Genere
Guida
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
4/10/2004

OutRun 2

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Datasheet

Produttore
Sega
Genere
Guida
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
4/10/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
59,90 Euro

Hardware

OutRun 2 verrà distribuito con un suo cabinato che offrirà i classici controlli di guida come volante, leva del cambio, acceleratore, freno e un sedile anatomico. Nella versione definitiva dovrebbe figurare anche un pulsante dedicato alla radio, per cambiare colonna sonora in qualsiasi momento del gioco.

Multiplayer

E' annunciato il multiplayer per quattro giocatori su altrettanti cabinati, attraverso le stesse tappe del gioco in singolo.

Link

Anteprima

OutRun 2

Prima del 1986, i giochi di guida erano rappresentati da macchine stilizzate su fondali quasi immobili, all'interno di cabinati dall'aspetto spartano. Una persona chiamata Yu Suzuki pensò di cambiare le cose con tonnellate di grafica, musiche da volume a manetta e il coinvolgimento che solo una Ferrari poteva dare. Quella stessa persona, oggi, ne sta architettando un'altra delle sue...

di Alessandro Martini, pubblicato il

In un periodo di crisi totale (per non dire terminale) del mercato arcade, è un segnale chiaro quello che Sega manda al Pianeta dalle "sue" sale giochi. Il segnale che, in fondo, l'anima di questo gruppo risiede ancora nel mondo coin-op e che i primi successi arcade non sono stati dimenticati in favore di creazioni per console come Sonic, Phantasy Star Online o il nascituro Billy Hatcher. OutRun, il gioco che ha definito la popolarità di Yu Suzuki e lo stemma dei suoi studi (la palma visibile nel logo AM2 è un chiaro riferimento al marchio di quel titolo) si prepara a tornare con una veste completamente rinnovata, ma senza cambiare nulla in quella formula che lo ha consacrato come il grande "papà" dei giochi di guida arcade. Una formula basata essenzialmente su tre caratteristiche: velocità, varietà e competizione.

SENZA DONNE NON SI PARTE

OutRun 2 presenterà almeno due punti fermi ripresi pari-pari dal suo illustre predecessore: una Ferrari e una bella ragazza seduta a fianco del guidatore. Entrambi gli elementi avranno un ruolo più attivo in questo episodio, andando a influenzare direttamente il gameplay. Intorno alla presenza femminile è infatti pensata la modalità Heart Attack (attacco di cuore, non a caso), mentre le Ferrari disponibili (sei in tutto) presenteranno effettive differenze in aspetti come l'aderenza o l'accelerazione. Ricordando i bei tempi che furono, viene da sorridere a pensare che Sega non aveva nemmeno la licenza Ferrari durante lo sviluppo del primo OutRun e che l'auto venne comunque inserita "di soppiatto" nel gioco per rivestire un ulteriore effetto-traino sul pubblico. I tempi sono completamente cambiati adesso che il marchio blu è (tornato) una potenza dell'industria dei videogiochi e può permettersi il marchio Official Licensed Product su tutto il materiale pubblicitario legato ad OutRun 2. I sei modelli disponibili partono dalla tradizionale Testarossa, esattamente la stessa auto del primo capitolo, passando attraverso DinoGT, F50 e Daytona Spyder, quest'ultima riprodotta nel colore nero metallizzato visto in televisione (il serial anni'80 Miami Vice). I parametri che le differenziano l'una dall'altra sono ovviamente limitati, visto che parliamo di un gioco arcade, ma ugualmente importanti. Le auto offriranno un diverso grado di accelerazione, aderenza nelle curve e velocità massima, risultando sempre equilibrate tra loro per adattarsi al particolare stile di guida di ogni utente. Da quanto trapela grazie alle immagini (ingrandite da un formato microscopico, quindi meno dettagliate di quanto dovrebbero essere), ogni vettura è molto fedele al modello presente nella realtà, per quanto riguarda carrozzeria, design e dimensioni. Nonostante si parli di un gioco arcade, la riproduzione delle auto è degna delle simulazioni con livree proporzionate, targhe realistiche e gomme ben nascoste sotto ai parafanghi (non sporgenti come si vede spesso in giochi di questo genere).

ARCADE CON QUALCOSA IN PIU'

Per offrire un maggiore grado di varietà, gli sviluppatori hanno pensato ad alcune opzioni aggiuntive alla classica, e immancabile, gara contro il tempo. Se correre attraverso l'America lottando contro il traffico dovesse risultare noioso, potremo sfidare alcuni amici in una gara in rete locale o cimentarci nella già nominata modalità Heart Attack. Il multiplayer consiste in una gara di velocità attraverso le quindici tappe del percorso, in cui è la macchina in testa a scegliere la prossima destinazione condizionando, in questo modo, il tragitto degli altri concorrenti. Questo particolare può essere sfruttato a proprio favore in quanto conoscendo ogni percorso, e le debolezze dell'avversario, potremo condizionare la gara portando gli altri giocatori sul "nostro terreno". Heart Attack non è altro che una definizione più originale per la serie di prove proposte dalla ragazza al nostro fianco. Completando alcuni test di abilità nella guida (superare un certo numero di vetture, effettuare una manovra da ritiro della patente), otterremo un certo quantitativo di "cuori" segnalato in fondo allo schermo. Questo particolare tipo di moneta servirà per sbloccare alcuni bonus e condizionerà il tipo di finale cui assisteremo al termine del percorso. Infine, per chi necessita un po' di pratica, il cabinato promette una modalità Time Attack, nient'altro che una competizione basata esclusivamente sul proprio tempo migliore.

TRADIZIONI E MULTIPLAYER

Non potendo recarci direttamente a Tokyo, per ovvie ragioni logistiche ed economiche, dobbiamo tenere fede alle impressioni sul gioco filtrate attraverso i primi test nipponici, e arrivate puntualmente sulla rete. Dalle prove svolte su una versione già avanzata, emerge tutto lo spirito arcade di questo progetto, lontanissimo da qualsivoglia pretesa di realismo, verosimiglianza o simulazione (parola praticamente, e giustamente, bandita dalla saga di OutRun). Le auto si dimostrano nervose e sovrasterzanti, il ritmo di gara è rapidissimo, gli sfondi appaiono lussureggianti e ricchi di particolari messi lì apposta per lasciare l'utente a bocca aperta ad ogni curva. Queste impressioni vengono supportate adeguatamente dalle immagini presenti qui intorno, dove possiamo ammirare le Ferrari impegnate a superare in modo "creativo" gli ostacoli costituiti dal tracciato, dal traffico o dagli altri concorrenti nelle sfide multiplayer (potete individuarli nelle altre Ferrari visibili in alcune foto). Già ora, insomma, possiamo scacciare il timore che lo spirito di OutRun venga "infangato" da un seguito non all'altezza, crimine già commesso da OutRun Europa, Turbo OutRun e da tutti gli altri spin-off realizzati attorno ai primi anni '90, in particolare nel mercato casalingo.

MUSICA DA SORPASSO

Il solo OutRunners, nella sua versione originale arcade, era riuscito a far rivivere (sebbene per poco tempo) lo splendore degli anni passati grazie alle opzioni multiplayer e ad alcune trovate divertenti, non ultima la gestione "live" della radio. Questa funzione tornerà anche in OutRun 2 grazie a un selettore che permette di cambiare musica in qualsiasi momento della gara, offrendo pezzi inediti, ma soprattutto graffianti remix delle colonne sonore classiche. Tracce come Passing Breeze o Magical Sound Shower hanno segnato la storia dei videogiochi ed è sacrosanto che vengano onorate da una versione al passo con i tempi. Un aspetto che sembra caduto in secondo piano oltre all'originalità (ormai in animazione sospesa da qualche anno) è il contorno: lo chassis in cui verrà ospitata la scheda Chihiro e lo stesso OutRun 2. Da questo punto di vista, non aspettiamoci grandi cose poiché Sega non promette nient'altro che un volante, il cambio, una pedaliera, un sedile e i loghi ufficiali del gioco. Speriamo, almeno, che tutto questo risulti dignitoso e in grado di onorare i suoi compiti, soprattutto in tema di Force-Feedback, caratteristica che faceva realmente la differenza nel caso del predecessore. Ad ogni modo, possiamo perdonare un cabinato sottotono e poca originalità agli studi capitanati da Yu Suzuki, a patto che OutRun 2 riesca ad eguagliare il primo episodio in un aspetto fondamentale: il divertimento. E, se questo episodio sarà migliore del capostipite, dovremo realmente iniziare un nuovo discorso in tema di capolavori...