Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
€ 69,99
Data di uscita
21/4/2011

Operation Flashpoint: Red River

Operation Flashpoint: Red River Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Codemasters
Sviluppatore
Codemasters
Genere
Sparatutto
Data di uscita
21/4/2011
Data di uscita americana
26/4/2011
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
€ 69,99

Hardware

Operation Flashpoint: Red River è in arrivo su PC, Xbox 360 e PlayStation 3 (versione oggetto del test).

Multiplayer

Quattro giocatori potranno prendere parte alle missioni rapide descritte nell'articolo, aiutandosi e collaborando tra loro come una squadra di marine.

Link

Hands On

Di nuovo nel centro del mirino

Prova diretta con lo shooter "realistico" di Codemasters.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Si avvicina il ritorno della serie Operation Flashpoint dopo l'episodio di fine 2009, che ha segnato l'addio al team originale Bohemia Interactive e il passaggio nelle mani degli studi interni a Codemasters. L'accoglienza della critica non era stata entusiasmante ma, come sempre avviene, le vendite soddisfacenti hanno garantito il felice prosieguo della serie. Red River, questo il nuovo sottotitolo, ci proietta in mezzo a un ipotetico conflitto moderno stanziato in Tagikistan, nazione confinante con Afghanistan e Cina. Nei paragrafi seguenti, per i limiti imposti dal produttore sulla versione di anteprima, parleremo soltanto della modalità Fireteam Engagement, ossia delle missioni rapide giocabili in singolo o in cooperativa.

quattro soldati per dominare il conflitto

Sostituendo le opzioni "versus" presenti negli altri shooter militari, e nel predecessore, la modalità FTE riunisce una serie di incarichi che riproducono i reali compiti di una squadra dei Marine: scorta a convogli, difesa di zone sotto attacco nemico o recupero di materiali e personale disperso in azione. Prima di scendere in campo, possiamo naturalmente scegliere l'equipaggiamento e i potenziamenti delle armi sbloccati accumulando punteggio. Nel catalogo ci sono tutti i requisiti per il moderno fan di sparatutto: dai mirini ai silenziatori, arrivando a vari tipi di segnalatori ottici e cannocchiali. Con la differenza, però, che i guadagni in quanto a precisione e potenza dell'arma sono bilanciati da alcuni aspetti negativi, poiché ci si trova in un titolo improntato al realismo. Ad esempio, montando un silenziatore si diminuisce la velocità del proiettile e peggiora la precisione, ottenendo però chiari vantaggi in termini di segretezza. Fatte le nostre scelte, e abbinati i compagni (in carne e ossa via Internet o guidati dall'intelligenza artificiale) dobbiamo scegliere quale tipo di incarico affrontare secondo le preferenze personali e l'esperienza in fatto di shooter. Le missioni basate sul semplice rastrellamento sono infatti quelle ideali per prendere confidenza con un titolo che, per dinamiche, resta molto lontano da un Call of Duty qualsiasi. Un solo colpo subito, magari alla testa, può infatti essere fatale e tutta la dinamica del combattimento ne viene influenzata in ogni attimo. Non si corre incontro ai nemici sparando all'impazzata, ma si conducono rapidi agguati e manovre tattiche per ottenere la migliore visuale sul bersaglio e abbatterlo rischiando il meno possibile. In tal senso, la gestione dei compagni tramite combinazione di tasti e indicatore a freccia da guidare sul terreno è ancora poco intuitiva, per quanto velocizzata rispetto a Dragon Rising. Per fortuna, spesso si adattano da soli alla situazione mettendosi al riparo o correndo in nostro aiuto quando finiamo in un'imboscata.

curare le ferite, sbloccare le armi, seguire i compagni

Appare ovvio, visto quanto illustrato poc'anzi, che il ritmo di gioco e le dinamiche del gameplay siano molto lente rispetto agli FPS cosiddetti "di massa", tanto che perfino una di queste missioni "rapide" può durare quasi un'ora. I nemici non restano infatti nello stesso punto della mappa, ma si muovono e attaccano usando approcci diversi: da dietro i ripari, quindi da zone rialzate o sfruttando il maggior numero. Inoltre, fatta eccezione per gli incarichi a bordo di veicoli, gli stessi livelli non sono il solito percorso unico in linea retta dall'inizio alla fine della missione, ma zone aperte e percorribili liberamente. Da questo punto di vista, rispetto al primo episodio, si nota per fortuna una minore dispersività delle mappe e una modellazione più ragionata del terreno. Dove prima si perdeva molto tempo a raggiungere un obiettivo per poi essere abbattuti, magari, in pochi secondi, ora si entra in azione immediatamente grazie all'inserimento del nostro team via jeep o elicotteri. Tornando al realismo e alle differenze verso gli sparatutto "hollywoodiani", bisogna citare il funzionamento delle armi, la gestione delle ferite e le mutilazioni derivanti dai colpi. Andando con ordine, le armi sono tutt'altro che infallibili e possono anche incepparsi, dovendo poi essere sbloccate. Sul lato delle ferite, una volta che si viene colpiti bisogna effettuare due operazioni: bloccare l'emorragia e in seguito curarsi. Il tutto è ovviamente semplificato per ragioni di giocabilità e immediatezza (un tasto e via), però l'intero processo di cercare un riparo e applicare le cure mediche aggiunge un ulteriore livello di profondità all'azione, anche pensando al rischio costante di essere abbattuti con un solo proiettile. Arriviamo infine ai cosiddetti "gibs", per segnalare la cura con cui sono stati ricreati gli effetti dei colpi sul corpo del nemico (o dei compagni). Un calibro 50, ad esempio, squarcia letteralmente il bersaglio, rivelando costole e organi interni, anch'essi visibili sul cadavere. D'altra parte, il risultato di un proiettile 5.56 tradizionale porterà (giustamente) a un semplice foro di proiettile con immancabile macchia di sangue.

Il cielo e gli effetti di illuminazione sono l'aspetto più riuscito della grafica - Operation Flashpoint: Red River
Il cielo e gli effetti di illuminazione sono l'aspetto più riuscito della grafica

la luce è molto bella ma non è definitiva

Una serie di note degli sviluppatori, che affiancano la versione di prova in nostro possesso, ci ricorda come gran parte degli elementi testati non sia ancora definitiva, sopratutto in campo grafico. In linea generale, comunque, la prima impressione è quella del tipico gioco "simulativo" e quindi poco entusiasmante da vedere perché privo di effetti speciali all'ultimo grido. Ciò detto, si spera in un generale miglioramento del dettaglio e della fluidità in tempo per la versione completa, oltre che nella sparizione di vari bug legati all'intelligenza artificiale. I più fastidiosi riguardano i nemici che restano incastrati nel fondale o che non si accorgono della nostra vicinanza, restando immobili di fronte all'arma spianata. In altre situazioni, mostrano invece una mira sovrumana riuscendo a effettuare rapidi "headshot" da chilometri di distanza. Non sarebbe male vedere anche una maggiore differenziazione delle ferite: è vero che bisogna curarsi, ma anche da moribondi possiamo sparare con la stessa precisione di un cecchino, e le cure hanno effetti fin troppo miracolosi. Già apprezzabile, invece, la presenza di un HUD pienamente aperto alle modifiche del giocatore: nella configurazione standard, ci sono tutti gli indicatori che potreste desiderare, iniziando dalla mappa per arrivare alla posizione dei bersagli. Disattivando gli aiuti visivi, si viene proiettati in un vero e proprio incubo, nonché sogno proibito per l'appassionato di sparatutto militari. Nessun avvertimento, nessuna scritta su schermo, solo la nostra bravura nel localizzare i nemici e, sopratutto, restare vivi. Rinviando l'appuntamento alla recensione per un giudizio più articolato, c'è da ricordare che finora si è parlato soltanto delle missioni veloci in modalità Fireteam Engagement. Parleremo invece della campagna, quando ci verrà tolto il coprifuoco su questo aspetto di Operation Flashpoint: Red River.


Commenti

  1. fashion

     
    #1
    Ma il link all'anteprima manca o sono io che non lo vedo?
  2. utente_deiscritto_148337

     
    #2
    Lo volevo scrivere io.
    Credo che bisogna aspettare che finiscano di sistemare.
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