Genere
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Lingua
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PEGI
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Prezzo
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Data di uscita
20/11/2000

Pentium 4

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Datasheet

Produttore
Intel
Data di uscita
20/11/2000

Lati Positivi

  • EIST
  • EM64T
  • 2 MB di Cache 2L

Lati Negativi

  • Guadagno prestazionale troppo limitato per il sovrapprezzo

Hardware

Il Pentium 4 a 3 GHz 630, confrontato con un Pentium 4 a 3 GHz 530, è stato provato su scheda madre Intel i925XE con BIOS aggiornato per riconoscere le nuove funzionalità, 1 GB di memoria DDR2 prodotta da Micron, 2 Hard Disk Maxtor in RAID 0 e scheda grafica Radeon X700XT. Si è utilizzato sia Windows XP PRO con SP2, sia eseguita qualche prova con Windows XP a 64 bit (RC2).

Link

Recensione

Pentium 4 Serie 6xx

Intel non demorde e rilancia: dopo aver incontrato qualche problema di troppo nel salire di frequenza con l'architettura NetBurst, corregge in corsa e introduce nuove funzionalità che vanno al di là del mero aumento di MegaHertz. Andiamo dunque a vedere quale valore aggiunto danno ai Pentium 4 serie 6 i 2 MB di cache di secondo livello, l'ED bit, EIST e il supporto per EM64T.

di Antonino Tumeo, pubblicato il

Lo stato C1 è una modalità idle in cui si pone la CPU quando viene ricevuto una istruzione "halt". Se ricordate, con Windows 98 si potevano caricare degli appositi programmi che mettevano a "riposo" la CPU per ridurre la dissipazione. Non si trattava altro che di utilità che forzavano, nei momenti dove non vi erano operazioni, questa istruzione, che poteva essere immessa con una frequenza anche piuttosto elevata (ad esempio, tra la pressione di diversi tasti mentre si digita), portando la CPU appunto nello stato C1. L'uscita da questo stato era sempre forzata nel momento in cui avveniva un interrupt.
La particolarità è che quando la CPU si trova in questo stato, il 90% dei cicli di clock vengono annullati, mentre il 10% arriva correttamente (e alla massima frequenza).
Lo stato C1E, nel quale i nuovi Pentium 4 della serie 6 vengono portati sempre per l'esecuzione dell'istruzione halt, differisce invece nel fatto che viene ridotta la frequenza (portandosi al minimo moltiplicatore supportato) e si abbassa il voltaggio di alimentazione attraverso il meccanismo del VID (Dynamic Voltage Identification, che viene attivato con una richiesta in conseguenza all'abbassamento di frequenza e dà come risultato il giusto output da parte dei regolatori di voltaggio). In questa maniera non si riduce solo la dissipazione dinamica (cicli di clock, la cui frequenza è effettivamente ridotta su una media temporale più lunga, piuttosto dell'"ucciderne" alcuni brevi periodi), ma anche quella dovuta al fenomeno del leakage (voltaggi).
Thermal Monitor 2 è l'evoluzione del vecchio sistema di controllo (Thermal Monitor) invocato in base alle temperature rilevate sulla CPU, grazie al sensore sul die. Se le temperature risultavano oltre la norma, Thermal Monitor effettuava una modulazione del ciclo di clock (che portava, esattamente come nello stato C1, all'annullamento di alcuni cicli). TM2, invece, se rileva temperature troppo elevate, opera anch'esso riducendo la frequenza selezionando il moltiplicatore minimo e riducendo i voltaggi.
Naturalmente, se il processore scalda troppo (cioè, se ad esempio si blocca la ventola), anche con TM2 verrà spento come con TM.
Enhanced Intel SpeedSteep, invece, non è altro che l'applicazione del principio del controllo della frequenza e dei voltaggi in base al carico computazionale rilevato dal sistema operativo, esattamente come avviene sui Pentium 4-M e sui Pentium M. Una volta selezionato, sfruttando Windows XP con Service Pack 2, l'operatività in modalità di risparmio energetico, a seconda del carico sulla CPU il sistema operativo procederà a richiedere all'ACPI la selezione di uno stato a più bassa energia, selezionando un diverso moltiplicatore (fino a quello minimo) e di conseguenza abbassando i voltaggi con i meccanismi già visti. Il risultato è un abbassamento del consumo medio di potenza: quando il carico è basso, infatti, la dissipazione sarà minore poiché tutte le funzioni potranno essere completate comodamente operando a frequenza inferiore.
Da citare anche il supporto per l'Execute Disable bit (ED), già introdotto sui nuovi Pentium M e sugli Athlon 64 con il nome di NX bit (Non eXecute bit), ossia la possibilità di marcare pagine caricate in memoria come "non eseguibili", in modo da impedire ai virus e ai worm che sfruttano il meccanismo del buffer overflow di inserire e far eseguire codice malizioso in zone che dovrebbero essere solo deputate ai dati. Per il suo supporto è richiesto WinXP Service Pack 2, e anche se si tratta di un buon extra, non è naturalmente la soluzione definitiva nei confronti del malware, poichè i virus che sfruttano questo meccanismo sono tanti, ma non certo la maggior parte.

WELCOME TO THE 64 BIT WORLD!

Enhanced Memory 64 Technology (EM64T): il modo di Intel per dire x86-64, ossia l'estensione a 64 bit del set di istruzioni x86. Compatibile con le estensioni introdotte da AMD negli Athlon 64, la tecnologia proposta da Intel è sostanzialmente presente nei Pentium 4 fin da quando si è passati al core Prescott. La società, però, ha deciso di abilitarla inizialmente solo con gli Xeon "Nocona", destinati al mercato Server, riservandosi di farlo per il mercato desktop solo nel momento in cui Microsoft confermasse l'uscita di Windows XP a 64 bit. A parte la (contestabile) decisione di lasciare il supporto che Linux già da tempo offre solo al lato server, sono comunque comprensibili le motivazioni "industriali" dietro a questa scelta. Ad ogni modo, finalmente Windows XP a 64 bit è dietro l'angolo (la RC2 è stabile e funzionante) ed i driver per le varie periferiche sono ormai decisamente maturi, e non c'era più ragione di attendere.
In breve, i vantaggi dell'estensione a 64 bit del set di istruzioni sono rilevabili in due aspetti diversi: la possibilità di indirizzare maggiore memoria (ma come attuarlo in pratica rimarrà probabilmente un mistero per un bel po', sia dal lato AMD che Intel, che sfrutta esattamente le stesse schede madri basate su chipset i915 e i925XE con un banale aggiornamento di BIOS), e una maggiore velocità di esecuzione dettata dalla possibilità di eseguire calcoli con operandi più lunghi evitando iterazioni e con ben 8 registri general purpose "esposti" in più rispetto ai soliti 8 disponibili a 32 bit (nota: si tratta dei registri "architetturali" di x86, cioè dei registri logici "visti" dai compilatori, ma non di quelli fisici della microarchitettura, notevolmente più numerosi).
Per vedere dei vantaggi effettivi, però, non basta solo il Sistema Operativo, ma sarà naturalmente necessario avere a disposizione degli applicativi ricompilati per funzionare a 64 bit. Certamente i videogiochi saranno tra i programmi in grado di trarne più beneficio. Al momento però, a parte la beta del sistema operativo e i relativi driver, ben poche applicazioni esistono per poter verificare la differenza prestazionale in ambiente Windows. In ambiente Linux il software c'è, e il guadagno anche, e può mediamente arrivare intorno al 20%.
Sotto Windows, invece, le applicazioni disponibili si possono al momento contare sulle dita di una mano: il demo Blobby Dancer di NVIDIA, una versione ricompilata di mini-Gzip, POVRAY e poco altro. C'è da dire che gli applicativi a 32 bit, nel nuovo ambiente, non perdono assolutamente nulla.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto per questo Pentium 4 6xx. Interessanti sono certamente le aggiunte fatte: EIST, TM2, C1E, EM64T, i 2 MB di cache, sono importante "valore" aggiunto sia dal punto di vista delle prestazioni, sia da quello del tanto problematico risparmio energetico per questa architettura. I vantaggi pratici sono però abbastanza relativi. I 64 bit diventeranno sicuramente importanti, ma per adesso sono solo una feature opzionale (così come negli Athlon 64). La cache da 2 MB porta prestazioni superiori a parità di frequenza ma non in maniera così "evidente" (anche a causa di una maggiore latenza). Le soluzioni per il risparmio energetico diminuiscono in teoria solo la dissipazione media, e non la massima, anche se le tecniche produttive hanno migliorato la situazione e sembra proprio che ci sia più spazio per overclocking con questa revisione del core. Dunque una serie di CPU che sembra più indicata a rimpiazzare la vecchia serie 5, piuttosto che ad affiancarsi ad essa: purtroppo al momento le cose non sono così, e forse, se adesso l'interesse di Intel vuole essere più focalizzato sulle funzionalità che sulle frequenze e sulle prestazioni pure, bisogna dire che il premio da pagare è un po' eccessivo per quello che si ottiene di più. Ma sappiamo che in pentola stanno bollendo tante cose, soprattutto i Dual Core, e vedremo se le cose cambieranno a breve...