Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
64,90 Euro
Data di uscita
29/10/2003

Pro Evolution Soccer 3

Pro Evolution Soccer 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami of Europe
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
29/10/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
64,90 Euro

Lati Positivi

  • Selettore per i 60 Hz
  • Ampie possibilità di personalizzazione
  • E'il miglior calcio in circolazione

Lati Negativi

  • Alcune indecisioni del motore grafico
  • Audio ancora sotto tono
  • CPU alle volte snervante
  • Caricamenti lentissimi (da DVD!)

Hardware

Per giocare a Pro Evolution Soccer 3 dovrete munirvi di una PlayStation 2 Pal, di una copia originale del gioco e di una memory card. Sono supportate le funzioni analogiche del Dual Shock 2; per sfruttare in toto il lato multiplayer è caldamente consigliato l'acquisto di un multitap.

Multiplayer

Il titolo Konami da il meglio di sé in multiplayer, con un tetto massimo di otto giocatori contemporaneamente in campo. In queste condizioni Pro Evolution Soccer 3 diventa IL gioco per eccellenza, regalando ore e ore di sano divertimento e di accesissime sfide. Giocato in singolo è bene, ma con gli amici è decisamente meglio.
Recensione

Pro Evolution Soccer 3

Il fattaccio è capitato proprio pochi giorni fa, fra i viali di una affascinante Trieste d'autunno: "I want you!", disse all'improvviso una voce alle mie spalle. Mi fermai, un po' allibito e frastornato. "Toghy voglio te, girati!". Volsi lo sguardo verso un negozietto, cercando di individuare il provetto Zio Sam. Ci credereste mai se vi raccontassi che lo neo-Zio soffriva d'alopecia?

di La Redazione, pubblicato il

Calcio, calcio, e ancora calcio. Ci avete mai fatto caso? Qualsiasi cosa voi facciate c'è sempre di mezzo il calcio. Apri un quotidiano e immancabilmente lo trovi, ti aggiri per la città e sbatti violentemente contro i soliti bagarini ricolmi di magliette di Del Piero e soci, accendi la tv e ti piazzano il classico appuntamento con la Champions League, vai in un bar e quattro sconosciuti sorseggiando un caffè parlano, guarda caso, del posticipo della domenica. Se dovessimo venir analizzati da un medico esperto la diagnosi per noi italiani sarebbe impietosa: coma mentale irreversibile da calcio. Una malattia incurabile, testimoniata anche in campo videoludico dalla "febbre da PES" che si propaga inarrestabile in tutti i più frequentati forum della grande rete.

PERCHE' L'OTTIMIZZAZIONE S'HA DA FARSI

Anche questa volta il primo impatto con il calcio Konami è dei più piacevoli. Tanto per iniziare il classico menu che aveva contraddistinto le due precedenti versioni è stato bellamente riposto in soffitta, a favore di uno completamente nuovo e decisamente più funzionale, anche se a livello puramente estetico sarebbe forse bene che Konami si sforzasse un poco di più. Questo, comunque, è solamente il più piccolo degli interventi apportati al titolo, fra cui spicca soprattutto l'adozione di un selettore per i 50/60 Hz a video: finalmente muore un vecchio tabù della serie, permettendo alla versione europea di paragonarsi in tutto e per tutto a quella giapponese per ciò che concerne fluidità e assenza totale di bande nere su schermo. Un piccolo passetto per Konami ma di sicuro un grande passo per tutti i giocatori europei, da sempre privati di una basilare (a nostro modo di vedere) possibilità di scelta. Oltre a questo molta altra attenzione è stata riposta alle nuove animazioni dei giocatori in campo, ora decisamente più credibili e curate che in passato, nonché alla riproduzione degli stessi con un uso delle texture più efficace e una modellazione poligonale solida e massiccia. In mezzo a tanta gioia non mancano però le note stonate, a partire da un'ottimizzazione del motore di gioco ancora imperfetta: capiterà spesso di dover fare i conti con alcune incertezze del frame rate, e in special modo durante le azioni di gioco più concitate o qualora la telecamera dovesse riprendere delle porzioni di campo più ampie del solito (ad esempio le rimesse dal fondo con il conseguente rapido scrolling del campo da gioco). Ciò non influenza in alcun modo la giocabilità, ma rimane comunque un segnale piuttosto importante delle apparenti difficoltà, da parte di PlayStation 2, a gestire una mole di dati di tale spessore. Sul fronte sonoro invece tendiamo a stendere un velo pietoso perché, sebbene gli effetti sonori risultino discreti (il "rumore di fondo" del pubblico è più accurato e credibile e sono molto realistiche le reazioni delle tifoserie di casa di fronte a un gol della squadra avversaria, un silenzio borbottante che ricalca con accuratezza la sensazione di delusione che si prova allo stadio), nulla si è fatto per implementare almeno il Pro Logic II al fine di donare quel tocco di classe in più ad un reparto audio comunque molto migliorabile e caratterizzato da un commento della partita fra i più assurdi di sempre. Ha davvero senso, ci chiediamo noi, invocare il pericolo di un improbabile "suicidio collettivo" da parte di una squadra? Purtroppo l'ilarità non sempre la si trova dietro l'angolo di casa.

PERCHE' OGNI EPISODIO E' STORIA A SE STANTE

Ogni approccio al calcio Konami rappresenta un evento, mai scontato e soprattutto mai uguale a quello precedente. Pro Evolution Soccer 3 fa fede a questa linea, staccandosi dal passato più recente e cercando di avvicinarsi in modo piuttosto esplicito alla versione giapponese dello stesso. Il risultato finale è in pratica un clone di Winning Eleven 7, caratterizzato però da una maggior velocità. In sostanza la sensazione di muoversi su dei binari è praticamente svanita, il controllo di palla è influenzato ancor più pesantemente dalle caratteristiche del giocatore, i tiri al volo e i colpi di testa sono più facili da eseguire e in generale l'azione di gioco appare più elastica e ricca di possibilità. Il risultato complessivo è da top ten della categoria ma non per questo risulta privo di difetti, talvolta anche pesanti: i portieri raramente trattengono la palla e si lasciano bucare più facilmente, le nuove regole del vantaggio e del fallo di mano sono implementate in modo approssimativo (e sempre a svantaggio del giocatore), e il livello di difficoltà appare quanto mai sbilanciato. Se in precedenza passare da tre a cinque stelline comportava un graduale aumento delle capacità di gioco avversarie, in questo episodio invece è il tipo di atteggiamento vero e proprio della CPU a cambiare. Scordatevi di ottenere qualche vantaggio durante partite al livello di difficoltà più elevato, visto e considerato il fatto che l'arbitro fischierà praticamente sempre a favore dell'avversario, generando al giocatore frequenti arrabbiature (e l'atteggiamento dei propri compagni di squadra non aiuterà di certo). Alla fine l'inversione di tendenza da parte di questo terzo episodio ha apportato delle sostanziali migliorie, ma purtroppo anche delle preoccupanti falle...
Avvicinarsi a Pro Evolution Soccer 3 partendo lancia in resta con una Master League, quindi, può essere inizialmente frustrante per chi è abituato a non considerare nemmeno i livelli di difficoltà inferiori a quello massimo. Le prime partite sono veramente "dolorose", non si riesce a segnare se non a seguito di rimpalli, la CPU non perdona nulla ed è sempre pronta a coprire ogni nostra azione in maniera anche troppo efficace. Questo fino al momento in cui non si prendono le misure con la differente dinamica di questo gioco rispetto al suo predecessore europeo: Pro Evolution Soccer 3 è un gioco che richiede molta attenzione nella costruzione di azioni corali, che richiede una grande perizia in fase di dribbling (alternare le pressioni di L1, R1 e R2 durante la corsa è fondamentale) e un'attenzione a livello tattico quasi esasperata.
Di partita in partita ci si rende conto che per sfruttare al meglio i giocatori che a nostra disposizione è necessario trovare una giusta disposizione in campo, agendo inoltre sulle posizioni e sui movimenti individuali con grande attenzione (è ora possibile stabilire due frecce per ogni giocatore in fase di attacco e determinare l'intensità con la quale un giocatore rientra in difesa quando la squadra perde palla) e stabilire quali siano le tattiche "generali" da privilegiare e con quale intensità. Per esempio potremo scegliere di assegnare un grado A, B o C alla "tattica del fuorigioco", stabilendo quindi quanta prontezza e attenzione la nostra linea difensiva dovrà utilizzare per salire repentinamente verso il centrocampo a prezzo, però, di un più rapido consumo di energie.
Da tenere in assoluta considerazione, infine, l'accresciuta efficacia del passaggio filtrante, ora utilizzabile anche a centrocampo in situazioni caotiche per "chiamare" l'avanzata dei giocatori, cosa che nel passato troppo spesso causava un netto anticipo da parte degli avversari.

OGGI COMPRO... VAN GOGH!

Nella modalità Master League, come detto, i primi tempi sono duri. Il problema è accentuato dal fatto che difficilmente un giocatore di grido accetterà di scendere di categoria al punto da abbracciare i nostri colori. E allora che fare per migliorare la nostra compagine quando ci troviamo con una rosa di arrancanti pedatori dalle discutibili qualità tecniche? Bene, in questi casi la chiave per il successo è rappresentata dai giovani.
In fase di mercato potremo quindi scegliere un numero a piacere di giovani virgulti calcistici da inserire nella nostra rosa: i loro valori sono spesso inizialmente ridicoli, ma giocando con buona continuità guadagneranno punti di esperienza che potremo poi spendere e spandere a piacimento tra le loro caratteristiche di base. Per una stagione intera potremo "pompare" l'abilità al tiro e la velocità degli attaccanti, la resistenza ai contrasti dei centrocampisti, la capacità di parare dei portieri, senza dimenticare la mentalità e la capacità di recupero fisico di ogni giocatore. Ognuna delle voci statistiche di ogni giocatore è editabile, a prezzi variabili: se per esempio per quanto riguarda l'accelerazione a un punto di esperienza guadagnato corrisponde un punto in più, sono necessari invece dieci punti per poter ottenere avanzamenti in altri comparti e addirittura trenta per poter aggiungere a un giocatore un'abilità speciale.
Allenare come si conviene le giovani promesse è importantissimo, per ottenere due scopi: il primo è, ovviamente, quello di creare un giocatore adatto alle nostre esigenze senza doversi per forza svenare sul mercato, il secondo è... fare soldi. I giocatori formati dalle nostre abili mani, infatti, non passeranno inosservati e le offerte di altre squadre non tarderanno ad arrivare per i nostri elementi migliori. Considerato che l'acquisizione di un giovane ha l'unico prezzo dello stipendio, allenarne parecchi può quindi rappresentare anche un buon investimento per il futuro.

PERCHE' QUESTA SERA IO HO FAME (DI VITTORIA)

Se si potrà discutere per ore e ore su questa nuova versione della più amata serie di giochi calcistici in circolazione, nulla però potrà essere detto sull'incredibile lavoro svolto da Konami per donare al titolo una longevità pressoché infinita. Se l'assoluta bontà del gioco in multiplayer ci appare quanto mai scontata, viceversa molto è stato fatto per rendere ancor più coinvolgente le nostre avventure in singolo. Ci troverete dentro di tutto, a partire dalla già citata Master League (che si affianca alle ormai classiche coppe) suddivisa in quattro fasce distinte, alla presenza di nuovi club nazionali, alla possibilità di raccogliere punti da spendere durante le nostre sortite al Negozio Pes. Proprio quest'ultimo rappresenta una delle più gradite new entry, dandoci modo di attivare tutta una serie di chicche fra cui il trasferimento libero dei giocatori, l'entrata in scena di nuove formazioni e giocatori, l'effetto scia della palla durante i replay (finalmente attivabili in ogni momento della partita... o quasi) oppure la possibilità di studiare ed applicare delle tattiche di gioco personalizzate. Oltre a questo in ogni momento potremo modificare a nostra discrezione tutti i parametri generali di gioco, inclusa la difficoltà dello stesso o l'attivazione di un'apposita feature in grado di capire (e di conseguenza penalizzarci) qualora decidessimo di resettare la console a causa di una partita che stavamo perdendo. Una serie di opzioni e di personalizzazioni che fin'ora erano rimaste in gran parte recluse ai precedenti capitoli. Da questo Pro Evolution Soccer 3 non si scappa quindi, e siamo sicurissimi che nemmeno voi ci terrete a farlo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Tanti "perché" ma alla fine c'è una considerazione che va fatta prima di qualunque altra: una volta infilato il DVD di Pro Evolution Soccer 3 nella PlayStation 2 non lo schioderete più da là dentro. Con il passare degli anni la serie non solo s'è vistosamente affinata, ma rende difficilissima la sua analisi, visto e considerato il fatto che diventa oggettivamente sempre più facile scovargli qualche difetto (veniale) piuttosto che trovare qualche nuova frase ad effetto per esaltarne le incredibili doti. E' un continuo crescendo ormai, un evento che nessun appassionato giocatore può lasciarsi scappare: poco importa se il prossimo anno ne uscirà una versione migliore. Nel frattempo godiamoci questo spettacolo, visto che il prossimo appuntamento è ancora lontano. A risentirci al prossimo "orgasmo videoludico" targato Konami. <i>Nikola Togut</i> <b>SECONDO COMMENTO</b> Se l'anno passato PES 2 aveva introdotto un "semplice" quanto benvenuto aggiornamento delle dinamiche di gioco, con Pro Evolution Soccer 3 ci troviamo invece di fronte a una sorta di rivoluzione. Il gioco è fisicamente più "massiccio", quasi faticoso per il giocatore con il pad in mano quanto una partita vera al campetto sotto casa. Le dinamiche della palla, ancora più accurate, un sistema di passaggi rivisto (in special modo per quanto riguarda i filtranti) e la splendida realizzazione dei colpi "di volo" e dei tiri di prima intenzione lasciano letteralmente a bocca aperta. Se, con le squadre schierate a centrocampo, come impatto grafico il gioco non pare poi troppo dissimile dai predecessori (d'accordo, la modellazione poligonale è molto migliorata, ma intanto tutti quanti giochiamo con la telecamera più larga possibile...), tutto cambia quando si batte il calcio d'inizio e Pro Evolution Soccer 3 comincia a muoversi. La fluidità e la credibilità delle animazioni è una gioia per gli occhi al punto da restare stupiti di fronte alle azioni che è possibile costruire, ai tiri che si possono effettuare. Difetti? Beh, ce ne sono: la difficoltà è decisamente mal calibrata al livello più alto, al punto che la CPU sembra talvolta giocare con più di undici uomini, oltretutto graziati troppo spesso dall'arbitro in caso di azioni fallose. Il comparto audio del gioco, pur migliorato, resta il punto debole dal punto di vista tecnico, insieme a una palette di colori che francamente cominciamo a stancarci di vedere (non esiste un blu in PES3 che non sia un violetto più o meno marcato e il gioco in generale soffre di una patina polverosa che ci obbliga a ogni partita ad agire su luminosità e contrasto del televisore per ottenere un minimo di brillantezza in più). Infine, comincia ad essere un po' difficile digerire la mancanza di diritti per troppe delle componenti del gioco. Il problema non è certo rappresentato dalla coppa WEFA, ma in generale doversi ritrovare, di nuovo, a editare squadre dai nomi totalmente improbabili, a cercare di riconoscere i giocatori con i nomi storpiati comincia a diventare un po' troppo noioso. <i>Simone Soletta</i>