Genere
Sportivo
Lingua
Italiano
PEGI
3+
Prezzo
ND
Data di uscita
17 Settembre 2015

Pro Evolution Soccer 2016

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Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
Konami
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
17 Settembre 2015
Lingua
Italiano

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Recensione

L'anima del calcio

Poco fumo e tanta sostanza per PES 2016

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Un anno fa, di questi tempi, iniziavamo la recensione di PES 2015 citando De Gregori. Era un'annata importante per PES, FIFA aveva messo imprevedibilmente un piede in fallo e il disastro emerso nel tempo dell'edizione 2014 reclamava vendetta. Oggi possiamo dire che PES ce l'ha fatta, con grinta e umiltà, sfoderando una fisica rivista, una migliore gestione degli spazi e lasciando spazio alla passione di cui il brand trasuda fin dagli esordi.

Sono passati dodici mesi e la situazione per il team che si occupa di PES non è però migliorata di molto. La situazione in KONAMI si è fatta critica dopo la decisione della compagnia di abbandonare quasi completamente lo sviluppo di giochi AAA in favore di produzioni più economiche e remunerative come patchinko e titoli mobile. Il caso MGSV con il licenziamento di Kojima e lo smembramento del suo team ha dimostrato che in un periodo come questo nemmeno i mostri sacri possono ritenersi al sicuro. Paradossalmente dunque, nonostante un rilancio generalmente apprezzato, la situazione di PES oggi è ancora più delicata rispetto a quanto fosse mesi fa, rappresentando di fatto l'ultimo grosso titolo per console nel catalogo KONAMI – fatto salvo un clamoroso ritorno di MGS orfano di Kojima in un futuro prossimo. Come dimostra la storia recente del titolo calcistico made in Japan, è proprio nelle difficoltà che il PES team si esalta e tira fuori il meglio di sé. PES 2016 dunque segna un ulteriore passo avanti rispetto al suo già apprezzabile predecessore, anche se i miglioramenti non si sono palesati proprio dove ce li saremmo attesi.

ISTRUZIONI PER L'USO

Prima di iniziare la disanima sui diversi elementi che ci hanno portato ad elaborare il nostro giudizio su PES 2016 è giusto mettervi al corrente delle modalità con cui si è svolta la nostra prova sul campo. Invece della consueta full immersion nel confortante scenario del nostro salotto su una copia promo del gioco fornita dal distributore, il test su strada si è svolto direttamente negli uffici di Halifax – Digital Bros. in una lunga sessione che ci ha visto impegnati da mattina a sera di fronte a una PS4 debug su cui girava una versione interna della release finale di PES 2016. Precisiamo però di avere parecchie decine di ore a curriculum sulla versione precedente del gioco, perciò nonostante il test poco canonico ci è stato possibile cogliere ugualmente le principali differenze rispetto al passato, i punti di forza e le debolezze del codice destinato a finire nelle confezioni di PES 2016. Certo sarà complicato evidenziare in questa sede tutte quelle magagne che come d'abitudine iniziano ad emergere dopo qualche centinaia di partite, quelle piccolezze che dopo i lievi fasti iniziali mostrano la loro influenza sul lungo periodo. Ma in questo senso anche una prova più canonica, con la classica settimana di tempo a disposizione prima dell'embargo, non sarebbe stata sufficiente per incappare in questo tipo di problematiche, come accaduto ad esempio nel caso di PES 2014.

L'UOMO SULLA PANCHINA CHE SCOTTA

Una volta preso possesso della postazione a noi riservata negli accoglienti uffici milanesi di Halifax abbiamo deciso per prima cosa di lanciarci in un assaggio di Master League, la modalità che più di ogni altra è stata oggetto di restyling da parte di KONAMI, prendendo le redini della Roma, squadra ideale per testare quanto spazio ci sia per la riproposizione di un gioco di squadra armonico e ben orchestrato. Purtroppo la fase di creazione del nostro alter ego destinato a sedersi in panchina al posto nostro non si è ampliata quanto speravamo, con un ventaglio di scelte somatiche lontano dall'opulenza vista in MGSV con cui PES condivide il Fox Engine. Il nostro mister dall'aspetto piuttosto generico può ora però fare affidamento su una quantità di informazioni a video decisamente più ampia rispetto al passato. Il menù della Master League riprende nelle forme quello dello scorso anno, ma migliora la visione di insieme offrendo un colpo d'occhio più colorato e vivace in cui spiccano al centro dello schermo le informazioni principali mentre schermate più dettagliate sono facilmente raggiungili tramite la barra superiore.

Le schermate che ci mostrano le ultime dichiarazioni dei nostri giocatori o le presentazioni dei nuovi arrivati sono una buona occasione per gustarsi le fedeltà dei modelli poligonali rivisti grazie al Fox Engine, ma per quanto riguarda la gestione del team è decisamente più utile l'indicatore dello spirito di squadra. Questo parametro è condizionato non solo dai risultati in campionato e coppa, ma anche dagli arrivi e dalle partenze. Riuscire a comprare un campione affermato in una squadra che ha ambizioni importanti può garantire un gradito boost allo spirito, ma attenzione: l'arrivo di una figura ingombrante in una squadra operaia può al contrario creare scompiglio nello spogliatoio e alimentare i primi malumori. Per tenere sott'occhio la condizione della squadra è stata aggiunta anche un'interessante sezioni relativa alle statistiche da cui è possibile visionare quasi qualunque tipo di informazione relativa alla prestazione dei nostri uomini in campo. Ovviamente questo lavoro di studio serve per stabilire quale sia l'undici migliore da mandare in campo ogni domenica (o mercoledì di coppa) e a questo proposito un po' tutti accoglieranno con piacere la notizia della revisione del menù dei cambi, che ora consente di effettuare sostituzioni o cambi di ruolo senza tutta quella macchinosità che si incontrava in passato.

Il menù della Master League si è arricchito di dettaglia, guadagnando comunque in leggibilità. - Pro Evolution Soccer 2016
Il menù della Master League si è arricchito di dettaglia, guadagnando comunque in leggibilità.

Il cuore della Master League è però da sempre il calciomercato, e qui probabilmente le modifiche apportate faranno storcere il naso a più di un appassionato. Da tempo si chiedeva a KONAMI di lasciare all'utente maggiore libertà di manovra nelle trattative, mentre la risposta giunta dal Giappone è stata di senso decisamente opposto. Le contrattazioni vengono gestite interamente dalla CPU, dalle cifre agli anni di contratto, mentre a noi non resta che proporre variazioni di alcuni parametri (diminuire gli anni di contratto, alzare l'offerta alla squadra..) sia nel caso in cui la trattativa si sia arenata, sia qualora l'accordo trovato non ci soddisfi. Un approccio simile non deve essere per forza visto come un difetto, in fondo per molti il fine ultimo della Master League è la costruzione del proprio dream team. Bisogna però tener conto anche delle conseguenze di una simile semplificazione: senza la gestione diretta dei fondi diventano impossibili operazioni folli, come provare a portare Messi al Napoli mettendo da parte una cifra irrinunciabile da offrire ai blaugrana. Il che non significa che sia impossibile mettere a segno un simile colpo, solo che non si potrà farlo con queste modalità, ma unicamente affidandosi alla contrattazione predefinita del gioco, perdendo un po' di quella magia da L'allenatore nel pallone.

La gestione del calciomercato, più in generale, è abbastanza bizzarra. Durante la nostra esperienza sulla panchina della Roma abbiamo ricevuto dal Wolfsburg un'offerta per Calabresi, giovane difensore centrale di prospettiva, uno che probabilmente si farà, ma che al momento sarebbe una riserva – e nemmeno tra le prime – in qualunque squadra di A. Per provocare i tedeschi rispondiamo chiedendo uno scambio alla pari con Perisic, forte ala croata al centro del mercato estivo dell'Inter. Uno che vale circa una 15 di milioni come pedina di scambio per un giovanotto il cui valore è espresso in qualche centinaia di migliaia di euro. Immaginate dunque il nostro stupore quando dopo un paio di giorni è arrivata la risposta affermativa dalla Germania. Osservando le prestazioni in campo del croato – non ce ne vogliano gli interisti! – abbiamo poi capito perché da Wolfsburg fossero così smaniosi di liberarsene, ma economicamente lo scambio non stava in piedi ugualmente. Altro dettaglio che non avremmo voluto rivedere sono quei trasferimenti decisi a tavolino a cui tocca assistere nelle prime fasi di ogni nuova Master Leaugue: preparatevi, il tormentone di quest'anno è Sergio Ramos al Barcellona!

Ottima introduzione invece è quella dei ruoli dei giocatori all'interno della rosa. Si tratta di un sistema di abilità speciali che vi aiuta a identificare giocatori di particolare talento tra quelli in vostro possesso, distribuendo delle ricompense per il loro utilizzo. Ci sono Superstar che con la loro fama attirano più tifosi al botteghino e aumentano le vendite di merchandising ogni volta che scendono in campo, leader carismatici che infondono un +1 di condizione a tutti compagni, veterani che migliorano le prestazioni dei compagni di reparto e così via. Svenarsi per un campione dunque può essere visto ora sotto una nuova prospettiva alla luce degli ulteriori ricavi che garantisce la sua presenza in campo, mentre la gestione dell'undici titolare in una sfida importante presenta invece nuovi dilemmi: l'influenza di Totti in un derby può bastare a farlo partire titolare nonostante l'età?

PER AMORE DEL CALCIO

La parziale delusione per la fase manageriale che in alcuni aspetti non ha seguito l'evoluzione auspicata è destinata a scemare però ben presto nel momento in cui si scende sul rettangolo verde. Come abbiamo ben documentato nella recensione dell'anno scorso, le meccaniche di gioco necessitavano in fondo solo di qualche aggiustatina e limatura, invece KONAMI ha deciso di andarci giù duro e portare a un livello superiore una riproduzione delle dinamiche calcistiche già vicine all'eccellenza. L'ingrediente principale di questo salto di qualità è l'introduzione di una vagonata di nuove animazioni che vanno ad aumentare il ventaglio di reazioni in qualunque situazione: corsa, tiri, parate, contrasti, stop e quant'altro. I movimenti a disposizione – triplicati secondo il comunicato stampa, e per una volta viene da crederci – consentono finalmente di generare reazioni realistiche e credibili praticamente in ogni situazione. Un esempio su tutti, in passato il gioco consentiva di eseguire cross o tiri irrealistici poiché il movimento o la postura del giocatore risultavano in qualche modo incongrui rispetto la traiettoria impressa alla sfera. Questi inestetismi sono ormai un ricordo del passato.

L'esultanza di Totti deve essere entrata di prepotenza nell'immaginario degli sviluppatori giapponesi. - Pro Evolution Soccer 2016
L'esultanza di Totti deve essere entrata di prepotenza nell'immaginario degli sviluppatori giapponesi.

Cross di interno e di esterno, scucchiaiate, anticipi i punta: la fedeltà con cui sono riprodotti i contatti tra la palla e il corpo dei calciatori è quasi commovente per come riproduce alla perfezione le movenze del calcio. Il risultato è una maggiore credibilità: la sensazione è che in diversi casi non sia cambiato ciò che il motore può fare, ma il modo in cui lo mette a video, potendo pescare tra una campionario di animazioni molto più vasto. Il che non significa che l'animazione intervenga a sopperire una vostra mancanza nei controlli: provate a tirare senza essere orientati correttamente e il risultato sarà disastroso. Ma se il vostro giocatore è abbastanza abile da crossare dalla fascia sinistra utilizzando l'esterno del piede destro, beh, quella sarà una freccia in più al vostro arco, a condizione ovviamente che velocità, direzione e postura del vostro uomo vi consentano di eseguire quella giocata in quel dato momento. La vastità di parate possibili per un portiere, dal colpo di frusta con la mano ad alzare la palla sopra la traversa alla manona allargata d'istinto su un tiro che sbuca all'improvviso, fanno apprezzare parate che se eseguite con la classica animazione del tuffo sembrerebbero una forzatura del codice. Anche gli inevitabili strafalcioni, da cui nessun portiere è davvero immune, sono trattati con maggior naturalezza e piegare le mani all'estremo difensore è tutta un'altra soddisfazione rispetto al vecchio rimpallo che puzza di script.


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