Genere
Sportivo
Lingua
Completamente in italiano
PEGI
3+
Prezzo
€ 40,99
Data di uscita
5/11/2009

Pro Evolution Soccer 2010

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Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
Konami
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
5/11/2009
Lingua
Completamente in italiano
Giocatori
1-2
Prezzo
€ 40,99

Lati Positivi

  • Buon impatto grafico
  • Azione di gioco veloce
  • Implementata la Champions League

Lati Negativi

  • Bug grafici
  • Poca simulazione
  • Eccessiva semplicità

Hardware

Per giocare a PES 2010 per PSP sono necessari una versione originale del gioco e la console Sony PSP.

Multiplayer

PES 2010 per PSP supporta la modalità multiplayer tramite connessione LAN. Non è supportato il multiplayer online.
Recensione

Il calcio a portata di mano

PES 2010 anche quest'anno in versione portatile.

di Davide Gasbarro, pubblicato il

Noi occidentali abbiamo un ottimo rapporto con le discipline sportive: ci piace praticarle, adoriamo seguirle alla televisione e non possiamo fare a meno di discuterne. Ma se proprio abbiamo un debole, è per il calcio. E come poteva non imprimersi nelle nostre menti il nome di un buon simulatore come Pro Evolution Soccer, un videogioco che fa parte dei ricordi delle ultime generazioni? Proprio per questo è un titolo che sfugge alle consuete regole di mercato: si tratta di un nome in cui tanti ripongono una fiducia tale da continuare ad acquistarlo costantemente, senza badare troppo all'innegabile calo di qualità che lo ha caratterizzato nelle ultime incarnazioni. Lo sanno tutti, PES è come il calendario: va comprato ogni anno. Ma poi c'è Electronic Arts, che ha rispolverato il nome di FIFA e sembra fermamente decisa a riportarlo in cima, nelle classifiche e nei gusti degli appassionati di calcio virtuale. Qualcuno continua a preferire il primo e altri il secondo, ma ma tutti, o quasi, giocano. Anche in versione "mobile"?

Novità

Costruire una simulazione basata sul gioco del pallone significa, effettivamente, dover realizzare un "gioco su un gioco", che ha delle regole precise e delle caratteristiche che necessariamente vanno lasciate intatte nel corso del tempo. Quindi cosa c'è da innovare in un titolo simile, soprattutto se è arrivato alla sua ennesima incarnazione? Sicuramente l'aspetto tecnico: e con questo intendiamo la grafica, gli effetti sonori, le animazioni in tre dimensioni e tutto ciò che concerne l'estetica del prodotto finale. Ma forse è ancora più importante comprendere che tipo di gioco del calcio vogliano vedere su schermo gli utenti, e adeguarsi, anno per anno, a queste esigenze. C'è chi preferisce gli sportivi più orientati verso l'arcade, con tanta azione e - bisogna dirlo - altrettanta distanza dalle dinamiche reali, e poi c'è chi invece vorrebbe avere tra le mani un ottimo simulatore, che gli sappia trasmettere le vere sensazioni del calcio giocato, con tutte le sue difficoltà. Ma spesso le esigenze del mercato non coincidono con quelle dei giocatori.

Tecnicamente

Dopo pochi minuti di gioco la prima domanda, riguardo le possibili innovazioni introdotte da questa nuova versione di Pro Evolution Soccer, trova una risposta negativa. Il comparto grafico, per esempio, sembra fin troppo simile a quello della precedente edizione. Ciò significa che si mantiene comunque su un buon livello, con modelli poligonali dei giocatori dettagliati e animazioni datate ma ancora buone - tralasciando quelle dei contrasti tra i giocatori, che non ci piacciono per niente - ma che inizia ad allontanarsi dai nuovi standard qualitativi del portatile Sony, migliori di mese in mese.
In sostanza non possiamo negare che l'impatto visivo, durante le sessioni di gioco, sia tutto sommato buono e appagante, ma quello che infastidisce è che questo PES 2010 sembra possedere delle grandi potenzialità tecniche, inespresse a causa di un'eccessiva fretta nello sviluppo. Lo dimostrano i vari bug che coinvolgono soprattutto le texture: intere zone scompaiono completamente e improvvisamente, lasciando scarni e "nudi" i modelli poligonali coinvolti. Per esempio non sarà raro vedere i capelli dei giocatori scomparire. Allo stesso modo non ci sembra sufficiente la cura destinata alla realizzazione degli stadi, che è carente in questa versione come lo è in quelle per le console casalinghe. Ma non dimentichiamo l'audio: un aspetto importantissimo per un gioco sportivo, da cui ci si aspettano una telecronaca e diversi commenti, che spesso rendono ancora più divertente vedere una partita. E come potremmo giudicare un titolo calcistico privo di telecronaca, dove gli unici commenti sono ridotti a poche frasi che si avvieranno solo dopo un goal, o comunque in casi molto limitati? Senza considerare che la playlist, che costituisce la colonna sonora, ci sembra di molto inferiore rispetto a quella del concorrente di Electronic Arts.

Finalmente la grande coppa

Altro elemento importante per la verosimiglianza dell'esperienza simulata è quello delle licenze. In questo caso, abbiamo finalmente la Champions League, che è esclusiva di PES e che ci sembra realizzata con cura soddisfacente. Il torneo per club più prestigioso del mondo è nelle nostre mani, e questo conferisce immediatamente dei punti importanti alla longevità del gioco. Inutile dire, sempre parlando di licenze, che a parte questa grande novità siamo sempre alle prese con giocatori posti nella squadra sbagliata o con nomi leggermente storpiati, casi non troppo frequenti ma pur sempre frustranti. Questo perché Konami ha fatto un grande passo, ottenendo i diritti per il torneo continentale, ma non ha comunque superato altre carenze tipiche di questa serie. Manca infine anche il multiplayer on-line e bisogna accontentarsi di quello locale, per altro caratterizzato da frequenti rallentamenti.

In campo

In termini di approccio al gioco, PES 2010 è un titolo chiaramente arcade, in cui basta poco per scoprire modi "standard" di segnare attraverso vere e proprie "combo" sui tasti (che mantengono inalterata la mappatura ormai "standard" vista nei capitoli precedenti). Insomma, non sarà difficile recuperare due goal di svantaggio negli ultimi cinque minuti di gioco a causa della facilità con cui è possibile segnare.
L'azione sul campo è decisamente più veloce e forsennata di quella che si vedrebbe in una partita reale: la palla corre su e giù per il rettangolo di gioco senza troppi impacci e senza troppo badare ai tecnicismi del pallone. Insomma, in PES 2010 per PSP difficilmente proveremo quella sensazione di frustrazione che si prova sull'erba reale, quando si vorrebbe segnare ma la difesa nemica sfoggia la tattica giusta e non ce lo permette. Tutto fluisce liberamente, a seconda del nostro volere.
Questa è la questione più importante: ci piace o non ci piace, tutto ciò? Al di là delle diatribe pseudo-filosofiche che potrebbero nascere, l'unico dato di fatto è che un gioco calcistico con un'impostazione arcade diverte, e a discapito di tutti i difetti fin ora elencati anche questa versione di PES continua a divertire tanto. Anche perché le modalità sono varie e sempre più complete: dal classico campionato, alla Champions League, fino a "Diventa un mito", che ci permette di concentrarci su un singolo giocatore, di crescerlo e di accompagnarlo attraverso la brusca ascesa del successo.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Volendo realizzare un parallelo tra questo episodio di Pro Evolution Soccer e l'ultimo della serie di FIFA crediamo che Konami stia cercando di seguire le regole del mercato sempre più votato alla semplificazione, mentre Electronic Arts prova a plasmarle con un prodotto più orientato verso la simulazione. Consideriamo anche che abbiamo individuato vari difetti fastidiosi: l'assenza di una telecronaca, i bug grafici e le situazioni poco realistiche che si verificano in campo, causate sempre da una limitata cura nella realizzazione delle meccaniche di gioco. PES 2010 è comunque un discreto titolo PSP, però non ci piace la strada imboccata da Konami, perché quando scompare la voglia di rivoluzionare il mercato finisce, di pari passo, la possibilità di migliorarsi. Speriamo in un buon PES 2011.

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