Genere
Guida
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
ND
Data di uscita
31/3/2006

OutRun 2006: Coast 2 Coast

OutRun 2006: Coast 2 Coast Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Genere
Guida
PEGI
3+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
31/3/2006
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8

Lati Positivi

  • Così arcade, che di più non si può
  • Tecnicamente eccellente
  • Passing Breeze non si scorda mai...
  • Vario e divertente
  • Veloce e immediato nei controlli

Lati Negativi

  • Fisica scarna e semplicistica
  • Niente danni alle vetture
  • Giocabilità lineare
  • Modello di guida ridotto all'osso

Hardware

Una Playstation 2, una memory card e un joypad caldo, solo questo occorre per far fumare i pneumatici e sverniciare gli avversari.

Multiplayer

Niente split screen, ma possibilità di gioco online, per chi è munito di network adapter o PlayStation 2 seconda versione "slim". La connettività incrociata con la PSP non consente di giocare in multiplayer, solo di scambiare i salvataggi e sbloccare contenuti altrimenti inaccessibili.

Link

Recensione

A 200 all'ora contromano

Ritorno al futuro...venti anni nel passato

di Gabriele Ciaccasassi, pubblicato il

Nel momento in cui sempre più spesso i videogiochi imboccano la strada della completezza e della complessità a tutti i costi, sia essa nella grafica, nella fisica, nel realismo o nella libertà di azione, Sega prende la direzione opposta.
Un arcade puro, genuino, intatto e senza concessioni, questo è Outrun 2006: Coast 2 Coast, un titolo che non si discosta molto, nella sostanza, dall'originale capostipite del 1986, che i più attempati tra i videogiocatori non possono non aver amato durante l'età dell'oro delle sale giochi italiche.
Era l'epoca in cui il solco dei giochi di guida era tracciato dalla grafica e dal senso di velocità: pochi fronzoli e tanta adrenalina. Outrun è stato a lungo l'esemplare più fulgido del genere e ne rimane per molti il simbolo, mantenendo nonostante gli anni un fascino ineguagliato.

OBIETTIVO VELOCITÀ: TOGLIETE TUTTO QUELLO CHE NON SERVE

L'anima arcade che infiamma il nuovo titolo di Sega ci affascina, è vero, ma dobbiamo a malincuore ammettere che il prezzo da pagare può essere fastidioso. Al di là dell'essenzialità della meccanica di gioco, che può far storcere il naso ai più esigenti ma che riteniamo essere più un marchio di fabbrica che un limite (e d'altronde un Ridge Racer con qualunque numerazione non si discosta molto), alcune scelte lasciano interdetti.
Senza scomodare danneggiamenti delle vetture, tuning o altre amenità di cui non v'è traccia, basti dire che, per quanto ci abbiamo provato, non siamo riusciti in nessun modo ad intraversare la macchina del tutto e a percorrere le piste contromano. Non che questo sia una cosa utile o in qualche modo necessaria, ma avrebbe dato un gusto maggiore alla derapata e al senso di libertà che ci piace avere nei videogiochi.
Anche la soddisfazione di una sportellata bene assestata è in qualche modo depauperata dalle conseguenze che questa ha: in fase di sorpasso è pressoché inutile in quanto la vittima prescelta difficilmente ne viene rallentata e anche una sana ed entusiasta tamponata da tergo, pur mandando in testacoda l'avversario, lo lancia comunque davanti a noi e spesso con una velocità maggiore della nostra, dopo la botta.
Fondamentalmente anche la fisica (e la fisicità del gioco) è prettamente arcade e decisamente d'altri tempi… il che è un difetto fin tanto che ci si “ostina” a cercare in Outrun tracce e influenze di altri giochi.
Non ve ne sono, sia chiaro una volta per tutte. Outrun è fedele a se stesso e basta.
La domanda, a questo punto, è se tutto ciò ha un senso ai giorni d'oggi.

HA SENSO, ED È DANNATAMENTE DIVERTENTE

La risposta è che tutto questo “essere d'altri tempi”, questa essenzialità arcade risulta paradossalmente una boccata d'aria fresca.
Divertente? Si, divertentissimo.
Anche le sessioni di gioco in modalità cardiopalma, con la loro semplicistica natura di sottogiochi, confermano la sfida e il divertimento, proponendo in rapida successione una buona varietà di stimoli e di situazioni.
Quello che cattura è l'adrenalina dello sfrecciare a tutta birra nel traffico, superando avversari ed evitando ostacoli. La filosofia, non a caso, quella di Virtua Tennis: immediatezza, controllo istintivo, enfasi esclusiva sull'azione. Il parco macchine è discreto quanto alla varietà che queste portano nell'economia globale del gioco, e così anche i tracciati, buoni per numero ed eccezionali per impatto grafico.
Il comparto tecnico infatti accompagna egregiamente lo svolgersi delle partite: il commento sonoro è interamente in italiano e nonostante i nostalgici finiranno per ascoltare quasi esclusivamente le tre tracce classiche di Outrun (in versione normale, remix e “vintage”) anche la colonna sonora consta di un buon numeri di musiche della giusta fattura.
La grafica infine scorre via in un tripudio di colori e ambientazioni. Qualche scatto va, ahinoi, registrato ma si tratta di episodi ricorrenti solo nelle fasi più affollate, e in definitiva è l'eccezione non la regola. Non c'è traccia di pop-up e l'orizzonte è sempre parecchio lontano. Delle tre visuali disponibili (tutte parimenti giocabili), quella davanti al cofano garantisce la maggiore sensazione di velocità ma fosse solo per motivi storici, questo gioco va giocato con l'inquadratura dall'alto.
Forse però Outrun 2066: Coast 2 Coast non è un gioco per tutti. Pur essendo il punto che connota maggiormente il titolo Sega, il gameplay essenziale può risultare scarno e limitato a taluni. Come già affermato, però Outrun è Outrun, e niente altro, e questo non è poco, e se lo scopo di un gioco è divertire ed emozionare, l'obiettivo è raggiunto.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Chiunque provi un pizzico di nostalgia a leggere il titolo del gioco, non dovrebbe lasciarselo sfuggire: troverà immutate non solo le dinamiche ma anche le emozioni che il primo Outrun aveva scolpito in profondità nel cuore. Il vero problema del titolo targato Sumo Digital è forse il poco appeal che un gioco apparentemente poco profondo esercita su un videogiocatore abituato a vagonate di auto, a gare articolate, tuning, incidenti e via dicendo. Ma non concedersi almeno una prova con Outrun 2006: Coast 2 Coast è un peccato che nessuno dovrebbe commettere. L'essenzialità e la schiettezza arcade è in realtà il punto di forza del gioco. Ci sono vari metri di giudizio possibili per capire la bontà di un titolo: il desiderio di fare un'altra partita è uno, il tempo che passa senza accorgersene un altro, le partite che scorrono via come un battito di ciglia un altro ancora. Outrun è tutto questo