Genere
Avventura
Lingua
Inglese
PEGI
16+
Prezzo
19,90 Dollari
Data di uscita
ND

Penumbra: Black Plague

Penumbra: Black Plague Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Paradox Interactive
Sviluppatore
Frictional Games
Genere
Avventura
PEGI
16+
Data di uscita americana
12/2/2008
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
19,90 Dollari

Lati Positivi

  • Atmosfera carica di tensione
  • Enigmi variegati e mai astrusi
  • Si combatte di meno e si pensa di più
  • Elementi stealth piacevoli
  • Costa poco

Lati Negativi

  • Non dura molto
  • Graficamente modesto
  • Sistema di combattimento macchinoso
  • Non tutti gli oggetti si prestano a facili spostamenti

Hardware

Penumbra: Black Plague, che dal 12 febbraio 2008 sarà acquistabile negli USA al prezzo di 19,90 dollari o scaricabile da GamersGate allo stesso prezzo, non richiede grandi risorse hardware. Bastera infatti un processore a 2 GHz, 512 MB di RAM e una scheda grafica con almeno 128 MB di RAM per far girare il gioco senza particolari problemi.

Multiplayer

Non sono presenti modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Buio e malattia

Il secondo capitolo di Penumbra tra orrore, tensione ed enigmi.

di Francesco Destri, pubblicato il

Non è passato nemmeno un anno dall'uscita di Penumbra: Overture ed ecco che Frictional Games torna sul mercato con un sequel che - stando alla parola degli sviluppatori - chiude definitivamente il ciclo della serie.
Non che il primo episodio fosse un capolavoro o che abbia ottenuto un successo tale da creare una solida fan-base tra gli amanti delle avventure in prima persona a sfondo horror, ma spiace comunque sapere che questa saga a metà strada tra Alone in the Dark e il sottovalutato Realms of the Haunting sia già arrivata alla sua conclusione.

QUANDO LA PAURA DIVENTA "FISICA" Chi si aspettava comunque un seguito senza grandi cambiamenti, visto anche il poco tempo trascorso dal precedente capitolo, dovrà ricredersi di fronte a Penumbra: Black Plague, che pur senza stravolgere nulla del concept originale e senza apportare miglioramenti significativi al comparto grafico vede un interessante spostamento verso lidi più avventurosi, a scapito di quei frangenti action e sparatutto che erano risultati i veri punti deboli del gioco a causa del sistema di combattimento.
Non che ora i combattimenti, l’indicatore di energia vitale e la presenza di mostri siano stati aboliti, ma è innegabile come il team di Frictional Games abbia voluto imprimere una svolta più legata agli enigmi che non agli scontri con le creature poco amichevoli che incontreremo.
Questo è chiaro fin dai primi istanti del gioco in cui torniamo a impersonare il giovane Philip, impegnato all’interno di una base medico-scientifica sotterranea nella ricerca del padre scomparso misteriosamente anni prima. Gli enigmi in questione comprendono sia il classico utilizzo di oggetti dell'inventario, sia lo sfruttamento dell’originale motore fisico del gioco, che come nel primo capitolo ci permette di spostare oggetti di ogni tipo (assi, scatole, travi di legno, materassi, scaffalature) e di muoverli nello spazio circostante tramite mouse in modo quanto mai realistico.
Aprire sportelli, spostare un barile e utilizzarlo come "rampa" per saltare un ostacolo altrimenti invalicabile, lanciare un pezzo di muro contro un pannello elettrico per aprirlo, raccogliere una trave di ferro e scardinare con essa un lucchetto. Le combinazioni possibili sono insomma numerose e aggiungono parecchio interesse a una sfera avventurosa che non manca comunque di proporre enigmi più classici e forse risaputi.

L’IMPORTANTE È NASCONDERSI Penumbra: Black Plague trova inoltre uno dei suoi pregi principali nell’ambientazione sotterranea (ma ci sarà anche qualche passaggio in esterna) e quasi sempre avvolta nell’oscurità (ecco perché l’importanza di torce elettriche e altre fonti di luce).
Tutti i topos dei survival-horror del passato più o meno recente sono rispettati alla perfezione (voci e grida, sangue sparso dappertutto, documenti da leggere, mostri che si aggirano nei corridoi), ma anche in questo caso gli sviluppatori hanno inserito qualche elemento originale per un’avventura come quello stealth, che oltre ad evitare i combattimenti diretti (nascondersi è decisamente più utile che sfidare i nemici a viso aperto) aumenta inevitabilmente la tensione, sfrutta al meglio l’elemento-oscurità e lascia di fatto una maggiore libertà di scelta al giocatore.
Tutto ciò contribuisce a fare di Penumbra: Black Plague una discreta avventura "contaminata" e dotata del giusto appeal orrorifico, che soffre però di sessioni di combattimento poco avvincenti e spesso frustranti, di un comparto grafico un po' trasandato e di qualche piccolo problema nell’utilizzo "fisico" di certi oggetti, soprattutto quelli più ingombranti.
Il passo avanti rispetto al primo episodio è comunque apprezzabile (peccato solo per una longevità ancora una volta non eccelsa) e, vista la penuria di simili avventure per PC, l’acquisto è più che consigliato grazie anche al prezzo decisamente abbordabile.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Come sequel Penumbra: Black Plague ha il merito non comune di migliorare e smussare alcuni aspetti del primo capitolo, interessante e dotato di un'ottima atmosfera ma fin troppo sbilanciato a favore dei combattimenti e dei frangenti action. Qui invece sono gli stilemi avventurosi ad avere la meglio e, se si riesce a passare sopra la modesta longevità e il non eccelso comparto grafico, il gioco sa intrigare, mette inquietudine (nulla comunque che non si sia già visto) e sfrutta con intelligenza le possibilità offerte dal motore fisico a livello di enigmi. In poche parole un gradito ritorno e un esempio di come anche senza budget milionari sia possibile realizzare videogiochi di tutto rispetto.