Genere
Sportivo
Lingua
Italiano
PEGI
3+
Prezzo
ND
Data di uscita
17 Settembre 2015

Pro Evolution Soccer 2016

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Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
Konami
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
17 Settembre 2015
Lingua
Italiano

Lati Positivi

  • Tante nuove animazioni.
  • Feeling autentico ulteriormente migliorato.
  • Migliore leggibilità per i menù per la ML
  • Il Ruolo Calciatore è una gran bella introduzione.

Lati Negativi

  • Si porta dietro alcuni difetti storici.
  • Il calciomercato è diventato ancora più passivo.

Hardware

PES 2017 sarà disponibile dal 17 settembre in versione PS4, PS3, One, 360 e PC, sia in formato fisico che digitale.

Multiplayer

Le modalità online sono quelle classiche, con il gradito ritorno del MyClub. Non possiamo però sbilanciarci né sulle novità né sul funzionamento delle stesse poiché con la versione da noi provata non era possibile connettersi ai server.

Modus Operandi

Abbiamo provato il codice finale di PES 2016 su una PS4 debug per una giornata intera negli uffici di Halifax a Milano.

Link

Recensione

Piccole e grandi innovazioni

Le nuove animazioni consentono a PES di mettere in scena anche dettagli forse marginali, ma che contribuiscono fortemente alla verosimiglianza degli incontri.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Questo deciso passo avanti va ad affiancarsi a una serie di limature mirate che vanno a incidere proprio in quei piccoli difetti emersi alla lunga nell'edizione dell'anno passato. Il caso più eclatante è quello dei contrasti che hanno finalmente guadagnato imprevedibilità e perso di inerzia. In PES 2015 il contrasto pulito da dietro sul portatore produceva sempre un rallentamento nell'avversario che consentiva di superarlo e sottrargli la sfera. Ora dopo il contrasto bisogna riuscire a posizionare fisicamente il corpo del nostro uomo tra l'avversario e la sfera, operazione di per sé non scontata, e anche qualora il difensore si riveli più lesto non è detto che chi ha appena perso palla non riesca a recuperarla subito con una zampata rapida, nonostante la mancanza di coordinazione. Il tempismo, la gestione dello spazio e la fisicità hanno tutti guadagnato di importanza. Proprio come nella realtà il primo controllo di palla diventa fondamentale per mettersi in condizione di saltare l'avversario o di eseguire il passaggio che si aveva in mente. Nel caso in cui questo tocca non ci riesca come desiderato inutile insistere, molto meglio ripartire col giro palla e trovare un'altra via per avvicinarsi alla porta. Il centrocampo è il vero fulcro del gioco, così per assicurarsi la necessaria fluidità bisogna lavorare molto sul posizionamento degli uomini in quel reparto, spesso apportando modifiche in relazione al gioco e allo schema degli avversari.

Gli accorgimenti grandi e piccoli che contribuiscono al deciso salto verso la verosimiglianza degli incontri sono numerosi. Anche dettagli di minore portata, come la maggiore frequenza con cui i passaggi intercettati vengono spizzati dal difensore variandone imprevedibilmente la traiettoria, oppure l'introduzione di una nuova animazione che porta i giocatori a scivolare quando effettuano cambi di direzione troppo repentini, introducono nuove variabili che donano freschezza a meccanismi già ben rodati. In questo senso abbiamo rilevato anche una maggiore influenza delle condizioni climatiche, da quest'anno divenute dinamiche, non più limitati a mere variazioni estetiche – tra cui ad ogni modo annoveriamo le casacche zuppe. L'intervento della pioggia a metà partita segna un diverso comportamento sia della sfera, inizialmente molto più rapida sull'erba viscida, sia dei giocatori, meno stabili nei cambi di direzione. La sinfonia quasi perfetta suonata dai ventidue interpreti sul terreno di gioco viene interrotta solo da due imperfezioni. Una è un difetto storico della serie ed è almeno parzialmente ricollegabile all'IA degli arbitri, troppo poco evoluta. Le giubbe nere fischiano un po' meno i nostri interventi, lasciando scorrere più fluido il gioco, ma tendono ancora a punire troppo poco gli interventi della CPU, il che è un doppio peccato perché battere le punizioni è davvero un piacere. La seconda invece è una novità, già emersa nella demo e solo parzialmente sistemata in questa release definitiva, che riguarda i tiri, tutti un po' troppo tesi anche quando le condizioni sembrerebbero non permetterlo. Nulla di irrisolvibile con un patch ad hoc, ma il fatto che si siano fatti largo nella versione definitiva non è un buon segnale.

A questo punto diventa più determinante come mai saper sfruttare appieno le abilità dei giocatori in rosa, riprodotte nella stragrande maggioranza dei casi con una fedeltà stupefacente. Il caso più eclatante a cui abbiamo assistito è quello di Ibra, fiore all'occhiello della nostra campagna acquisti. Il gigante svedese non solo si muove come la sua controparte reale con controlli di tacco, passaggi con mosse da MMA e tiri al fulmicotone, ma sul campo ne riproduce esattamente anche le movenze e l'influenza sul gioco. Zlatan tende ad avvicinarsi alla linea di centrocampo per reclamare la palla esi impone col fisico sulle palle alle aprendo ampi spazi per le incursioni dei compagni. La sua influenza sul gioco della squadra però deve essere valutata attentamente. Pur giocando come punta, Ibra tende spesso a muoversi lontano dall'area. Se questa sua propensione inizialmente ha dato i suoi frutti, ben presto le squadre avversarie hanno preso delle contromisure efficaci, così ci siamo visti costretti a cambiare modulo e inserire una punta vera e propria al posto di un'ala per sparigliare le carte in tavola, inanellando un prezioso filotto di vittorie.

Il nuovo editor promette di essere molto più profondo, consentendo anche l'importazione di immagini su console. - Pro Evolution Soccer 2016
Il nuovo editor promette di essere molto più profondo, consentendo anche l'importazione di immagini su console.

Le partite sul nostro personalissimo tabellino sono troppo poche per provare a ricavare da questi comportamenti tattici degli avversari una regola generale, tipo la capacità di adattarsi sul breve/medio/lungo periodo al nostro gioco, tuttavia ci è parso ugualmente di cogliere pregevoli miglioramenti sia nel comportamento tattico delle squadre sia nella riproposizione dello stile di gioco delle formazioni reali. Terzini e giocatori di movimento reagiscono con coerenza allo sviluppo del gioco, proponendo sovrapposizioni e tagli, mentre il comportamento tattico delle grandi d'Europa viene applicato quasi alla perfezione. Affrontate il Barcellona e dovrete temere i letali inserimenti di Neymar e Messi facilitati dai piedi buoni dei palleggiatori a centrocampo, mentre di fronte al Bayer preparatevi a farvi snervare dall'odioso tiki taka senza perdere di vista il movimento ad accentrarsi di Robben.

IL DURO LAVORO DELLO STEWART

Ovviamente queste affermazioni sono particolarmente vere per la squadre più importanti, e questa riflessioni ci conduce sullo spinoso terreno delle licenze. I campionati presenti sono quelli degli scorsi anni, con Serie A, Liga e Ligue 1 (quasi) completamente licenziate per quanto riguarda simboli, trofei e squadre, mentre la Premier è inserita fittiziamente senza i loghi e i nome delle squadre ufficiali. Assente come d'abitudine la Bundesliga ad eccezione delle squadre tedesche in Champions. A dire il vero – come avrete intuito da quel “quasi” sibillino di poco fa – un'assenza in Serie A c'è: si tratta del Sassuolo, unico team con cui KONAMI non ha raggiunto un accordo per la riproduzione dei loghi e delle maglie, sostituito dal Sangiulo, i cui giocatori però sono quelli reali della formazione emiliana. Vista la revisione dell'editor, molto più versatile che in passato al punto da consentire l'importazione di immagini, non ci vorrà molto prima che una toppa amatoriale sistemi la mancanza. In Serie B invece fioccano i soliti nomi di fantasia (Spremonese alè!), ma le rose sono quelle ufficiali delle formazioni cadette. A proposito, per quanto riguarda l'aggiornamento dei trasferimenti all'ultimo calciomercato ci è stato riferito che verrà applicato tramite una patch day one, mentre la versione da noi testata pur presentando i cambiamenti relativi a promozioni e retrocessioni sfoggiava ancora rose aggiornate alla precedente stagione.

Oltre a una valanga di nuove animazioni anche alcune fasi di gioco hanno subito parecchia attenzione nel restyling, come il cross dalla tre quarti campo. - Pro Evolution Soccer 2016
Oltre a una valanga di nuove animazioni anche alcune fasi di gioco hanno subito parecchia attenzione nel restyling, come il cross dalla tre quarti campo.

Più in generale, di tutti quei miglioramenti contestuali che ci auspicavamo nella recensione dell'edizione 2015 ci sono poche tracce. Mettiamo le mani avanti: poco male. Preferiamo sempre e comunque che la precedenza venga data alle fasi di gioco, cuore pulsante di ogni titolo calcistico, ma oggi uno sportivo è fatto anche di contorno e non possiamo esimerci dal parlarne. Ritornano le coreografie già apprezzate lo scorso anno a fare da cornice di lusso per le grandi sfide, sono aumentate le presenze a bordo campo con steward, forze dell'ordine e inservienti che si occupano del manto erboso, e infine hanno fatto la loro comparsa le esultanze selezionabili (con tanto di Totti che si prodiga in un selfie). La sensazione, a confronto con l'opulenza di stadi, licenze e scenette della controparte EA, è ancora quella di un ambiente più spartano, anche se lentamente qualche passo si sta muovendo anche in questa direzione. Oltre alle già citate esultanze ad esempio la Master League si è arricchita di qualche nuovo scenario simpatico come la partita di addio del veterano della propria squadra a cui partecipano una selezione di stelle internazionali. Lo sforzo di KONAMI è insomma apprezzabile, ma la mancanza di alcune licenze pesanti e quel che ne consegue resta un rospo che bisogna digerire.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
PES 2016 è poco fumo e tanta sostanza. Coraggiosamente il PES team ha deciso di andare per la sua strada, limitando gli interventi su tutte quelle componenti accessorie e concentrandosi su ciò che avviene all'interno del rettangolo verde. Il balzo in avanti rispetto al già più che buono 2015 da questo punto di vista è sensibile dopo poche partite. La valanga di nuove animazione contribuisce a una resa ancora più verosimile e piacevole delle giocate e la resa degli innumerovoli diversi tipi di contatto tra la sfera e i calciatori è quasi commovente. Dal punto di vista del giocato giusto la scarsa tendenza la fallo della CPU rovina l'incanto, mentre il passo indietro nelle contrattazioni della Master League è una discreta delusione – almeno per quanto ci riguarda – alla luce delle interessanti ed utili novità di cui è stata oggetto questa modalità. Il solo binario su cui PES si incanala insomma è quello della continuità con la sfilza di progressi messi in moto un anno fa. La strada è decisamente quella giusta.

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