Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
50,90 euro
Data di uscita
9/11/2003

No Man's Land

No Man's Land Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Related Designs
Genere
Strategico in tempo reale
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
9/11/2003
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
50,90 euro

Lati Positivi

  • Divertente e impegnativo
  • Graficamente ben fatto
  • Elementi stealth e manageriali
  • Facile da "comandare"
  • Buona caratterizzazione storica delle missioni

Lati Negativi

  • Le somiglianze con Age of Empires sono forse troppe
  • Rimane comunque un RTS classico
  • Sonoro ineadeguato

Hardware

Il gioco è stato testato alla risoluzione di 1280x1024 pixel con un processore a 2 GHz, 512 MB RAM e una GeForce 4 4200 Ti non presentando il minimo rallentamento. Date le scarse pretese del motore grafico comunque, anche una configurazione con processore a 1 GHz e 256 MB RAM dovrebbe bastare a far girare degnamente il gioco.

Multiplayer

Sono supportate diverse modalità di gioco via LAN e sui server dedicati tra le quali Defend, Railroad Challenge, Domination e Hero Assassination fino a un massimo di otto giocatori.
Recensione

No Man's Land

In un periodo in cui gli strategici in tempo reale sembrano affidarsi solo ed esclusivamente alla Seconda Guerra Mondiale e a battaglie futuristiche, CDV sorprende tutti con uno strategico che affonda le sue radici storiche nel passato dell'America raccontando tre secoli di storia dal potere spagnolo fino al tramonto del Far West. La "terra di nessuno" è pronta per essere conquistata!

di Francesco Destri, pubblicato il

E' evidente insomma come anche un pizzico di "stealth" (da Commandos a Desperados: Wanted Dead Or Alive) abbia finito con il contaminare il gameplay (per non parlare della già spiccata caratterizzazione delle missioni), che verso la fine del gioco prende addirittura una via manageriale che tanto ricorda, pur se in scala ridotta, la gestione di un Railroad Tycoon, visto che i coloni devono spesso difendere la ferrovia da attacchi esterni o farla progredire il più possibile.
Gli indiani hanno anche la possibilità di eseguire magie difensive ed offensive, come per esempio l'incantesimo della Cintura di castità, che impedisce a chi lo ha subito di produrre lavoratori e soldati per un certo periodo di tempo (idea geniale ma non molto utile ai fini pratici), o magie generiche di protezione e di aumento delle capacità offensive delle truppe. Come ogni strategico contemporaneo che si rispetti inoltre, anche No Man's Land ha i suoi "eroi" caratterizzati da particolari abilità e da una maggior resistenza e forza d'attacco e una gestione delle risorse studiata nei minimi particolari anche se mai troppo impegnativa, data la presenza di tre soli "ingredienti" necessari a far prosperare il proprio popolo (legna, oro, cibo).

PALAZZI A TEMPO RECORD

Come avrete capito, le cose da fare in No Man's Land sono molte e tutte sviluppate con la necessaria dose di intelligenza e di varietà, tutti pregi però che rischierebbero di passare in secondo piano senza un sistema di controllo semplice ed efficace. Per fortuna il gioco non delude neanche da questo punto di vista proprio perchè le somiglianze di interfaccia, comandi e disposizione dei comandi sono praticamente gli stessi di Age of Empires, uno degli strategici più venduti di sempre anche per la sua immediatezza.

Abbiamo così la mappa che si svela poco a poco, una finestra con le azioni da far compiere ai lavoratori e una con le indicazioni per le truppe (attacco, difesa, pattugliamento), tanto che chi è già esperto del genere può benissimo evitare di sorbirsi il tutorial iniziale.
Tutte queste qualità rendono No Man's Land un titolo particolarmente riuscito, divertente da giocare (le battaglie navali sono un vero spasso, per non parlare della costruzione della ferrovia nelle missioni finali), facile da governare e impegnativo al punto giusto grazie a una curva di apprendimento dosata al meglio. Se a ciò aggiungiamo una sezione multiplayer completa e non priva di sorprese (le due nuove modalità Defend e Railroad Challenge, che vanno ad aggiungersi alle classiche Deathmatch e King Of The Hill aprono spiragli davvero interessanti), il risultato non può che essere ottimo sotto quasi tutti i punti di vista. Quello che si può infatti rimproverare ai Related Games è la benchè minima assenza di novità per quanto riguarda la struttura del gioco e le somiglianze a tratti impressionanti (non ci stancheremo mai di dirlo) con Age of Empires, limite da non sottovalutare non solo perchè il capolavoro Microsoft è ormai un titolo con sei anni sulle spalle, ma anche perchè le ultime tendenze ben visibili in WarCraft III: Reign Of Chaos e in Empires: L'Alba del Mondo Moderno non sembrano aver trovato molto posto nell'impostazione dello svilupptore tedesco, da elogiare comunque anche per il lavoro grafico svolto.
Il motore non raggiungerà forse la spetacolarità cinematografica degli ultimi strategici tridimensionali, ma le costruzioni, dalle più semplici alle più complesse, sono dotate di un livello di dettaglio impressionante e ciò si può notare facilmente spingendo al massimo lo zoom e godendosi i piccoli particolari delle navi, dei palazzi più sontuosi, ma anche dei soldati e dei lavoratori.

Ad ogni oggetto sullo schermo inoltre è stata applicata un'ottima gestione delle ombre in tempo reale, ma anche altri piccoli ma importanti effetti come le orme sul terreno, gli agenti atmosferici, l'infrangersi delle onde sulla spiaggia, le esplosioni, le fiamme, l'accuratezza dei movimenti delle navi, la palette cromatica che ben caratterizza tutte le tipologie di territorio (si passa infatti dalla foresta al deserto) e la varietà delle mappe possono colpire positivamente anche lo "stratega" videoludico più esperto e sgamato, cosa che invece non riesce a fare del tutto il sonoro, limitato a musiche di routine, a voci spesso ridicole e a effetti letteralmente saccheggiati dalle librerie sonore di Age of Empires. Ed ora, coem sempre, la parola finale spetta al commento.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Related Designs ha compiuto ogni sforzo per proporre un RTS a sfondo storico originale e tecnicamente inattaccabile, ma nonostante alcune innovazioni divertenti e geniali l'ombra incombente di Age of Empires è davvero difficile da allontanare. Del capolavoro Microsoft infatti No Man's Land condivide impostazione grafica, sistema di controllo e interfaccia di gioco (alcuni effetti sonori sono stati poi letteralmente "rubati" dalla creatura degli Ensemble Studios) e questo, anche se farà piacere agli amanti del titolo Microsoft, rappresenta certamente l'elemento più discutibile e debole di un gioco a cui però non mancano di certo i pregi. Questi sono da ricercarsi innanzitutto nella varietà delle missioni, ricche di elementi atipici per uno strategico classico (aspettatevi intermezzi "stealth" e manageriali nel vero senso della parola) e nel tentativo di staccarsi il più possibile dal ripetitivo modello "raccogli risorse-forma esercito-dirigiti in massa contro il nemico". La buona quantità di edifici a disposizione e l'ottima caratterizzazione delle popolazioni giocanti (ognuna segnata da pregi e difetti in pari quantità) assicura inoltre un gameplay abbastanza vario e coinvolgente, a cui va aggiunta una realizzazione grafica piacevole e non priva di autentiche sorprese che non ci saremmo davvero aspettati in un titolo di questo genere. In definitiva No Man's Land è un ottimo strategico con tutte le carte in regola per piacere sia ai novizi del genere sia agli strateghi più esperti. Attenzione però a non aspettarsi chissà quale campione di originalità e alla sua estrema somiglianza con Age of Empires, modello certamente nobile, ma fin troppo saccheggiato dallo sviluppatore tedesco. A voi la scelta.