Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
20/10/2005

Pro Evolution Soccer 5

Pro Evolution Soccer 5 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami of Europe
Sviluppatore
Konami TYO
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
20/10/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Estremamente realistico
  • Dinamiche credibili e ottima fisica dei calciatori
  • Longevità alle stelle
  • Online al suo esordio nella serie Konami

Lati Negativi

  • Il commento tecnico dei telecronisti è sempre banale
  • Manca la qualificazione ai mondiali presente nella controparte giaponese

Hardware

Per giocare a Pro Evolution Soccer 5 occorre una confezione originale del gioco, una PlayStation 2, uno o più joypad e una Memory Card per salvare i propri progressi nella Master League.

Multiplayer

Da che mondo è mondo la serie del calcio Konami supporta il multiplayer offline fino a otto giocatori e introduce ora l'online gaming. Pro Evolution Soccer 5 consente di giocare online via Internet in presenza di una connessione a banda larga (e, su una PlayStation 2 primo modello, di un Network Adaptor). Per avviare una sessione multiplayer è necessario creare un profilo registrandosi al primo collegamento. Successivamente il gioco terrà traccia delle nostre statistiche (vittorie, sconfitte e così via) assegnandoci un "livello" specifico. Per giocare online si può scegliere una Partita Rapida con un avversario scelto a caso, oppure iniziare una sfida con amici incontrati nell'apposita Lobby. Durante il gioco viene limitato il numero di Pause a disposizione (per non spezzare il ritmo) e sono disponibili alcune limitate funzioni di chat testuale. Dal punto di vista della performance, al di là di qualche leggero rallentamento, non si sono riscontrati problemi su una connessione Internet da quattro Megabit.

Link

Recensione

Pro Evolution Soccer 5

Due sportivi due ragazzi per il calcio sono pazzi, son portiere e attaccante, Player 1 e Player 2 due speranze. Loro vogliono sfondare e campioni diventare per poter così giocare nella squadra nazionale. Player 1 si allena tirando i rigori, Player 2 si allena parando i rigori, sembran partite gli allenamenti tanta è la classe dei due contendenti (D'Avena, Moggi, Mogol - Konami Records).

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

E va ritoccato il tempismo (automatizzato nei giocatori di lungo corso) necessario affinché un tackle in scivolata (caratterizzata ora da un raggio d'azione più corto e quindi più realistico che in passato) non si trasformi in una pseudo rissa con cartellini volanti e commentatori inebetiti da tanto scaldarsi. A beneficio dell'innalzamento di difficoltà nel disimpegno, il sempre inflazionato colpo di tacco, i lanci filtranti a centrocampo e i pallonetti (che neanche i gemelli Derrick) tornano a dimensione umana, inseriti in meccanismi e dinamiche che ne scoraggiano l'abuso e l'impiego indiscriminato a centrocampo. Conseguenza di tale impostazione rigorosa è che alla pressione del tasto X (deputato al passaggio da parte del portatore della sfera) non corrisponde più nel subconscio dell'utente quella tranquillità relativa al buon esito del passaggio a cui i prequel avevano abituato.
Liberarsi della sfera e deviare l'azione di gioco su giocatori smarcati non è più così tanto semplice, date le molteplici possibilità di errore da parte dei nostri compagni di squadra. È sufficiente un nonnulla, un piede non allineato con i nostri schemi di triangolazione, un contrasto aereo che fa perdere irrimediabilmente l'equilibrio al destinatario del nostro passaggio o la stanchezza incipiente che rallenta la corsa dei compagni di squadra e qualsiasi bella speranza di conservare il pallone sulla tre quarti e servire le punte va a farsi benedire in contropiede.
Sono le mille e mille variabili contemplate dal gioco che rendono aleatoria e realistica l'azione, con tanto di infortuni da affaticamento, palloni che rimbalzano in un flipper di giocatori e regola del vantaggio, questa volta azzeccata e favorevole alla squadra che conduce il gioco verso la porta avversaria. E la meraviglia accompagna ogni lancio lungo e calibrato alla Pirlo, cresce dinanzi alla possibilità di direzionare un tiro con la pressione del tasto R2 e sublima il nostro essere italiani in un campo di calcio con le bordate "der pupone" neopapà.

CAMPIONI DEL CUORE: GAY MOVER

Pro Evolution Soccer 5 è graficamente più stabile e "carnoso" del precedente episodio, fondamentalmente adeguato al lentissimo e sempre progressivo aggiornamento cosmetico che Konami implementa di anno in anno.
Eliminata gran parte dei rallentamenti del motore grafico nelle situazioni di sovraffollamento in area, ciò che beneficia del nuovo lavoro firmato "Seabass" è l'animazione del calciatore che si prodiga in finte e acrobazie degne delle fantasie di un Gullo contro tutti. I movimenti a rallentatore di Beckam o le finezze stilistiche di Zidane proiettano il gioco in una sorta di spot promozionale Nike, con tanto di brasiliani che palleggiano come Globe Trotters tra la folla di una favelas e colpi al volo in grado di colpire il cuore e i sentimenti della professionale Lucia Blini dalla redazione di Controcampo.
La quantità/qualità di finte, colpi di testa e tiri in porta appare assolutamente credibile e realistica, con i giocatori che si sbilanciano se chiamati ad ardui recuperi, prendendo o perdendo lo slancio nella maniera più naturale possibile. Un'ulteriore novità in grado di soddisfare i palati più fini è l'introduzione di numerosi schemi intermedi (in precedenza da creare manualmente), per spezzare la rigidità dei 4-3-3, 3-4-3 o 3-5-2 con varianti che contemplano mezze punte, centravanti d'appoggio, ali decentrate e difensori schierati in base alle nostre intenzioni offensive. Classiche e sempre funzionali le modalità di gioco, magari non rivoluzionare (e del bisogno di rivoluzione non se ne sente la necessità), ma dotate di tutto quello che serve per imbastire tornei nazionali, di club e leghe minori. Allenamento, esibizione, Serie A, Liga spagnola, 57 nazionali scalpitanti, Master League rinnovata, editor di personaggi e modalità, udite udite, online (sebbene ancora inferiore dinanzi al servizio Live offerto da Microsoft per Xbox).
Certo è che narrare di un calcio virtuale all'anagrafe noto come Pro Evolution Soccer 5 è un po' come ballare di architettura o cantare di pittura impressionistica: occorrono pratica e molteplici sessioni di allenamento per apprezzare appieno le novità introdotte ed implementate. Discuterne a livello semantico ha la stessa valenza di un processo di Biscardi in prima serata: un elogio ai congiuntivi imperfetti (nel vero senso della parola) e tanto fiato sprecato per qualcosa che già è accaduto. Perché qualsiasi cosa ci sia scritta in questa recensione, nel bene o nel male il disco di Pro Evolution Soccer 5 sarà sicuramente già inserito nella vostra console di fiducia, in attesa di riprendere con il secondo tempo e recuperare quel maledetto goal di svantaggio.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Ok, avete ragione, la copertina del gioco dedicata al mercato italiano è proprio brutta, con quel mezzo busto di Buffon che fuoriesce dalla scritta Pro Evolution Soccer 5 e un Collina in chiaroscuro che da lontano potrebbe essere scambiato per Raimondo Vianello. Ma fermarsi alle apparenze significa prendere parte, frettolosamente, ad un'amichevole "solo per vedere se hanno migliorato la grafica". Il nuovo calcio secondo Konami va ben oltre la corsa al "Best 3D Engine Award", definendo il nuovo limite tra videogioco e realtà. La simulazione calcistica che scalpita in questo quinto episodio contempla in maniera quanto mai egregia le leggi fisiche a cui sono sottoposti i ventidue giocatori, proponendo un calcio "umano", faticoso, in cui sgomitare e correre fino allo sfinimento (occhio agli infortuni) per recuperare la sfera, con triangolazioni realistiche, tiri in porta credibili e contrasti più logici e meno fantasiosi rispetto a quanto la tradizione del soccer game aveva finora abituato. Pro Evolution Soccer 5 è il nuovo standard in fatto di simulazione calcistica su console e non c'è più Fifa che tenga. Migliore (se proprio si deve ricorrere al paragone) del prequel sotto ogni punto di vista, in grado di costringere anche gli utenti più navigati all' apprendimento delle nuove dinamiche fisiche implementate, profondo e quanto mai longevo, pressoché infinito e mai frustrante, con animazioni che, pur non sfociando nel fotorealismo, risultano pregevolmente armoniche e sempre pronte a seguire le direttive della raffinata Intelligenza Artificiale. E un bel nove non glielo toglie nessuno. Una scelta obbligata se non potete fare a meno dello sport nazionalpopolare fatto videogame.