Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
58,56 Euro
Data di uscita
23/7/2002

No One Lives Forever

No One Lives Forever Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
23/7/2002
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
58,56 Euro

Lati Positivi

  • Storia, musiche ed ambientazioni accattivanti
  • Grande assortimento di armi
  • Livelli strutturati in modo eccelso

Lati Negativi

  • Realizzazione tecnica scadente
  • Si sente la mancanza di tastiera e mouse

Hardware

Per giocare a No One Lives Forever dovremo disporre di una PlayStation 2 PAL di una confezione originale del gioco, di un joypad e di una Memory Card. Pesantissima l'assenza del supporto di periferiche quali tastiera e mouse per un controllo ottimale di gioco.

Multiplayer

La versione PlayStation 2, a differenza dell'uscita originaria su PC, non annovera nessuna modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

No One Lives Forever

Un fiore rosso lasciato sul luogo del delitto, una banda criminale che vuole salire al potere, i servizi segreti inglesi in allarme. E poi lei, sinuosa ed elegante in quel vestitino talmente stretto da non lasciar spazio alcuno all'immaginazione, ma con un carattere e una grinta che nemmeno le Charlie's Angels hanno mai dimostrato. Una Bond-girl in piena regola? Non solo...

di Nikola Togut, pubblicato il

No One Lives Forever non è titolo nuovo di zecca, o almeno non lo è per i fedelissimi dei videogiochi per PC. Ne è passato di tempo dalla sua prima uscita e quello che tuttora stupisce di più è il fatto che non sia mai riuscito a destare molti clamori fra i videogiocatori nonostante si trattasse di uno dei migliori rappresentanti del genere sparatutto, condito da un'originalità e da uno stile veramente impeccabilie e ricco di fascino. Uno dei misteri dei videogiochi quindi, che forse deve questa sua posizione al fatto di non essersi, per l'epoca, piegato all'utilizzo di uno dei motori grafici che alimentavano produzioni ben più blasonate oppure più semplicemente perchè il team di sviluppo non era ancora riuscito a distinguersi nel panorama videoludico e annoverava fra le sue produzioni la serie Blood: sicuramente non un progetto di cui andare molto fieri.
Tuttavia, pur presentandosi in sordina, il gioco riuscì ad accaparrarsi un cospicuo numero di pareri favorevoli (compreso il nostro) da parte delle riviste del settore, soprattutto grazie a un motore proprietario denominato LithTech in grado di generare un impatto visivo di prima scelta, e in buona parte grazie anche ad una storia e a dei personaggi tali da incollare per ore davanti al monitor del PC. Ordunque poteva il titolo Monolith non approdare sulla sempre più frizzante PlayStation 2? Ma in particolar modo... riuscirà a ripetere il successo di critica della versione originale? Scopriamolo insieme...

UNA SOLA DOMANDA: PERCHE'?

Fuori il dente fuori il dolore: il motore grafico LithTech su PlayStation 2 si rivela un'autentica delusione. Dov'è la sexy Cate che c'era stata promessa? Dove sono finite le animazioni iper-realistiche dei personaggi? Un vero caso da X-Files, se prendiamo in considerazione il fatto che al primo vero incontro con la nostra eroina l'unica sensazione che avremo sarà quella di ritrovarci di fronte a un pupazzo di cartapesta, dove però non sono visibili i fili che il burattinaio sta chiaramente tirando per donarle una piccola parvenza di, chiamiamola così, animazione. C'è da mettersi le mani nei capelli! Essendo però il gioco un First Person Shooter potremmo anche sorvolare sul fattaccio (d'altro canto durante il susseguirsi del gioco l'unica cosa chiaramente visibile di Cate sarà l'arma equipaggiata), ma purtroppo andando avanti le cose non migliorano affatto.
Già dalla prima missione diverrà ben chiaro il leit motiv che ci accompagnerà per tutta la durata dell'avventura dove in ogni singolo luogo ritroveremo dei nemici praticamente identici, animati in modo alquanto discutibile e diversificati per lo più da una scelta diversa nella palette dei colori.
Gli unici effetti convincenti rimangono quelli delle esplosioni, ma per il resto non c'è traccia alcuna di enviroment mapping o di qualsiasi altra chicca grafica. E le texture? Fino a quando rimarremo a debita distanza dagli oggetti tutto ci apparirà nella media, niente di eccezionale ma neppure niente di squallido, i problemi però nasceranno nell'istante in cui tenteremo coraggiosamente di avvicinarci a qualche parete o porta: meglio soprassedere e tentar di scacciare via i pensieri che ci riporteranno rapidamente indietro ad un paio di anni fa (lasciamo al lettore ogni interpretazione del caso). Riepilogando quindi ritroveremo nell'ordine: texture da togliere il fiato (nel senso negativo del termine), animazioni lacunose, personaggi non realistici e talmente spigolosi da ricordare il Frankestein dei tempi migliori. Verrà allora spontaneo chiedersi una cosa: ma almeno il frame rate, aspetto assai rilevante, s'è salvato?
E qui viene il bello o, se vogliamo essere più diretti, il peggio: non si salva neppure quello! Salvo rarissime eccezioni (individuabili nei momenti in cui dovremo esplorare un'area priva di nemici) saremo dinanzi a una continua perdita di fluidità, di rallentamenti e tentennamenti. Ora, lasciando da parte lo "stupore generale", si può tranquillamente affermare che pur essendo l'hardware Sony difficile da gestire e altresì vero che un motore grafico così datato doveva per lo meno venir "fagogitato" dai chip di PlayStation 2 come se niente fosse, e invece purtroppo così non è stato.
Allora perchè rattristirsi in questo modo? Non poteva essere questo un semplice dato di fatto e la prima via per una bocciatura in piena regola? Assolutamente no, perchè sotto al piumaggio del nostro "brutto anatroccolo" si nasconde un autentico, splendido, cigno.

IO SONO ARCHER, CATE ARCHER

Alla fine degli anni Sessanta vigeva un modo particolare di vivere le vita, ma anche un modo particolare di essere, d'apparire, e soprattutto di fare musica. Avremo modo d'accorgercene immediatamente una volta accesa la nostra console: musichette funky e tinte accese la faranno da padrone ricreando un'atmosfera "cool" direttamente a casa nostra. C'è da rimanerne letteralmente storditi. La vita dell'agente segreto però non sempre risultava facile, a maggior ragione quando l'agente non portava i pantaloni bensì una più sensuale gonna: ed è proprio questo il caso della nostra Cate, chiamata in causa dai capi della Unity quale ultima risorsa per porre fine alla lunga serie di omicidi che ha coinvolto i migliori agenti segreti britannici. Da qui inizierà la nostra, incredibile, nuova avventura... Per familiarizzare ed introdurci al gioco ci verrà inizialmente in aiuto una comoda sessione d'allenamento, dove potremo testare di persona il bagaglio d'armi e di gadget segreti a nostra disposizione.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Che peccato! Viene veramente da rodersi il fegato di fronte a questa produzione della Monolith, così ricca di atmosfera, humor, azione e chi più ne ha più ne metta. Si parla tanto di giocabilità, di come essa sia fattore preponderante in un gioco ma che dire quando la stessa viene inficiata da una realizzazione tecnica di così basso livello e da una struttura che avrebbe richiesto l'uso di una tastiera e di un mouse per poter esser sfruttata al meglio? In ogni caso soffermarsi solamente su tali aspetti rappresenterebbe un'autentica ingiustizia, perchè forse mai come prima in questo titolo a farla da padrone è il concept dei livelli, l'atmosfera anni 60 che si respira ovunque, e uno svolgersi degli eventi decisamente credibile e ben realizzato. Chi avrà la forza di sorvolare sui difetti ritroverà in No One Lives Forever uno dei migliori rappresentanti del suo genere, non fosse altro che per quell'incredibile sensazione di cool che trasuda da tutti i suoi pori. Un buon gioco che, con un pizzico di cura in più, si sarebbe sicuramente aggiudicato la palma di must buy.