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Datasheet
- Produttore
- Paradox Interactive
- Sviluppatore
- Frictional Games
- Genere
- Avventura
- PEGI
- 16+
- Data di uscita americana
- 12/2/2008
- Lingua
- Inglese
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- 19,90 Dollari
Lati Positivi
- Atmosfera carica di tensione
- Enigmi variegati e mai astrusi
- Si combatte di meno e si pensa di più
- Elementi stealth piacevoli
- Costa poco
Lati Negativi
- Non dura molto
- Graficamente modesto
- Sistema di combattimento macchinoso
- Non tutti gli oggetti si prestano a facili spostamenti
Hardware
Multiplayer
Link
Buio e malattia
Il secondo capitolo di Penumbra tra orrore, tensione ed enigmi.
Non è passato nemmeno un anno dall'uscita di Penumbra: Overture ed ecco che Frictional Games torna sul mercato con un sequel che - stando alla parola degli sviluppatori - chiude definitivamente il ciclo della serie.
Non che il primo episodio fosse un capolavoro o che abbia ottenuto un successo tale da creare una solida fan-base tra gli amanti delle avventure in prima persona a sfondo horror, ma spiace comunque sapere che questa saga a metà strada tra Alone in the Dark e il sottovalutato Realms of the Haunting sia già arrivata alla sua conclusione.
QUANDO LA PAURA DIVENTA "FISICA"
Chi si aspettava comunque un seguito senza grandi cambiamenti, visto anche il poco tempo trascorso dal precedente capitolo, dovrà ricredersi di fronte a Penumbra: Black Plague, che pur senza stravolgere nulla del concept originale e senza apportare miglioramenti significativi al comparto grafico vede un interessante spostamento verso lidi più avventurosi, a scapito di quei frangenti action e sparatutto che erano risultati i veri punti deboli del gioco a causa del sistema di combattimento.
Non che ora i combattimenti, l’indicatore di energia vitale e la presenza di mostri siano stati aboliti, ma è innegabile come il team di Frictional Games abbia voluto imprimere una svolta più legata agli enigmi che non agli scontri con le creature poco amichevoli che incontreremo.
Questo è chiaro fin dai primi istanti del gioco in cui torniamo a impersonare il giovane Philip, impegnato all’interno di una base medico-scientifica sotterranea nella ricerca del padre scomparso misteriosamente anni prima. Gli enigmi in questione comprendono sia il classico utilizzo di oggetti dell'inventario, sia lo sfruttamento dell’originale motore fisico del gioco, che come nel primo capitolo ci permette di spostare oggetti di ogni tipo (assi, scatole, travi di legno, materassi, scaffalature) e di muoverli nello spazio circostante tramite mouse in modo quanto mai realistico.
Aprire sportelli, spostare un barile e utilizzarlo come "rampa" per saltare un ostacolo altrimenti invalicabile, lanciare un pezzo di muro contro un pannello elettrico per aprirlo, raccogliere una trave di ferro e scardinare con essa un lucchetto. Le combinazioni possibili sono insomma numerose e aggiungono parecchio interesse a una sfera avventurosa che non manca comunque di proporre enigmi più classici e forse risaputi.
L’IMPORTANTE È NASCONDERSI
Penumbra: Black Plague trova inoltre uno dei suoi pregi principali nell’ambientazione sotterranea (ma ci sarà anche qualche passaggio in esterna) e quasi sempre avvolta nell’oscurità (ecco perché l’importanza di torce elettriche e altre fonti di luce).
Tutti i topos dei survival-horror del passato più o meno recente sono rispettati alla perfezione (voci e grida, sangue sparso dappertutto, documenti da leggere, mostri che si aggirano nei corridoi), ma anche in questo caso gli sviluppatori hanno inserito qualche elemento originale per un’avventura come quello stealth, che oltre ad evitare i combattimenti diretti (nascondersi è decisamente più utile che sfidare i nemici a viso aperto) aumenta inevitabilmente la tensione, sfrutta al meglio l’elemento-oscurità e lascia di fatto una maggiore libertà di scelta al giocatore.
Tutto ciò contribuisce a fare di Penumbra: Black Plague una discreta avventura "contaminata" e dotata del giusto appeal orrorifico, che soffre però di sessioni di combattimento poco avvincenti e spesso frustranti, di un comparto grafico un po' trasandato e di qualche piccolo problema nell’utilizzo "fisico" di certi oggetti, soprattutto quelli più ingombranti.
Il passo avanti rispetto al primo episodio è comunque apprezzabile (peccato solo per una longevità ancora una volta non eccelsa) e, vista la penuria di simili avventure per PC, l’acquisto è più che consigliato grazie anche al prezzo decisamente abbordabile.
