Genere
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Lingua
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PEGI
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Prezzo
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Data di uscita
20/11/2000

Pentium 4

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Datasheet

Produttore
Intel
Data di uscita
20/11/2000

Lati Positivi

  • Il bus è la base per le future piattaforme

Lati Negativi

  • Nessun vantaggio evidente rispetto al vecchio modello
  • Costoso

Hardware

Il Pentium 4 Extreme Edition è stato provato su scheda madre Intel D925XECV2 con chipset i925XE con memoria DDR2-533 di Micron (2 moduli da 512 MB l'uno). La scheda video adottata per il test è stata una Radeon X700XT, ed il tutto è stato accompagnato da 2 hard disk Maxtor Maxline III in modalità RAID 0. Sistema operativo Windows XP Pro con Service Pack 1 e driver aggiornati all'ultima versione ufficiale hanno completato il pacchetto.

Link

Recensione

Pentium 4 3,46 GHz Extreme Edition

Intel innalza le frequenze del Front Side Bus sull'aggiornamento del chipset i925X e lancia il primo processore in grado di sfruttarlo, che appartiene alla linea Extreme Edition espressamente dedicata ai giocatori e agli utenti più incontentabili. Porterà dei vantaggi sensibili il nuovo bus e il piccolo innalzamento di frequenze rispetto alla versione precedente? Scopriamolo insieme...

di Antonino Tumeo, pubblicato il

Interessanti i risultati con i test multimediali: da sempre ambito dove i processori Intel vanno molto bene, grazie a HyperThreading e a un miglior supporto per SSE2, anche per il nuovo Pentium 4 Extreme Edition la rosea situazione non cambia. Però, presenza di SSE3 e frequenze maggiori sembrano in molti casi avvantaggiare in queste situazioni il più economico Pentium 4 3,6 GHz 560 con core Prescott... Cambia il discorso nel videogioco, dove la cache di terzo livello aiuta sicuramente e porta il nuovo gingillo davanti a tutti gli altri prodotti della linea Intel, ma c'è da notare che mediamente il guadagno prestazionale non è sempre "determinante", anzi, in buona parte dei casi risulta difficile da notare all'atto pratico rispetto al predecessore. Probabilmente, se ci fosse stata la possibilità di provare la nuova piattaforma con memoria di tipo DDR2-667, che il bus a frequenza maggiorata avrebbe potuto sfruttare adeguatamente, le differenze sarebbero potute essere un po' più sensibili. La cosa non è comunque così scontata, visto che memorie DDR2-533 e nuovo bus viaggiano entrambi in maniera sincrona sulla base dei 266 MHz, cosa piuttosto vantaggiosa in teoria, mentre lo stesso non sarebbe stato con le DDR2-667 (a 333 MHz) e inoltre le latenze, pur con la migliore memoria, sarebbero rimaste praticamente identiche se non superiori a quelle dei moduli utilizzati per la prova.
In ogni caso non avremmo certo potuto assistere a una performance devastante, perché il Pentium 4 Extreme Edition non sembra essere la CPU più adatta a mettere in risalto i vantaggio i pregi del nuovo Front Side Bus proprio per concezione. Infatti, compito della cache di terzo livello è proprio quello di avvicinare una maggiore "mole di dati" alla CPU e dunque cercare di ridurre al minimo le latenze e i problemi di banda dovuti ai trasferimenti di dati, rendendo di fatto meno vincolanti prestazioni di bus di sistema e di memoria.

Se poi, come in questo questo caso, la banda di memoria rimane immutata, solo l'aumento del bus da Northbridge a CPU non può veramente bastare per soverchiare gli effetti (benefici) della cache di terzo livello. Con processori meno costosi e "limitati" alla cache di secondo livello, i benefici possono certo risultare maggiori, soprattutto pensando all'ottica delle CPU dual core dove ci sarà effettivamente bisogno di un bus che non saturi nel fornire codice e dati a quelle che di fatto saranno due processori fisici su un unico canale di comunicazione. Tutta questa situazione in sostanza sfocia nel fatto che il un nuovo Pentium 4 Extreme Edition non eleva così tanto il limite fissato da quello vecchio e continua a fare una certa fatica nel concorrere con gli Athlon 64 FX, principalmente proprio nell'ambito del gaming. Infatti, le CPU di punta AMD possono godere dei benefici del controller di memoria integrato che riduce latenze e aumenta l'efficienza verso la RAM, facendo bene le veci della cache di terzo livello ed anzi, a volte, per la natura stessa degli accessi in memoria dei giochi, dando un aiuto mediamente maggiore. E così, nella stragrande maggioranza dei titoli, il microprocessore AMD riesce a spuntarla.
Intendiamoci, per il videogiocatore è evidente che questo nuovo Pentium 4 Extreme Edition a 3,46 MHz sia la soluzione più potente esistente per quello che riguarda le piattaforme Intel, solo che la concorrenza (con prezzi equivalenti) è spietata.

CONCLUSIONE

Per Intel era sicuramente arrivata l'ora di proporre qualche novità prestazionale: da ormai molti mesi l'unico aggiornamento in questo senso è stato costituito dal Pentium 4 560 a 3,6 GHz, tra l'altro praticamente introvabile fino a poche settimane fa. L'introduzione del nuovo bus è dunque sicuramente benvenuta, anche perché dopo la ridefinizione delle strategie Intel (grande attenzione di nuovo all'architettura piuttosto che alle frequenze, visto che la strada della maggiore velocità di clock non ha pagato per via degli eccessivi problemi di dissipazione verificatisi con la tecnologia a 90 nanometri) sarà un'importantissima base per i nuovi prodotti. Nel frattempo, si comincia con la soluzione "per pochi eletti" del Pentium 4 Extreme Edition, che però non riesce a mostrare in tutto e per tutto le potenzialità del nuovo bus: i soli 60 MHz di frequenza in più, una memoria DDR2 a 533 MHz utilizzata per la prova con latenze piuttosto alte, e infine una cache di terzo livello che alla fine "tampona" gli effetti di una maggiore velocità di trasferimento tra Northbridge e CPU, non bastano per far vedere tutti i vantaggi di quello che in teoria è un upgrade comunque importante per migliorare le prestazioni complessive del sistema.

Il vecchio Pentium 4 Extreme Edition ad ogni modo è battuto, e se nel multimediale la soluzione basata sul core Prescott a 560 MHz risulta forse migliore, nei videogiochi la CPU di punta Intel diventa questa. Il fatto è che però proprio nei videogiochi rimane una certa "fatica" a inseguire gli efficientissimi (grazie al controller di memoria integrato) Athlon 64 FX che neanche la cache di terzo livello da 2 MB può alleviare, e la concorrenza continua a correre con prezzi mediamente inferiori anche su questi prodotti per il pubblico dalla bocca buona...

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Incute sempre un certo timore (accompagnato da un inevitabile fascino...) testare le potenti ed esclusive CPU di questa fascia: si fa fatica a credere di poter tenere comodamente adagiato in una mano il corrispettivo in denaro di un sistema completo di fascia media. D'altra parte, chi acquista queste CPU, vuole le performance estreme e senza compromessi che esse possono essere in grado di offrire ed è probabilmente pronto a spendere quello che un'analisi neanche tanto attenta del rapporto prezzo/prestazioni non suggerirebbe. Il nuovo Pentium 4 Extreme Edition a 3,46 GHz è, però, anche con questo approccio, forse un upgrade che lascia un poco di amaro in bocca. L'obiettivo minimo è raggiunto (battere il vecchio modello) e la leadership in una certa cerchia di applicazioni (quelle multimediali) è mantenuta anche nei confronti di una concorrenza veramente indiavolata. Manca però quello sprint "in più", legato a una serie di fattori correlati anche, ma non solo, alle memorie, le loro latenze e la loro frequenza, e che avrebbe permesso alla maggiorazione di frequenza del Front Side Bus di far vedere risultati migliori in quell'ambito, quello dei videogiochi, che per ora Athlon 64 FX domina. Poi, ovviamente, la ragione ci dice che le differenze non sono così elevate, neanche rispetto a processori non proprio di punta, e magari, risparmiando un po' sulla CPU e investendo di più sulla scheda video, i risultati saranno comunque molto migliori... Ma il pubblico del Pentium 4 Extreme Editionnon è certamente questo...