Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
89.900 Lire
Data di uscita
15/12/2000

Oro e Gloria - La Strada per El Dorado

Oro e Gloria - La Strada per El Dorado Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Avventura
Data di uscita
15/12/2000
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
89.900 Lire

Lati Positivi

  • Divertenti e riusciti i dialoghi
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Divertente e appassionante

Lati Negativi

  • Troppo corto e facile
  • Lacune narrative nelle fasi avanzate di gioco
  • Modelli poligonali non sempre riuscitissimi

Hardware

Per giocare a Oro e Gloria - La Strada per El Dorado è sufficente avere un Pentium 233, 32 Mb di RAM e un centinaio di MB liberi su Hard Disk. Supportato qualsiasi joypad compatibile con Windows.

Multiplayer

Non sono previste modalità multiplayer.
Recensione

Oro e Gloria - La Strada per El Dorado

Tullio e Miguel, la Spagna, El Dorado, un manipolo di nemici e una manciata d'imprevisti: siete pronti per l'avventura che potrebbe portarvi a conoscere le strabordanti ricchezze di un mondo misterioso? Allora armatevi di tastiera e...

di Mattia Ravanelli, pubblicato il

Uno dei migliori film d'animazione di questa stagione autunno/inverno è indubbiamente La strada per Eldorado, della premiata ditta Spielberg-Geffen-Katzenberg... meglio conosciuti con il risonante nome della propria casa di produzione: Dreamworks. Tralasciando per un attimo l'ovvio confronto con Dinosauri della Disney (che la cricca di Nextgame.it ritiene ufficialmente uno dei peggiori lavori della Disney da svariati anni a questa parte), la realizzazione Dreamworks è riuscita comunque a ritagliarsi un suo spazio e qualche giusto riflettore in piena fronte. Come evitare l'occasione per realizzarne un videogioco? Impossibile... La Cover Story di Nextgame.it continua quindi con la recensione della versione PC de La Strada per El Dorado: incredibile a dirsi, se la pellicola cinematografica si attesta su livelli più che discreti, lo stesso può dirsi per il videogioco.

PRIME NECESSARIE BASI

La Strada per El Dorado è un'avventura, una di quelle avventure tutte (o quasi) 3D e nulla mouse, proprio come nel caso di gloriosi e illustri precedenti quali Grim Fandango e Fuga da Monkey Island. Quello che ci si deve aspettare è quindi una serie di strutture e personaggi poligonali amorevolmente adagiati su ambientazioni e fondali in bitmap: l'accostamento delle due tecniche grafiche avviene sempre e comunque con la massima armoniosità, ogni pericolo di "stridente convivenza" è quindi scongiurato...
Il sistema di controllo, come già accennato, vede protagonista tastiera o joypad, tralasciando completamente (e giustamente) il mouse. La gestione del personaggio avviene quindi direttamente tramite le frecce direzionali o il pad, mentre l'interazione dello stesso con gli elementi delle ambientazioni è facilitato dal luccichio di qualsiasi oggetto, persona o accrocchio strano con cui sia possibile stabilire un qualche rapporto. Ovviamente entrambi i personaggi hanno a loro disposizione un inventario, possono correre, accucciarsi o strisciare lateralmente.
Ora che ci si è fatti un'idea sommaria di come appaia e funzioni il gioco, possiamo passare alla parte succulenta: lo svolgersi dell'avventura, i personaggi e... molto altro.

SUNNYDAY IN CITY SOLEIL

Tullio e Miguel non si possono esattamente descrivere come degli intrepidi e affascinanti avventurieri, quanto più come dei furbi, ingegnosi e spiantati la cui avventura comincia nel bel mezzo di una cittadina spagnola al tempo dei grandi conquistadores. E conquistador è anche Cortés, potente e influente figuro che, guarda caso, siede nella stanza dei bottoni di un enorme vascello che potrebbe fungere da scialuppa di salvataggio del nostro dinamico duo, ricercati in Spagna per non si sa bene quale motivo (qualche furtarello di troppo, sembrerebbe). Una nave, la necessità di fuggire e una mappa per la mitica città di El Dorado... Tullio e Miguel hanno proprio tutto quello che gli serve per imbarcarsi (letteralmente) e partire in cerca di avventura.
Tutto il gioco ricalca le orme della pellicola cinematografica, nel bene e nel male, come vedremo. La produzione Ubi Soft (sviluppata dalla Revolution) mette immediatamente il giocatore nella necessità di organizzare qualche stratagemma per riuscire ad arrivare alla nave di Cortés. Fin da subito, come è ovvio che sia quindi, occorre improvvisarsi pensatori e avventurieri scaltri, parlare con chi di dovere, raccogliere e/o trovare quanto può tornare utile e soprattutto gestire nel migliore dei modi entrambi i personaggi. Una delle particolarità del gioco, nonché probabilmente la caratteristica più interessante e innovativa, è infatti la necessità di vestire i panni sia del sognatore Miguel che dell'ingegnoso Tullio. Se per buona parte del gioco, difatti, i due si muovono all'unisono, esiste comunque un discreto numero di puzzle e di situazioni in cui i due vanno effettivamente gestiti in rapida successione, per far si che si aiutino effettivamente, adoperandosi l'un l'altro per la risoluzione di situazioni piuttosto spiacevoli! Se, per esempio, occorre muoversi su particolari serie di piattaforme che si alzano e abbassano secondo quanto impartito con diverse leve, è compito del giocatore continuare a scambiarsi i panni da Miguel a Tullio per far si che, poco per volta, ognuno dei due aiuti nella gestione delle piattaforme l'altro. Insomma, sicuramente una trovata interessante e che, soprattutto, giustifica ampiamente la presenza di due personaggi principali.
Oltre a questo, va sottolineata con particolare entusiasmo la caratterizzazione davvero riuscitissima di Miguel e Tullio. Anche grazie al grande doppiaggio di Gianmarco Tognazzi (Tullio) e Alessandro Gassman (Miguel), i due improbabili eroi appaiono ben definiti nelle loro caratteristiche, ma non per questo particolarmente standardizzati o banali. Allo stesso modo va reso grande onore a chi ha curato i dialoghi del gioco, sempre arguti, divertenti, ironici e capaci di strappare sorrisi a tutto spiano.

ALTIVO, TIRACI FUORI DAI GUAI!

Se finora abbiamo praticamente steso le lodi di un gioco divertente, appassionante e ben studiato, purtroppo non possiamo esimerci dal rendere noti anche i difetti maggiori che non gli permettono di andare a lottare spalla a spalla con le migliori produzioni Lucasarts (giusto per fare un nome).
Indubbiamente il gruppo di Charles Cecil (Revolution Software) si riabilita agli occhi del pubblico dopo la semi-debaclé di A Sangue Freddo, ma è anche vero che Cecil e soci si erano già rivelati validi narratori e "registi di giochi" in titoli quali il duo di Broken Sword, tra gli altri. La Strada per El Dorado invece paga pegno alla sua natura cinematografica che, con tutta probabilità, ha imposto delle particolari scelte a livello di game design che non riescono a elevare il gioco ai suoi potenziali massimi livelli. In primis c'è da registrare una certa facilità e una libertà di movimento negli ambienti piuttosto scarsa, ma il tutto è evidentemente da ricercarsi nel target per cui è destinato un titolo simile (secondo la stessa Ubi Soft un gruppo di utenza decisamente giovane). Ma il "difetto" che sicuramente reca maggior fastidio e colpisce in senso negativo è sicuramente lo stacco narrativo che s'insinua nella seconda metà del gioco: se inizialmente ci viene data la possibilità di entrare e inoltrarci nell'avventura, alla scoperta dei personaggi e dei luoghi, con una certa continuità e coinvolgimento, nella seconda parte del gioco si viene sballottolati da un punto all'altro dell'avventura, quasi senza accorgersene. Esiste una lacuna narrativa nella presentazione delle vicende, dato che i filmati d'intermezzo tra una fase di gioco e quella seguente, per quanto tratti dal film quindi tecnicamente eccellenti, intriganti e coinvolgenti, non riescono a raccontare precisamente e in maniera soddisfacente quanto sta succedendo. Ci si trova insomma con una trama che viene fatta "correre" quasi a dismisura, per poi fermarsi nuovamente, giocare, risolvere una situazione e ancora via... verso un'altra fase di filmati. Unendo il tutto alla scarsa longevità del gioco (lo abbiamo terminato in meno di tre ore di gioco), si ha un quadro piuttosto completo della situazione.
Fortunatamente il cuore "giocato" de La Strada per El Dorado rimane davvero valido e appassionante, certo tolti i difetti sopra citati, la conclusione sarebbe potuta essere ben altra...

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
La Strada per El Dorado è un gioco che, prima di tutto, si rivela decisamente divertente ed appassionante, e parlando di un'avventura si tratta evidentemente di caratteristiche vincenti. Ma se da una parte va consigliato senza riserve per la caratterizzazione riuscitissima, per la freschezza e la passione dei dialoghi, per la gestione intrigante dei due personaggi... d'altra parte va anche messo in guardia il giocatore da una longevità piuttosto scarsa, da una profondità di gioco a tratti limitata e da una narrazione che nella seconda metà del gioco diventa a volte lacunosa. Un gioco assolutamente perfetto per un pubblico giovane, meno adatto a chi ha giocato a perdifiato tutte le avventure da Maniac Mansion in avanti.