Genere
Piattaforme
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
11/3/2015

Ori and the Blind Forest

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Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Genere
Piattaforme
Distributore Italiano
Microsoft
Data di uscita
11/3/2015

Lati Positivi

  • Artisticamente ispirato
  • Coerenza estetica
  • Animazioni di molto sopra la media
  • Difficile, ma raramente può risultare frustrante
  • Buona e originale varietà di poteri
  • Le meccaniche seguono una precisione visione degli sviluppatori

Lati Negativi

  • Inizialmente un po' confusionario.
  • Narrativamente debole.
  • Salti a volte non precisissimi.

Hardware

Ori and the Blind Forest è una esclusiva Microsoft disponibile unicamente su Xbox One e PC. Il gioco necessita di circa 6 GB di spazio su hard disk. Su Xbox One abbiamo rilevato qualche occasionale scatto e bug che ci impediva di sfruttare la funzione Resume. È prevista anche una versione per Xbox 360 in un prossimo futuro.

Multiplayer

Nessuna modalità disponibile. È inclusa una classifica online che tiene conto della percentuale di completamente e del tempo che si è impiegato. Al momento, al primo posto qualcuno è riuscito a portare a termine il gioco al 100% fermando il cronometro a 2 ore e 45 minuti.

Modus Operandi

Ci siamo letteralmente persi nella meravigliosa foresta di Ori and the Blind Forest grazie a un codice download per Xbox One gentilmente fornito da Microsoft.
Recensione

Un salto nel "metroidvania"

Oltre a una grafica folgorante, Ori offre anche una solida struttura di gioco di affianca belle intuizioni a qualche imprecisione.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Prima di poter mettere finalmente le mani sul gioco nemmeno noi sapevamo bene cosa aspettarci da Ori and the Blind Forest, la cui definizione oscillava tra platform e metroidvania. In realtà entrambe le definizioni si sono rivelate in un certo senso calzanti al punto che la verità ancora una volta si trova nel punto di incontro tra le due. La struttura cardine del gioco è sicuramente quella del metroidvania, action 2D ambientato in una mappa articolata e non interamente accessibile dall'inizio in cui bisogna sbloccare una serie di poteri per eliminare o superare gli ostacoli che impediscono l'accesso alle nuove aree.

Le minacce nella foresta non mancano, ma Ori sa come difendersi. - Ori and the Blind Forest
Le minacce nella foresta non mancano, ma Ori sa come difendersi.

In realtà però le sezioni spiccatamente platform in cui la precisione dei salti diventa una discriminante non mancano mai. Proprio questo aspetto, forse un po' a sorpresa, mostra il fianco alle prime critiche sulle meccaniche di gioco. Il salto, infatti, mostra un comportamento un po' strano. Non si può definire "rotto", ma resta comunque la sensazione che non sempre la sua esecuzione si concretizzi esattamente come preventivato. La situazione migliora di certo quando si sblocca il doppio salto – abbastanza presto nel corso dell'avventura – che permette correzioni di rotta, ma quando c'è da eseguire un singolo salto di precisione può accadere che la traiettoria si riveli diversa da quella impostata idealmente. Spesso si finisce lunghi e probabilmente ciò dipende da una pressione leggermente prolungata del tasto che finisce per attivare il salto lungo, un fastidio comunque non da poco quando ci si deve rifugiare su piattaforme molto strette che concedono un ristrettissimo margine d'errore, considerando anche che il personaggio non è in grado di aggrapparsi alle sporgenze.

UNA FORESTA DI DIFFICOLTÀ

Non ci vuole comunque molto a prendere la mano e trovare le giuste misure nel salto, anche perché ben presto saranno ben altre le difficoltà da fronteggiare. Nonostante le apparenze che potrebbero far pensare a Ori come un gioco concepito con un target piuttosto giovane in mente, pad alla mano il livello di difficoltà si rivela tarato invece piuttosto verso l'alto, complice anche una forte impostazione trial&error a cui bisogna aggiungere purtroppo anche un fastidioso respawn dei nemici che si attiva quasi subito dopo aver superato la schermata in cui ha avuto luogo lo scontro.

La foresta ghiacciata è uno scenario ancora più suggestivo del solito. - Ori and the Blind Forest
La foresta ghiacciata è uno scenario ancora più suggestivo del solito.

Per mitigare il senso di frustrazione Moon Studios ha deciso di affidare quasi totalmente al giocatore la gestione del salvataggio. Il gioco offre save point in poche situazioni topiche, mentre nelle restanti occasioni sta al giocatore decidere dove salvare consumando specifiche sfere energetiche il cui utilizzo si estende però anche ad altri aspetti del gioco. Certo, ogni tanto ci si dimentica di salvare, ma lo scotto delle prime volte induce a ridurre questa casistica nel corso del gioco e il dover gestire anche questo aspetto, bilanciando pro e contro, aggiunge un divertente livello di profondità aggiuntivo.

Salvare o poter contare su una versione più devastante dell'attacco base è un dubbio su cui ci si crogiola piacevolmente, ma anche lo spunto che ci porta a parlare dei poteri su cui Ori potrà contare durante la sua epopea, abbondanti e originali anche se presentati inizialmente in maniera un po' troppo confusionaria. Come da tradizione nel genere la loro disponibilità è destinata da aumentare tramite due modalità. Da un lato abbiamo poteri che il gioco sblocca l raggiungimento di un evento specifico della trama in determinate situazioni, necessari per accedere a nuove aree, dall'altro un albero delle abilità a tre rami che ci consente di potenziare e modificare a scelta quelli di cui già disponiamo. Di per sé comunque la disponibilità di un potere non si traduce mai nella sicurezza di poter superare in scioltezza un punto prima invalicabile: in ogni situazione infatti bisognerà aggiungere una buona dose di abilità manuale per poter procedere.

Queste situazioni in cui si trova a muoversi tra strette pedane possono rivelarsi più complicate del previsto a causa del comportamento un po' bizzarro del salto. - Ori and the Blind Forest
Queste situazioni in cui si trova a muoversi tra strette pedane possono rivelarsi più complicate del previsto a causa del comportamento un po' bizzarro del salto.

Altro aspetto atipico per un metroidvania è la limitata influenza del backtracking, che in alcuni frangenti si potrebbe evitare quasi del tutto a meno di non voler andare a recuperare qualche potenziamento lasciato per strada. Anche la mappa quasi interamente visibile è una scelta non banale che tuttavia aiuta ad avere sempre ben chiaro cosa fare e dove andare per procedere. Si tratta ovviamente di una semplificazione, ma come già detto il gioco preferisce calcare sulla difficoltà in altri modi evitandoci la frustrazione di vagare a vuoto. In generale dunque complicazioni e facilitazioni appaiono ben studiate e bilanciate, frutto di scelte di design precise e mature che estendono anche al gameplay l'alto livello di coerenza interna del gioco.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Come visto dunque Ori and the Blind Forest ammalia visivamente, ma nel complesso non è certo esente da difetti, su tutti le meccaniche del salto non precisissime e una certa debolezza narrativa. La meravigliosa morbidezza delle animazioni e la coerenza visuale di ogni elemento in scena lo rendono tuttavia un titolo che chiunque dovrebbe provare per rendersi conto a quali risultati artistici l'attuale maturità tecnica e professionale del medium può ambire. Eppure Ori sa regalare soddisfazioni anche dal punto di vista più strettamente ludico con un intelligente sistema di salvataggio e un buon bilanciamento tra complicazioni e facilitazioni che rendono la progressione ostica, ma quasi mai frustrante. Se la somma di questi elementi dia come risultato un indie eccezionale o un buon gioco d fascia media come non se ne vedevano da un po' di tempo lasciamo a voi deciderlo, noi ci limitiamo a consigliarvi di giocarci.

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