Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
49,90 euro
Data di uscita
5/4/2006

Paradise

Paradise Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Blue Label Entertainment
Genere
Avventura
PEGI
12+
Distributore Italiano
Blue Label Entertainment
Data di uscita
5/4/2006
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
49,90 euro

Lati Positivi

  • Fondali ottimamente disegnati
  • Trama e atmosfera interessanti

Lati Negativi

  • Molti bug
  • Enigmi poco divertenti
  • Scarsa interazione con l'ambiente
  • Personaggi poco carismatici
  • Graficamente arretrato

Hardware

Per giocare senza problemi consigliamo un processore a 1 GHz, 256 MB di RAM e una scheda 3D con almeno 64 MB di RAM. Il gioco risiede su tre CD-ROM e necessita di circa 2 GB di spazio libero su Hard Disk.

Multiplayer

Non sono presenti modalità di gioco in multiplayer
Recensione

Ombre e luci in Paradiso

Ann Smith continua il viaggio nel paradiso creato da Benoit Sokal.

di Francesco Destri, pubblicato il

Uno degli aspetti più convincenti dei due capitoli di Syberia è da ricercarsi nella notevole armonia tra ambientazione, trama, spessore dei personaggi e veridicità degli enigmi, ovvero come proporre puzzle e prove di intelligenza in grado di attenersi realisticamente al concept e all'impronta narrativa del gioco. Purtroppo in Paradise questo collante viene a mancare anche se non proprio del tutto.

ENIGMI IN BASSA RISOLUZIONE

Il limite principale del gioco è infatti da ricercare in un andamento troppo ripetitivo e poco avvincente, retto soprattutto su un gran numero di dialoghi e su inserti extravventurosi francamente inutili. Non ci riferiamo solo a una sezione labirintica più adatta a far perdere la pazienza che ad altro, ma anche a rare parentesi platform e a brevi intermezzi del gioco in cui dovremo impersonare una pantera (proprio quella che ci guarda minacciosamente dalla confezione del gioco).
Segnati da un sistema di controllo molto approssimativo e limitati a compiere spostamenti, questi inserti lasciano il tempo che trovano e dimostrano in modo ulteriore la confusione degli sviluppatori, alle prese con un titolo che nel tentativo di apportare qualche elemento innovativo nel genere cade invece in soluzioni banali e mal gestite, proprio come successo nell'altrettanto poco riuscito sequel di The Longest Journey.
Con questo non vogliamo dire che in Paradise manchino del tutto buoni enigmi o che la trama non sia coinvolgente (il finale ad esempio si è dimostrato all'altezza della situazione), ma solo che da un team già responsabile di una coppia di giochi come quella di Syberia ci si aspettavano ben altre cose anche a livello grafico. Nulla da ridire sugli sfondi, bellissimi ed evocativi, ma perché mantenere ancora nel 2006 una risoluzione fissa di 800x600 pixel e accontentarsi di animazioni così poco curate e approssimative?

MISSIONE RIUSCITA? NON PROPRIO

Non bisogna poi dimenticare i numerosi bug (non solo grafici) che abbiamo incontrato lungo tutto il gioco: crash piuttosto frequenti (sembra che ci sia un'incompatibilità tra il gioco e le CPU con HyperThreading), cursore che non sempre indica gli hot spot nella maniera giusta, improvvisi fasci di luce che appaiono dove non dovrebbero e un comportamento non proprio impeccabile di Ann in alcuni spostamenti rendono il gioco ulteriormente frustrante e poco divertente, anche se sembra che una patch correttiva, non ancora disponibile al momento in cui scriviamo, risolverà gran parte di questi "bachi". Imprecisioni a parte, Paradise presenta però anche alcuni pregi.
Non solo il buon doppiaggio italiano e il discreto comparto sonoro, ma soprattutto un'atmosfera intrigante e tipicamente "sokaliana" che piacerà sicuramente agli amanti di Amerzone e di Syberia, anche se restando in tema avremmo preferito una minor somiglianza estetica tra Paradise e i suoi due predecessori. Alcuni inevitabili deja-vù disseminati per il gioco che richiamano anche a molte altre avventure del passato, con enigmi non proprio originali (stufe, carrucole, candele da spostare, simboli da far combaciare) anche se piacevoli e mai troppo sgangherati o privi di senso.
Concludendo, non possiamo quindi che bocciare, seppur a malincuore, un'avventura grafica che non è riuscita a trovare quell'equilibrio tra trama, enigmi, interfaccia e dialoghi che, visti i nomi in gioco, era quasi dato per scontato. Peccato, anche perché le potenzialità per fare di Ann Smith una nuova eroina avventurosa c'erano tutte.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Paradise aveva tutte le carte in regola per bissare il successo di Amerzone e dei due capitoli di Syberia. Un'ambientazione evocativa, un team di sviluppo già a suo agio con la materia avventurosa e un nome come Benoit Sokal a cementare il tutto. Purtroppo, un po' a causa di una realizzazione frettolosa, un po' per uno svolgimento che non riesce a coinvolgere più di tanto, Paradise delude sotto molti punti di vista, non ultimi la ripetitività delle azioni, la qualità degli enigmi e la scarsissima interazione con gli ambienti di gioco.