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Datasheet
- Produttore
- Electronic Arts
- Genere
- Sparatutto
- Distributore Italiano
- Halifax
- Data di uscita
- 21/3/2005
- Lingua
- Inglese
- Giocatori
- 1
Lati Positivi
- Realizzazione tecnica imponente
- Formula di gioco appagante
- Geniale la scelta della balestra a due colpi e delle munizioni viventi
- Stimolanti combinazioni nella scelta delle munizioni
- Giunti a metà il gioco sboccia letteralmente
- Narrazione coinvolgente
Lati Negativi
- Partenza leeenta
- Multiplayer assente
- Fattore rigiocabilità basso
Hardware
Multiplayer
Link
Oddworld Stranger's Wrath
Nello Stranomondo di Oddworld ormai non c'era quasi più nulla di strano. Avevamo imparato a conoscerlo attraverso le odissee di Munch o gli esodi di Abe, e i bizzarri personaggi che popolano questo mondo che risiede al quinto piano della nostra fantasia, compresa la loro strampalata lingua fatta di strani suoni. Tutto sembrava ormai tranquillo quando, all'improvviso, uno sconosciuto...
Quando si ha l'intenzione di raccontare una storia che ambisce a diventare una saga, uno degli aspetti da non trascurare assolutamente è quello di lasciare sempre socchiusa la porta dei sogni, in modo tale che il lettore/spettatore attenda con trepidazione il momento in cui potrà tornare a varcare quella soglia che ne ha rapito per qualche ora i pensieri. Due sono i principali espedienti a cui l'ipotetico narratore può ricorrere per fidelizzare il suo pubblico: creare personaggi familiari, in grado di guadagnarsi un posto fisso nell'immaginario collettivo della gente, oppure abbracciare il credo di Oddworld Inhabitants, creando un universo originale ma perfettamente coerente con se stesso, sul cui palcoscenico si muovono diverse comparse che forse, un giorno, andranno ad intrecciare le loro storie le une con le altre. E' lo stesso mondo che ha assistito a due odissee, un esodo e che sta per essere scosso dall'ira di uno sconosciuto.
LO STRANIERO SENZA NOME
Lo Stranomondo di Oddworld ormai ha saputo abituarci a tutto: trovarsi faccia a faccia con un Glukkon, essere presi di mira da un Fuzzle oppure trovarsi, quasi senza rendersene conto, a parlare una lingua fatta di slig, slog e altri atipici suoni gutturali degni del miglior ventriloquo. Insomma, possiamo dire di aver visto tutto quello che c'era da vedere. O no? In effetti, la bellezza di ogni titolo appartenente alla saga di Oddworld è che, in fondo in fondo, non sai mai cosa aspettarti. Non tanto da un punto di vista prettamente tecnico – Oddworld Inhabitants ha già dimostrato da tempo tutto il suo talento in merito – quanto dai personaggi che andranno a interpretare una storia che, per l'ennesima volta, avrà ben poco di canonico: locazioni favoleggianti, colori sgargianti, fiori che si muovono pigri, comprimari che si ritagliano il proprio angolino, animali assonnati, suoni ridondanti. Non è un pensiero, è un fatto: mentre le nostre mattine sono tutte uguali, i nostri mezzogiorno si ripetono affamati e al calare delle tenebre ogni luce si spegne, da qualche parte – forse del mondo, forse dell'universo, forse della nostra immaginazione bambina – un mondo così potrebbe realmente esistere.
E a calcare le terre dello Stranomondo, questa volta, è un personaggio che ben poco ha a che fare con i suoi predecessori e il cui spirito ha contribuito a rendere Oddworld: Stranger's Wrath un titolo ben diverso da quello che ci si poteva aspettare. Assumendo il controllo di Stranger, infatti, ci troveremo a peregrinare di città in città – ognuna dalle quali caratterizzata da una vita pulsante – per assicurare alla giustizia quei criminali che turbano il sonno dei giusti: una capatina al Bounty Store, un paio di foto segnaletiche da ritirare, la scelta del prossimo obbiettivo e la riscossione della corrispondente taglia una volta ultimato il lavoro sporco. Potrebbe suonare quasi come un western, vero? Niente di più facile visto che, per gran parte del gioco, la sensazione di ritrovarsi all'interno di titoli come Dead Man's Hand o Read Dead Revolver c'è tutta: il nuovo titolo di Oddworld Inhabitants, infatti, può tranquillamente essere annoverato nell'ormai sempre più popolato genere ibrido degli action/FPS, che alla tipica esplorazione a piattaforme dei titoli in terza persona alterna l'azione frenetica e immediata dello sparatutto in prima persona. Metroid Prime insegna.
UN FILM ANIMATO IN PRIMA PERSONA
Se la teoria vorrebbe Oddworld: Stranger's Wrath anche come un portatore sano di azione stealth (una concreta opzione alternativa all'approccio irruente costituito dalle "bocche da fuoco") la realtà boccia seccamente questa eventualità, enfatizzando forse una lacuna del game design allestito dalla software house americana ma, certamente, enfatizzando le potenzialità della pratica che andrà a occupare i nostri pensieri durante un buon 80 percento del gioco complessivo. Ore di divertimento in prima persona passate a "blastare" e catturare pendagli da forca attraverso il bizzarro arsenale a disposizione, avvicinandosi spiritualmente a titoli come Halo 2 o Metroid Prime 2: campioni con i quali nessun concorrente vorrebbe mai avere a che fare, ma dal cui confronto Oddworld: Stranger's Wrath non esce certamente con le ossa rotte, tanto meno dal punto di vista coreografico. La ricchezza di particolari mostrata da una locazione fitta di vegetazione, il polveroso orizzonte di una città fantasma, le conversazioni che i nemici recitano fra di loro all'ombra di un riparo: tutto è una gioia per occhi che dovrebbero ormai essere abituati alle capacità tecniche dell'hardware Microsoft ma che, in questo caso, Oddworld Inhabitants ha dimostrato di aver assimilato in modo brillante dopo qualche imbarazzo iniziale (leggasi Oddworld: Munch's Oddysee). Sinceramente, non riusciamo a individuare nessun altro sviluppatore che abbia mostrato tanta dedizione nell'allestimento di Full Motion Video di qualità tanto elevata: definizione, regia e la sensazione convincente di esseri che non dovrebbero esistere ma che, in realtà, sprizzano vita da tutti i loro pori renderizzati.
IL MONDO DAGLI OCCHI DI UN FUZZLE
Come accennato in precedenza, l'atipico arsenale di Oddworld: Stranger's Wrath costituisce indubbiamente un altro dei punti di forza ad appannaggio del gioco e che rendono il titolo assolutamente diverso da molti degli sparatutto in prima persona attualmente presenti sulla piazza. Scordatevi le perdite tempo sprecate a cercare una bomba o un lancia missili in grado di impensierire i nemici: qui la differenza non è data dalle armi, ma dalle munizioni. Senzienti. Immaginate di lanciare un piccolo ragno ai piedi di un criminale, e vederlo rapidamente avvolto dalla solida tela del fido aracnide. O, ancora, liberare pipistrelli carichi di tritolo che andranno a scaricare il loro scottante carico proprio in testa al bersaglio. E non siete curiosi di sapere cosa si prova ad avere un Fuzzle per amico, ansioso di conficcare i propri denti negli stinchi di qualsiasi essere si trovi nelle loro vicinanze? Insomma, una serie di bizzarri espedienti che non avrebbero ragione di esistere in nessun altro gioco ma che, in Oddworld: Stranger's Wrath, trovano la loro naturale ragion d'essere. Tanto più che, essendo voi un bounty hunter e questi esseri appartenenti alla piramide della fauna naturale, si evince di come le vostre munizioni non andranno "raccolte" ma bensì "cacciate". Una differenza non di poco conto nell'economia di un gameplay di tale effervescenza, tanto più che sulla balestra è possibile caricare sino a due colpi di diversa natura, dando vita a una serie di combinazioni e sperimentazioni alquanto stimolanti.
La scelta delle munizioni da utilizzare, inoltre, sarà legata a doppio filo con la vostra strategia d'attacco e la scelta di catturare il vostro ricercato vivo o morto: una dilemma non solo estetico ma anche contenutistico visto che, consegnare alla giustizia un criminale ancora in vita, permetterà di ottenere taglie più remunerative rispetto a una carcassa piena di buchi impachettata e pronta per il campo santo. E' altresì vero, tuttavia, che tale compito diverrà proporzionalmente più arduo con l'incedere del gioco e l'entrata in scena di boss dalle dimensioni gigantesche: esiste sempre un mondo per imbrigliare il nemico, basta saperlo trovare ma... ehi, nessuno vi biasimerà se non vorrete fare prigionieri.
LA PERFEZIONE NON E' DI QUESTO (STRANO)MONDO
Tuttavia, come ogni gran gioco che si rispetti, anche Oddworld: Stranger's Wrath è ben lontano dalla perfezione, che va inesorabilmente a schiantarsi sulla scelta errata delle tempistiche narrative. Quando giungerete a metà del vostro cammino, infatti, le cose andranno mutando drasticamente: saranno svelate gran parte delle risposte nate dopo le prime battute, la natura delle motivazioni che spingono le azioni del protagonista, cosa lo lega ai suoi nemici e, cosa più importante, si assisterà a una decisa svolta nell'azione di gioco. Si renderanno disponibili nuove mosse, la narrazione della storia decollerà definitivamente e si dovranno affrontare sfide ancora più ardue e affascinanti, mentre andranno lentamente svelandosi tutti i segreti dai quali l'utente era stato tenuto all'oscuro. Peccato che, prima di arrivare al giro di boa, si debba necessariamente stringere i denti e sottostare a un ritmo di gioco più blando e decisamente ripetitivo, indugiando eccessivamente sullo schema delle diverse locazioni e dei relativi criminali. Tanta pazienza sarà comunque ricompensata, ve lo assicuriamo. Peccato solo che la totale mancanza di una modalità multiplayer – particolare alquanto anacronistico rispetto alle tendenze attuali del mercato – e la non eccessiva difficoltà nel raggiungere i titoli di coda, abbinata alla scarsa presenza di incentivi a rigiocare il titolo, vada a intaccare la longevità complessiva dell'avventura. Un'epopea che, tuttavia, vale ancora una volta la pena di essere vissuta: Munch e Abe approverebbero.
