Vai al forum
Aggiungi alla collezione
- Nuovo
€39,90€ 10,32 - Usato
€ 5,90
Datasheet
- Produttore
- Konami of Europe
- Sviluppatore
- KCET
- Genere
- Sportivo
- PEGI
- 3+
- Data di uscita
- 22/10/2009
- Lingua
- Tutto in italiano
- Giocatori
- 4
- Prezzo
- € 69,99
- Formato Video
- HDTV
- Formato Audio
- Surround 5.1
Hardware
Multiplayer
Una dimostrazione del nuovo PES
Konami e la demo ufficiale del suo nuovo simulatore calcistico.
A più di un mese dal suo debutto dei negozi e dopo una settimana dall'arrivo della demo di FIFA 10 in rete, Konami accetta la sfida e rilancia proponendo la versione dimostrativa del suo atteso simulatore calcistico: Pro Evolution Soccer 2010. Dopo i mezzi passi falsi che hanno permesso alla serie rivale targata Electronic Arts di compiere il sorpasso qualitativo lo scorso anno, il team creativo capitanato da Shingo “Seabass” Takatsuka ha finalmente deciso di rivedere in maniera sostanziale quella che, per anni, è stata in assoluto la massima espressione del calcio simulato. Tante sono state le promesse, andiamo a scoprire l'effettiva essenza del nuovo PES 2010.
IMPATTO POSITIVO
Una volta scaricata la demo, delle dimensioni di circa 1 GB, dai server di PlayStation Network e Xbox Live, entriamo subito a contatto con la rinnovata interfaccia grafica che caratterizza il menu iniziale del videogioco Konami. Dopo una serie di feedback non certo positivi da parte dell'utenza europea e americana, la software house ha deciso finalmente di curare maggiormente sotto un profilo grafico il layout delle schermate principali, abbandonando il tipico gusto giapponese per abbracciare una “filosofia” senza dubbio più affine a quello occidentale.
La demo di PES 2010 permette di ingaggiare una sfida di cinque minuti selezionando una fra le sei squadre presenti: oltre alle immancabili Liverpool e Barcelona, inserite per evidenziare i due testimonial Fernando Torres e Lionel Messi, troviamo anche quattro nazionali europee del calibro di Francia, Germania, Italia e Spagna. Pochissimi sono gli istanti prima di cominciare la partita: emerge infatti una estrema celerità nei tempi di caricamento, che con circa trenta secondi immergono il giocatore nel clima pre-partita e permettono di assaporare il nuovo comparto grafico, il cui livello di dettaglio è derivato da una versione rivista e potenziata del motore alla base di PES 2009.
ESPRESSIONI INVIDIABILI
Il comparto grafico è l'aspetto che, almeno inizialmente, colpisce di più: la cura nei dettagli e nelle espressioni facciali è un marchio di fabbrica della produzione Konami, ma la qualità raggiunta nell'edizione 2010 di Pro Evolution Soccer batte nettamente la concorrenza americana: i volti e le corporature dei giocatori più rappresentativi sono estremamente fedeli alle controparti reali, e alcune delle nuove animazioni durante il match sono realmente degne di nota. Anche l'impatto grafico in generale non dispiace, con una nuova gestione degli effetti di illuminazione sul campo e le relative ombre che rasentano livelli di eccellenza. Il manto erboso assicura il giusto feeling al giocatore, che avrà l'impressione di assistere a un match in TV piuttosto che giocare a un calcio simulato su console, mentre, nonostante le speranze alimentate dal team di sviluppo, è ancora da rivedere la concezione del pubblico sugli spalti. Nonostante i discreti miglioramenti, la qualità grafica nella realizzazione dei tifosi è sempre deludente e non riesce, come nel caso della serie FIFA, a garantire quell'effetto di “vitalità” all'interno dello stadio, la cui atmosfera permane estremamente piatta.
Dopo una più attenta sessione di gioco con la versione dimostrativa di PES 2010, però, sono emersi anche i primi problemi in ambito grafico: se in lontananza l'esperienza di gioco può contare su una discreta fluidità dell'azione, è nelle fasi in cui la telecamera si avvicina per mettere in risalto le animazioni di un fallo, dell'esultanza per un gol o per la preparazione di un calcio d'angolo che si ha la sensazione che il livello di dettagli sia effettivamente meno elevato di quanto sperato. Sopratutto nei calci piazzati, si ha la sensazione che i modelli poligonali dei giocatori siano “ritagliati” e incollati maldestramente sul manto erboso, mentre sono stati frequenti alcuni cali di frame rate e conseguenti scatti nelle animazioni fra un'azione e l'altra.
GAMEPLAY AL MICROSCOPIO
Ciò nonostante, i difetti grafici passano in secondo piano quando il vero protagonista del gioco è, come sempre, il gameplay: in una simulazione che punta a riprodurre fedelmente il gioco del calcio in tutte le sue sfaccettature, è importante garantire innanzitutto il giusto ritmo alle azioni. PES 2010 sembra però fallire in questo intento, proponendo un impatto piuttosto blando e mai esageratamente veloce; la sensazione è quella di essere protagonisti di un match che fatica a esplodere, a proporre dinamicamente un ritmo forsennato e tempi d'azione sempre più veloci.
Pur senza contare su una maggiormente apprezzabile celerità nelle azioni, però, PES 2010 è una simulazione che punta le proprie carte sulla spettacolarità delle azioni, aspetto che appare evidente dalla tipologia di gameplay che permette con pochi tocchi di dar vita ad azioni corali degne di nota e a colpi al volo che la simulazione concorrente non garantisce senza una discreta esperienza alle spalle. PES 2010 offre un gameplay semplice e a tratti “ancorato” su binari invisibili, come per i passaggi evidentemente troppo assistiti che ci impediscono di valutare adeguatamente una delle implementazioni promesse da Seabass, il movimento del giocatore a 360 gradi. Se nelle fasi lente è possibile notare qualche segno dell'implementazione, nella corsa la possibilità sembra venir meno, con una conseguente legnosità nei movimenti e nella gestione dei calciatori negli spazi stretti.
Rimpalli, contrasti bizzarri, movimenti più consoni a un passo di danza che a un tentativo di corsa: situazioni del genere sono all'ordine del giorno in un match della versione dimostrativa di PES 2010, che dovrebbe auspicabilmente presentare una build di gioco vecchia anni luce da quella che sarà implementata nel gioco definitivo. A che senso presentare allora una demo che potrebbe risultare semmai controproducente? Un dubbio amletico che traspare ancor di più analizzando l'intelligenza artificiale alla base del nuovo capitolo.
DEFICIENZA ARTIFICIALE
Le prime partite passate con la demo di PES 2010 hanno avuto dei momenti realmente imbarazzanti: se il primo match è stato disputato selezionando la difficoltà intermedia, l'esito della partita ci ha spinto a evitare di scoprire cosa potrebbe effettivamente essere la simulazione di PES 2010 al suo livello base. Autogol in serie, squadra avversaria apparentemente addormentata, facilità di gioco disarmante: dopo l'ennesima goleada cerchiamo di capire se, al livello di simulazione più difficile (al secolo Campione), la tanto acclamata intelligenza artificiale concepita dal team creativo, che può sfruttare la tecnologia Teamvision 2.0, sia realmente degna di tale nome. Effettivamente, il livello di difficoltà più elevato può contare su una più efficace gestione del concetto di “squadra”, sia da parte del proprio team sia di quello avversario. I movimenti della difesa sono sincronizzati e tendono a coprire uniformemente gli spazi, con il supporto del settore mediano e degli attaccanti nelle azioni particolarmente pericolose.
L'impressione è tuttavia che Konami abbia volutamente limitato l'intelligenza artificiale della squadra e le sue movenze per mettere in risalto la nuova gestione tattica attivabile a preferenza dall'utente, che può scegliere dal menu di impostazioni lo stile di gioco della propria squadra: la caratteristica, che appare piuttosto profonda nella possibilità di gestire, per esempio, pressing, frequenza nei passaggi, linea di movimento, assicura al giocatore la facoltà di stravolgere la concezione del calcio di un team come la Juventus, letale nel contrattacco, o del Barcelona, che punta maggiormente su un reparto d'attacco “pesante” composto dal trio Henry-Ibrahimovic-Messi.
Nonostante l'interessante implementazione, resta però particolarmente discutibile l'effettiva competitività dell'intelligenza artificiale controllata dalla CPU al livello di difficoltà più elevato: sono ancora troppe le sbavature della squadra rivale, gli autogol bizzarri, le manovre assurde, le palle perse come si trattasse di principianti. Insomma, è assente proprio un bilanciamento degno di nota del coefficiente di difficoltà che permetta al giocatore di sentirsi appagato nello scontro con il computer al suo livello più letale, una sensazione ben presente nella creazione rivale targata Electronic Arts che viene inspiegabilmente a mancare all'interno di PES 2010.
FALSE SPERANZE
Al momento in cui scriviamo, sembrano dissolversi tutte le speranze di poter contare su uno scontro alla pari fra i due colossi calcistici in questa stagione. Non è noto se la build utilizzata da Konami per “promuovere” il suo PES 2010 sia effettivamente troppo datata, in questo caso non capiamo a che pro diffondere una demo che potrebbe definitivamente sotterrare le possibilità di successo del gioco. PES 2010 sarà disponibile su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 dal prossimo 23 ottobre, mentre le edizioni PlayStation 2 e PSP esordiranno il 6 novembre; fanalino di coda sarà l'edizione Wii, il cui debutto è preventivato per il 20 novembre.

)