito, è interessante sottolineare come la pressione del tasto Select permetta di attivare un menu su schermo che mostra tutte le possibili combinazioni che si modificano in tempo reale in base ai tasti premuti; si tratta di una soluzione utile per apprendere nuovi attacchi mentre si gioco, pur considerando che nella maggior parte dei casi le sequenze da eseguire sono piuttosto banali (tipo triangolo, triangolo, triangolo, triangolo, quadrato…) e di facile memorizzazione.
L’azione si è sviluppata in maniera fluida con qualche sequenza platform a intervallare i combattimenti, in cui oltre all’immancabile katana è possibile utilizzare anche un arco con frecce per eseguire attacchi dalla distanza. Il classico mostro con un boss di fine livello (un gigantesco robot) ha concluso in maniera spettacolare la nostra prova, mettendo purtroppo in evidenza qualche imprecisione nella gestione dell’inquadratura che potrebbe causare alcuni problemi soprattutto in corrispondenza delle situazioni più concitate.
Oltre a smentire la presenza di Quick Time Event (la presenza di indicazioni su schermo è da intendere come un tutorial e può essere disattivata in qualunque momento), Hayashi ha infine parlato brevemente della modalità multigiocatore, sottolineando come saranno presenti sia opzioni cooperative che competitive e che sarà possibile creare il proprio ninja ideale grazie a un editor piuttosto corposo. Purtroppo non abbiamo avuto modo di sfidare i nostri colleghi per verificare quanto questa assoluta novità per la serie possa aggiungere in termini di giocabilità a un titolo che, pur non adottando soluzioni clamorosamente originali, sembra avere tutte le carte in regola per dare grandi soddisfazioni agli appassionati del genere.

