Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
129.900 Lire (66,62 Euro)
Data di uscita
29/11/2001

Pro Evolution Soccer

Pro Evolution Soccer Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
KCET
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
29/11/2001
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
129.900 Lire (66,62 Euro)

Lati Positivi

  • E' il miglior videogioco di calcio di sempre
  • E' una simulazione quasi perfetta

Lati Negativi

  • Noiose ingerenze della CPU nelle scelte del giocatore
  • Meglio il silenzio che una telecronaca di tal fatta

Hardware

Una PlayStation 2 PAL, almeno un joypad ed una memory card con 183 Kb liberi, sono le richieste minime del gioco. Da notare come le specifiche tecniche segnalino la compatibilità del gioco con le funzioni analogiche dei tasti del Dualshock 2. Compatibilità al contrario latitante alla prova dei fatti.

Multiplayer

Il multiplayer è colonna portante di questo gioco. Il semplice divertimento che nasce affrontando un giocatore umano, è un valore aggiunto notevole, probabilmente in grado di superare le possibilità dal semplice gioco in singolo. Purtroppo non ci è stato possibile mettere nella stanza otto persone, otto joypad, due multitap, uno schermo ed una PS2 equipaggiata con Pro Evolution Soccer, ma siamo fiduciosi che sia una delle esperienze multiplayer più appaganti di sempre.

Link

Recensione

Pro Evolution Soccer

Attesa con trepidazione da grandi e piccini, è finalmente sbarcata nel continente PAL la simulazione di calcio più bella di tutti i tempi. Può darsi che non sia paragonabile ad un'opera d'arte, ma Pro Evolution Soccer si colloca sullo stesso livello di una finale dei mondiali: semplicemente il meglio di questo sport.

di Simone Gerevini, pubblicato il

Sensibilmente sviluppato anche il controllo di palla durante gli stop. Ora è possibile eseguire con una certa facilità utilissimi stop a seguire, semplicemente indicando la direzione che dovrebbe prendere la palla. L'utilità di questo gesto atletico è fondamentale, ma bisogna tener conto di diversi elementi per renderlo veramente efficace. Prima di tutto l'abilità dell'atleta; non tutti hanno sufficiente sensibilità nei piedi per eseguire correttamente uno stop del genere, che potrebbe naufragare in un passaggio non voluto all'avversario. Inoltre anche il passaggio deve essere molto preciso: troppo potente e la palla potrebbe allontanarsi eccessivamente, o ancora peggio rimbalzare sulle gambe di un giocatore non ancora pronto a ricevere. In questa complessa opera di ristrutturazione del rapporto uomo/palla rientra anche la gestione dei tiri in porta, molto meno telecomandati rispetto alle passate edizioni. E' il giocatore che agendo sulla croce/stick direzionale negli attimi che precedono il contatto tra piede e palla, controlla direzione ed effetto del tiro. Ben inteso, anche nel passato il sistema era il medesimo, ma adesso è obbligatorio prestare massima cura a questo aspetto, se si desidera segnare. Ciò cosa comporta in parole povere? Soprattutto che è diventato più difficile inquadrare la porta da fuori area e per farlo è sempre meglio affidarsi ai piedi di qualcuno capace.
Il lavoro svolto è quindi meritevole, nonché degno di essere accostato al termine simulazione. L'unico dubbio nasce a causa di alcuni strani rimbalzi della palla, che la rendono poco controllabile e soprattutto poco credibile. D'altra parte, questi eventi sono così limitati, quantitativamente e qualitativamente, che è impossibile definirli come difetti veri e propri, anche perché il gioco non ne risulta mai penalizzato.

WINNING ELEVEN

Ovvero la nostra squadra. Ed in particolar modo come si comportano i compagni controllati dal software. Prima di tutto una piccola premessa sui portieri, giustamente considerati il tallone d'Achille della versione nipponica del gioco. Quasi ogni problema è stato risolto in questa splendente versione europea, se non fosse per qualche piccola remora nel trattenere i tiri più potenti, che nella maggior parte dei casi, anche quando la palla è particolarmente centrale, vengono allontanati con i pugni. Nulla di grave, in ogni caso i giocatori posso stare tranquilli e fidarsi dei loro numeri uno. Anche il resto della squadra si comporta più che bene, soprattutto se il giocatore utilizza pienamente tutte le possibilità che ha a disposizione, curando attentamente il comportamento dei singoli giocatori, utilizzando tattiche e strategie e spostando il baricentro della squadra. Questi aspetti enfatizzano ulteriormente la qualità dell'intelligenza artificiale, rendendo il comportamento del collettivo molto credibile. Rispetto alle passate edizioni non molto è cambiato se non la possibilità di assegnare ai singoli giocatori un movimento non solo in avanti, indietro oppure neutro, bensì in ulteriori sei direzioni.
Purtroppo non sono stati risolti molti dei problemi che il gioco si porta avanti da molto tempo, in particolar modo alcune decisioni che influiscono negativamente sul comportamento degli uomini. La più grave riguarda la tendenza dei giocatori ad attendere la palla senza andarle incontro, con conseguente perdita del possesso. O ancora, spesso i giocatori sono costretti a buttare fuori del campo la palla, semplicemente perché il gioco non offre possibilità di scelta. Fondamentalmente nulla di particolarmente grave, anche perché a queste ingerenze ormai ci siamo abituati. Sicuramente però ci auguriamo che problemi del genere vengano risolti abbastanza in fretta.

LOOSING ELEVEN

Ovvero la squadra avversaria. Che ovviamente non perde sempre, altrimenti non ci sarebbe più alcun gusto a giocare. I team controllati dalla PS2 purtroppo offrono solo un discreto grado di sfida. Dei cinque livelli di difficoltà solo l'ultimo può creare più di qualche problema a giocatori esperti. I primi quattro invece sono caratterizzati da squadre poco aggressive, alle volte addirittura timorose di tirare verso la porta. Giocano bene, però difficilmente riescono a creare azioni da gol. In difesa invece sono mediamente più capaci, anche al terzo e quarto livello, considerando che creare azioni da gol è sempre abbastanza difficoltoso. Indispettisce, a volte, che l'avversario virtuale riesca ad annullare l'effetto di azioni complesse e magari un secondo dopo si faccia infilare dal fenomeno di turno, che ha conquistato la palla a centrocampo e si è fatto una sgroppata fino ai limiti dell'area di rigore, saltando in velocità la difesa. Per carità, finché si segna va tutto bene, però la soddisfazione è certamente minore.

ITALIA VS. GIAPPONE

Veniamo ora ad una disamina di tutto ciò può apparire secondario di fronte a tanta giocabilità. Prima di tutto bisogna fare i complimenti alla divisione europea di Konami, che ha localizzato ottimamente il prodotto, offrendoci un titolo privo di fastidiose bande nere, nonché veloce come la sua controparte NTSC. Ottimo anche il lavoro di caratterizzazione dei giocatori, che ha visto il supporto tecnico di Sports Interactive, il team di sviluppo di Championship Manager/Scudetto. Gli atleti sono giudicati da ben trenta parametri generali, più alcuni speciali che ne mettono in risalto le qualità migliori. Effettivamente in campo si sente la differenza tra un giocatore ed un altro e buona parte del successo passa attraverso lo sfruttamento ottimale delle abilità di ogni giocatore. Unico neo riguarda la licenza FIFPro, che permette al gioco di utilizzare i nomi reali solo di alcuni atleti. Buona parte dei calciatori extra europei hanno nomi fittizi, spesso semplici anagrammi. Un'altra mancanza di questa licenza colpisce alcuni nomi delle 32 squadre di club disponibili. Il caso più eclatante è forse quello della Juventus, tristemente rinominata Piemonte.
Sul fronte modalità pochissimi cambiamenti rispetto alla passata versione del gioco, se non la possibilità di giocare fin da subito amichevoli con le squadre di club, nonché un ulteriore elemento di difficoltà per chi vuole cimentarsi nell'estenuante Master League: i crediti guadagnati vincendo le partite, non solo serviranno per costruire una rosa da sogno, ma anche per mantenerla, visto che da quest'anno i giocatori pretendono uno stipendio. E, poiché non è data la possibilità di presentare istanza di fallimento ad un tribunale, se non si hanno denari per pagare, il game over è inevitabile.

ZONA CESARINI

Sebbene Pro Evolution Soccer non goda di una realizzazione tecnica eccezionale, riesce a risultare in ogni caso piacevole da vedere, e soprattutto funzionale alle esigenze di gioco. Il motore grafico, sviluppato con Renderware, un middleware che ha contribuito alla creazione di diversi giochi di primo piano, ha il suo punto di forza nelle animazioni, estremamente realistiche. Anche i modelli poligonali, sebbene non raggiungano il livello di dettaglio di titoli come FIFA 2002 sono più che discreti e permettono di riconoscere chiaramente i giocatori, almeno i più noti. Buona la realizzazione degli stadi, in parte rovinata dal pubblico che affolla le tribune, spiacevolmente animato da tre miseri frame. Neanche la pioggia fa gridare al miracolo, ma bisogna aggiungere che la pesantezza del campo bagnato si sente durante le partite. Completamente delusi invece dai replay per due motivi: il primo è un problema che la serie si trascina da sempre, visto che non è possibile interrompere il gioco in qualsiasi momento per rivedere un'azione. Il secondo invece si presenta per la prima volta con questa edizione e riguarda l'inefficacia delle telecamere che ripropongo un'azione d'attacco finita in un nulla di fatto. In ISS Pro Evolution 2 le riprese erano spettacolari e funzionali, purtroppo nel suo seguito si limitano nella maggior parte dei casi ad una scialba inquadratura laterale. In compenso, i momenti clou della partita sono riproposti alla fine di ogni tempo con inquadrature più che discrete.
Ora veniamo all'altra metà dell'universo, o meglio alla realizzazione sonora, sicuramente l'aspetto peggiore dell'intero gioco. Il commento propone un frasario limitatissimo e utilizzato a casaccio, nonché nomi dei giocatori pronunciati un po' quando capita. Emblematico il commento dei replay, che spesso si riduce ad un "tiro!", quando la palla è ancora ben lungi dall'essere scagliata in porta. Mai come ora rimpiangiamo l'onorevole signor Jon Kabira, splendido cronista della versione giapponese del gioco, in grado di esprimere con la voce le emozioni di uno sport così bello, nonostante la barriera linguistica.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Pro Evolution Soccer è a tutti gli effetti la killer application che tutti sognavano. A lungo atteso, appena arrivato ha spazzato via la concorrenza e i suoi illustri predecessori. Sebbene non rappresenti una rivoluzione nel firmamento dei giochi di calcio, l'evoluzione è di tale portata da rinnovare negli appassionati la passione per questa incredibile serie. Si tratta dell'ennesimo passo in direzione del calcio reale, quello giocato da uomini veri, non da insiemi antropomorfi di poligoni. Siamo in particolar modo attirati dalle infinite possibilità di questo titolo, in grado di riservare ad ogni partita sorprese a non finire. La qualità del prodotto non ci permette però di chiudere un occhio di fronte ad alcuni difetti, in particolar modo quelli che la serie, con una perseveranza quasi diabolica, si trascina ormai da lungo tempo. In ogni caso le speranze per il futuro sono sempre più rosee, nel frattempo torniamo a giocare.