Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
19.90 Euro
Data di uscita
10/10/2004

Obscure

Obscure Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
MC2-Microids
Sviluppatore
Hydravision Entertainment
Genere
Azione
PEGI
12+
Distributore Italiano
Microids Italia
Data di uscita
10/10/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
19.90 Euro

Lati Positivi

  • Buona atmosfera
  • Modalità cooperativa riuscita
  • Qualche idea interessante...

Lati Negativi

  • ... ma applicata a una struttura abusata
  • Longevità appena sufficiente
  • Creature design derivativo

Hardware

La configurazione minima prevede un Pentium III da 1 GHz, 256 MB RAM e una scheda grafica con 32 MB RAM. Il gioco è stato testato su un Pentium 4 a 3 GHz con 1 GB RAM e Radeon 9800 PRO alla risoluzione 1280x1024, comportandosi sempre egregiamente, ma visto il motore grafico poco "impegnativo", dovrebbe essere giocabile anche su configurazioni di poco superiori alla minima. Distribuito su DVD-ROM, Obscure richiede inoltre 4 GB di spazio libero su Hard Disk e, per giocare in cooperativa, un paio di pad.

Multiplayer

In qualsiasi momento un altro giocatore può inserirsi nell'avventura vestendo i panni del secondo personaggio. Fruito in questa modalità Obscure perde qualcosa a livello di tensione ma ne guadagna in divertimento, a patto però di impostare il livello di difficoltà su Difficile.

Link

Recensione

Obscure

Ci sono scuole che lamentano una scarsa presenza degli studenti, perché molti di loro appena possono fanno buca. E poi ci sono scuole che lamentano una scarsa presenza degli studenti perché... perché svaniscono nel nulla, inghiottiti dai meandri della stessa. Vi lasciamo immaginare a quale di queste due categorie appartiene il liceo che fa da teatro alle vicende di Obscure...

di Stefano F. Brocchieri, pubblicato il

Analogamente delude l'implementazione delle azioni effettuabili di concerto, visto che, distribuzione dei compiti in combattimento a parte, i due personaggi attivi non fanno nulla assieme se non quando uno si presta da "scaletta" all'altro, un'azione quest'ultima attivabile solo in punti rigorosamente predeterminati dello scenario e che ha dunque un valore meramente "formale" e non di concreto strumento rimesso alla discrezionalità del giocatore. La presenza di enigmi da risolvere sfruttando necessariamente l'aiuto del compagno, assieme a una demarcazione dei ruoli molto più decisa, avrebbe reso più intrigante e più profonda l'esperienza di gioco. A questo tipo di perplessità si fa decisamente meno caso facendosi affiancare da un amico, che può unirsi in qualsiasi momento alla partita, prendendo il controllo del personaggio secondario se presente sullo schermo. Assolutamente identica al singleplayer come impostazione (quando personaggio principale entra in una locazione quello secondario apparirà al suo fianco come se fosse gestito dalla CPU), la modalità cooperativa si è dimostrata intrigante e divertente, costituendo l'aspetto meglio riuscito di Obscure, a patto però di affrontarla a livello Difficile dove l'impegno richiesto dal consistente tasso di sfida ingenera le soddisfazioni migliori.

BUIO DAPPERTUTTO

Per quanto riguarda gli strumenti di offesa a disposizione dei protagonisti, Obscure presenta il solito set di armi bianche (per lo più mazze da baseball e spranghe) e di armi da fuoco, divise comodamente per categoria. Particolarmente felice l'impostazione del menu tramite cui accedere agli oggetti, all'arsenale e gestirne l'utilizzo o lo scambio con il partner, basata su una serie di slot da scorrere velocemente in tempo reale, senza interrompere l'azione o prodursi in superflue navigazioni tra schermate statiche.
Tra gli oggetti che si renderanno man mano disponibili, una menzione a parte la meritano le torce elettriche, presenti in diverse qualità a seconda del potere illuminante. Oltre a fendere il buio nel quale sono immerse le locazioni, consentendo di esplorarle con maggiore sicurezza, le torce si rivelano utili anche nei combattimenti. Al pari di quelle incontrate in Alone The Dark: The New Nightmare, le creature nemiche di Obscure sono infatti fotosensibili, per sconfiggerle è quindi necessario investirle con dei fasci di luce con cui "spogliarle" dell'alone di oscurità che le proteggono, svanito il quale diventano vulnerabili. Per far "abbassare la guardia" alle creature occorre mettere sotto sforzo la torcia, che emetterà così un fascio di luce più intenso, la durata, tuttavia, è temporanea perché usata in questo modo la torcia rischia di surriscaldarsi, rimanendo per qualche tempo inutilizzabile.
Un metodo più rapido, ma dall'accessibilità limitata, per sbarazzarsi delle mostruosità che attaccano i protagonisti è quello di spaccare le finestre e far entrare direttamente la luce del giorno, possibilità che consente anche di creare delle "zone franche" da sfruttare strategicamente durante la lotta.
Da un accenno a questi elementi è facile intuire come il sistema di combattimento possa vantare una certa sofisticazione, accentuata dalla possibilità (che spesso si traduce in necessità) di coordinarsi con il compagno. Certo, non è abbastanza per consegnare gli scontri di Obscure agli annali, ma sotto questo punto di vista il titolo Microids si rivela decisamente più interessante rispetto alla media dei prodotti simili.

SCHOOL'S OUT

Tecnicamente Obscure è un titolo ben confezionato, dotato di un motore grafico interamente poligonale piuttosto solido, grazie al quale sono state costruite locazioni dotate di una buona complessità architettonica, rivestite da texture dotate di un egregio livello di dettaglio. Particolarmente apprezzabili appaiono la resa delle superfici riflettenti e i suggestivi algoritmi che gestiscono le fonti di luce, i quali, purtroppo, sono privi di tutta quella serie di finezze che avevano reso celebri quelli visti nel secondo e terzo episodio di Silent Hill, tuttora al top della categoria in ambito di avventure horror.
La telecamera ritrae l'azione mediante inquadrature predeterminate, tra angoli di ripresa fissi e carrellate, ispirate (non sempre con successo...) a principi di praticità piuttosto che all'enfatizzazione dello spettacolo. Discreti appaiono sia i filmati in computer grafica sia i modelli poligonali di mostri e protagonisti, questi ultimi dotati di animazioni estremamente curate, alle quali devono molto la caratterizzazione e l'immediata riconoscibilità di ciascuno di loro.
Il sonoro, oltre al prevedibile complesso di stridori, urla e colpi d'arma da fuoco, fa sfoggio di evocative partiture orchestrali, capaci di amplificare il patos di determinati momenti dell'avventura e di un convincente parlato in italiano, ultimo tassello di una ricostruzione di un certo tipo d'immaginario giovanile americano davvero riuscita.
Le ultime annotazioni prima di rimandarvi al commento alla vostra destra, le riserviamo a un livello di difficoltà Normale un po' troppo generoso nell'elargire curativi e CD (con cui è possibile salvare in qualsiasi momento la partita), a un design delle creature fin troppo debitore di quanto visto ne La Cosa e Resident Evil, a una trama tutt'altro che originale o ricca di spunti di riflessione, a una longevità appena sufficiente e a un corredo di extra che non offre grossi incentivi alla rigiocabilità se non per la modalità Difficile, la quale, se affrontata in compagnia di un amico, vale il prezzo di un secondo giro nella Leafmore High School, a maggior ragione se avrete l'accortezza di munirvi di un paio di joypad.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Volendo costruire un parallelo con l'iconografia che ispira l'avventura, si può affermare che Obscure è un titolo su cui si proiettano in egual modo luci e ombre. La progressione lineare, la dinamica stanza/corridoio/stanza, il tipo di enigmistica e la durata aderiscono in maniera fedele a quelli che sono gli standard di questo tipo di produzione, visti, giocati e rigiocati numerose altre volte. A mitigare un senso di deja vu che si palesa talvolta in maniera quasi fastidiosa soccorrono la gestione del gruppo formato dai protagonisti, un sistema di combattimento dal retrogusto strategico e qualche altra piccola idea. Certo, questi aspetti per esprimersi al meglio avrebbero meritato un'implementazione maggiormente profonda, ma già così gli appassionati troveranno sufficienti motivi d'interesse per addentrarsi nella Leifmore High School. Motivi d'interesse che si fanno più consistenti se si ha la possibilità di giocare con un amico, magari a livello Difficile. Chi da un'avventura horror pretende, invece, tematiche "impegnative", una trama complessa da sviscerare a più livelli e una meccanica di gioco che rompa con la tradizione può passare benissimo oltre.